Non c'è più tempo per salvare il Pianeta.
Per questo torna il primo blog di informazione interamente dedicato ai vini biologici e biodinamici con un'attenzione centrata sull'ambiente e sul nostro futuro. Tranquilli: ci saranno anche le degustazioni!
Come vedete, c'è uno sfondo personalizzato, con temi e colori decisamente "enologici".
(A proposito. Anche se non è lo scopo essenziale del Blog, può essere utile: se cercate sfondi personalizzati gratuiti per Twitter, potete trovarli qui e qui).
Su Twitter trovate anche l'aggiornamento costante dei nuovi post del Blog con questi strani link: http://bit.ly/3f8spQ
(non chiedetemi perchè: Twitter lo sto usando da poco e ancora non l'ho tanto digerito)
Presto troverete anche le anticipazioni sui nuovi articoli del sito del Vino Biologico.
Ogni tanto, troverete anche qualche novità e anteprima riservata ai lettori di Twitter, come questa:
appuntamento: martedì 1 dic 2009 a Napoli Anteprima Vitigno Italia 2010 degustazione Grand Hotel Excelsior ci saranno vini biologici
C'è però un particolare del nuovo sfondo che, per chi preferisce vini biologici e ha seguito il blog, è un po' contraddittorio con le idee del Vino Biologico. Indovinate quale?
2. Per un problema tecnico rimasto ignoto, la newsletter con cui abbiamo annunciato il minicorso è arrivata solo a una parte dei nostri abbonati. Per questo motivo, la prossima settimana rimanderemo una newsletter di annuncio dell'iniziativa che però conterrà una sorpresa: la lezione introduttiva "numero zero" del minicorso. In pratica, il corso sarà di cinque lezioni.
E' stata infatti creata la pagina che raccoglie le notizie del sito e del Blog.
Nella pagina di Facebook potete trovare foto e altri materiali, interagire, fare domande, iscrivervi a VB, la newsletter del Vino Biologico, partecipare a discussioni ecc.
Il primo articolo era dedicato a una notizia che metteva insieme l'interesse per i vini naturali e biologici e un grande personaggio del vino italiano: Luigi Veronelli.
In occasione del nostro compleanno ci sembra giusto ricordare anche il maestro Veronelli, che ci manca.
Grazie a tutti i visitatori, a chi ci segue da anni, a chi ci ha aiutato con notizie, segnalazioni, suggerimenti... Vogliamo cercare di migliorare: non vi promettiamo nulla ma ... vedrete i frutti del nostro lavoro.
Per una serie di piattaforme (come Blogger, che ospita questo blog, WordPress, MySpace, Facebook ecc.) il sito stesso vi aiuterà nell'inserimento; altrimenti, potete copiare il codice HTML e inserirlo (come ho fatto io in questa pagina).
Qui sotto, infatti, potete vedere come si presenta il box delle notizie: tenete conto che potete personalizzare le dimensioni (altezza e larghezza).
Fateci sapere che ne pensate (commentate la notizia o scriveteci).
Aggiornamento In realtà, senza andare nel sito di Widgetbox, se andata in fondo al box trovate un pulsante Get Widget che vi permette di scaricare il box con le ultime notizie del Vino Biologico.
E' meraviglioso quando un designer crea un oggetto che ha un'altra vita oltre la sua utilizzazione principale. E' il caso di questo contenitore di legno per bottiglie, disegnato da MichaelSholk. Dopo aver fatto il suo mestiere di proteggere e permettere il trasporto di una bottiglia di vino, questa cassetta diventa molto semplicemente un nido per uccelli. Non solo ricicliamo l'oggetto (senza aggiungerlo alla marea di rifiuti che, molto stoltamente, il nostro paese incenerisce o, per dirla in modo eufemistico e sbagliato, "termovalorizza") ma lo usiamo in un modo amico dell'ambiente. Directo al Paladar ci precisa che per ora si tratta solo di un prototipo, non ancora in vendita.
Aggiungo però che non è poi così complicato adattare una cassetta di legno per vini o liquori alla funzione secondaria di nido per uccelli.
