Corsi di degustazione dei vini biologici

Corsi di degustazione dei vini biologici
Marzo 2015 a Roma

mercoledì 30 settembre 2009

I vini biologici alla Biodomenica del 4 ottobre 2009

La Biodomenica è l'appuntamento con il mondo del biologico, organizzato per il decimo anno da Aiab, Coldiretti e Legambiente.
in tutta Italia ci saranno tanti appuntamenti e si potranno incontrare tante aziende biologiche, tra cui tanti produttori di vino bio.

Per informazioni www.biodomenica.it

Qui trovate l'elenco degli appuntamenti della Biodomenica, regione per regione.

Più avanti trovate il programma della Biodomenica di Roma al Testaccio.

Il tema della Biodomenica di quest'anno sarà il GPP (Green Public Procurement) cioè gli acquisti verdi nella pubblica amministrazione, con particolare riferimento alla buona pratica: le mense con alimenti biologici e locali.
Il GPP è uno dei principali strumenti a disposizione della Pubblica Amministrazione per mettere in atto strategie di sviluppo sostenibile mirate a ridurre gli impatti ambientali dei processi di consumo e produzione attraverso una gestione più responsabile delle risorse naturali, uno dei settori prioritari d’intervento nella strategia Europea per lo sviluppo Sostenibile.
Il GPP permette di “rendere verdi” gli acquisti delle pubbliche amministrazioni.
Al centro dell’attenzione della Biodomenica saranno la valorizzazione delle migliori esperienze di ristorazione collettiva (scuole, ospedali, aziende) con alimenti da agricoltura biologica e legati al territorio (filiera corta e km zero), e allo stesso tempo verrà lanciata una campagna di sensibilizzazione verso gli amministratori pubblici al fine di far adottare a tutti queste buone pratiche.

A Roma l'appuntamento è alla Città dell'Altraeconomia di Testaccio.

Questo il programma della Biodomenica di Roma.

ore 10.00 Tam Tam in Bici: partenza per la biciclettata alla scoperta del patrimonio storico- architettonico di Testaccio e di alcuni angoli molto suggestivi del centro storico della città.

Per prenotazioni e informazioni sull' iniziativa www.tuttounaltromondo.org.

ore 10.30 Lezione dimostrativa di Tai Chi a cura dell’Associazione Tai Chi Taoista

ore 15.30 Musica e Ritmo dal Brasile con le scuole di SAMBItalia

ore 17.00 Lezione di Yoga con Tyler

ore 19.00 “SCHERZI TEATRALI degli ANNI ’50” con la Compagnia teatrale della Banca del Tempo del Municipio 6

Animazione per bambini con il C.e.m.e.a. del Mezzogiorno

Per tutto il giorno esperti e tecnici dell’Aiab risponderanno a tutte le domande e curiosità sul tema dell’Agricoltura Biologica


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A Roma la Biofiera 2009 dal 15 al 18 ottobre

Ci saranno tante aziende del vino biologico alla quarta edizione della Biofiera di Roma, la manifestazione organizzata dalla Regione Lazio.

Anche quest'anno la Biofiera arriva a metà mese, sperando nelle stupende giornate dell'ottobrata romana.
La Biofiera si terrà da giovedì 15 a domenica 18 ottobre 2009 nello stesso luogo degli scorsi anni, il Parco della Resistenza (Viale Aventino/Piramide), dalle 10 alle 23.

Nei prossimi giorni vi informeremo sulle aziende del vino biologico presenti alla Biofiera.

La tua azienda sarà presente alla Biofiera?
Segnalalo scrivendo un commento a questo articolo o scrivendoci.

Biofiera 15-18 ottobre 2009 - ore 10-23 Parco della Resistenza (Viale Aventino/Piramide) www.biofiera.com


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giovedì 10 settembre 2009

Millesime Bio 2010, il salone mondiale dei vini biologici a Montpellier

I saloni e le iniziative dedicate ai vini biologici e biodinamici crescono e si
consolidano.Millesime Bio è una delle rassegne più serie ed interessanti, anche
se il numero di aziende italiane partecipanti è ancora troppo esiguo.
Vi segnaliamo il comunicato ufficiale di presentazione della fiera.


