Corsi di degustazione dei vini biologici

Corsi di degustazione dei vini biologici
Marzo 2015 a Roma
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venerdì 6 agosto 2010

Vigneti biologici: la Spagna sorpassa l'Italia

Dopo aver perso il primato europeo delle coltivazioni biologiche, l'Italia ha ora perso anche il primato mondiale (e quindi anche europeo) per i vigneti biologici. Dopo il Mondiale di calcio del Sud Africa, così, gli spagnoli portano a casa altri due sorpassi ai nostri danni.

Con 53.959 ettari di vigneti bio (il 9,43% della superficie bio totale), infatti, nel 2009 la Spagna avrebbe raggiunto e superato il nostro paese. In Italia, nel 2009 gli ettari di colotivazione biologica della vite erano
43.614 (dati Sinab, 2009).

Un balzo sorprendente della Spagna rispetto al 2008, quando gli ettari di vite biologica erano circa 30.000: un aumento di ben il 75%.

La crescita dei vigneti bio in Spagna è del resto in linea con la grande crescita di tutto il settore biologico iberico, arrivato nel 2009 a 1,6 milioni di ettari.

La coltivazione biologica della vite si concentra in un numero limitato di aziende ed in poche regioni: Castiglia-La Mancha (28.700 ettari), Murcia (quasi 11mila), Comunità Valenciana, Catalogna,  Castiglia y Leon ed Estremadura.


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giovedì 10 giugno 2010

Il vino biologico? Migliore per la nostra salute

Uno studio dell'Università di Borgogna e dell'Istituto svizzero di agricoltura biologica dimostra che il vino di produzione biologica, che non contiene pesticidi, contiene una quantità doppia di resveratrolo rispetto a vini non prodotti con queste tecniche.

Juan Carlos Sancha, professore di enologia all'Università della Rioja, ha spiegato in un'intervista all'agenzia Efe che il resveratrolo – molecola presente sia nell'uva che nel vino, a cui si attribuiscono proprietà anticancerogene e antiossidanti – è un prodotto frutto di un meccanismo di difesa della pianta.

Secondo lo studio, i vini biologici bianchi e rossi contengono 12 milligrammi per litro di resveratrolo, rispetto ai 6 milligrammi di un vino le cui uve siano state trattate con concimi chimici e prodotti fitosanitari. 

Sancha, che è anche enologo di professione, sostiene che i vini di produzione biologica sono “i più naturali” e ha sottolineato che “l'abuso di pesticidi e concimi  ha provocato una rilevante salinizzazione del fiume Ebro”.
Per Sancha “il vino non deve dare origine a scandali di questo tipo”, soprattutto per la necessità di dare al consumatore la sicurezza che sta bevendo un vino salutare.

Il ricercatore ha anche spiegato la sua precauzione nell'uso di lieviti transgenici per il miglioramento della qualità del vino e ha qualificato come “inopportuna” la loro introduzione. Sancha ritiene che si debba continuare a investigare in questo campo “con prudenza” e sostiene la necessità di differenziare l'etichettatura per i prodotti liberi dall'ingegneria genetica rispetto a quelli che non lo sono.

[fonte Agrapress.it/Ecoalimenta.com/Efe]


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venerdì 12 febbraio 2010

Non solo vino: il sidro biologico

Ogni tanto, quando capita, parliamo anche di altre bevande alcoliche diverse dal vino. E' il caso del sidro biologico.

Il sidro è una bevanda alcolica ottenuta dalla fermentazione delle mele o anche di altra frutta, come le pere. Il sidro era una bevanda prodotta artigianalmente in gran parte del Centro e del Nord Europa e anche nelle zone montane del Nord Italia, dal Friuli al Trentino, dal Piemonte alla Liguria. Dopo la guerra questa produzione è molto diminuita, anche se in certe zone, come ad esempio nel nord della Spagna (nelle Asturie, principalmente, ma anche in Galizia e nei Paesi baschi), la produzione di sidro è ancora oggi fiorente.

Nelle Asturie il sidro ha ottenuto addirittura il riconoscimento della Dop (Denominazione di origine protetta) come "Sidra de Asturias". La "sidra" è la bevanda nazionale delle Asturie, con una serie di locali (le "sidrerie", appunto) simili ma solo in parte alle birrerie. Il sidro delle Asturie, che è quello che preferisco, non è dolce ed è moderatamente frizzante. Si può bere come aperitivo o insieme alle caratteristiche "tapas". Tra l'altro, ho visto che anche nelle Asturie ora ci sono produttori di sidra biologica. Un ottimo sidro si beve anche nei Paesi Baschi. Altri tipi di sidro, per esempio alcuni che ho assaggiato, prodotti in Francia o in Gran Bretagna, mi piacciono molto meno perchè sono troppo dolci e troppo frizzanti per il mio gusto.

Oggi vi parlo di un sidro biologico fatto in Italia che mi ha soddisfatto perchè non è troppo lontano dal gusto della sidra asturiana. Si tratta del sidro di mela di Podere Fontecornino, un'azienda di Montepulciano in Toscana che, anziché al vino, si è dedicata alle mele, forse per le origini del proprietario che è dell'alta Italia.

Il sidro di Fontecornino è naturalmente frizzante e moderatamente dolce. Viene prodotto a partire dal succo delle mele di Fontecornino a Tres, in Trentino, dove la tradizione del sidro è rimasta fino ai giorni nostri. Va servito fresco (6-8°C) e stappato al momento di berlo. Deve essere bevuto giovane e conservato al riparo dalla luce. Può essere validamente usato anche per preparare alcune ricette, come il merluzzo al sidro.

