Corsi di degustazione dei vini biologici

Corsi di degustazione dei vini biologici
Marzo 2015 a Roma
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giovedì 19 febbraio 2015

A Frascati il VII corso Biodegustando sui vini biologici

L’associazione Biodegustando e la biocaffetteria Il Giardino degli Aromi di Frascati, con il patrocino di ProBio, associazione di produttori biologici del Lazio, organizzano:


Biodegustando 
Corso di conoscenza e degustazione dei vini biologici
Marzo 2015
Giardino degli Aromi – Frascati (Roma)


Il corso si svolgerà il mercoledì sera, dalle 20,30 alle 22,30, nei giorni 4, 11, 18 e 25 marzo 2015, nella Biocaffetteria Il Giardino degli Aromi di Frascati (Roma).

Il corso è articolato in quattro incontri settimanali; per una domenica di aprile è prevista la visita guidata alla cantina di un'azienda agricola biologica del Lazio associata a ProBio.

Il costo del corso è di 90 euro, da saldare interamente prima dell'inizio.
Il numero dei partecipanti previsto è al massimo di 25 persone, per assicurare a tutti una partecipazione efficace.



Per informazioni e iscrizioni: 
Pier Francesco Lisi 
347-1836285
www.biodegustando.it

Il Giardino degli Aromi - Biocaffetteria
https://www.facebook.com/ilgiardinodegliaromifrascati 
Piazza Paolo III, 18 (di fronte al Palazzo vescovile, nel centro storico)
Frascati (Roma)
Tel. 0686601053


Ogni incontro del corso sarà così strutturato:

  • i vini biologici (la coltivazione del vigneto bio, l’enologia, il mercato, l’etichettatura ecc.)
  • l’ABC della degustazione del vino (i ferri del mestiere, principi di analisi sensoriale, analisi visiva, olfattiva e gustativa di un vino; abbinamento vino-cibo)
  • degustazione guidata di almeno 12 vini biologici del Lazio (tre per ogni serata), scelti tra le migliori produzioni delle aziende biologiche associate a ProBio. La scelta dei vini coprirà (in base alle disponibilità) tutte le diverse tipologie: bianchi, rosati, rossi, dessert, spumante, vini senza solfiti.

Le lezioni del corso e le degustazioni saranno tenute da Pier Francesco Lisi, giornalista, enologo ed esperto di vini biologici.


Ai partecipanti sarà distribuito un DVD con le dispense del corso e le schede di degustazione dei vini in assaggio, un attestato di partecipazione e altro materiale sui vini biologici.

Le aziende biologiche che aderiscono a ProBio  sono:

  • Cooperativa sociale Agricoltura Capodarco (Grottaferrata - Roma)
  • Cantina Castello di Torre in Pietra (Torrimpietra - Roma)
  • Casale Mattia (Frascati - Roma)
  • De Sanctis Bio (Frascati - Roma)
  • Donato Giangirolami (Borgo Montello - Latina)
  • Marco Carpineti (Cori - Latina)
  • Merumalia (Frascati - Roma))
  • Riserva della Cascina (Ciampino - Roma)
  • Biosolidale Distribuzione (Guidonia – Roma)





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giovedì 3 maggio 2012

Biodegustando, i vini biologici sbarcano ad Albano Laziale

Biodegustando, i vini biologici sbarcano ad Albano Laziale
I vini biologici sbarcano anche ad Albano Laziale, una delle "capitali" dei Castelli Romani, grazie a Biodegustando, il primo corso di conoscenza e degustazione interamente dedicato ai vini bio. Il corso è organizzato da ProBio, Associazione di produttori biologici del Lazio, insieme a Biodegustando.it e al Vino Biologico.
Appuntamento per tutto il mese di maggio al Castello di Avalon di Albano Laziale!

Aggiornamento: il corso Biodegustando di Albano Laziale partirà lunedì 14 maggio 2012 e avrà il seguente calendario:
lunedì 14, 21 e 28 maggio, 4 giugno 2012
Per iscrizioni e informazioni: biodegustando@biodegustando.it


Il nuovo corso Biodegustando partirà lunedì 14 maggio 2012 ad Albano Laziale, nel ristorante Il Castello di Avalon.  Il corso, nato da un’idea del giornalista ed enologo Pier Francesco Lisi, è organizzato dall’associazione di produttori biologici ProBio in collaborazione con Biodegustando.it e con il portale web Il Vino Biologico (www.vino-biologico.it); il corso ha il patrocinio di FederBio, la Federazione nazionale dell'agricoltura biologica.

Il corso si svolgerà a maggio il lunedì sera, dalle 20,30 alle 22,30, nei giorni 14, 21 e 28 maggio, 4 giugno 2012. In una delle domeniche di maggio è prevista la visita a una delle cantine biologiche associate a ProBio.

Il corso ha normalmente il costo di 140 euro; grazie alla collaborazione con ProBio, la quota di partecipazione a carico degli iscritti è di 40 euro, da saldare interamente prima dell'inizio del corso. Il numero dei corsisti previsto è al massimo di 25 persone, per assicurare a tutti una partecipazione efficace.

L’idea è quella di offrire agli appassionati un quadro completo del settore dei vini biologici in Italia; saranno inoltre fornite le nozioni essenziali per la degustazione del vino.
Il corso sarà  incentrato sulla degustazione di 12 vini biologici del Lazio (tre per ogni serata), scelti tra le produzioni delle aziende biologiche associate a ProBio.
Le lezioni e le degustazioni saranno tenute da Pier Francesco Lisi, giornalista ed enologo, esperto di vini biologici. La scelta dei vini coprirà le diverse tipologie: bianchi, rossi, dessert, spumante, compresi i particolari vini senza solfiti.

Ai partecipanti saranno distribuite le dispense del corso, le schede di degustazione dei vini biologici in assaggio, un attestato di partecipazione e altro materiale sui vini biologici; all'iscrizione sarà inviato per posta elettronica l'e-book “Vino e ambiente”, a cura del Vino Biologico.

Le aziende biologiche che aderiscono a ProBio sono:

  •     Agricoltura Capodarco (Grottaferrata -Roma);
  •     Casale Mattia (Montecompatri - Roma);
  •     Riserva della Cascina (Ciampino - Roma);
  •     Donato Giangirolami (Borgo Montello - Latina);
  •     Marco Carpineti (Cori - Latina);
  •     Biosolidale Distribuzione (Guidonia - Roma).

 
Informazioni ed iscrizioni:
    Tel.  347-1836285
 

Informazioni sul corso:
    www.probiolazio.it        www.biodegustando.it


Il Castello di Avalon

Via della Stella, 4-6
Albano Laziale
Tel. 069322923
www.avalonlegend.it


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Alcune precisazioni sulla nuova normativa del vino biologico

Pubblichiamo un articolo sul vino biologico tratto dalla newsletter del CCPB, uno dei più importanti organismi italiani di controllo del biologico.
Nell'articolo vengono evidenziati alcuni aspetti del regolamento comunitario sul vino biologico, con precisazioni che riguardano sia i trattamenti fisici che l'uso di additivi e coadiuvanti. Sono sottolineati anche alcuni dubbi relativi in particolare alla produzione dell'aceto, compreso quello balsamico.

Alcuni dettagli sul vino biologico



La recente pubblicazione del Reg. CE n. 203/2012, avvenuta l'8 marzo scorso, e che va ad integrare le norme attuative per le produzioni biologiche per quanto riguarda il settore vino, è già stata trattata nel numero precedente delle news on line di CCPB. Vediamo con questo breve articolo alcuni dei dettagli principali, focalizzando l'attenzione su ciò che sarà espressamente proibito nella prossima campagna vinicola.

Già dalla lettura dei considerata emerge come il legislatore voglia tutelare il consumatore sulla "vera natura dei prodotti biologici", ed individua pertanto alcune pratiche escluse dal processo di vinificazione.
Si tratta delle pratiche di concentrazione per raffreddamento, dealcolizzazione, eliminazione dell'anidride solforosa tramite processo fisico, elettrodialisi e impiego di scambiatori di cationi; la ragione di tali esclusioni risiede nel fatto che si riconosce che queste pratiche modificano "notevolmente la composizione del prodotto al punto di poter trarre in inganno quanto alla vera natura del vino biologico".