L’ultima edizione del salone professionale mondiale Millésime Bio ha riunito 354 espositori, produttori e commercianti di vini provenienti dall’Italia, dalla Spagna, del Sudafrica, dalla Germania, dalla Francia, dalla Gran Bretagna, dalla Polonia, dal Portogallo e dalla Romania, con un aumento del 27% rispetto all’anno precedente.
Hanno visitato il salone 1.700 operatori professionali, soprattutto europei, nordamericani e giapponesi, responsabili acquisti di 700 aziende (+50% rispetto all’anno precedente). Un totale di 31 paesi (escludendo la Francia), di cui 14 extra UE.

Forte del successo dell’edizione 2009, che gli ha consentito di raggiungere una dimensione mondiale, Millésime Bio 2010accoglierà oltre 400 espositori (viticoltori e commercianti) al Parc des Expositions di Montpellier.

Millésime Bio è un salone creato dall’AssociazioneInterprofessionale dei Vini Biologici del Languedoc-Roussillon.Il suo obiettivo è di presentare agli operatori vini provenienti dall’agricoltura biologica di tutti i paesi / regioni di produzione.
Ogni anno Millésime Bio è il luogo ideale per presentare iln uovo millésime e avere un indicatore circa la situazione del mercato.
Millésime Bio ha scelto un concetto unico al mondo: fornisce agli espositori stand chiavi in mano, tutti identici gli uni agli altri: è il vino a fare la differenza!

Challenge Millésime Bio: il concorso internazionale organizzatoda Millésime Bio
Tra i principali appuntamenti del salone, la terzo edizione del concorso internazionale dopo la degustrazione dei vini da parte di una giuria di professionisti che si terrà il 16 novembre2009.

PER MAGGIORI INFORMAZIONI, VISITATE IL SITO:


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venerdì 7 agosto 2009

Il vino biologico regge alla crisi

Anche nel 2010 BioFach, il più importante salone mondiale del biologico, che si svolge a Norimberga, in Germania, dedicherà un Salone specializzato ai vini biologici.
Pubblichiamo questa interessante nota del BioFach sulla situazione del mercato dei vini biologici in Europa.
In particolare, dell'espansione della viticoltura biologica in Francia abbiamo già parlato nel Blog.

BioFach 2010: il vino da coltivazione biologica tiene alla crisi
Trend positivo per i vini bio in Germania

Francia in testa alla classifica europea per la domanda
Autenticità, gusto e senso di responsabilità sono in primo piano

Nel 2010, il mondo del vino biologico si darà appuntamento da mercoledì 17 a sabato 20 febbraio al suo incontro internazionale più importante dell'anno. Come già avvenuto l'anno precedente in occasione della première del Padiglione del Vino, anche nel 2009 i 46.771 visitatori professionali di BioFach e Vivaness – manifestazioni mondiali per prodotti biologici, cosmesi naturale e wellness – hanno potuto convincersi dell'alta qualità dei vini di produzione ecologica nel padiglione 4A. Fra le 2.744 aziende partecipanti, ben 318 hanno rappresentato il segmento del vino bio esponendo i risultati del loro know-how di viticoltori. Il paese più presente è stata l'Italia con 94 espositori, seguita da Germania (81), Spagna (53), Francia (42) ed Austria (16). Il 2010 promette di essere un’altra annata buona per il BioFach.

