Corsi di degustazione dei vini biologici

Corsi di degustazione dei vini biologici
Marzo 2015 a Roma
Visualizzazione post con etichetta Vigneto. Mostra tutti i post
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venerdì 29 ottobre 2010

I vigneti biologici in Italia

Il fallimento del progetto di una normativa europea sulla vinificazione biologica ha rinviato a data da destinare la nascita, almeno sul piano giuridico-normativo, del "vino biologico" o "vino da agricoltura biologica".

Visto che bisogna accontentarsi, quindi, del "vino da uve prodotte da agricoltura biologica", è bene ripartire dalle certezze, cioè dei vigneti certificati e coltivati secondo le tecniche dell'agricoltura biologica.

Con 43.614 ettari di vigneti bio (dati Sinab 2009), la vite è per estensione la quinta coltura biologica  in Italia, dopo cereali, foraggere, prati/pascoli e olivo. È bene ricordare che nel dato sono riunite sia l'uva da vino che quella da tavola. La presenza di quest'ultima, comunque, è limitata e significativa solo per alcune regioni, come la Puglia.

Sul totale, gli ettari di vigneti già in biologico sono 27.408, mentre altri 16.206 ettari sono in conversione (ricordiamo che per una coltura arborea come la vite la conversione dalla coltivazione convenzionale/chimica a quella biologica dura di norma tre anni).

Rispetto a una superficie biologica totale sostanzialmente stabile, intorno al milione di ettari, i vigneti biologici sono in crescita. Nel 2007 la superficie era di 36.684 ettari e nel 2008 di 40.480 ettari: un aumento di +15,9% in soli tre anni.

Infine, per quanto riguarda la distribuzione regionale, l'ordine resta invariato rispetto al 2008: ai primi cinque posti troviamo Sicilia (10.337 ettari), Puglia (7.477), Toscana (5.335), Marche (3.393) e Abruzzo (3.262). Seguono poi Emilia Romagna, Lazio, Calabria, Veneto e Basilicata, tutte al di sopra dei mille ettari.

* Tutti i dati sono elaborazioni del Sinab (Sistema di Informazione Nazionale sull'Agricoltura Biologica ) sui dati forniti dagli organismi di controllo aggiornati al 31-12-2009.


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giovedì 24 giugno 2010

Le vostre domande: il vigneto del vicino è sempre più verde?

Ci scrive Dealma:

Vorrei sapere se è vero che ci sono dei trattamenti obbligatori per la vigna.
Ho una piccola vigna nel terreno di casa a cui non faccio nessun trattamento e che sta benissimo. Il mio vicino, che ha una vigna confinante con la mia, insiste perché dia il verderame e lo zolfo perché teme che la sua vigna possa ammalarsi, se si ammala la mia. Vorrei sapere se per legge sono tenuta a farlo.
Grazie
Cara Dealma, grazie per la domanda, davvero curiosa.

Per quanto ne sappiamo, non ci sono trattamenti obbligatori per il vigneto, tranne casi specifici di particolari situazioni fitosanitarie, in cui la Regione può dare indicazioni per fare dei trattamenti. Si tratta ad esempio di malattie particolari, come il mal dell'esca.
Pertanto, non credo proprio che il tuo vicino possa "obbligarti" a trattare il vigneto.

Trattare con prodotti di rame e/o zolfo è comunque un tipo di pratica ammessa nel biologico, perché si tratta di prodotti chimici non di sintesi, peraltro usati da secoli. Usati seguendo le prescrizioni non creano problemi alle piante e alla nostra salute.

I problemi di vicinato in campagna sono sempre complessi: puoi far vedere al tuo vicino che la tua vigna è effettivamente sana ed eventualmente, anche per garantire il tuo prodotto, decidere di trattare il tuo vigneto in condizioni che ritieni a rischio.

Grazie, Dealma: il tuo quesito mi sembra molto interessante per i nostri lettori. Continua a seguirci!

Per fare la tua domanda al Vino Biologico, basta scrivere. Cercheremo di rispondere sempre a tutti. I quesiti di interesse generale saranno pubblicati nel Blog e/o nel sito, rispettando sempre la vostra privacy.


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venerdì 20 novembre 2009

Le vostre domande: prodotti fitosanitari per la viticoltura biologica

Ci scrive Pierpaolo:

Buonasera,
non riesco a districarmi fra i vari regolamenti e allegati diramati dal Ministero delle politiche agricole e forestali.
Poichè nella normativa se ne fa riferimento, vorrei sapere quali sono i prodotti di sintesi ammessi, seppure in piccolissime quantità e in condizioni sfavorevoli, per la coltivazione delle "uve da agricoltura biologica".
Inoltre vorrei sapere se il rotenone è ammesso nella viticoltura biologica.

Caro Pierpaolo,

grazie per questo interessante quesito.

In realtà non ci sono prodotti chimici di sintesi ammessi in viticoltura biologica, in nessun caso e neanche in condizioni sfavorevoli,come del resto in tutta l'agricoltura biologica.

I prodotti più comuni utilizzati nel vigneto biologico sono quelli a base di rame, lo zolfo, alcuni prodotti di origine naturale (microrganismi) come il Bacillus thuringiensis o l'Ampelomyces quisqualis.

Maggiori informazioni le trovi nel Vino Biologico, nella sezione sulla viticoltura.

Per quanto riguarda il rotenone (un prodotto peraltro di origine naturale e non di sintesi), il suo impiego in agricoltura biologica (e quindi anche in viticoltura bio) è stato di recente vietato dall'Unione Europea per gli effetti negativi di questa sostanza per la fauna, in particolare sulle api e sui pesci.

Grazie dell'attenzione, Pierpaolo, e continua a seguirci.