Altre pratiche enologiche risultano soggette a restrizione, in particolare si tratta dei trattamenti termici, per i quali la temperatura non può superare i 70° C, e della filtrazione, per la quale la dimensione dei pori non può essere inferiore a 0,2 micrometri.

Più in generale, la Commissione si assume l'impegno di rivedere l'uso di alcune pratiche allo scopo di limitarle ulteriormente o di eliminarle gradualmente nell'ambito della vinificazione biologica: entro il 1° agosto 2015 saranno soggette a tali valutazioni le pratiche relative ai trattamenti termici, l'impiego di resine scambiatrici di ioni e l'osmosi inversa.

Additivi e coadiuvanti

Le uniche sostanze ammesse come additivi o coadiuvanti tecnologici sono quelle elencate nell'allegato VIII bis del Reg. CE 889/2008.
Tra queste, l'utilizzo di anidride solforosa è ammesso, con limiti inferiori rispetto ai vini convenzionali; come esempio si va da un massimo di 100 mg/litro per vini rossi con residuo zuccherino inferiore a 2 g/litro (nel convenzionale si arriva a 150 mg/litro) ad un massimo di 150 mg/litro per vini bianchi e rosè con residuo zuccherino inferiore a 2 g/litro (nel convenzionale si arriva a 200 mg/litro), altri limiti sono specificati per le altre categorie di vini e sono riportati nel citato allegato VIII bis. Relativamente all'impiego di solforosa è da evidenziare che possono essere concesse deroghe al limite massimo in funzione di condizioni meteorologiche eccezionali che causano il deterioramento delle uve, al fine di ottenere un vino di qualità comparabile a quello che si ottiene in condizioni normali.

La pubblicazione del Reg. CE 203/2012 è sicuramente un importante passo per il settore vino, atteso forse troppo a lungo, ma pone allo stesso tempo alcuni dubbi relativi a settori correlati, ad esempio quello degli aceti, per i quali sono fondamentali alcuni prodotti dell'industria enologica, quali il mosto concentrato, che si ottengono normalmente con pratiche che sono state vietate dal regolamento di cui trattasi (es. eliminazione dell'anidride solforosa tramite procedimenti fisici e uso di trattamenti termici superiori a 70°C). La speranza è che non si debba attendere altri 20 anni per trovare le soluzioni necessarie.

Roberto Setti
Responsabile Ufficio Tecnico e Assicurazione Qualità - CCPB srl


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mercoledì 2 maggio 2012

Un convegno sul vino biologico a Padova il 15 maggio 2012



L’Istituto per la Certificazione Etica e Ambientale, BiolItalia, associazione per la promozione dei produttori biologici italiani, e Aiab Veneto organizzano il convegno: “Vino Biologico: cosa cambia dopo l’uscita del nuovo regolamento europeo”, in programma il 15 maggio 2012, alle ore 14, nell’azienda La Costigliola, a Rovolon (PD).



Il convegno si svolgerà in due momenti: una prima parte, di carattere tecnico-formativo, verterà sull’approfondimento del settore vitivinicolo dopo l’entrata in vigore del Regolamento Ue di esecuzione n. 203/2012; nella seconda parte, più conviviale, si procederà all’assaggio dei migliori vini veneti biologici.
Con l’occasione, sarà allestita all’interno della Costigliola la “Mostra dei vini veneti biologici certificati Icea”.




Tra le relazioni previste nella parte tecnica, Pier Francesco Lisi, giornalista ed enologo, parlerà delle evoluzioni del mercato dei vini biologici. I lavori saranno moderati da Lorenzo Tosi, giornalista del Sole 24 Ore.


Il programma dei lavori


14.00  Saluto delle Autorità

  • Assessore all’agricoltura Regione Veneto Regione Veneto - P.L. Perissinotto
  • Brand Manager Vinitaly Verona Fiere - E. Amadini
  • Presidente della Costigliola - L. Barbieri
  • Presidente Icea - G. Paparella
14.30 Introduzione ai lavori. Il percorso normativo: dai disciplinari al Regolamento Europeo
A. PULGA Direttore ICEA

14.45 Tecniche di produzione biologica: la situazione agricola del Triveneto
G. CALLEGARO Tecnico ICEA

15.15 Vino biologico tra realtà di cantina e nuovo regolamento europeo
C. MICHELONI AIAB

16.00 La sostenibilità ambientale nella filiera di produzione del vino biologico
P. FOGLIA Ricerca e Sviluppo ICEA

16.30 Pausa caffè

16.45 Evoluzioni del mercato del vino biologico
P.F. LISI Giornalista enologo


17.15 Esperienze di aziende certificate Icea

17.30 Dibattito

18.00 Assaggio dei vini biologici
P. RASTELLI Autore Guida ai vini bio d’Italia


Scarica programma e scheda di iscrizione (necessaria per partecipare).
Per informazioni: Icea Veneto, tel. 049-8686952; oppure Ilaria Pavan al 338-9341973.


Lo scorso 8 marzo è stato pubblicato il regolamento Ue per il vino biologico, un compromesso tra tutti gli Stati europei che permetterà di etichettare anche il vino come bio, utilizzando pure il logo europeo.

Dalla prossima vendemmia il vino, ottenuto nel rispetto di questo regolamento, potrà riportare in etichetta logo europeo del biologico già previsto per tutti gli atri prodotti. Fino ad oggi, proprio a causa dell’assenza di norme per la vinificazione biologica, le bottiglie erano prive del marchio comunitario identificativo del bio e potevano vantare esclusivamente l’indicazione “uve biologiche”.

L’Italia, già oggi, è leader nel mondo per produzione ed esportazione di vini bio. Riteniamo pertanto che questo invito sia un’opportunità per conoscere da vicino un settore di eccellenza del comparto vitivinicolo veneto.


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lunedì 16 aprile 2012

Dalla Spagna un metodo naturale per ridurre le ammine biogene nel vino

Il vino fa bene, a certe condizioni e in quantità comunque moderate, ma può anche creare dei problemi in alcuni gruppi di persone.
E' il caso di sostanze presenti nel vino come i solfiti, sicuramente il prodotto più diffuso, e altre molecole, come le ammine biogene.
Uno studio spagnolo ha sperimentato la possibilità di ridurre le ammine biogene nei vini tramite l'uso di enzimi naturali ottenuti da ceppi fungini provenienti dalla stessa pianta della vite. Un'interessante opportunità per migliorare la salubrità del vino nel rispetto della naturalità dei processi produttivi.

In Spagna si migliora la salubrità del vino
[fonte El Mundo Vino/Agra Press]

Il Consiglio superiore delle ricerche scientifiche della Spagna (CSIC) è riuscito a migliorare il carattere salutare del vino riducendo, in modo naturale, le ammine biogene nel vino, composti presenti in alimenti e bevande fermentate che, in concentrazioni elevate, possono avere effetti negativi sull'organismo. Le ammine biogene svolgono un ruolo essenziale nello sviluppo di funzioni metaboliche e fisiologiche in esseri umani, animali e piante, ma in concentrazioni elevate e in soggetti sensibili hanno effetti negativi sulla salute. La ricerca, guidata da un gruppo del CSIC, è stata pubblicata sulla rivista “Journal of Applied Microbiology”.


La procedura, provata in vini rossi e bianchi, si basa sull'impiego di estratti enzimatici del fungo Penicillium citrinum. Nello studio sono state testate anche altre specie fungine che degradano le ammine biogene.