Basta andare su qualcuno dei siti che si occupa di uccelli per avere un'idea di come adattare una cassetta di legno per i vini alla sua nuova funzione di nido artificiale. Con un po' di pazienza si trovano anche le informazioni più adatte per attirare nel nido il tipo di uccelli che vogliamo, come ad esempio cince e cinciallegre, che sono dei formidabili insettivori, quindi uccelli molto utili in agricoltura biologica.
Abbiamo ricevuto questo appello ideato da Sandro Sangiorgi di Porthos e, dopo averlo sottoscritto, abbiamo deciso di pubblicarlo nel blog.
In fondo a questo post trovate tutti i riferimenti per sottoscrivere l'appello.
Mi sembra che il collegamento di questo appello con le tematiche che abbiamo sempre trattato nel Blog e nel sito del Vino Biologico sia evidente. Idealmente la stragrande maggioranza dei viticoltori biologici sono d'accordo con queste posizioni.
Mi sembra anche importante sottolineare che la difesa dell'identità del Vino Italiano sia un fattore di carattere economico, prima ancora che ideale e di principio. Per dare un futuro ai viticoltori italiani, la difesa dell'identità è un elemento essenziale.
Le vicende riguardanti i casi di presunta violazione del disciplinare del Brunello di Montalcino hanno fornito lo spunto per l'ennesimo attacco nei confronti della tipicità e della storia dei vini italiani.
A sferrare l'offensiva sono stati i teorici dell'omologazione, del liberismo selvaggio applicato al settore vitivinicolo, di quella malintesa modernità che vorrebbe qualsiasi prodotto enologico conforme ai canoni della richiesta di mercato. Ma chi sono queste persone? Su Porthos 28, nel pezzo "Il mostruoso equivoco", si parla di un vero e proprio establishment, formato da consulenti, cantine industriali ma anche produttori medi e piccoli, critici e opinion leader. A unirli è la convinzione che il vino sia frutto di un protocollo applicabile ovunque, non a caso molti di loro sono i migliori clienti delle industrie chimiche e biotecnologiche.
Approfittando di un momento di enorme confusione mediatica, questi signori ci spiegano che il problema non è chi froda - agendo al di fuori delle leggi e ingannando il consumatore - bensì l'intero sistema di regole condivise. Parlano di obsolescenza dei disciplinari di produzione, sostengono l'inevitabilità del ricorso ai vitigni "migliorativi" al fine di rendere i vini italiani più competitivi, pretendono di utilizzare le denominazioni più prestigiose senza dover rispettare la storia, le tradizioni e il lavoro che hanno contribuito a generarne il mito.
Si esprimono quasi sempre senza contraddittorio e trovano ampia cassa di risonanza in diversi organi di stampa a diffusione nazionale; le loro dichiarazioni assumono così la valenza di prescrizioni inderogabili per la salute dell'intero comparto enologico.
Per chi, come noi, considera il vino un bene culturale e un nutrimento dello spirito, tutto questo è inaccettabile.
I disciplinari di produzione sono stati creati allo scopo di salvaguardare e garantire l'identità e l'integrità dei vini italiani. Negli ultimi quarant'anni, con la complicità e la disattenzione delle autorità di controllo, alcuni dei territori più significativi sono stati trattati come dei contenitori da riempire, occupare o allargare a dismisura. In numerosi luoghi la vite si è trasformata da coltura specializzata a coltivazione dominante, togliendo varietà e respiro al paesaggio. Sì è assistito a un'invasione di vitigni alloctoni con l'obiettivo di "migliorare" le specialità italiane e realizzare prodotti più facili da consumare, senza badare allo svuotamento di contenuti a cui molti vini sarebbero andati incontro. L'establishment continua a modificare i disciplinari senza alcuna progettualità, ma fotografando di volta in volta il cambiamento proposto dal marketing. Tutto ciò in nome di un riscontro economico immediato e seguendo i capricci del mercato. Un grave errore dal punto di vista etico ma anche sotto il profilo economico: la standardizzazione dei nostri vini ha come diretta conseguenza, nel medio-lungo periodo, un calo delle vendite e dell'attrattiva turistica esercitata dalle zone di produzione.