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sabato 7 novembre 2009

Festa del Novello biologico alla Perlage di Soligo (Treviso)

Il vino novello ha un po' stufato, diciamocelo chiaramente. Ieri ho sentito addirittura una celebrazione trionfalistica del fatto che quest'anno l'Italia ha battuto la Francia del Beaujolais nouveau perchè i nostri novelli sono arrivati prima sul mercato. Trionfalismo perchè? Ma non sarebbe meglio celebrare i nostri novelli perchè sono migliori?  

Detto questo, la Festa del Novello biologico organizzata dalla cantina Perlage di Soligo (Treviso), giunta ormai alla nona edizione, è un appuntamento da non perdere per chi è in zona (o quasi in zona), sia perché i vini biologici della Perlage valgono sempre la pena, sia perché la festa è sempre un'occasione intelligente per festeggiare e riflettere. Quest'anno il tema è Mescolanze: mescolanze di odori, di idee e di sapori, come spiega la Perlage manche di idee, di esperienze, di storie.
Da ascoltare: il dibattito con Amos Luzzato, scrittore, saggista, medico, per lunghi anni Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, e Don Bruno Baratto, Responsabile Settore Immigrati della Caritas di Treviso.
Da mangiare: il confronto tra pasta e fasioi (fagioli) alla veneta e quella all'ebraica. 

Da bere: il Novello e gli altri vini Perlage.

Buon divertimento!

“Mescolanze”: il tema della Festa del Novello 2009
Odori, sapori, ingredienti e musiche di culture diverse alla tavola (rotonda) di Perlage

7 Novembre 2009 - Soligo

La Cantina di Perlage presenta, alla Festa del Novello sabato 7 Novembre, l’intenso tema delle “mescolanze”: culture ed esperienze, musiche e cibi  si intersecano sempre tra loro in un affascinante reticolo di emozioni.
“L’incontro tra popoli, culture, tradizioni è sempre stato motivo di sviluppo e crescita all’interno delle comunità dove avviene” spiega Ivo Nardi, titolare di Perlage “Nel momento in cui ciò  accade, s’intravvede il luccicare di molto filo spinato; ma la storia insegna che pian piano arrugginisce trasformandosi in un solido cordone di solidarietà e condivisione”.
Alle 19 Perlage ospiterà un incontro dibattito tra Amos Luzzato, scrittore, saggista, medico, per lunghi anni Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, che porterà l’esperienza di un’identità ‘integrata’ e conservata e Don Bruno Baratto, Responsabile Settore Immigrati della Caritas di Treviso e Presidente dell’Associazione Ritmi e Danze del mondo, che esaminerà le complesse dinamiche attuali.
Una delle componenti che partecipano a questi incontri/scontri sono i cibi. ‘Mescolanze’ di odori, sapori, ingredienti che si riorganizzano in equilibri soavi e, ad oggi, irrinunciabili delizie da gustare in tavola. Tra le 19 e le 21 ci sarà la possibilità di partecipare attivamente a questa esperienza culinaria con i Laboratori del Gusto (baccalà, cibi ebraici, cioccolato, vini senza solfiti) (su prenotazione) e il buffet di prodotti tipici. Musica Klezmer, balcanica, tamburi djembé e Circo Paniko accompagneranno il proseguo della serata. E per tutta la serata…degustazione di vino Perlage! “Anche i vini di Perlage sono il risultato di una mescolanza di esperienze e competenze” continua Ivo Nardi “Prima per un virtuosa sinergia creatasi all’interno dello staff. Curriculum scolastici, età, idee innovative che hanno portato alla creazione di molti nuovi prodotti (spumanti biodinamici e senza solfiti), sempre ispirati alla sostenibilità ambientale. Inoltre, negli anni Perlage è stato un crocevia di collaborazioni con enologi inglesi, australiani, neozelandesi, tedeschi. Straordinarie occasioni di apprendimento reciproco e condivisione di conoscenze scientifiche, che hanno permesso ai vini di Perlage di raccogliere innumerevoli riconoscimenti internazionali”.


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mercoledì 4 novembre 2009

Viticoltura ed enologia sostenibili: un convegno al prossimo Simei/Enovitis di Milano

Vi segnalo un interessante convegno su viticoltura ed enologia sostenibili che si svolgerà in occasione della prossima edizione di Simei ed Enovitis a Milano.
Nel programma non ci sono relazioni che fanno riferimento in modo diretto alla viticoltura biologica e ai vini biologici ma ci sono tanti temi, dalle sfide agronomiche della viticoltura sostenibile ai consumi elettrici ed idrici in cantina, che interessano molto al Blog del Vino Biologico.
Un convegno come questo è un chiaro segnale che i temi portati avanti dal mondo del vino biologico stanno facendo breccia ed interessano, anche su un piano squisitamente commerciale, gran parte del mondo del vino italiano ed internazionale.


Organizzato dalla Unione Italiana Vini e realizzato con la consulenza scientifica di illustri esperti del settore, italiani ed esteri, l’incontro “Viticoltura ed enologia sostenibili: indirizzi, tecnologie e prospettive” propone un’analisi a 360° della filiera vitivinicola per mettere in evidenza gli aspetti cruciali delle scelte produttive in relazione alla loro sostenibilità.
Appuntamento mercoledì 25 novembre 2009, ore 9,30-13,00
Sala Gemini, Centro Congressi - Fiera Milano, Rho

Per informazioni
Via S. Vittore al Teatro n. 3 - 20123 Milano
Tel. 0039/02/7222281    Fax 0039/02/866226
E-mail:  info@simei.it - info@enovitis.it   
www.simei.it - www.enovitis.it

Proteggere e difendere l’ambiente in cui viviamo è sempre più un elemento caratterizzante la nostra società e la cultura che la anima. La sostenibilità delle produzioni ne è quindi un diretto corollario, che non può essere eluso. Stimolate dalla sensibilità di un “nuovo consumatore” e sulla spinta dell’evoluzione dei processi normativi, sia a livello nazionale che extra nazionale, l’impegno delle nostre aziende deve essere rivolto al miglioramento delle performance ambientali di prodotti e processi produttivi, senza tuttavia dimenticare la priorità per l’impresa di rimanere competitiva sul mercato. Il concetto di sostenibilità delle attività produttive, seppure sia entrato nel lessico comune, richiede però ancora notevoli sforzi da parte di tutte le componenti sociali, affinché possa essere delineato in modo condiviso.