"Questo fungo proviene dalla vite, consentendo che la materia prima che dà il vino sia al tempo stesso la fonte naturale del principio attivo", spiega la ricercatrice Victoria Moreno-Arribas della sezione alimentazione del CSIC.
Il ceppo di Penicillium citrinum è in grado di degradare alte concentrazioni di istamina, tiramina e putrescina, tre delle ammine biogene prevalenti nei vini. Questi composti si formano durante la produzione degli alimenti fermentati ad opera dei batteri lattici, che trasformano gli amminoacidi precursori nelle ammine. Le concentrazioni abituali di ammine biogene non rappresentano un rischio per la salute dei consumatori, perché il corpo dispone di strumenti per rimuoverle in caso di accumulo e quando hanno terminato la loro funzione specifica.

"Tuttavia, in soggetti sensibili, con sistemi di disintossicazione alterati, ci può essere qualche rischio di reazioni allergiche, disturbi digestivi o emicranie" osserva la ricercatrice.

Attualmente, la principale strategia di controllo disponibile per le cantine è quella di impedire la formazione delle ammine biogene mediante l'inoculo di batteri lattici con scarsa capacità di produrre questi composti azotati. Tuttavia, non è sempre possibile implementare questo sistema nelle cantine senza compromettere la composizione e la qualità organolettica del prodotto finale o la tecnologia di elaborazione.
Alcuni paesi, come Austria, Belgio, Finlandia, Olanda e Germania, utilizzano l'istamina come marcatore di sicurezza e qualità dei vini e hanno imposto raccomandazioni sulla concentrazione massima ammissibile nei vini.

"L'importanza di questo studio è che gli estratti fungini potrebbero essere applicati nel processo di vinificazione, prima di immettere sul mercato il vino, evitando così gli effetti negativi sulla popolazione sensibile delle ammine biogene, e riducendo i problemi nel commercio e nelle esportazioni del vino", conclude la ricercatrice.

[foto Stock.xchng]


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giovedì 12 aprile 2012

Roma (18 aprile 2012): seminario sulla nuova normativa dei vini biologici e sui vini senza solforosa

FederBio, la Federazione italiana dell'agricoltura biologica e biodinamica, organizza questo seminario che si svolgerà a Roma mercoledì 18 aprile 2012. Il seminario si svolgerà nella Sala Nassiriya del Comando Carabinieri delle Politiche Agricole ed Alimentari - Via Torino, 44.
Per informazioni: www.federbio.it


Seminario: "I nuovi vini biologici e la vinificazione senza solforosa” - Roma, 18 aprile 2012


Il seminario si svolgerà in due momenti, uno di approfondimento delle nuove norme europee sul vino biologico; il secondo è dedicato ai vini senza l’aggiunta di solfiti, prodotti di altissima qualità per  soddisfare le nuove esigenze di mercato enologico.
Il settore dei vini biologici ha finalmente una normativa chiara a livello europeo. A venti anni dalla regolamentazione del biologico nell’Unione Europea, il vino ha finalmente il riconoscimento che merita, uscendo da una situazione di incertezza normativa che ha penalizzato i produttori anche nei mercati internazionali. Il settore italiano dei vini biologici è leader nel mondo per produzione ed esportazione: non si parla più di una curiosità o di una nicchia ma di un vero e proprio segmento, con dinamiche di sviluppo molto interessanti. Anche con i limiti impliciti nel compromesso che ha portato alla definizione del regolamento europeo sulla vinificazione bio, l'Italia ha tutto l'interesse a valorizzare e sostenere al massimo questo dinamico settore che mostra di reagire positivamente alla generale crisi economica e alla crisi del mercato del vino.
Una nicchia particolare, molto interessante per una fascia rilevante di consumatori con problemi di salute e, più in genere, per tutti i consumatori attenti al proprio benessere, è quella dei vini senza solfiti. Una produzione non esclusiva del mondo del biologico ma che proprio nel biologico sta avendo le esperienze più importanti e significative. È fondamentale che le esperienze concrete di vinificazione senza solfiti vengano divulgate e conosciute per creare un bagaglio di conoscenze e pratiche che permetta ai produttori e alle cantine interessate di intraprendere questa particolare produzione.

Progetto “Sviluppo e trasferimento di sistemi innovativi di produzione per la qualità e salubrità al consumo di vini dei Castelli Romani - Applicazione combinata di prodotti enologici e tecnologie di vinificazione per limitare il contenuto di SO2 totale nei vini al consumo”

Il Progetto ha perseguito tre finalità principali:
- limitare il contenuto di SO2 totale nei vini al consumo garantendone qualità e identità sensoriale
- trasferire sistemi innovativi alle imprese perché possano produrre vini di maggiore qualità e salubrità
-  consentire lo sviluppo delle produzioni biologiche e vitivinicole in particolare, anche attraverso la costituzione di associazioni tra i produttori.
Una grande problematica legata alla salubrità dei vini, sia convenzionali che biologici, risulta ancora solo parzialmente risolta e riguarda la presenza indesiderata dell’anidride solforosa e dei suoi sali. I solfiti, infatti, nonostante la loro utilità sul piano pratico, hanno un’azione tossica nell’uomo che pongono limiti d’impiego.
Con questo progetto, quindi, si sono voluti studiare e sperimentare prodotti enologici e tecnologie di produzione e conservazione dei vini alternativi a tale additivo, consapevoli che la riduzione dei solfiti in vinificazione può rappresentare punto di forza per molte cantine, non soltanto biologiche.
Le attività sperimentali hanno già portato alla produzione del Biancodarco, il primo vino Frascati superiore DOC da agricoltura biologica ottenuto completamente senza l’aggiunta di solfiti.
Accanto alle attività tecnico-scientifiche il progetto prevede una serie di azioni divulgative: convegni, seminari e visite guidate in cantina.
Le iniziative di informazione e comunicazione sono rivolte agli operatori del settore e al pubblico specializzato per diffondere e promuovere non solo i risultati dei test di vinificazione (trasferimento di innovazione), ma anche la cultura e le buone pratiche della viticoltura e dell’enologia biologica di qualità e sostenibile.
Seminario: “I nuovi vini biologici e la vinificazione senza solforosa”

ROMA – 18 aprile 2012
Sala Nassiriya del Comando Carabinieri delle Politiche Agricole ed Alimentari - Via Torino, 44

Ore  9.30 - Registrazione dei partecipanti  e apertura dei lavori
Prima parte: I nuovi vini biologici
Ore  9.45 - Una panoramica del Regolamento di Esecuzione (UE) N. 203/2012 – Pier Francesco Lisi – Giornalista enologo
Ore 10.15 - Intervento delle Istituzioni
- Marco Sbaffi* – Dirigente Area  Politiche Territoriali, di Mercato e Programmazione Integrata – Regione Lazio
- Giuseppe De Righi* – Presidente del Consorzio Ad Maiora
Ore 10.45 - Il nuovo regolamento sui vini bio e la posizione di FederBio: Roberto Pinton -               Segretario della Sezione Trasformatori e Distributori
Ore 11.15 - ProBio – I produttori di vini biologici del Lazio - Salvatore Stingo - Presidente di                  Agricoltura Capodarco

Ore 11.30 - Pausa
               
Seconda parte: I vini senza solfiti, nuovo segmento del mercato enologico
Ore 11.45 - Anidride solforosa e i suoi derivati: quali effetti sulla saluta umana  - Prof.ssa  Laura Di Renzo - Università Tor Vergata, Roma
Ore 12.15 - Metodi e tecniche di vinificazione senza solfiti - Prof. Marco Esti - Università della Tuscia, Viterbo
Ore 12.45 - La parola ad operatori e tecnici: esperienze di vinificazione senza solfiti

Ore 13.30 - Degustazione di vini biologici e senza solforosa.
Moderatore: Pier Francesco Lisi


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martedì 22 novembre 2011

I vini biodinamici al Vinitaly 2012

Dopo che da alcuni anni i vini biologici sono entrati di diritto nel panorama del Vinitaly, la più importante manifestazione italiana sul vino, ora tocca ai biodinamici avere un riconoscimento.
E' una buona notizia per tutto questo mondo, e quindi anche per noi del Vino Biologico.