Contrariamente a tutti i timori, il settore del vino bio, che all'inizio del 2009 guardava al futuro con un ottimismo piuttosto prudente, si trova in realtà in una situazione molto migliore del previsto: il mercato oscilla fra uno zero con tendenza positiva e una lieve crescita. E poiché la propensione al consumo è stabile ci sono buoni motivi per rimanere ottimisti. La gastronomia è la sola a registrare un calo degli incassi. "Nei periodi di crisi i consumatori preferiscono restare a casa e quindi il consumo fuori diminuisce. I clienti scelgono allora prodotti che aumentano il fattore benessere a casa e fra questi vi sono anche i vini biologici", spiega Kristina Simon della Moselland-Marketing, Germania. Un altro motivo per l'andamento positivo delle vendite di vino biologico in Germania è il prezzo. I consumatori di vini convenzionali scelgono frequentemente prodotti a basso prezzo. Tale tendenza è meno forte per i vini biologici. I fornitori registrano attualmente un calo della domanda solo nella fascia dai 7 agli 8 euro nel commercio di alimentari al dettaglio e dai 9 ai 10 euro nel commercio specializzato. L'importatore di vini Peter Riegel di Orsingen, in Germania, registra invece vendite in costante crescita da un lato nella fascia al di sopra dei 10 euro, dall’altro intorno ai 4,99 euro.

Per il vino bio si prevede un aumento del fatturato del 10 %
Sebbene attualmente sia difficile fare previsioni per il secondo semestre 2009, secondo i commercianti di vini biologici l'aumento del giro d'affari potrebbe raggiungere il 10 %. "Generalmente i clienti sono disposti a spendere più per prodotti biologici che non per i prodotti convenzionali. Anche in passato si è visto che la situazione economica ha pochi effetti sui prodotti biologici. I vini da coltivazione biologica partono da una buona posizione", è così che spiega il suo ottimismo Peter Riegel, amministratore dell'omonima azienda di importazione vini. Secondo VivoLoVin, importatore tedesco di Brema, dà adito all'ottimismo pure l'andamento straordinariamente positivo delle ordinazioni di giugno e luglio 2009 che potrebbero così compensare i mesi più deboli.

Forte richiesta di vini rossi e di prodotti a basso contenuto alcolico
La situazione delle vendite dei singoli paesi è chiara: i vini tedeschi restano in testa e si registra la tendenza a prodotti con bassa percentuale alcolica. La domanda di vini biologici prodotti in Spagna, Italia ed Austria continua a svilupparsi positivamente. Per quanto riguarda i vini francesi invece, la situazione è meno uniforme a causa degli aumenti di prezzo. I tipi di vino più richiesti sono i rossi, ma anche la domanda di rosé, specialmente nella fascia di prezzi più bassa, è attualmente assai vivace. VivoLoVin sta registrando nel 2009 un aumento sorprendentemente positivo nel settore, spesso considerato perdente, del "vuoto a rendere", fenomeno che si spiega fra l'altro con l'aumento lento ma costante dei supermercati bio. Nei prossimi mesi sarà interessante seguire come si svilupperanno gli imbottigliamenti in proprio dalle cantine vinicole e dagli importatori. Se fino alla fine del 2008 il mercato dei vini in botte tedeschi era considerato surriscaldato, nel frattempo la situazione è nettamente mutata. La Federazione tedesca dei produttori di vini ecologici Ecovin, con sede ad Oppenheim in Germania, non è la sola a constatare che successivamente i prezzi sono andati sotto pressione. Se 2 - 3 anni fa i prezzi erano molto più alti di quelli dei vini in botte convenzionali, nel 2009 c'e stato un avvicinamento. Il mercato del vino in botte è molto teso in Spagna, mentre in Francia non si escludono ulteriori aumenti dei prezzi.