In primo piano, dunque, in occasione di SIMEI, Salone Internazionale Macchine per Enologia e Imbottigliamento, ed ENOVITIS, Salone Internazionale delle Tecniche per la Viticoltura e l’Olivicoltura, il convegno internazionale “Viticoltura ed enologia sostenibili: indirizzi, tecnologie e prospettive” organizzato da Unione Italiana Vini e realizzato con la consulenza scientifica di illustri esperti del settore, italiani ed esteri.
Obiettivo dell’incontro, che si terrà mercoledì 25 novembre 2009 a partire dalle ore 9.30 presso la Sala Gemini, Centro Congressi a Fiera Milano–Rho, offrire un’analisi delle varie componenti che costituiscono l’intera filiera vitivinicola - dall’impianto del vigneto alla percezione finale del prodotto vino da parte del consumatore -, per mettere in evidenza gli aspetti cruciali delle scelte produttive in relazione alla loro sostenibilità.
Tema chiave, infatti, dei momenti di confronto e approfondimento di SIMEI ed ENOVITIS 2009 è  il fare impresa in modo responsabile, ecosostenibile ed etico.

L’incontrò sarà coordinato da Attilio Scienza dell’Università di Milano, che offrirà alcuni spunti di riflessione sul concetto di sostenibilità e sul ruolo della ricerca e dell’innovazione per la sua effettiva applicazione e progressione in viti-enologia.
Rochard Joël dell’Institut Français de la Vigne et du Vin illustrerà quindi i principi e gli obiettivi elaborati in ambito Oiv per lo sviluppo sostenibile nel settore vitivinicolo. Il ruolo del miglioramento genetico, con i più avanzati strumenti della biologia molecolare, resi ancora più potenti dopo il sequenziamento del genoma di vite, sarà trattato da Raffaele Testolin dell’Università di Udine. Osvaldo Failla (Università di Milano) e Stefano Poni (Università Cattolica di Piacenza) analizzeranno le tecniche di gestione agronomica al fine di massimizzare la produttività quali-quantitativa del vigneto, minimizzando al contempo l’impatto ambientale e i costi di produzione.
La complessità delle problematiche che le cantine devono affrontare per un’enologia sostenibile sarà invece il tema dell’intervento di Roberto Ferrarini dell’Università di Verona.
Al termine degli interventi saranno illustrati alcuni progetti già in essere che, a livello territoriale o aziendale, affrontano le diverse problematiche della gestione sostenibile del vigneto e della cantina.


PROGRAMMA

Ore 9,30 - Introduzione ai lavori
Moderatore: Attilio Scienza, ­ Università di Milano

Saluto di benvenuto
Federico Castellucci, direttore generale dell'Organizzazione internazionale della vigna e del vino (OIV)

Interventi per lo sviluppo sostenibile nel settore vitivinicolo: principi e obiettivi
Rochard Joël, ­ Oiv e Institut français de la vigne et du vin

Il miglioramento genetico della vite per la resistenza alle malattie e la qualità dei mosti
Raffaele Testolin, ­ Università di Udine

Le sfide agronomiche della viticoltura sostenibile
Osvaldo Failla, ­ Università di Milano

Meccanizzazione della gestione della chioma: una scelta "sostenibile"?
Stefano Poni, ­ Università Cattolica, Piacenza

Enologia per la sostenibilità
Roberto Ferrarini, Università di Verona

Qualità e sicurezza dell’uva e del vino: rischi reali o presunti
Marina Marinovich, Università di Milano

Valorizzazione della gestione e della protezione del vigneto come fattore di competitività sul mercato
Luca Toninato, Università di Milano – Francesco Pavanello, Unione Italiana Vini

Ore 11.30 Case history

Sostenibilità ambientale in vigneto e in cantina
Rosa Maria Domènech, Tècnic en Viticultura i Sostenibilitat, Miguel Torres S.A

Programma vitivinicolo di precisione applicato alla Tenuta Podernovo
Marcello Lunelli

La sostenibilità delle cantine: consumi elettrici e idrici
Riccardo Guidetti, Università di Milano

Sostenibilità e filiera vitivinicola: criticità, opportunità, nuove forme della qualità. Prime riflessioni da una ricerca in corso
Fondazione Rosselli - Riccardo Pastore, Agriprojects

Ore 12,30 - Dibattito


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mercoledì 28 ottobre 2009

L'inerbimento nei vigneti biologici

Vi segnalo questa nota tecnica tratta dal sito della Buona Terra, l'Associazione lombarda dei produttori biologici, relativa all'inerbimento del vigneto.
per avere maggiori informazioni sulla gestione del terreno nella viticoltura biologica, potete leggere questo articolo nel sito del Vino Biologico.
Dopo la vendemmia, fino alla fine di ottobre, è il miglior periodo per seminare in vista di nuovi inerbimenti nel vigneto biologico o per traseminare (cioè seminare dove c'è già un prato preesistente), nel caso in cui si vogliano infittire inerbimenti stentati.
Si possono utilizzare appositi miscugli per vigneto, composti da una miscela di graminacee e leguminose a bassa taglia.

In commercio ci sono ottimi miscugli di graminacee che permettono la formazione di un cotico erboso eterogeneo, le cui proprietà agronomiche sono molteplici: dalla limitazione d’asportazione di terra per il ruscellamento in caso di pioggia al richiamo dei pronubi (cioè gli insetti utili impollinatori, come le api ed i bombi) durante il periodo di fioritura.
Ogni specie erbacea ha un comportamento diverso e si adatta in modo specifico ad alcune tipologie di terreno piuttosto che ad altre. Miscugli diversi determinano risultati di copertura del suolo e produttivi assai differenti. Quindi prima di procedere all’inerbimento è bene contattare il proprio tecnico.