I VINI DA AGRICOLTURA BIODINAMICA NEW ENTRY A VINITALY 2012

I vini da agricoltura biodinamica saranno una delle principali novità del Vinitaly 2012.
Uno spazio appositamente allestito al primo piano del Palaexpo, infatti, accoglierà aziende italiane ed estere che producono secondo le regole dell’agricoltura biodinamica.
Non è l’unica novità per la prossima edizione di Vinitaly. Con il cambio di cadenza settimanale, il Salone diventa più aderente alle esigenze commerciali di espositori ed operatori e maggiore attenzione viene data al canale horeca, che ha risposto al sondaggio “Vinitaly incontra la ristorazione”.

I vini da agricoltura biodinamica protagonisti di Vinitaly 2012: il più grande salone del vino al mondo dedicato al vino apre un vetrina internazionale a una nicchia di mercato fatta di piccoli numeri, ma che fa tendenza rispetto alla richiesta di qualità globale.
Un centinaio le aziende italiane ed estere che hanno scelto di aderire alla nuova iniziativa di Vinitaly, che prevede uno spazio appositamente allestito al primo piano del Palaexpo.
Non sarà questa comunque l’unica novità della 46^ edizione di Vinitaly, in programma da domenica 25 a mercoledì 28 marzo 2012 (www.vinitaly.com), anche per effetto del cambio di cadenza settimanale e della riduzione dei giorni di manifestazione deciso da Veronafiere. Vinitaly sarà infatti ancora più business-oriented, con costi ottimizzati per gli espositori, impegni sempre più mirati per gli operatori professionali e un occhio di riguardo al canale horeca.
"Si tratta di un’evoluzione dell’organizzazione fieristica necessaria per raggiungere gli obiettivi che ci si è prefissati al momento di decidere il cambio di data – afferma Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere -; obiettivi che sono quelli di aumentare il già alto tasso di internazionalità della manifestazione e di incrementare le possibilità di contatti commerciali, in particolare con le categorie hộtellerie, ristorazione e catering".
Proprio il canale horeca, nel sondaggio “Vinitaly incontra la ristorazione italiana”, realizzato intervistando 300 ristoratori top estrapolati dall’incrocio delle principali guide del settore, ha evidenziato l’importanza per questa categoria di operatori di visitare la rassegna e avere eventi dedicati. Il 46% degli intervistati ha dichiarato di essere stato a Vinitaly, dando nell’88% delle risposte un giudizio da buono ad ottimo della manifestazione. Merito della capacità dell’evento di aiutare a: stabilire nuovi contatti (capacità buona per il 53% delle risposte, ottima per il 31%); concludere accordi commerciali (48 e 9%); capire le tendenze di mercato (46 e 23%).
Da domenica 25 a mercoledì 28 marzo 2012 appuntamento anche con le rassegne Sol e Agrifood Club, che completano l’offerta di Veronafiere nel settore wine&food. Una contemporaneità di eventi che trova riscontro positivo nelle risposte date dai ristoratori del sondaggio che hanno visitato Vinitaly: il 33% di loro è stato anche a Sol e Agrifood Club, un altro 37% ad almeno una delle due iniziative.
Nelle stesse date, come di consueto, appuntamento anche con Enolitech, salone delle tecnologie per le filiere vitivinicola e oleria.
L’edizione 2011 di Vinitaly ha visto la presenza di 156.000 visitatori, dei quali 48.000 esteri (+3% sul 2010) da più di 110 Paesi, con la Germania in testa, seguita da Stati Uniti e Canada, Regno Unito, Svizzera, Francia, Austria, Paesi dell’Est Europa con una forte presenza della Russia, Cina e Hong Kong.


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lunedì 7 marzo 2011

Sei un giovane produttore biologico di vini? Vai gratis al Vinexpo di Bordeaux

Se hai meno di quarant'anni e hai un’impresa agricola vitivinicola, puoi andare gratis al Vinexpo di Bordeaux; se la tua azienda è biologica, hai qualche possibilità in più perché avrai più punteggio nella graduatoria. Hai tempo fino al 31 marzo 2011 per presentare la tua domanda.

L’opportunità, davvero interessante, è offerta dall’Oiga, l’Osservatorio per la Imprenditorialità Giovanile in Agricoltura.
Il Vinexpo è una della maggiori manifestazioni enologiche del mondo e si svolge dal 19 al 23 giugno 2011. 

Come detto, tra i criteri per la formazione della graduatoria puoi avere fino a 10 punti se la tua azienda aderisce a un sistema di qualità certificato, come il biologico.

Il bando copre i costi di iscrizione alla fiera e l’affitto dello stand.
Di seguito trovi tutte le informazioni utili ed i criteri per la graduatoria.


L'OIGA, l’Osservatorio per la Imprenditorialità Giovanile in Agricoltura, con il contributo del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, offre l'opportunità a 30 giovani titolari di imprese agricole operanti nel settore della produzione del vino e delle sostanze liquorose, di partecipare gratuitamente alla manifestazione fieristica Vinexpo 2011 che si svolgerà dal 19 al 23 giugno 2011 a Bordeaux (Francia).
Lo scopo è promuovere l'imprenditoria agricola giovanile e accrescere l'interesse dei giovani verso il settore primario presentando aziende agricole meritevoli.
Possono partecipare alla selezione i giovani titolari di imprese agricole che svolgono attività di impresa sul territorio italiano, che abbiano la qualifica di imprenditore agricolo o coltivatore diretto e un'età inferiore ai quarant'anni al momento della presentazione della domanda.
Scadenza: 31 marzo 2011

Qui trovi il bando.
Qui trovi la modulistica.

Formazione della graduatoria
La graduatoria degli ammessi sarà formata attraverso l’attribuzione dei seguenti punteggi, per un
massimo di 60 punti:
  1. aziende che dimostrino di aver conseguito, per il complesso delle proprie attività risultati innovativi e di successo, nonché un miglioramento globale di tutti gli aspetti imprenditoriali e non esclusivamente limitato a quelli economici: max 20 punti.
  2. aziende dotate di sistemi di qualità certificati ai sensi della normativa comunitaria, oppure riconosciuti dal Mipaaf, nonché di natura privatistica (a titolo esemplificativo: DOC, DOCG, DOP, IGP, Reg. (CE) 834/07 (agricoltura biologica), Global Gap, I.F.S., ecc.): max 10 punti;
  3. aziende che dimostrino la capacità di poter migliorare la propria attività imprenditoriale e commerciale utilizzando i risultati della partecipazione al Vinexpo 2011, nonché le modalità con cui le stesse intendono trasferire i risultati di detta partecipazione al proprio comparto produttivo di appartenenza:max 10 punti;
  4. aziende che dimostrino capacità di sviluppare contatti commerciali anche con l’estero: max 10 punti;
  5. aziende che abbiano partecipato ad attività promosse dall’Osservatorio per l’Imprenditorialità Giovanile in Agricoltura (OIGA): max 10 punti.
A parità di punteggio sarà utilizzato il criterio di priorità della minore età del titolare dell’azienda o del legale rappresentante in caso di società.


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martedì 23 novembre 2010

L'ecologia è un affare per il vino: parola di J.C. Boisset

Jean-Charles Boisset, erede di una grande famiglia del vino francese, spiega le azioni della sua impresa per la riduzione dell'impronta di carbonio.
Le scelte riguardano imballaggi alternativi, più leggeri, che rendono più semplice il trasporto.
L'azienda è anche impegnata nella viticoltura biologica.

L'articolo che riportiamo testimonia del grande interesse per ila lato "verde" del vino che c'è ormai in tutto il mondo.
Si parla in particolare della riduzione dell'impronta del carbonio. Alcune delle soluzioni proposte, come il Pet, mi lasciano perplesso, soprattutto se usate per il vino. Mi chiedo se per esempio un progetto come quello delle bottiglie di vetro "vuoto a rendere" non finirebbe per avere un impatto complessivo molto minore.
Resta il fatto che grandi aziende internazionali, come Boisset, guardano con grande attenzione

L'ecologia è un affare per il vino
 
Jean-Charles Boisset è l'erede del maggior impero vinicolo della Borgogna. È stato soprannominato “Mr. Pinot Nero” per il suo amore per l'uva che coltiva sui due lati dell'Atlantico. A 41 anni, dopo aver passato gran parte della giovinezza in California prendendo sole, facendo surf e prendendo una laurea in amministrazione d'impresa, vive secondo poche regole che ha appreso da piccolo.
 