Austria: netta tendenza ai vini da coltivazione biologica
Più che soddisfatti dell'andamento del 2009 lo sono anche i bio-viticoltori austriaci. E questo non solo perché prevedono un aumento delle esportazioni dell'8 % verso la Germania, ma anche per la loro ottima situazione sul mercato giapponese. "Le esportazioni verso il Giappone si sono sviluppate splendidamente. Se nel 2007 le aziende che esportavano in Giappone erano ancora tre, grazie alla nostra presenza al BioFach in Giappone negli ultimi tre anni abbiamo trovato importatori per altre tre aziende", constata soddisfatto Jürgen Schmücking di BioAustria, associazione con sede a Linz, in Austria, che promuove la coltivazione biologica. La situazione è positiva anche nell'Austria stessa. La BioAustria registra una popolarità crescente che si spiega in parte proprio con la crisi. "Secondo noi c'è un ritorno ai prodotti autentici e genuini, inoltre è immutata la tendenza a gustare vini di alta qualità prodotti anche in maniera responsabile", afferma Jürgen Schmücking. Fatta eccezione per le promozioni limitate nel tempo, i prezzi dei vini biologici partono dai 4,99 euro. Questo potrebbe incoraggiare altri viticoltori ad aderire. "Nel 2009 ci sarà una netta crescita perché le aziende della prima ondata di conversioni all'agricoltura biologica potranno disporre quest'anno di vigneti completamente certificati. Tale crescita sarà però lievemente attenuata dalle rinunce provocate dalle condizioni dell'annata 2008. La cifra di rinunce sarà però nettamente inferiore alla crescita dovuta alle nuove aziende. Nel 2010 e nel 2011 tale distacco continuerà ad aumentare", spiega fiducioso Jürgen Schmücking.

Francia: il boom del vino biologico
La Francia è sempre più il paradiso dei vini biologici. Se il consumo era già aumentato nel 2008, ora si può quasi parlare di un boom, riferisce Kai Schamar, socio di VivoLoVin. Nonostante le già numerose conversioni da parte di cooperative, non sempre si riesce a soddisfare la domanda. "In seguito a due vendemmie più scarse del solito, i prezzi sono relativamente alti, ma il mercato nazionale funziona bene", aggiunge José Serrano, addetto agli acquisti e al management della qualità presso l'importatore di vini Peter Riegel, di Orsingen in Germania.

Italia: divario della domanda fra nord e sud
In Italia si assiste invece a due realtà contrastanti. Per chi vende vini biologici attraverso la ristorazione, quest'anno si prospetta generalmente difficile, mentre la situazione del commercio specializzato è invece relativamente buona. La grande offerta fa sì che i prezzi restino stabili e al nord i vini biologici sono più richiesti che al sud.

Spagna: forte l'esportazione di vini biologici
La penisola iberica ha ormai la più vasta superficie dedicata alla coltivazione ecologica in Europa, ma la domanda nel paese stesso è generalmente bassa. José Serrano informa che un buon 90 % dei vini prodotti ecologicamente vengono esportati. E aggiunge che "La domanda interna è diminuita e i prezzi dei vini sia convenzionali che ecologici sono crollati. Soprattutto le cooperative hanno forti problemi a smerciare i vini prodotti". I viticoltori biologici spagnoli puntano quindi sull'export. Attualmente soprattutto i vini in botte sono offerti a prezzi spesso estremamente bassi. Ne profittano mercati importanti come la Germania, gli stati del Benelux e i Paesi Scandinavi.


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mercoledì 15 luglio 2009

Un'azienda del vino a Emissioni Zero

Torniamo sul tema dell'impatto ambientale ed in particolare delle emissioni di carbonio (vedi post di ieri) per presentarvi il caso concreto dell'italianissima Villa Matilde di Cellole (Caserta).
L'azienda (è giusto per noi precisarlo) non è biologica ma sta ugualmente seguendo un percorso virtuoso, difficile ed impegnativo, per arrivare ad essere una cantina a Impatto Zero.

Il vino si tinge di verde?
Voi cosa ne pensate?