Dal momento che si ipotizza la trasmissibilità del "legno nero" attraverso la cicalina Hyalesthes obsoletus, che si nutre su diverse piante dicotiledoni ed in particolare su convolvolo e ortica, si consiglia di realizzare inerbimenti in modo da ostacolare il più possibile la crescita delle infestanti e cercare una netta prevalenza di monocotiledoni.
Il "legno nero" è una malattia in rapida espansione in Italia, trasmessa da un fitoplasma veicolato dalla cicalina in questione. Come misura per prevenire la trasmissione del "legno nero", oltre a quella specificata sopra, è consigliabile anche sfalciare con frequenza eventuali zone ricche di ortica, soprattutto nelle scoline. (Il Vino Biologico)
Fonte: Centro vitivinicolo provinciale di Brescia ( www.centrovitivinicoloprovinciale.it )
La Buona Terra


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lunedì 26 ottobre 2009

Vini naturali e biologici al salone Vini di Vignaioli di Fornovo

Grazie ad Alice dell'azienda biologica La Piana di Capraia vi segnalo un evento dedicato ai vini biologici e naturali.

Si tratta di Vini di Vignaioli, il salone dei vini naturali, che si svolge domenica 1 novembre e lunedì 2 novembre a Fornovo di Taro (Parma).


Torneremo a parlare del movimento e della filosofia dei "vini naturali", anche perché con la ormai imminente regolamentazione europea della vinificazione biologica e la nascita ufficiale del "vino da agricoltura biologica" certificato, l'interesse dei consumatori è destinato a crescere.

La manifestazione "Vini di Vignaioli" si svolge su una della più vecchie vie del mondo medioevale, la Via Francigena, che favoriva gli scambi sia culturali che materiali, guidava i pellegrini di Canterbury a Roma, dava loro della "materia spiritosa" e permetteva loro di scoprire altre culture.

La manifestazione Vini di Vignerons/Vini di Vignaioli è in questo spirito.

Il salone permette al pubblico d'incontrare i vignaioli e d' acquistare il frutto del loro lavoro.
In più, si trovano altri prodotti enogastronomici di particolare pregio: banco d' ostriche, prodotti alimentari, cioccolato, maiale nero, conserve biologiche, funghi, tartufi...

Qui trovate l'elenco di vignaioli espositori.

Entrata : 8 euro (il bicchiere d'assaggio è offerto)

Programma
Domenica 1 novembre 2009
dalle 10 alle 20 Degustazione e vendita di vini "naturali" e prodotti dell'agricoltura biologica

Lunedi 2 novembre 2009
  • dalle 9 alle 12 tavola rotonda sul tema " I VINI NATURALI"
  • dalle 12 alle 19 Degustazione e vendita
Contatti:

VINS DE VIGNERONS/VINI DI VIGNAIOLI

Christina : +33 (0)6 64 98 56 93
Donatella : +33 0525 25 99

info@vinidivignaioli.com

Ufficio Taro: turist48@prolocofornovo.191.it



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mercoledì 21 ottobre 2009

Roma: il vino biologico Ad Agio di Basile e un libro di Riccardo Cipresso

Domani 22 ottobre 2009 alle ore 13 presso la libreria Nuova Europa, all'interno del centro commerciale I Granai di Roma, sarà presentato "Vineide", il nuovo libro dell'enologo Roberto Cipresso.

In questa occasione sarà anche presentato in anteprima nazionale "Ad Agio", il nuovo vino dell'azienda biologica Basile di Cinigiano (Grosseto).

Dell'azienda Basile abbiamo già parlato qui.

Ad Agio si annuncia come un grande rosso, ottenuto da uve Sangiovese biologiche. Dopo la raccolta manuale ed il trasferimento e la lavorazione delle uve entro un'ora dalla raccolta, la fermentazione avviene in serbatoi di acciaio inox a temperatura controllata.
L'affinamento avviene prima per due anni in tonneau da 500 litri di rovere francese e successivamente, per un anno, in bottiglia.
Da consigliare con grandi piatti di carne e cacciagione e con formaggi stagionati.

Per chi ha la possibilità di andare, è un'occasione interessante: se assaggiate Ad Agio, fatecelo sapere.

Azienda Vinicola Biologica Basile
Podere Montemario 1
Cinigiano - (Grosseto)
http://www.basilessa.it/homepage.asp




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mercoledì 14 ottobre 2009

Catalogna (Spagna): nel 2009 i vigneti biologici sono aumentati del 35%

In Catalogna la superficie destinata ai vigneti biologici è cresciuta con un buon ritmo in questo primo periodo dell'anno, con un aumento del 35% dal gennaio 2009. L'aumento sperimentato finora nel 2009 supera il totale dell'aumento registrato nel 2008.

Lo ha comunicato il Dipartimento dell'agricoltura della Generalitat (cioè il governo regionale della Catalogna), in base ai dati dell'autorità di certificazione che opera nella comunità, il Consejo Catalan de la Produccion Agraria Ecologica (CCPAE). I dati indicano che l'aumento del 35% rappresenta un risultato record nel settore del biologico.

In concreto, la Catalogna è passata dai 2.241 ettari del 31 dicembre 2008 a 3.031 ettari in questo periodo del 2009. La viticoltura biologica guadagna terreno, anche se rappresenta solo il 5% della superficie biologica della Catalogna che è di 59.250 ettari.

Il Ccpae ha anche registrato un aumento degli operatori biologici iscritti, che sono passati dai 1.251 del 2008 ai 1.323 dell'agosto 2009.

[fonte Ecoalimenta.com/Agrapress.it]


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sabato 3 ottobre 2009

I vigneti biologici in Italia al 31 dicembre 2008


In Italia ci sono oltre 40mila ettari di vigneti coltivati in biologico: su una superficie totale di 40.480 ettari, 29.532 ettari sono vigneti già in biologico e altri 10.948 sono in conversione al bio.