Per restituire credibilità ai disciplinari e recuperare lo spirito che li ha generati, si dovrebbe condurre una campagna restrittiva, aggiornando e migliorando le regole e i controlli per adeguarli ai nuovi sistemi che l'establishment usa per aggirarli. In questo momento le aziende vinicole possono utilizzare prodotti sistemici che, progressivamente, tolgono vita alla terra e ai vigneti; nella realizzazione del vino non lesinano lieviti, batteri ed enzimi selezionati dalla biotecnologia; inoltre, sono autorizzate sostanze, giustificate da una supposta origine enologica, che dovrebbero aggiustare il liquido. Tutte queste azioni rendono vano il concetto di territorialità.
Le ultime leggi hanno autorizzato i consorzi di tutela, formati dalle stesse aziende, delle verifiche sulla corrispondenza tra i vini e i rispettivi disciplinari ma la situazione non è migliorata, visto che in Italia la produzione non ha ancora assunto la maturità per procedere a un serio autocontrollo.
Il vino è lavoro, socialità, commercio. La globalizzazione rappresenta un'opportunità quando permette di conoscere e confrontare prodotti che sono espressioni di territori e culture differenti; è invece un pericolo quando impone l'appiattimento della varietà, lo svilimento della territorialità, la sostituzione del lavoro e della capacità contadina con la manipolazione industriale e con l'alchimismo.
Per questo noi, che produciamo, raccontiamo, commerciamo, studiamo, amiamo il vino italiano, ribadiamo la nostra contrarietà a qualsiasi ipotesi di snaturamento delle denominazioni, sia attraverso l'impiego di vitigni alloctoni sia attraverso pratiche che abbiano la finalità di fare del nostro vino qualcosa di differente da sé. La forza del vino italiano risiede nella complessità e nella varietà che rappresentano risorse da valorizzare, anziché sacrificarle in nome delle presunte esigenze del gusto globalizzato.
Ci proponiamo dunque di dedicare d'ora innanzi un impegno ancora maggiore - che già si sta concretizzando grazie all'amore con cui molti dei firmatari di questo appello organizzano manifestazioni, convegni, stage, corsi e degustazioni - nel preparare campagne di sensibilizzazione e di informazione in difesa dell'identità del nostro vino, certi che sia l'unica strada percorribile per tutelarlo e continuare a farlo amare nel mondo.
Visto che spesso trovo in Rete notizie di blog e siti che parlano in vario modo delle tematiche che ci interessano nel Blog del Vino Biologico, ho deciso di dare vita, quando ce ne sarà bisogno, a questo remix, cioè a un articolo che presenta notizie di varia attualità.
L'energia dei Settesoli Nel blog abbiamo parlato spesso in passato di energie rinnovabili e cantine. L'Acquabuona, periodico di cultura alimentare, ci informa che la cantina siciliana Settesoli inaugura il 30 maggio il più grande impianto fotovoltaico del settore vitivinicolo. Un totale di 1.500 pannelli per una produzione complessiva annua di 370.000 Kwh. I pannelli fotovoltaici, che occupano una superficie di circa 5.000 mq, sono stati interamente installati sui tetti degli stabilimenti produttivi e sono quindi quasi completamente invisibili, senza pregiudizi particolari per il paesaggio.
Tour nelle Langhe DiVino Scrivere ci offre un resoconto davvero interessante di una visita nelle Langhe nell'azienda di Teobaldo e Augusto Cappellano, alfieri di Vini Veri che organizza da cinque anni Vini secondo natura, una delle manifestazioni alternative al Vinitaly. Una filosofia antica, quella dei Cappellano, e, al tempo stesso, modernissima per un modo particolare di fare vino.
Vini biologici a SaporBio Non potevano che essere biologici i vini di SaporBio, la rassegna del gusto, dell’ecologia e del vivere sano che si svolgerà in Versilia dall’11 al 15 giugno. La manifestazione, giunta quest’anno alla seconda edizione, è stata ideata e ha come testimonial principale Marco Columbro, personaggio televisivo e storico sostenitore della causa biologica. I vini biologici, anzi biodinamici, sono i rossi dell'azienda vitivinicola Duemani di Riparbella (Pisa). La filosofia dell'azienda ci viene spiegata in un articolo di Newsfood. "Il concetto che applichiamo per la coltivazione del nostro vigneto - spiegano Luca D’Attoma ed Elena Celli, proprietari dell’azienda - è quello di creare e coltivare piante sempre più resistenti alle malattie, con un apparato radicale molto sviluppato in profondità, in modo da esplorare il suolo per ricercare e selezionare i migliori elementi nutritivi, con il risultato della maggior caratterizzazione del nostro vino".