Siamo i guardiani della Terra: è una cosa che ho appreso dalle mie nonne” dice Boisset che l'anno scorso ha unito la sua dinastia enologia con un'altra famosa, in questo caso statunitense, sposando Gina Gallo.
Durante la sua infanzia a Vougeot una delle  nonne, insegnante di scienze, “mi insegnò tante cose sulla natura e sull'importanza di ogni parte della natura: le piante, gli insetti... Da mia nonna ho appreso in concreto l'agricoltura biologica e biodinamica”.
L'altra nonna gli insegnò invece il riciclaggio degli oggetti. 
 
Gli occhi di Boisset si illuminano nel ricordare il momento in cui si è reso conto che il 70% dei 31 miliardi di bottiglie di vino che si bevono ogni anno nel mondo sono vendute al prezzo di 8 euro o meno a bottiglia. Di questo 70%, un altro 70% si beve entro un periodo che va da mezz'ora a tre ore.
Aggiunge Boisset: “Circa il 70% del costo di una bottiglia di vino è costituito dall'imballaggio, dal trasporto, dall'etichettatura ecc. Questo significa che il vino solo il 30% del costo della bottiglia. Non sarebbe meglio se potessimo ridurre questo 70% ed investire il denaro risparmiato nella qualità del vino?”.
 
Questo è quello che più o meno ha cercato di fare in alcune della cantine di famiglia in Francia e in California.
Concentrandosi sulla riduzione dell'impronta di carbonio dell'impresa, ha messo vini varietali, come Pinot Nero, Cabernet Sauvignon, Merlot e Chardonnay del Languedoc-Rosellon, in contenitori di cartone laminato da un litro, lo stesso tipo di imballaggio usato per i succhi di frutta dei bambini. Boisset ha anche imbottigliato un Merlot della California, il Fog Mountain, in bottiglie di Pet da un litro, lo stesso tipo di bottiglie di plastica riciclabile usate per le bevande gassate.
Per i consumatori questo significa disporre di vino in recipienti che non si rompono, leggeri, facili da portare anche in un picnic all'aperto. Per Boisset vuol dire una riduzione drastica dei costi di trasporto e, quindi, la riduzione dell'impronta di carbonio. Per la sua azione per la riduzione e l'innovazione negli imballaggi, la rivista “Wine Enthusiast” gli ha assegnato nel 2009 il premio come Innovatore dell'anno.
 
Un'altra iniziativa recente consiste nel mettere piccole botti di legno, con all'interno un contenitore di plastica riutilizzabile pieno di vino della sua cantina DeLoach, con certificazione biologica, nei ristoranti. I clienti possono prendere direttamente il vino al bicchiere.
Il suo Beaujolais Nouveau Mommessin 2010, infine, uscirà a fine novembre in bottiglie di vetro più leggere di quelle usate di solito.
“La cosa importante, in tutti questi tipi di contenitori, è che il vino sia di buona qualità. La qualità è quello che ci differenzia. E l'imballaggio è un modo, così come la viticoltura biologica o biodinamica, per rispettare la natura” dice Boisset.
 
Boisset concepisce il suo impero del vino come “una piccola impresa familiare”, che dirige insieme alla sorella Nathalie. E non nasconde il fatto che alcuni dei suoi vini, che si vendono a costi molto superiori agli 8 euro alla bottiglia, come i Bonnes Mares Grand Cru o i Musigny Grand Cru del Domaine de la Vougeraie, devono continuare ad essere imbottigliati in bottiglie di vetro tradizionali.
 
“Il modo in cui facciamo le cose oggi, il modo in cui viviamo oggi, non è il modo che si usava secoli fa. Non credo che uno debba associare il vino con lo snobismo e la pretenziosità. Il vino deve essere divertente e questo è quello che cerco di fare... mantenendo sempre il rispetto per la natura”.

[fonte El Mundo Vino/AgraPress]


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giovedì 4 novembre 2010

Incontro con il vino biodinamico alla Città dell'Altraeconomia di Roma

Segnaliamo con piacere un incontro sul vino biodinamico che si svolge a Roma, nella Città dell'AltraEconomia di Testaccio.
Della Città ci siamo già occupati qui nel blog e anche nel Mondo dell'agricoltura biologica.
La Città ha corso il rischio di chiusura, per ora scongiurato. Se possibile, visitiamola e frequentiamo le sue attività per sostenere questa importante iniziativa.

Potete anche firmare la petizione per chiedere la continuazione della Città.

Riprendono gli incontri con i produttori a SPAZIO BIO !

Sabato 6 Novembre 2010 appuntamento con il vino prodotto con uve da agricoltura biodinamica dell'Azienda Agricola Claudio Menicocci di fabrica di Roma (Viterbo) (http://www.biodynamic.it/italiano/famiglia.html).

Dalle 16 alle 19 sarà presente il produttore che illustrerà ai clienti la storia dell'azienda e le proprie tecniche di coltivazione e vinificazione e offrirà in degustazione i propri vini !

Spazio Bio è il negozio dei produttori biologici della Città aperto tutti i giorni tranne il lunedì presso la Città dell'altra Economia di Roma a Largo Dino Frisullo ( ex Mattatoio di Testaccio)

La Città è aperta, Vi aspettiamo !!


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martedì 2 novembre 2010

"Drink Sharing": bere responsabilmente il vino (biologico)

La cantina Perlage, un'azienda storica del vino biologico in Italia, compie venticinque anni. La Perlage, oltre a fare ottimi vini bio, in particolare il Prosecco Docg di Conegliano, è molto attiva e originale nel promuovere iniziative che uniscono il vino alla cultura.

Un evento ormai tradizionale è la Festa del Novello, che quest'anno raggiunge la decima edizione (un altro compleanno da sottolineare) e che si terrà sabato 13 novembre 2010.

In questa occasione Perlage lancia una nuova idea per sostenere il consumo responsabile del vino e degli alcolici: un problema molto grave, soprattutto tra i giovani e giovanissimi, di cui si parla davvero troppo poco.


La Perlage sosterrà il consumo responsabile, premiando i "guidatori" che dopo la festa avranno superato il test dell'etilometro, sarà dato un attestato di partecipazione, un buono omaggio per l'acquisto di una bottiglia di vino biologico in cantina e un rimborso di 5 euro sul biglietto di ingresso.


L'iniziativa si svolge all'interno di un programma di iniziative sul consumo responsabile di vino: ne riparleremo nel Blog.



REGOLAMENTO DI PARTECIPAZIONE A “DRINK SHARING”
Io rispetto il limite perché mi rispetto

  1. Possono partecipare tutti coloro che hanno raggiunto la cantina in automobile, di seguito denominati “autisti” ;
  2. All’ingresso, gli autisti dovranno recarsi allo stand “Ingresso Autisti Drink Sharing” dove riceveranno una coccarda;
  3. L’autista è libero di partecipare a tutte le attività e accedere a tutti i buffet (buffet vino e buffet cibo) per tutta la serata;
  4. All’uscita, l’autista si recherà allo stand “Ingresso Autisti Drink Sharing” e sarà sottoposto alla prova etilometro: se il livello raggiunto è inferiore allo 0.5, l’autista riceverà un attestato di partecipazione, un buono omaggio per l’acquisto di una bottiglia in cantina e gli verranno rimborsati 5 euro del biglietto di ingresso;
  5. L’evento Drink Sharing si svolge in linea con la politica di Perlage di “bere con moderazione” sia per chi guida (Drink Sharing Project) sia tra i giovani (Video Erase and Re…Wine) e nasce dall’esperienza del Progetto Sibilla dell’ULSS 7 di Pieve di Soligo per la prevenzione dell’abuso tra i giovani.