E' da notare che nel totale è compresa sia l'uva da vino che l'uva da tavola: non è possibile sulla base dei dati disponibile distinguere tra questi due tipi, anche se verosimilmente l'uva da tavola è più rilevante in regioni come Puglia e Sicilia.

La vite è la quinta coltura biologica nel nostro Paese per estensione, dopo cereali, prati e pascoli, foraggere e olivo.

La superficie totale di vigneti bio è aumentata rispetto al 2007, quando gli ettari di vigneti bio erano 36.684 (26.710 ettari già in bio e 9.974 in conversione).
Un dato in controtendenza rispetto al totale nazionale, visto che la superficie agricola totale coltivata in biologico (1.002.414 ettari) è diminuita nel 2008 del 12,8% rispetto al 2007. Un segnale preoccupante, anche perché altri concorrenti in Europa, come la Spagna, puntano decisamente sul biologico per sostenere e rilanciare una parte significativa delle aziende agricole.

Per quanto riguarda la suddivisione per regioni, nella tabella trovate le prime 10 regioni; tutte le altre hanno superfici inferiori ai mille ettari, scendendo fino ai 5 ettari della Valle d'Aosta.
Le prime cinque regioni sono, nell'ordine: Sicilia, Puglia, Toscana, Marche e Abruzzo.

Tutti i dati sono elaborazioni del Sinab (Sistema di Informazione Nazionale sull'Agricoltura Biologica ) su dati degli organismi di controllo al 31-12-2008.


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martedì 30 giugno 2009

Il tempo nel vigneto: le previsioni meteo regionali (1)

Siamo nel pieno della coltivazione del vigneto e quindi è utile ricordare agli amici viticoltori (sia professionali che amatoriali) alcuni siti dove trovare informazioni meteorologiche sulla propria zona.
Faremo riferimento soprattutto ai siti regionali, iniziando con un primo gruppo di regioni.
In seguito, se utile, vi segnaleremo anche alcuni siti di interesse generale sul tempo.

Piemonte
La pagina di agrometeorologia è molto interessante;il bollettino agrometeorologico, a cura dell'Arpa Piemonte, è articolato su cinque zone.
Qui trovate invece le previsioni generali del tempo.

Veneto
Nel sito di Arpav Veneto trovate sia il bollettino meteo generale che la pagina di agrometeorologia, molto ricca e articolata (per non dire un po' complessa!).
Il bollettino agrometeorologico trisettimanale è suddiviso per province.

Emilia Romagna
La pagina del tempo in Emilia Romagna è molto completa. Una specifica sezione è dedicata all'agrometeo, con bollettini mensili e settimanali, previsione gelate, dati sulla siccità.
Qui è possibile scaricare il bollettino agrometeo settimanale.

Marche
L'Assam dedica un sito specifico per il Centro Operativo Agrometeo (vedi immagine sopra).
Qui trovate davvero tutto, compreso il notiziario agrometeo provinciale (qui come esempio quello di Ancona) con informazioni e consigli sulle varie colture.
Attenzione: per i viticoltori biologici, occorre segnalare che non ci sono indicazioni specifiche per la difesa biologica del vigneto
, per cui occorre tenere conto solo delle indicazioni generali, ignorando i pesticidi consigliati.
Informazioni generali sul clima nelle Marche si trovano anche nel sito del Centro di Ecologia e Climatologia.

Campania
La pagina di agrometeorologia contiene i dati della Rete Agrometeorologica Regionale, scaricabili in formato Excel per Windows.
E' possibile scaricare settimanalmente i dati giornalieri di precipitazione, temperatura massima, temperatura minima ecc.

Sardegna
Nel sito di Arpa Sardegna sono concentrate tutte le informazioni sul tempo. Trovate anche una sezione di agrometeorologia (da I nostri servizi) che comprende anche una parte dedicata alla difesa delle colture, con informazioni sullo sviluppo della peronospora e della tignoletta della vite (per ora i dati aggiornati per la campagna 2009 non sono ancora presenti).


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mercoledì 17 giugno 2009

Francia, in crescita i vigneti biologici


La viticoltura biologica cresce a pieno ritmo anche in Francia.

Secondo i dati ufficiali aggiornati al 2008, diffusi da Agence Bio, in Francia ci sono 2.301 aziende vitivinicole biologiche, per un totale di 28.190 ettari. La superficie coltivata è composta da vigneti già in biologico (15.663 ettari) e vigneti ancora nella fase di conversione dalla coltivazione convenzionale a quella bio (12.527 ettari).

Da notare anche il deciso aumento delle superfici coltivate tra il 2008 ed il 2007: oltre il 25% di vigneti biologici in più.

La viticoltura biologica si concentra, come del resto prevedibile, nelle regioni mediterranee. In testa alla classifica per regioni ci sono Languedoc-Roussillon, con 8.837 ettari, e Provenza (Provence-Alpes-Cote d’Azur) con 6.674 ettari. Seguono poi Aquitania (3.763 ettari) e Rhone-Alpes (2.132 ettari).
Superfici interessanti ci sono anche in Alsazia, Loira e Borgogna.

Interessante anche l'analisi dell'evoluzione delle superfici viticole biologiche (vedi immagine sotto): dai circa 5.000 ettari del 1995 siamo arrivati agli oltre 28.000 del 2008.


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domenica 1 marzo 2009

No al rotenone in agricoltura biologica

Il rotenone è un insetticida e acaricida di origine naturale, a largo spettro d’azione, estratto dalle radici di piante tropicali della famiglia delle Leguminose.
Sugli insetti ha un’azione simile a quella del piretro ma più energica: agisce soprattutto per contatto e, secondariamente, per ingestione e manifesta inoltre marcate proprietà insettifughe persistenti.
Per la sua origine naturale e per la sua utilità nella difesa delle piante coltivate il rotenone era finora ammesso in agricoltura biologica.