Ora, tramite il blog Anice Verde, vi segnalo un'iniziativa di recupero del sughero che coinvolge varie associazioni di volontariato.
La cooperativa Artimestieri della provincia di Cuneo ha organizzato un circuito di recupero dei tappi di sughero, attraverso una rete di associazioni e negozi, come alcune Botteghe del Mondo e poi ristoranti, bar, scuole ecc. La cooperativa si occupa di bioarredamento e bioedilizia e ha intenzione di usare i tappi di sughero riciclati per produrre pannelli in granulare, cioè un materiale isolante ecologico da impiegare nell'edilizia.
Ciascuna delle associazioni coinvolte organizza una sua rete di raccolta, riceve da Artimestieri materiale divulgativo e, una volta raggiunta una certa quantità, consegna i tappi ricevendo un contributo di 18 centesimi al chilo.
Voglia di Terra è un bel blog, con tanto di fotoblog, scritto da un contadino che parla e riflette su tanti temi diversi, non solo agricoli.
All'interno di Voglia di terra vi segnalo uno spazio molto interessante sulla viticoltura biologica, con un calendario completo di foto davvero molto belle in cui il contadino spiega come si occupa, mese per mese, del suo vigneto in Toscana.
Mi permetto di aggiungere soltanto che l'azienda Villa Bucci è certificata biologica, sia per i vigneti che per la cantina. Condivido l'ottimo giudizio del Viandante ed estendo la valutazione positiva anche ad altri vini dell'azienda assaggiati.
Vi segnalo un paio di vecchi articoli del Blog in cui si parla (anche) dell'azienda Bucci:
Dopo lunga e travagliata gestazione, ha visto finalmente la luce la nuova versione del sito del Vino Biologico. C'è voluto un po' di tempo ma il risultato ci sembra buono, anche se il giudizio spetta ai visitatori.
Una delle principali innovazioni riguarda proprio il blog. Infatti, adesso nella homepage del sito avrete sempre aggiornate le ultime notizie di attualità del blog. In questo modo si completa in modo ottimale l'interazione tra i due progetti (il sito e il blog).
Ora che abbiamo la nuova versione, partiranno parecchie innovazioni e soprattutto punteremo a rimpolpare le varie sezioni, in particolare le degustazioni, le cantine e i posti dove bere e comprare vini biologici.
Per questo motivo abbiamo bisogno della collaborazione dei lettori.
Nella homepage di Infocity, uno dei primi portali italiani ad occuparsi del mondo della comunicazione (a partire dal 1995), trovate un mio articolo sul fenomeno dei blog del vino. Ovviamente lo spazio era limitato (un po' come il tempo, che è sempre tiranno...) e quindi non ho potuto citare tutti i blog che avrei voluto: sarà per la prossima volta, per gli amici esclusi.
Ce n'è per tutti i gusti. Il mondo dei blog che si occupano del vino e dei vini è un cantiere in costruzione e, al tempo stesso, una vera e propria moda. Come tutte le mode, quindi, è normale che sia il tempo a sancire quali saranno le realtà durature e quali invece le presenze effimere nel web. Una rassegna sistematica dei blog che parlano di vino sarebbe troppo complessa: ancora più complessa la situazione se ci allarghiamo in toto all'enogastronomia, dove convivono blog anche molto curati sulla preparazione casalinga di ricette con blog dedicati fondamentalmente alla recensione dei ristoranti. (...)
Vi "segnalo due segnalazioni" che sono arrivate, graditissime, per il Blog del Vino Biologico.
La prima è di GustoBlog, il blog di cibo e vino di Blogo. Grazie a Marco: raccolgo l'invito a rafforzare la sezione "degustazioni".
La seconda segnalazione viene da un blog giovane ma per me davvero simpatico: Li abbiamo seminati. Nel post che ci riguarda si parla di vino biodinamico.