Consigli per godervi la serata…
  • Chi beve non guida
  • Per godervi la serata in tutta tranquillità, prima di ordinare stabilite chi deve guidare l’automobile per tornare a casa
  • Conviene decidere già prima della festa chi rinuncerà agli alcolici per portare a casa le persone che possono bere alcolici. Oppure, se si sa già in anticipo di voler bere alcolici è meglio lasciare a casa la propria macchina e prendere i mezzi pubblici o un taxi che sono molto più convenienti dei costi derivanti da un incidente o dalla revoca della patente
  • Se qualcuno della compagnia non vuole (più) bere, va accettata la decisione
  • Chi non vuole bere alcolici non è né un guastafeste né un fifone, bensì una persona coraggiosa
  • Se, malgrado i buoni propositi, avete bevuto troppo, non sedetevi al volante. Lasciatevi chiamare un taxi che vi porterà a casa in tutta sicurezza
  • Secondo il codice della strada (art. 186 e successive modifiche) il limite legale di alcolemia (concentrazione di alcol nel sangue) alla guida non deve superare 0,5 grammi di alcol per litro di sangue


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CapalBIOFattoria: vini biologici dalla Maremma toscana

"Noi crediamo nell’ecologia della vita, qualcosa di più del semplice ambientalismo: è un modo di essere che deve portare ogni giorno ad adeguare le nostre azioni al rispetto di tutte le forme di vita ed alla difesa dell’ecosistema e della biodiversità, unica grande ricchezza comune a tutti gli esseri viventi."

Questa è la filosofia dichiarata di una giovane aziende biologica della Maremma, CapalBIOFattoria. Vi presentiamo una scheda sull'azienda e sui suoi vini. Ricordiamo che a CapalBIOFattoria si possono acquistare direttamente i prodotti dell'azienda: i vini, ovviamente, ma anche l'olio extravergine Silvestre, uova, ortaggi (in particolare carciofi) e frutta di stagione. Un'ottima meta per una gita, visto tra l'altro che in zona non avrete difficoltà a mangiare benissimo.
Vi segnaliamo con piacere questa azienda, in attesa di provare i suoi vini biologici, anche perché si trova in una zona, quella della Maremma, molto attiva nel settore del biologico.
Se qualcuno di voi ha assaggiato i vini di CapalBIOFattoria, lasciateci la vostra opinione!


CapalBIOFattoria

Azienda Agricola Biologica
Via Capalbio - Marsiliana - Località I Caprai
58011 Capalbio (Grosseto)
informazioni@capalbiofattoria.it
www.capalbiofattoria.it

CapalBIOFattoria nasce nel 2001 come azienda agricola biologica, una realtà all’insegna della difesa dell’ecosistema e del rispetto per tutte le forme di vita. La filosofia di questa azienda va al di là del semplice concetto di ambientalismo: CapalBIOFattoria vuole essere coerente con la sua idea di tutela ambientale attuando sistemi di produzione adeguati al rispetto di tutte le forme di vita ed alla difesa dell’ecosistema e della biodiversità: unica grande ricchezza comune a tutti gli esseri viventi.

L'azienda agricola è costituita da 136 ettari di cui 86 di seminativo con vigneto, uliveto e frutteto e 50 di bosco, nel quale vivono in libertà vacche chianine, vacche maremmane e asini amiatini. L’azienda ha scelto di aderire al biologico poiché vuole produrre vino e olio di grande qualità senza prodotti chimici ma solo utilizzando fertilizzanti naturali per offrire agli acquirenti cibi sani, naturali e certificati.

Prodotti di punta sono i vini. La prima vendemmia risale al 2006: i due vini di CapalBIOFattoria sono vera espressione del territorio che ospita l’azienda, a base di uve Sangiovese, che in Toscana trovano la loro migliore espressione.

L’etichetta Sassi Bruni IGT Toscana è frutto dell’assemblaggio delle varietà coltivate nella fattoria. In primis il Sangiovese, principe appunto delle terre toscane, seguito da Cabernet Sauvignon, circa 10%, Cabernet Franc, 10% e Merlot 20%. Le uve vengono raccolte e vinificate separatamente in piccoli tini di acciaio per circa 15-20 giorni. Segue poi la fermentazione malolattica e la maturazione in piccoli fusti di rovere per 8-9 mesi. Successivamente, quando i vini hanno raggiunto la piena maturità, segue il blend delle piccole masse per far nascere Sassi Bruni. È previsto poi l’affinamento in bottiglia per 3-4 mesi prima dell’immissione nel mercato. Questo vino è ottimo con primi piatti anche al sugo e carni, ma anche con preparazioni di pesce e molluschi.

L’altra etichetta dell’azienda è I Caprai DOC Riserva Capalbio, un Sangiovese in purezza, frutto di un’attenta selezione delle migliori uve di Sangiovese, prodotte vicino allo storico fontanile, dal quale il vino prende il nome. L’appezzamento “I Caprai” è il vigneto più vecchio presente in azienda. La vinificazione avviene con metodi tradizionali, come vuole la scuola toscana. Permane in macerazione per 16-20 giorni, in relazione all’annata e vengono effettuate ripetute follature del cappello, un po' come si faceva un tempo, quando le uve si pestavano con i piedi. Segue poi la fermentazione malolattica in fusti di rovere di media capacità dove il vino permane per 22-24 mesi senza mai essere disturbato. La selezione continua anche durante il suo lungo percorso di maturità con continui assaggi delle singole botti: di queste solo le migliori vengono poi selezionate per dare vita al Sangiovese in purezza della riserva “I Caprai”. Questo vino è indicato in abbinamento a primi piatti, anche con sughi a base di carne, e con secondi di carne importanti.


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venerdì 29 ottobre 2010

I vigneti biologici in Italia

Il fallimento del progetto di una normativa europea sulla vinificazione biologica ha rinviato a data da destinare la nascita, almeno sul piano giuridico-normativo, del "vino biologico" o "vino da agricoltura biologica".

Visto che bisogna accontentarsi, quindi, del "vino da uve prodotte da agricoltura biologica", è bene ripartire dalle certezze, cioè dei vigneti certificati e coltivati secondo le tecniche dell'agricoltura biologica.

Con 43.614 ettari di vigneti bio (dati Sinab 2009), la vite è per estensione la quinta coltura biologica  in Italia, dopo cereali, foraggere, prati/pascoli e olivo. È bene ricordare che nel dato sono riunite sia l'uva da vino che quella da tavola. La presenza di quest'ultima, comunque, è limitata e significativa solo per alcune regioni, come la Puglia.

Sul totale, gli ettari di vigneti già in biologico sono 27.408, mentre altri 16.206 ettari sono in conversione (ricordiamo che per una coltura arborea come la vite la conversione dalla coltivazione convenzionale/chimica a quella biologica dura di norma tre anni).

Rispetto a una superficie biologica totale sostanzialmente stabile, intorno al milione di ettari, i vigneti biologici sono in crescita. Nel 2007 la superficie era di 36.684 ettari e nel 2008 di 40.480 ettari: un aumento di +15,9% in soli tre anni.

Infine, per quanto riguarda la distribuzione regionale, l'ordine resta invariato rispetto al 2008: ai primi cinque posti troviamo Sicilia (10.337 ettari), Puglia (7.477), Toscana (5.335), Marche (3.393) e Abruzzo (3.262). Seguono poi Emilia Romagna, Lazio, Calabria, Veneto e Basilicata, tutte al di sopra dei mille ettari.

* Tutti i dati sono elaborazioni del Sinab (Sistema di Informazione Nazionale sull'Agricoltura Biologica ) sui dati forniti dagli organismi di controllo aggiornati al 31-12-2009.


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giovedì 23 settembre 2010

Naturalmente Bio - Festa del biologico trentino (2-3 ottobre 2010)

Il 2 e 3 ottobre a Rovereto (Trento) torna Naturalmente Bio, la Festa del biologico trentino, organizzata da Atabio.