Il settore vitivinicolo rappresenta uno dei settori a maggior consumo energetico. Energia elettrica, combustibile, gas propano e gas naturale sono utilizzati per condizionare gli ambienti e raffreddare gli impianti, per la produzione di aria compressa, di acqua calda per la pulizia delle botti, senza contare che i processi di vinificazione in rosso richiedono spesso il riscaldamento dei mosti. A questo si aggiungono gli spazi commerciali e amministrativi che necessitano di clima mite, regolato da impianti alimentati da energia elettrica. Tuttavia il comparto offre un considerevole potenziale di miglioramento nell’efficienza energetica sia nel senso del risparmio energetico che con il ricorso ad energie alternative. Dall’analisi di questo scenario nasce il progetto di Villa Matilde "Emissioni Zero" che non a caso prende vita proprio nell’Anno Internazionale del pianeta Terra. Il progetto denominato Emissioni Zero è stato presentato lo scorso 18 giugno al Grand Hotel Parker’s di Napoli dal Prof. Ing. Giovanni Perillo, dagli agronomi Marco Simonit e Roberto Merlo e da Salvatore Avallone e Maria Ida Avallone, titolari dell’azienda.

Il progetto nasce dalla volontà di fare azienda a impatto zero, di sviluppare una produzione sostenibile in armonia con la natura e rispettosa dell’ambiente. L’obiettivo è azzerare entro il 2010 le proprie emissioni di gas serra attraverso l'impiego di tecnologie all'avanguardia che coinvolgeranno la produzione aziendale nella sua totalità, dall'energia ai trasporti, dai fertilizzanti ai carburanti, nell'ambito di una strategia complessiva.

Una serie di azioni integrate contribuiranno ad inserire armonicamente il complesso aziendale di Cellole nel paesaggio, a ridurre gli sprechi delle risorse naturali (come l’acqua) e a utilizzare meglio le fonti di energia rinnovabili.

Prima tappa del progetto è completare entro il 2009 gli impianti per lo sfruttamento dell’energia solare: entro la fine di quest’anno l’energia elettrica di Villa Matilde sarà infatti generata da pannelli solari fotovoltaici installati sui tetti delle strutture già esistenti. I pannelli sostituiscono il materiale di copertura tradizionale, garantendone l’impermeabilità e la massima integrazione architettonica. Il fotovoltaico consentirà di trasferire alla rete elettrica nazionale l’energia generata e non utilizzata, contribuendo così alla quota di energia introdotta nella rete.

La produzione di energia termica pulita è invece garantita dall’utilizzo di caldaie a biomassa. Le biomasse, soprattutto se di origine forestale (legna, paglia, nocciolino ecc.) quando bruciano producono anidride carbonica, ma la stessa è compensata durante la crescita della pianta, in un processo ciclico.

Villa Matilde ha fatto della tutela ambientale un valore aziendale: da oltre 15 anni produce uve in regime di lotta guidata ed integrata a basso impatto attraverso l’utilizzo di fitofarmaci specifici autorizzati dalla CE; contribuisce attivamente alla riduzione di emissioni di CO2 prodotte dal ciclo fermentativo attraverso l’impianto continuo di nuovi alberi; utilizza elettricità per tutti i mezzi di movimentazione interna delle merci e macchine agricole a basso consumo. Ma non è tutto. È prevista la realizzazione di una stazione di rifornimento per veicoli elettrici alimentata da energia pulita rinnovabile ed il ricorso a trattori alimentati con biodiesel.

Anche le nuove bottiglie bordolesi utilizzate dall’azienda vanno nella direzione dell’eco-sostenibile: il peso vetro è stato abbattuto di 100 grammi per bottiglia che significa un abbattimento di pari peso trasporto con la conseguente riduzione di carburante.

Entro il 2010 infine gli edifici aziendali saranno tinteggiati con speciale vernice bianca riflettente per compensare il riscaldamento globale e ridurre così il crescente effetto serra, in linea con i dettami del protocollo di Kyoto.

“Emissioni zero è senza dubbio un progetto impegnativo, ma anche doveroso. Gli investimenti verranno ammortizzati solo tra un ventennio ma – sostiene Salvatore Avallone – siamo convinti che la diffusione di una cultura del rispetto dell’ambiente sia un dovere per chi di un territorio fa la propria forza”.