"Li abbiamo seminati " (sottotitolo: il blog che ti fa crescere forte e sano) è un vero e proprio diario di coltivazione di un orto biodinamico (o, almeno, in viaggio verso il biodinamico). Alcuni post sono utili per chi ha l'hobby di coltivare qualcosa nell'orto o nel giardino, altri sono davvero esilaranti per la loro vivacità. Complimenti a Zio, Zia e Povil!
Web Challenge è una rubrica molto azzeccata di Enotime, quotidiano di enogastronomia on line. In Web Challenge Roberto Barat analizza il mondo del vino ai tempi di Internet, mettendo ai raggi X siti web delle aziende e tanti altri aspetti.
E su internet, tema di nostro interesse? Su internet, tra le bioaziende vinicole, purtroppo vige ancora la filosofia del "cognato". Ovvero il sito internet fatto dal cognato, dall'amico, dal figlio del salumiere. Poche le cantine che si affidano a webmaster seri. E i risultati, graficamente, si vedono tutti. Fortunamente qualche bell'esempio non manca ed è da questi che partiamo.
Promossi il sito dell'azienda Le Carline, di Pramaggiore (Venezia), di recente completamente ristrutturato, e quello dell'azienda La Raia di Novi Ligure (AL). Esame superato anche per l'azienda Chiusa Grande di Nocciano (Pescara). I bocciati (o almeno rimandati a un buona ristrutturazione del sito!) potete scoprirli da soli.
Se il sito della vostra azienda vitivinicola non vi convince, se avete pochi accessi e pochissimi contatti tramite il mondo del web, mi permetto di consigliarvi un professionista del settore. Visto che è anche il progettista del sito del Vino Biologico, direi che potete fidarvi.
Oppresso come noi dal caldo (che però, mi permetto di dire, non è più da considerare anticipato o imprevisto ma oramai usuale di questi tempi), Aristide fa ricorso ai vini rosati o rosé.
Noi del Vino Biologico parteciperemo con un rosato, ovviamente, biologico. Si accettano candidature da parte delle cantine del vino bio, anche se abbiamo già un bel candidato. Personalmente apprezzo molto i rosati e quindi l'invito è, per così dire, a nozze.
Unico problema, i tempi: il rosato bio verrà degustato il 2 maggio per permettere la pubblicazione dell'articolo il 3 maggio. La pubblicazione di tutte le recensioni, infatti, avverrà questa volta il 3 maggio prossimo, in contemporanea tra i vari blog che aderiscono all'iniziativa.
Aristide, come al solito attento e scrupoloso, ha dettato anche altre regole:
venerdì 4 maggio Aristide raccoglierà tutti i link dei post pubblicati in un post di sintesi finale;
gli amici Joan Gomez Pallarès e Terry Hughes (in particolare Terry) si regolino sul fuso orario di conseguenza;
riguardo al vino da scegliere, non è imposto nessun limite di prezzo;
il vino può essere acquistato o procurato dove vi pare, e se lo avete in casa è ancora meglio;
nessun limite di provenienza territoriale e, persino, nazionalità: il prodotto che segnalate deve essere, però, facilmente reperibile ai più;
degustatelo alla temperatura "fresca" (Aristide consiglia di non scendere sotto i 12 gradi C°);
degustatelo poi a temperatura ambiente (Aristide consiglia - per il vostro benessere e igiene - di mantenervi intorno ai 18-19 gradi C°);
riportate liberamente le vostre impressioni sul vino scelto, il comportamento alle due temperature differenti, il prezzo, il luogo dove lo avete reperito;
se proprio ci tenete, descrivete il cibo accompagnato al vino alle due diverse temperature, e le particolarità che ritenete utile condividere con i lettori;
estendete l'iniziativa anche ad amici non necessariamente wine blogger, ma comunque appassionati al vino: proviamo ad ampliare il circolo dei partecipanti al Vino dei Blogger.
Per spiegare cos'è il Vino dei Blogger, mi servo delle informazioni date da Luciano Pignataro.