Tanti appuntamenti nei due giorni di festa. Vi segnaliamo, in particolare, le varie attività per bambine e bambini; il mercatino dei produttori biologici di domenica 3 ottobre; i piatti della cucina biologica a cura di Strada del vino e dei sapori della Vallagarina e ATABio, all'ora di pranzo di domenica 3 ottobre 2010.

Di seguito trovate il programma (qui nel sito di Atabio è disponibile anche la locandina) e tutte le informazioni utili per la festa.



Naturalmente Bio
Festa del biologico trentino


ROVERETO
SABATO 2 OTTOBRE 2010
alle 17.00 e alle 20.30
Museo civico | Largo Santa Caterina
DOMENICA 3 OTTOBRE 2010
dalle 10.00 alle 18.00
Azienda agricola sperimentale Navesel | Località Navicello


Programma

Sabato 2 ottobre 2010 - Rovereto, Museo civico
Ore 17:00
FOOD, INC. NON GUARDERAI PIÙ AL CIBO ALLO STESSO MODO
- Proiezione del docu-film di Robert Kenner (USA, 2009)
- Puntata speciale di DOC - Denominazione di Origine Cinematografica
- A seguire: degustazione di prodotti gastronomici bio trentini a cura di Strada del vino e dei sapori della Vallagarina

Ore 20:30
BEN-ESSERE IN TAVOLA
- La dieta antiossidante a base di prodotti bio: vantaggi per salute e ambiente a cura di Fondazione Edmund Mach e ATABio, nell’ambito di www.filieracortabio.it

Domenica 3 ottobre 2010 - Rovereto, località Navicello
Ore 10:00
LA BIO-FESTA APRE
Ore 10:00 - 18:00
BIO-SAPORI
Mercato con i produttori del biologico trentino

Ore 10:00 - 18:00
BIO-SAPERI
Punto informativo enti e associazioni

Ore 10:00 - 18:00
ASINAMENTE: SE ASCOLTO DIMENTICO, SE VEDO RICORDO, SE FACCIO IMPARO
Incontro con la fattoria didattica a cura di Asineria Le Driadi e Associazione asinaMente

Ore 10:30 - 17:00
LE VIE DEL TE’. TRA SUONI, SENSI E PICCOLI SORSI
Spettacolo musicale-sensoriale a cura di NaturalMente ArtEventi

Ore 10:30
YOGA & ALIMENTAZIONE COI CEREALI
Dimostrazione pratica a cura di Azienda agrituristica Malacarne e ASD Libertas “Yoga Integrale Garda”

Ore 10:30
INFANGHIAMOCI
Laboratorio alla scoperta della “terra” a cura di Laboratorio Territoriale Vallagarina

Ore 12:00
BIO-RISTORO
A tavola con i piatti della cucina biologica a cura di Strada del vino e dei sapori della Vallagarina e ATABio

Ore 14:00
DAI CEREALI INTEGRALI AL PANE
Laboratorio interattivo per bambini e adulti a cura di Azienda agrituristica Malacarne e ASD Libertas “Yoga Integrale Garda”

Ore 14:30
DOLCI TENTAZIONI
Laboratorio di cucina sui dolci equo solidali a cura di Mandacarù

Ore 15:00
ECO-DANZE DAL MONDO
Suoni e balli popolari a cura di Associazione Danzare la Pace

Ore 15:30
BANANE SCATENATE
Percorso didattico per bambini a cura di Mandacarù

Ore 16:30
BIO ED EQUO PER TUTTI
Testimonianza di Ruth Saldidos, direttrice di PFTC Filippine a cura di Mandacarù

Ore 16:30
BIO-MERENDA
La merenda biologica offerta a tutti i bambini a cura di ATABio

Ore 18:00
LA BIO-FESTA CHIUDE

Informazioni utili
BUS-NAVETTA gratuito per l’intera giornata con partenza dalle 9.30 e ogni ora successiva dalla stazione
delle corriere di corso Rosmini, con fermate intermedie ai parcheggi ex-ASM in via Manzoni ed ex Manifattura tabacchi in piazza Manifattura.

NATURALMENTE BIO! 2010
Rovereto (Trento)
2-3 ottobre 2010
Ingresso: libero e gratuito
Organizzazione:
ATABio - Associazione Trentina Agricoltura Biologica e Biodinamica
Via G. Giusti 40 - 38122 TRENTO
Telefono: 0461-915575  -  fax: 0461 990929
cell: 328 7839815 (Lorenza Tomasi)
e-mail: atabio.trentino@gmail.com
web: www.atabio.eu


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venerdì 6 agosto 2010

Vigneti biologici: la Spagna sorpassa l'Italia

Dopo aver perso il primato europeo delle coltivazioni biologiche, l'Italia ha ora perso anche il primato mondiale (e quindi anche europeo) per i vigneti biologici. Dopo il Mondiale di calcio del Sud Africa, così, gli spagnoli portano a casa altri due sorpassi ai nostri danni.

Con 53.959 ettari di vigneti bio (il 9,43% della superficie bio totale), infatti, nel 2009 la Spagna avrebbe raggiunto e superato il nostro paese. In Italia, nel 2009 gli ettari di colotivazione biologica della vite erano
43.614 (dati Sinab, 2009).

Un balzo sorprendente della Spagna rispetto al 2008, quando gli ettari di vite biologica erano circa 30.000: un aumento di ben il 75%.

La crescita dei vigneti bio in Spagna è del resto in linea con la grande crescita di tutto il settore biologico iberico, arrivato nel 2009 a 1,6 milioni di ettari.

La coltivazione biologica della vite si concentra in un numero limitato di aziende ed in poche regioni: Castiglia-La Mancha (28.700 ettari), Murcia (quasi 11mila), Comunità Valenciana, Catalogna,  Castiglia y Leon ed Estremadura.


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martedì 22 giugno 2010

I vini biologici di Palazzetto Ardi nei mercatini di Vicenza

L'amico Carlo Sitzia dell'agriturismo Palazzetto Ardi ci segnala due mercatini agricoli in cui è presente l'azienda con i suoi prodotti, tra cui i vini biologici.

"Vorrei segnalare due Mercati Contadini dove siamo presenti con i nostri prodotti (verdure, frutta e vini da agricoltura biologica)"

Vicenza
Viale Roma (di fronte al Pam)
Ogni martedi mattina dalle ore 8 alle ore 13

Valdagno (Vicenza)
Piazza Verdi
Sabato mattina, a partire da fine giugno 2010


Grazie della segnalazione, Carlo, e continua a seguirci!


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giovedì 17 giugno 2010

Le vostre domande: autocertificare il vino ed il vigneto

Ci scrive Federico:

Buonasera,
posso dichiarare con autocertificazione che il mio vino è biologico, i trattamenti in vigna sono rame (poltiglia), zolfo in polvere e calce.
Non mi va di spendere circa 3000 euro l'anno per una certificazione puramente cartacea.
Grazie
Grazie a te per la domanda, Federico, perché ci permette di rispondere a una richiesta che abbiamo ricevuto più volte.

Sicuramente non puoi autocertificare che il tuo vino è biologico e neanche che il tuo vigneto è biologico: infatti esiste una normativa europea e nazionale in materia che occorre rispettare in tutti i vari aspetti, compresi quelli relativi alla certificazione e all'etichettatura.

Quello che puoi fare è autocertificare (o meglio, dichiarare, ad esempio nel tuo sito o nel tuo depliant) le pratiche che utilizzi nel tuo vigneto, senza però riferimenti alla produzione biologica. Puoi quindi dire che segui dei metodi naturali e che utilizzi per i trattamenti esclusivamente determinati prodotti (es. zolfo o rame). Puoi anche dichiarare i processi che segui in cantina o pubblicare i risultati delle analisi dei tuoi vini, per mettere in evidenza ad esempio un basso contenuto in solfiti o anche l'assenza di residui di pesticidi (come fanno questi tuoi colleghi vignaioli).