Villa Matilde
S.S. Domitiana, 18 Cellole (CE)
telefono: +39 0823.932088
www.villamatilde.it


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lunedì 13 luglio 2009

Vino e impronta del carbonio dalla Spagna

Il concetto di impronta di carbonio comprende tutte le emissioni di anidride carbonica coinvolte nel ciclo di vita di un prodotto: dalla produzione della materia prima alla distribuzione, passando per la coltivazione e la raccolta, se si tratta di un prodotto agricolo, la concimazione, il trasporto all'impianto di trasformazione, la trasformazione e il confezionamento.

Secondo un articolo de El Mundo, a partire da settembre gli alimenti spagnoli potranno scegliere un'etichetta che stima l'impronta di carbonio. L'iniziativa nasce dall'Associazione delle imprese di prodotti biologici dell'Andalusia (Epea) che, insieme alla Junta dell'Andalusia, ha sviluppato una metodologia per calcolare le emissioni di gas serra durante la vita di un prodotto. La metodologia si basa sullo standard internazionale Pas 2050. Le etichette saranno convalidate da un certificatore indipendente. Epea ha anche lanciato un pagina web (www.huellacarbono.es) per informare i consumatori su questa novità.

Il progetto è partito con tre alimenti “pilota”, i pomodori ciliegini, l'olio di oliva ed il vino Pedro Jimenez. I risultati ufficiali non saranno validati fino a settembre quando sarà avviata il controllo indipendente. Da quella data tutti gli alimenti, sia biologici che convenzionali, potranno scegliere volontariamente questa etichettatura.
L'etichetta racchiude, in effetti, un impegno di lungo periodo. “La cosa importante non è se uno ha più emissioni di un altro ma l'impegno di ciascuno a ridurre le proprie emissioni di carbonio” ha detto Juan Manuel Luque, presidente della Epea. Mostrando la sua etichetta ogni impresa si impegna a ridurre le emissioni.
“Ci sono emissioni che non si possono ridurre o eliminare come il metano nell'allevamento. Molte altre fonti, però, si possono ridurre con l'efficienza energetica o una migliore gestione della filiera”.

L'etichetta dell'impronta del carbonio comprenderà le emissioni dei prodotti esportati. Ad esempio, se un olio di oliva venduto a livello locale è commercializzato anche in un paese lontano, la CO2 emessa nel trasporto avrà ripercussioni sulla totalità delle bottiglie vendute, sia in Spagna che all'estero. “Siamo comunque aperti a proposte perché alla fine l'impronta non danneggi i produttori locali” aggiunge il presidente dell'Epea.

[fonte AgraPress/Ecoalimenta.com]


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sabato 4 luglio 2009

I video segnalati dal Vino Biologico: Barone Pizzini

Oggi vi segnalo due video tratti dalla trasmissione televisiva "MelaVerde", realizzati nell'azienda Barone Pizzini che produce spumanti biologici in Franciacorta.

Nel primo si parte dalla coltivazione del vigneto biologico e dalla vendemmia.



Nel secondo video Silvano Brescianini, direttore generale e direttore di produzione di Barone Pizzini, spiega come si produce uno spumante di qualità come il Franciacorta.


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venerdì 3 luglio 2009

Bere vini biologici nella fine settimana (3-5 luglio 2009)

Cari amici del Vino Biologico, anche in questa fine settimana vi segnalo due appuntamenti interessanti. Due appuntamenti con i vini biologici a San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno), nelle Marche, e a Roma.