C'è però un problema. Il rotenone, infatti, ha un forte impatto ambientale. Essendo privo di selettività, è dannoso agli insetti utili (come le api) ed è molto tossico per i pesci, mentre è solo moderatamente tossico per i mammiferi.

Per questi motivi, l'impiego dei prodotti a base di rotenone è stato revocato dall'Unione Europea. Lo smaltimento delle scorte sarà possibile fino al 10-10-2009. Lo smaltimento delle scorte potrà essere fatto solo su alcune colture a cui sono stati concessi gli usi essenziali e che hanno presentato un dossier, o su colture per cui non è previsto un residuo massimo ammissibile.
Nel caso delle colture che hanno ottenuto gli usi essenziali, come la vite (e anche melo, pero, pesco e patata), sarà possibile continuare l'impiego fino al 30 aprile 2012.

A partire dal 1 settembre 2008, infatti, sono entrati in vigore il Regolamento europeo n. 396/2005 ed il collegato Regolamento n.149/2008 che definiscono i nuovi residui massimi ammissibili nelle colture (MLR). Pertanto, a partire da tale data, non sono più validi gli MRL nazionali perché sostituiti dagli MLR armonizzati per tutta la Unione Europea. In virtù di questo regolamento, è possibile impiegare il rotenone esclusivamente sulle colture che hanno dimostrato di avere un residuo massimo inferiore a quanto previsto o sulle colture per cui non è previsto il residuo.

Il Ministero della Salute con un decreto del 2 dicembre 2008 ha approvato i prodotti:
ROTENA (Reg. n. 7945 del 6-2-1991)
ROTENA 43 (Reg. n. 11371 del 18-6-2002)
SHOW TOP (Reg. n. 13347 del 7-7-2006).
I tempi di carenza sono di 14 giorni per tutte le colture. Per le colture per cui non è previsto un residuo massimo ammissibile (tabacco, floreali, ornamentali, vivai e foraggere leguminose), lo smaltimento sarà possibile solamente fino al 10-10-2009.

[fonte: rielaborato da Sinab/Suolo e Salute News]


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lunedì 17 novembre 2008

Spagna: un vino ricchissimo in polifenoli

Il legame vino e salute è un fattore interessante anche sul piano economico. Ecco il perché di questo progetto spagnolo di nove cantine della rinomata regione della Rioja che vogliono produrre un vino con più elevati contenuti di polifenoli (resveratrolo e quercitina) e anche con un ridotto contenuto di solfiti.
Ora, leggendo la notizia, ci si può rendere conto che da noi (ma anche in Spagna, peraltro) questo progetto già esiste sul campo ed è in fase avanzata: si chiama "vino biologico".
Sono tanti gli studi di prestigiosi istituti di ricerca non di parte che attestano che nei prodotti biologici il contenuto di antiossidanti, come i polifenoli, è in genere molto più elevato rispetto ai prodotti dell'agricoltura chimica. Questo vale anche per le uve e quindi per i vini biologici.
L'altra grande "innovazione" del progetto spagnolo è che il vino finale avrà un contenuto più basso di solfiti: una cosa che esiste in tutti i disciplinari sulla vinificazione biologica e che (si spera) sarà inserito anche nella nuova regolamentazione europea sui vini biologici.
E' da notare che l'obiettivo dichiarato del progetto spagnolo sono i consumatori che anche nel vino preferiscono un consumo responsabile.
E noi, che cosa aspettiamo? Abbiamo già in casa la più grande estensione mondiale di vigneti biologici: non sarebbe il caso di puntare a valorizzare molto meglio questo segmento del mercato del vino, un mercato di per sé già in crisi?


Un vino ricchissimo di polifenoli
El Mundo Vino

Un progetto a cui collaborano nove cantine della Rioja potrebbe moltiplicare per dieci l'azione del vino contro le malattie cardiovascolari ed il cancro. Alla fine del 2009 il risultato del progetto sarà un vino elaborato dalle aziende Bodegas Bilbainas, Dinastia Vivanco, Vina Hermosa-Santiago Ijalba, Juan Alcorta, Marques de Murrieta, Ontanon, Patrocinio, Regalia de Ollauri e Bodegas Riojanas, che formano il gruppo che da un anno sta sviluppando la creazione di un vino con livelli di resveratrolo e quercitina dieci volte superiore al normale.
Emilio Abel de la Cruz, segretario generale della Federazione degli imprenditori della Rioja (Fer), che guida il progetto, e Jose' Angel Garcia Mera, amministratore dell'Agenzia di sviluppo economico (Ader) che finanzia il 34% del progetto (che ha un bilancio totale di 878mila euro), hanno presentato questa iniziativa in una conferenza stampa. Il processo di ricerca si basa sul generare uno stress nei vigneti, perché è dimostrato che la vite produce polifenoli come risposta agli agenti esterni.
Come risultato le piante producono due tipi di polifenoli (il resveratrolo e la quercitina) che fanno sì che i vini prodotti da queste uve moltiplichino per dieci le proprietà antiossidanti e benefiche per la salute. Inoltre questo vino, come ha spiegato l'enologo José Agustin Marauri della cantina Regalia de Ollauri, arriverà sul mercato con un minor contenuto di solfiti, la componente responsabile del mal di testa del giorno dopo. Si tratta, secondo Marauri, di un progetto “integrale” che avrà un marchio con cui queste cantine lanceranno sul mercato un vino destinato ai consumatori che cercano un consumo responsabile. Si tratta, secondo Abel de la Cruz, di “rendere più salutare il consumo responsabile di vino”.
Durante il 2008 è stata potenziata la produzione di quantità più elevate di polifenoli in vigneti selezionati di queste nove aziende attraverso trattamenti fisico-chimici e controlli e analisi durante il processo vegetativo, fino alla maturazione dei frutti. Dopo aver terminato la vendemmia, sono stati fatti i trattamenti sull'uva raccolta e adesso si stanno facendo le prime microvinificazioni pilota, da cui usciranno i primi vini.