Il Vino dei Blogger è l'iniziativa che emula il Wine Blog Wednesday, nato negli USA e diffusosi internazionalmente. L'iniziativa italiana parte per merito di Marco Grossi del blog Imbottigliato all'Origine, e il testimone ora è in mano ad Aristide. I wine blogger lanciano a turno mensile un tema legato al vino: ciascuno cerca, sceglie, racconta un vino. Ogni mese, il wine blogger incaricato "ospita" l'evento raccogliendo tutte le segnalazioni, recensioni e commenti, pubblicate dagli altri blogger.
Grazie a Luk di TheWineBlog.net per l'organizzazione e la sintesi del Vino dei blogger-5. Ha vinto, come potete leggere, Giampiero alias Aristide con un vino di Angiolino Maule de La Biancara: un vino "naturale", con tante affinità con la filosofia del biologico.
Dopo alcuni giorni di ritardo, dovuti agli impegni di molti blogger legati al passato Vinitaly, eccoci giunti alla fine di questa tappa. Pensavo che non ci sarebbe stata storia a favore del Pinot Nero, e invece lo scontro è finito in perfetta parità: 6 a 6!! Per quanto riguarda i vini Italiani solamente una bottiglia è risultata prodotta fuori dal Triveneto (il Magone, Pinot nero biologico dell'azienda Serio Mottura, ndb), segno evidente che queste terre sono unanimemente riconosciute come le più adatte alla coltivazione di questi vitigni, desiderosi di climi freschi.
Merlot o Pinot Nero, questo è il dilemma? Se sia più nobile incrociare il bicchiere... Beh, vediamo di concludere qualcosa.
Dunque, vista la specializzazione del Blog, sono obbligato a scegliere un vino biologico (o meglio da agricoltura biologica; speriamo che presto questo strazio della definizione sia risolto!).
Anche se l'immagine del vino biologico si addice maggiormente, almeno in apparenza, a un vitigno autoctono, ci sono ottimi esempi di vini bio ottenuti con ciascuno dei due vitigni.
La pigrizia, allora, (ma anche il ricordo sulle mie papille gustative) mi suggerisce di fermarmi nel Lazio, anche se ai confini settentrionali, nella provincia di Viterbo, per degustare il Magone, un Pinot Nero in purezza dell'azienda Sergio Mottura di Civitella di Agliano (VT).
Ecco qui la scheda di degustazione di RicardoGonzalez, il sommelier che coordina le degustazioni del Vino Biologico.
Colore: il porpora è molto intenso e richiama tratti di gioventù evidenti.
Olfatto: questo vino presenta un naso arricchito da una potenza alcolica che avvolge sentori di rosa canina, mora ed i frutti di bosco, accompagnati da un pizzico di chiodi di garofano, confettura e suadente nota balsamica. Gusto: al palato risulta un vino fresco e gradevole, di buon equilibrio strutturale, con dei tannini giovani ma non invadenti. Al retrogusto si ripropone lo speziato e una gradevole nota amarognola. Vino maturo, di buona fattura, può ancora evolvere.
Qui invece vi propongo alcune informazioni tratte dal sito dell'azienda e dall'etichetta del vino.
Uvaggio: Pinot nero in purezza.
Caratteristiche del vigneto: il vigneto "Magone" è un appezzamento di circa un ettaro, lievemente declive verso est. Il terreno è povero con molte pietre tonde in superficie. È il vigneto più vecchio dell’azienda: impiantato nel 1962, è stato reinnestato a Pinot nero nel 1980.
Vinificazione: lunga macerazione sulle bucce in contenitori di acciaio inox, fine fermentazione alcolica in legno.
È nata la Newsletter del Vino Biologico che ogni mese terrà informati i lettori delle novità del sito del Vino Biologico e, ovviamente, anche del nostro Blog.
Nel numero 0 di marzo 2007 (il primo numero è sempre un esperimento!) molte notizie del Blog dedicate al Vinitaly e agli eventi dei vini naturali, in programma nei dintorni di Verona.
Dal prossimo numero di aprile, in esclusiva per gli abbonati alla newsletter, pubblicheremo in anteprima le degustazioni dei vini biologici: da non perdere!
Porta la tua azienda vitivinicola e la tua cantina biologica nella Vetrina delle aziende del Vino Biologico. L'inserimento è gratuito. Qui trovi tutte le informazioni utili.