Happy hour e aperitivo biologico a San Benedetto del Tronto

Da sabato 4 luglio 2009 a San Benedetto del Tronto partono gli aperitivi biologici piceni: l'appuntamento si ripeterà ogni sabato, fino all'8 agosto, dalle 18,30 alle 20,30. Da notare: l'aperitivo è gratuito perché è organizzato dalla Pro Loco di San Benedetto, nella sua sede di via Montebello.
Il progetto coinvolge alcune aziende biologiche della provincia di Ascoli: GiornoperGiorno Bio di Nazzareno Torquati, Saladini Pilastri, Oleificio di Silvestri Rosina, Forno Biologico, Cherri di Paolo Cherri e l'Agriturismo Gioie di fattoria.
I vini sono in particolare di Saladini Pilastri, dell'azienda Paolo Cherri e dell'agriturismo Gioie di Fattoria.
Da sabato 4 luglio passanti e turisti avranno così la possibilità di assaggiare alcune specialità biologiche del Piceno, come marmellate, paté, olive verdi, crostini, accompagnati da vini bianchi biologici, succhi e cocktail di frutta. I prodotti potranno anche essere acquistati nello spazio all'aperto che sarà allestito presso la sede della Pro Loco
Da anni la provincia di Ascoli Piceno sta lavorando sulla promozione dell'agricoltura biologica, anche in abbinamento al turismo, ad esempio con l'iniziativa Filiera Corta Picena.

SALADINI PILASTRI
Via Saladini 5
63036 - Spinetoli (AP)
Tel. +39 0736 899534
Fax +39 0736 898594
Email: info@saladinipilastri.it

Agrivitivinicola Cherri
Via Roma, 40
63030 - Acquaviva Picena (AP)
Tel. 0735-764416
Fax 0735-769210
info@vinicherri.it

Azienda agrituristica Gioie di Fattoria
di Maria Antonietta Lelli
C.da Biagio, 12
64010 Controguerra (Teramo)
Tel./fax 0861-89606
email : gioiedifattoria@tiscali.it



Le premiazioni di BiodiVino a Roma, al Campidoglio

Il secondo appuntamento è a Roma, ma occorre pazientare fino a lunedì 6 luglio 2009, alle ore 10.30 in Campidoglio a Roma, nella prestigiosa Sala della Protomoteca.

Saranno assegnati gli ori e gli argenti alle eccellenze biologiche della sesta edizione del BiodiVino, la Rassegna internazionale dei vini derivanti da uve prodotte da agricoltura biologica, curata dalle Città del Bio in collaborazione con Aiab Piemonte e il patrocinio della Provincia di Alessandria.

Oltre alla Gran Medaglia d’Oro ottenuta dal Vin Santo Trentino dell’Azienda Poli di Santa Massenza di Vezzano, 13 gli Ori e 65 gli Argenti su un totale di 209 i vini bio presentati, provenienti in particolare da Toscana (65), Piemonte e Campania (23).

Qui trovate l'elenco completo dei vini biologici premiati dal VI BiodiVino.

La premiazione avverrà in abbinamento con la premiazione dei vini vincitori della Selezione del Sindaco 2009, concorso organizzato da Città del Vino.


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giovedì 2 luglio 2009

Barone Pizzini presenta la certificazione biodinamica Demeter

Barone Pizzini, l'azienda del vino biologico presente, oltre che in Franciacorta con i suoi spumanti, anche in Maremma, nel Salento e nelle Marche, con la tenuta Pievalta dei Castelli di Jesi, presenta la certificazione biodinamica Demeter dei vigneti di Pievalta. A Pievalta si producono il Verdicchio dei Castelli di Jesi Doc Classico Riserva "San Paolo", il Verdicchio dei Castelli di Jesi Doc Classico Superiore "Dominé", un particolare Verdicchio dei Castelli di Jesi Doc Passito "Curina" e anche la Grappa di Verdicchio.

Pievalta
Via Monteschiavo, 18
60030 Maiolati Spontini (AN)
Tel. 0731 889033 - Fax 0731 889033
pievalta@baronepizzini.it - www.baronepizzini.it
L'appuntamento con Barone Pizzini è per giovedì 9 luglio 2009 a Milano, al Ristorante Teatro alla Scala “Il Marchesino”, dalle 18.