[foto Flickr]



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venerdì 14 novembre 2008

La viticoltura biologica in Francia

Nel 2007 in Francia i vigneti da agricoltura biologica erano circa 22.500 ettari, con un aumento superiore al 20% rispetto al 2006.

Tra le regioni francesi con la maggiore superficie di vigneti biologici troviamo, nell'ordine:

  • Languedoc-Roussillon (6.140 ettari e 410 viticoltori
  • Provenza-Alpi-Costa Azzurra [Paca] (5.294 ettari e 328 viticoltori)
  • Aquitania (3.065 ettari e 270 viticoltori)
  • Payse de Loire e Centre (2.252 ettari e 193 viticoltori)
  • Rhone, Savoia e Auvergne (1.745 ettari e 205 produttori)
  • Alsazia (1.018 ettari e 110 viticoltori)
Seguono, tutte con superfici inferiori ai mille ettari, Borgogna, Poitou Charentes, Corsica, Midi Pyrénées, Franche Comté.

Le regioni che hanno avuto l'aumento maggiore di superficie viticola biologica tra il 2007 ed il 2006 sono state Franche Comté, Corsica, Midi Pyrénées, Borgogna.

I dati sono forniti da Agence Bio, 2007.

Per scaricare la mappa della Francia con tutti i dati, clicca sulla figura in alto.

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mercoledì 28 maggio 2008

Un calendario per il vigneto biologico

Voglia di Terra è un bel blog, con tanto di fotoblog, scritto da un contadino che parla e riflette su tanti temi diversi, non solo agricoli.

All'interno di Voglia di terra vi segnalo uno spazio molto interessante sulla viticoltura biologica, con un calendario completo di foto davvero molto belle in cui il contadino spiega come si occupa, mese per mese, del suo vigneto in Toscana.

Ci sono anche aspetti originali, come l'uso dei rami di salice per legare le fascine dei tralci della potatura, o come scegliere i giorni migliori per la potatura invernale seguendo i calendari biodinamici.

Vi consiglio di visitarlo perché ne vale davvero la pena.


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mercoledì 27 giugno 2007

Troppo caldo: la vendemmia arriverà prima

Il cambiamento climatico investe direttamente anche la produzione vitivinicola, con tutti i diversi effetti, come le notizie sul ritorno della coltura della vite in Gran Bretagna.

Ora arrivano le prime previsioni sull'epoca della vendemmia 2007.
Il caldo eccezionale degli ultimi giorni, ma anche l'andamento dell'inverno e le temperature record della primavera, soprattutto nelle regioni del Centro-Sud, faranno anticipare almeno di un mese i tempi della vendemmia. Secondo le previsioni della Cia (Confederazione italiana agricoltori) la raccolta potrebbe iniziare agli inizi di agosto. La produzione preannuncia abbondante e di buona qualità.

Ad agosto, quindi, non inizierà solo la vendemmia dei vitigni precoci (Chardonnay, Pinot bianco, Muller Turghau, Primitivo) in Sicilia, Puglia, Calabria e Sardegna, ma anche delle altre varietà, soprattutto quelle che a maturazione intermedia che costituiscono la gran parte della produzione italiana (Sangiovese, Trebbiano, Barbera, Corvina, Merlot ecc.). L’anticipazione ovviamente riguarderà anche per le uve più tardive (come Aglianico, Nebbiolo, Raboso) che di solito si vendemmiano nella seconda decade di ottobre.

Le quantità di vino prodotte, secondo la Cia, dovrebbero essere superiori del 3-4% alla vendemmia 2006, superando oltre i 49 milioni di ettolitri. A contendersi il primato regionale, ancora una volta, Veneto, Puglia, Sicilia ed Emilia Romagna. La qualità, a meno di eventi climatici dirompenti, sarà in genere buona, con alcune punte di eccellenza, e con gradazioni alcoliche più elevate rispetto allo scorso anno.

[fonte Cia-Confederazione italiana agricoltori]
[immagine Dana Hawley]


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giovedì 14 giugno 2007

Marche, una ricerca sul rame in viticoltura biologica

Sarà presentato lunedì 25 giugno 2007, presso la Biblioteca Comunale Antonelliana di Senigallia (AN), il progetto di ricerca in viticoltura biologica per la lotta contro la peronospora:

"Valutazione dell'efficacia contro Plasmopara Viticola di composti rameici utilizzati a dosi ridotte in viticoltura biologica e valutazione di prodotti alternativi"

Il progetto, finanziato dalla regione Marche, è portato avanti dall'Università Politecnica delle Marche, dal Centro ricerca in agricoltura “Basile Caramia”, da Amab - Associazione Marchigiana per l'agricoltura biologica e dall'organismo di controllo Imc. I risultati del progetto saranno via via divulgati attraverso le pagine del sito www.progettoramemarche.it .

L'invito, rivolto alle aziende, ai tecnici ed a tutti gli operatori del settore, prevede una breve presentazione del progetto, una pausa per il buffet e una visita al campo sperimentale, che si trova nell'azienda biologica Pievalta di Maiolati Spontini (AN).

Informazioni
AMAB
Via Fratelli Bandiera, 61 - 60019 Senigallia (AN)
tel. 071-7920056 / fax 071-7922786
e-mail: informazioni@amabmarche.it

Dall'invito alla giornata del 25 giugno pubblichiamo la presentazione del progetto.