In sintesi, il mio consiglio è questo.
Se la tua azienda è di tipo professionale, se punti al mercato nazionale e anche ai mercati esteri, se vuoi richiedere contributi per cui è indispensabile avere la certificazione biologica, se vuoi arrivare su negozi, fiere e mercati riservati al biologico certificato, allora conviene fare la certificazione biologica della tua azienda agricola. Chiedi il preventivo per la certificazione a più organismi di controllo per trovare la condizione più favorevole.
Se invece hai una piccola azienda, con una produzione limitata, magari orientata alla vendita diretta e al mercato locale (agriturismo, mercatini ecc.), con un certo numero di consumatori che ti conoscono già, puoi provare a seguire la strada da te ipotizzata, sempre evitando i riferimenti alla produzione biologica per non incorrere in sanzioni e multe.

Grazie, Federico: il tuo quesito sarà di sicuro molto interessante per i lettori del Blog.
Continua a seguirci!


Per fare la tua domanda al Vino Biologico, basta scrivere.
Cercheremo di rispondere sempre a tutti.
I quesiti di interesse generale saranno pubblicati nel Blog e/o nel sito, rispettando sempre la vostra privacy.


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martedì 15 giugno 2010

La pagina del Vino Biologico su Facebook: diventa fan e partecipa!

Il Vino Biologico | 


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sabato 12 giugno 2010

I vini biologici nei mercati dei contadini

Si chiamano "mercati del contadino" o, in modo esotico, "farmer's market". Ora gli americani vogliono farci credere di averli inventati loro ma da noi sono sempre esistiti. In tanti mercati paesani o rionali c'erano infatti i "contadini": gente che aveva dei terreni, produceva insalata, broccoli o albicocche, caricava il camioncino o il mitico Ape, partivano alle 5 di mattina per vendere direttamente i loro prodotti.

La crisi economica, la voglia di scoprire prodotti sani e genuini, la necessità per gli agricoltori di sfuggire alla morsa del commercio e dei supermercati, hanno portato a una (ri)esplosione del fenomeno.


Secondo la Coldiretti, nel 2009 il 67% degli italiani ha acquistato direttamente dal contadino. La vendita diretta è stata la forma di distribuzione commerciale con la maggiore crescita, con un aumento dell'11% del valore delle vendite con un giro d'affari complessivo di 3 miliardi di euro.


Noi del Vino Biologico non potevamo restare insensibili!

Ecco intanto tre segnalazioni di mercati contadini in cui trovate anche vini biologici: in progetto abbiamo una sezione del sito tutta dedicata ai "mercatini del Vino Biologico", cioè mercati contadini in cui trovare (anche) vini biologici e biodinamici.

Se vuoi segnalarci un mercato contadino e/o del biologico in cui ci sono anche vini biologici, puoi farlo utilizzando il modulo on line dei Contatti. Presto metteremo a disposizione una scheda da compilare direttamente on line, come per le aziende ed i ristoranti.


Farmer Market Bio Sotto Casa - Festa di Campagna Amica
Roma - Auditorium Parco della Musica
12 e 13 giugno 2010

Si terrà  il 12 e il 13 giugno, dalle 10 alle 22, all'Auditorium Parco della Musica di Roma, BIO SOTTO CASA - Festa di Campagna Amica, la nuova grande occasione per avvicinarsi ai prodotti biologici nella capitale. Per l'evento si daranno appuntamento a Roma produttori bio da tutta Italia per presentare e far gustare i propri prodotti. Ricco il programma di eventi con degustazioni, dibattiti, musica a cura dell'Orchestra popolare italiana, orto didattico e il ristorante a km zero dell'Azienda Romana Mercati. L'evento è organizzato nell'ambito del programma “Il Bio sotto casa” promosso dall’Unione europea e dall'Italia e realizzato da Aiab, Amab e Coldiretti, con l’obiettivo di migliorare la conoscenza delle produzioni biologiche. Nel corso della manifestazione sarà presentato il progetto "chilometro zero" della Fondazione Campagna Amica.

Mercatino biologico
Roma -  Casa del Parco Riserva Naturale Regionale della Valle dei Casali
13 giugno 2010 (seconda domenica del mese)

Domenica 13 Giugno - ore 11.00/17.00, presso Casa del Parco Riserva Naturale Regionale della Valle dei Casali Coop. Valle dei Casali - Via del Casaletto, 400 - 00151 ROMA come ogni seconda domenica del mese, mostra mercato di prodotti biologici e locali, del commercio equo e piccolo artigianato: giornata dedicata al rispetto della Natura e ai comportamenti sostenibili. Esposizione e vendita di saponi artigianali, latte crudo e detersivi alla spina, prodotti di apicoltura, ortofrutta bio di stagione, erbe aromatiche, legumi, conserve, salumi, pane, olio, latticini, carne, vini, pasta, pasticceria secca, prodotti artigianali ecologici. Suggeriamo di portare qualche borsa di stoffa per ridurre l'uso dei sacchetti di plastica.
Se avete qualche oggetto ancora in buono stato che non vi serve più, portatelo e esponetelo al Mercatino: troverà un nuovo proprietario e inizierà una nuova vita.
Informazioni Tel./ fax 06 45476909 posta@valledeicasali.com (www.valledeicasali.com)

Farmer's market - Campagna Amica
Vada (Livorno)
Sabato 12 giugno 2010 (ogni sabato mattina)

Debutta a Vada - Livorno - il primo farmer’s market firmato Campagna Amica-Coldiretti. Nel cuore della Val di Cecina (in Via Aurelia Sud al numero civico 192 a Vada vicino alla pizzeria “La Cambusa”) il primo farmer’s market degli agricoltori promosso da Coldiretti Livorno. L’appuntamento è fissato ogni sabato mattina. In vendita al mercato esclusivo degli agricoltori i prodotti tipici e tradizionali a “km zero”: dalla frutta e verdura di stagione freschissima e ancora bagnata dalla rugiada della prima mattina, dall’olio al vino, dalle confetture miste ai salumi, dolci tradizionali e tutti i prodotti agricoli locali, comprese piante e fiore in vaso.
Informazioni: Michela Costagli tel.: 050-526009 Ufficio Zona Coldiretti 0586-684808
(www.livorno.coldiretti.it)


[foto Vino Biologico]


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giovedì 10 giugno 2010

Il vino biologico? Migliore per la nostra salute

Uno studio dell'Università di Borgogna e dell'Istituto svizzero di agricoltura biologica dimostra che il vino di produzione biologica, che non contiene pesticidi, contiene una quantità doppia di resveratrolo rispetto a vini non prodotti con queste tecniche.

Juan Carlos Sancha, professore di enologia all'Università della Rioja, ha spiegato in un'intervista all'agenzia Efe che il resveratrolo – molecola presente sia nell'uva che nel vino, a cui si attribuiscono proprietà anticancerogene e antiossidanti – è un prodotto frutto di un meccanismo di difesa della pianta.

Secondo lo studio, i vini biologici bianchi e rossi contengono 12 milligrammi per litro di resveratrolo, rispetto ai 6 milligrammi di un vino le cui uve siano state trattate con concimi chimici e prodotti fitosanitari. 

Sancha, che è anche enologo di professione, sostiene che i vini di produzione biologica sono “i più naturali” e ha sottolineato che “l'abuso di pesticidi e concimi  ha provocato una rilevante salinizzazione del fiume Ebro”.
Per Sancha “il vino non deve dare origine a scandali di questo tipo”, soprattutto per la necessità di dare al consumatore la sicurezza che sta bevendo un vino salutare.

Il ricercatore ha anche spiegato la sua precauzione nell'uso di lieviti transgenici per il miglioramento della qualità del vino e ha qualificato come “inopportuna” la loro introduzione. Sancha ritiene che si debba continuare a investigare in questo campo “con prudenza” e sostiene la necessità di differenziare l'etichettatura per i prodotti liberi dall'ingegneria genetica rispetto a quelli che non lo sono.

[fonte Agrapress.it/Ecoalimenta.com/Efe]


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