Barone Pizzini presenta la certificazione internazionale Demeter dei vigneti biodinamici della tenuta Pievalta dei Castelli di Jesi nelle Marche

Giovedì 9 Luglio 2009 – dalle ore 18 alle 20
Ristorante Teatro alla Scala “Il Marchesino”
Via Filodrammatici, 2 - angolo Piazza della Scala - Milano

Demeter è il marchio internazionale che rappresenta circa 3000 produttori in ben 35 stati e certifica l'intera gamma dei prodotti biodinamici provenienti da tutto il mondo, garantendo la tipicità e l’originalità dei prodotti frutto dei principi della biodinamica, dove l’agricoltura è in sintonia con la natura, con la terra e con gli uomini e dove la natura ed il rispetto dei suoi ritmi diventano filosofia di vita e di produzione consapevole.

Enologi di fama mondiale ed esperti del settore sostengono la coltivazione biodinamica per ottenere una qualità superiore in vigna e nel prodotto finale e per preservare, esaltandola, la tipicità del terroir.

Intervengono all'appuntamento di Milano:

· Marco Serventi, Vicepresidente Demeter Italia
· Silvano Brescianini, Direttore Generale e Direttore di Produzione Barone Pizzini
· Alessandro Fenino, Responsabile Tenuta Pievalta

Per ulteriori informazioni e conferma partecipazione:
Ufficio Stampa Barone Pizzini - Carl Byoir & Associates
tel: 02 3314593
Annalisa Nunziata – annalisa.nunziata@carlbyoir.com
Giulia Wagner – giulia.wagner@carlbyoir.com


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mercoledì 1 luglio 2009

Contro la peronospora della vite i fosfiti di potassio

I fosfiti di potassio sono potenzialmente un'alternativa interessante per la difesa del vigneto biologico dalla peronospora.

Nel sito del Vino Biologico ce ne siamo occupati parlando delle possibili alternative all'impiego del rame nel vigneto.
"Esistono sperimentazioni sull’uso di concimi fogliari a base di fosfito di potassio nella lotta alla peronospora. Ad agire contro la peronospora sarebbe l’acido fosforoso contenuto in questi preparati. Il fosfito ha effetti curativi e non preventivi sull’infezione della peronospora. È utilizzabile solo nelle prime fasi del ciclo colturale (fino alla fioritura): andrebbe poi sostituito con il rame."

Pubblichiamo di seguito una notizia dell'Istituto Agronomico Mediterraneo di Bari su un seminario dedicato proprio ai fosfiti di potassio; nella notizia si prevede la possibilità della presentazione alla Commissione Europea di Bruxelles di una proposta di regolamentazione per l'uso dei fosfiti in agricoltura biologica. Sarebbe un'opportunità interessante per ridurre l'impiego del rame nel vigneto bio.

Si è concluso al Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali il seminario sull’uso dei fosfiti di potassio in agricoltura biologica, organizzato dallo IAM-B, Istituto Agronomico Mediterraneo di Bari, in collaborazione con l’AIAB, Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica e con l’Ufficio “SACO X” del Ministero stesso.

L’incontro, al quale hanno partecipato esperti e tecnici provenienti da vari paesi europei (Francia, Spagna, Germania, Austria, Olanda e Italia), rientrava nelle attività previste dal progetto “Interbio", gestito dallo stesso IAM-B, che prevede, tra l’altro, azioni, seminari informativi e incontri sulle normative e politiche internazionali relative all’agricoltura biologica. Si è voluto avviare un processo di valutazione completa, partecipativa e su basi scientifiche delle potenzialità e dell’accettabilità dell’utilizzo dei fosfiti di potassio per la protezione delle colture biologiche, in particolare in frutticoltura: una possibile e promettente alternativa all’uso del rame.

Le conclusioni sono state affidate a Cristina Micheloni di Aiab, che ha anche coordinato la tavola rotonda di approfondimento scientifico e tecnico sul tema. Le prossime tappe prevedono la presentazione della posizione comune raggiunta alla Commissione Europea per l’avvio di una proposta di regolamentazione all’uso dei fosfiti di potassio in agricoltura biologica.

[fonte www.sinab.it; foto Arsia Toscana]


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