Il rame può essere fitotossico ed esplicare attività tossica nei confronti dei microrganismi del terreno. Pertanto, la riduzione dell’impiego del rame in agricoltura riveste carattere di rilevanza mondiale. Già nel 2002 la Commissione Europea, con il Regolamento CEE n. 473/2002 ha approvato le modifiche agli Allegati I, II e VI del Regolamento CEE n. 2092/91 disciplinando le condizioni di impiego dei prodotti a base di rame in agricoltura biologica e riducendone i quantitativi impiegabili. Dal 1 gennaio 2006 l’utilizzo massimo di rame annuo in agricoltura biologica è pari a 6 kg per ettaro.
Il progetto si pone l’obiettivo di valutare, nel corso di un triennio, nelle condizioni pedoclimatiche, colturali e varietali tipiche della Regione Marche la possibilità di utilizzazione di formulazioni di composti rameici a basso dosaggio di rame e di mezzi alternativi al rame per il controllo della peronospora della vite.
Verranno utilizzate dosi ridotte (70, 50 e 30 g/hl) dei seguenti composti rameici: idrossido di rame (2 formulazioni), ossicloruro tetrarameico, solfato di rame tribasico, poltiglia bordolese (2 formulazioni), ossido rameoso e peptidato di rame.
Inoltre, verrà valutata l’attività antiperonosporica di una miscela di prodotti alternativi ad attività fungicida/fungistatica, costituita da polvere di roccia e propoli. Tali indagini verranno condotte sia in pieno campo, dove la malattia si sviluppa annualmente grazie all’inoculo preesistente, sia in condizioni controllate, in serra, ove si procederà ad inoculazioni artificiali. In serra verrà anche valutata la quantità di rame residuo in seguito a dilavamento artificiale.


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mercoledì 14 marzo 2007

L'elettricità pulita può venire dai vigneti

Non solo uva dai nostri vigneti. Dalla potatura della vite, infatti, e con l’aiuto della giusta tecnologia, è possibile recuperare residui legnosi da destinare alla produzione di calore o elettricità, contribuendo alla salvaguardia dell’ambiente.
"In effetti tali residui possiedono le caratteristiche ideali per la conversione in energia", conferma Raffele Spinelli, dell’Istituto per la valorizzazione del legno e delle specie arboree (Ivalsa) del Cnr di Firenze: "I vigneti distribuiti sul territorio nazionale potrebbero restituire circa 3 milioni di tonnellate di biomassa".
Per gli addetti ai lavori, attualmente, la gestione di questo materiale costituisce più che altro un problema di smaltimento e un costo. "Per ottenere il massimo vantaggio, in termini sia economici sia ecologici", spiega Spinelli, "sarebbe però necessario organizzare efficienti cantieri di raccolta. In questa direzione l’Ivalsa ha iniziato la sperimentazione in campo di macchinari, in particolare imballatrici e trinciacaricatrici, le due principali tipologie. Le prime consentono di raccogliere i sarmenti in balle di forma e dimensioni omogenee, sfruttando al meglio la capacità di carico dei mezzi di trasporto. Le trinciacaricatrici tagliuzzano i legnetti producendo un materiale inferiore ai 5 cm, che può essere movimentato più agevolmente rispetto alle balle".
Le prove di condizionamento e movimentazione, effettuate nelle scorse settimane nelle Marche e nel Veneto, hanno dato risultati incoraggianti. "Anche per quanto riguarda la qualità della biomassa prodotta", precisa Natascia Magagnotti dell’Ivalsa-Cnr. "Il tenore idrico è risultato molto elevato (44%), a causa della pioggia che ha preceduto le prove, e in condizioni più favorevoli è lecito attendersi valori anche inferiori al 35%, comunque sufficienti a favorire l’imballatura senza rischio di fermentazione".
Nell’ambito del progetto è stato realizzato un foglio di calcolo capace di restituire le produttività e i costi delle fasi di lavoro. "Abbiamo registrato parametri quali le caratteristiche della materia prima, il tipo di macchinario utilizzato, il sistema di alimentazione e i relativi costi, le modalità di lavoro, la distanza da coprire per il trasporto e i costi della manodopera", prosegue Spinelli. "La simulazione ha confermato che il recupero dei residui di potatura ha un prezzo ancora elevato, tra i 6 e i 12 euro per quintale". I cantieri studiati, comunque, offrono ampi margini di miglioramento. "In particolare", conclude Magagnotti, "sarà necessario razionalizzare la movimentazione di balle e sacchi, magari ricorrendo all’automazione, come già in altri settori. Inoltre, il modello matematico da noi elaborato consentirà agli agricoltori di confrontare i vari cantieri con la propria realtà operativa, facilitando la selezione dell’attrezzatura più adatta alle loro esigenze".

[fonte Anna Capasso-Almanacco della Scienza CNR]

Informazioni: Raffaele Spinelli, Istituto per la valorizzazione del legno e delle specie arboree del Cnr, Sesto Fiorentino (Fi), tel. 055-5225641, email: spinelli@ivalsa.cnr.it
www.biomassaforestale.org


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venerdì 9 marzo 2007

Un convegno per il controllo delle tignole nel Chianti Classico

La confusione sessuale è un metodo efficace di difesa della produzione vitivinicola, in grado di rispondere a tre principali esigenze: efficacia fitosanitaria nel controllo delle tignole, ecocompatibilità e gestione del vigneto.
La confusione sessuale è fondamentale nella difesa del vigneto biologico (leggi l'articolo sul sito del Vino Biologico).
Su questo tema è in programma il convegno
“La confusione sessuale per il controllo delle tignole della vite. Esperienze a confronto e prospettive per il Chianti Classico”
organizzato per giovedì 15 marzo presso il Consorzio Chianti Classico di S. Andrea in Percussina, a San Casciano in Val di Pesa (Firenze).
Il convegno si pone come momento di confronto tra l’esperienza toscana e quella più matura del Trentino e del Vallese (Svizzera) e fornirà un’idea su quanto il metodo della confusione sessuale possa rappresentare un’opportunità anche per il Chianti Classico.

Per informazioni: Cra, tel. 055-2492234
Scarica il programma del convegno

Sulla confusione sessuale segnalo anche questo interessante articolo dell'Informatore Agrario


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