Fontecornino produce anche succo e aceto di mele, oltre a vendere le sue mele di tante diverse varietà.

In Italia ci sono altri produttori di sidro biologico: uno è sicuramente Ecomela La Carnica di Verzegnis (Udine). Ne parleremo prossimamente.

Se avete bevuto sidro biologico, in Italia o all'estero, diteci la vostra opinione.


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mercoledì 14 ottobre 2009

Catalogna (Spagna): nel 2009 i vigneti biologici sono aumentati del 35%

In Catalogna la superficie destinata ai vigneti biologici è cresciuta con un buon ritmo in questo primo periodo dell'anno, con un aumento del 35% dal gennaio 2009. L'aumento sperimentato finora nel 2009 supera il totale dell'aumento registrato nel 2008.

Lo ha comunicato il Dipartimento dell'agricoltura della Generalitat (cioè il governo regionale della Catalogna), in base ai dati dell'autorità di certificazione che opera nella comunità, il Consejo Catalan de la Produccion Agraria Ecologica (CCPAE). I dati indicano che l'aumento del 35% rappresenta un risultato record nel settore del biologico.

In concreto, la Catalogna è passata dai 2.241 ettari del 31 dicembre 2008 a 3.031 ettari in questo periodo del 2009. La viticoltura biologica guadagna terreno, anche se rappresenta solo il 5% della superficie biologica della Catalogna che è di 59.250 ettari.

Il Ccpae ha anche registrato un aumento degli operatori biologici iscritti, che sono passati dai 1.251 del 2008 ai 1.323 dell'agosto 2009.

[fonte Ecoalimenta.com/Agrapress.it]


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martedì 13 ottobre 2009

Spagna: le cantine biologiche sono il 15% della Denominazione Madrid

Secondo i dati della Fepeco, la Federazione spagnola delle imprese di prodotti biologici, in Spagna ci sono 351 cantine che producono vini e spumanti (cava) biologici. Anche se la Catalogna guida la classifica per il numero di cantine biologiche, Madrid è in percentuale una delle regioni guida.

“Il 15% delle cantine con la Denominazione di origine Madrid è biologica” spiega Felix Cabello, direttore del Dipartimento di ricerca agroalimentare dell'Imidra. “In questo modo, se non la prima, la Comunità di Madrid è una delle regioni spagnole con la maggiore percentuale di cantine biologiche”. In totale, sette su 45 hanno questa certificazione.

Già da un paio di anni la regione è stata pioniera nella produzione di vini biologici invecchiati in legno di rovere francese e americano. Questo risultato fa parte di un progetto di ricerca dell'Imidra. È stato così possibile ottenere nuove viti e recuperare alcune varietà antiche.

Negli ultimi anni sono stati investiti tre milioni di euro per la realizzazione di 41 progetti di modernizzazione e ricerca nel settore. Grazie a questi studi, i tecnici dell'Imidra hanno trovato nella zona di Madrid ceppi autoctoni di vite delle varietà Tempranillo, Malvar, Torrontes e Albillo che producono vino in quantità maggiore e di migliore qualità.

Sono state anche recuperate antiche varietà autoctone, come la Rayada Melonera, che veniva coltivata in questa zona nel XVIII secolo e con cui ora si sta cercando di fare un nuovo vino. “Non sappiamo perché questa varietà sia stata abbandonata, di certo non per la scarsa produzione. Sappiamo che si coltivava anche in alcune zone dell'Andalusia. La nostra ricerca vuole recuperare questa varietà che ha un buon colore, gradazione alcolica media, elevata acidità e aromi caratteristici di frutta di bosco. Un buon vino rosso da invecchiamento” spiega Cabello.

[fonte Ecoalimenta.com/Agrapress.it; foto Fepeco]


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lunedì 13 luglio 2009

Vino e impronta del carbonio dalla Spagna

Il concetto di impronta di carbonio comprende tutte le emissioni di anidride carbonica coinvolte nel ciclo di vita di un prodotto: dalla produzione della materia prima alla distribuzione, passando per la coltivazione e la raccolta, se si tratta di un prodotto agricolo, la concimazione, il trasporto all'impianto di trasformazione, la trasformazione e il confezionamento.

Secondo un articolo de El Mundo, a partire da settembre gli alimenti spagnoli potranno scegliere un'etichetta che stima l'impronta di carbonio. L'iniziativa nasce dall'Associazione delle imprese di prodotti biologici dell'Andalusia (Epea) che, insieme alla Junta dell'Andalusia, ha sviluppato una metodologia per calcolare le emissioni di gas serra durante la vita di un prodotto. La metodologia si basa sullo standard internazionale Pas 2050. Le etichette saranno convalidate da un certificatore indipendente. Epea ha anche lanciato un pagina web (www.huellacarbono.es) per informare i consumatori su questa novità.

Il progetto è partito con tre alimenti “pilota”, i pomodori ciliegini, l'olio di oliva ed il vino Pedro Jimenez. I risultati ufficiali non saranno validati fino a settembre quando sarà avviata il controllo indipendente. Da quella data tutti gli alimenti, sia biologici che convenzionali, potranno scegliere volontariamente questa etichettatura.
L'etichetta racchiude, in effetti, un impegno di lungo periodo. “La cosa importante non è se uno ha più emissioni di un altro ma l'impegno di ciascuno a ridurre le proprie emissioni di carbonio” ha detto Juan Manuel Luque, presidente della Epea. Mostrando la sua etichetta ogni impresa si impegna a ridurre le emissioni.
“Ci sono emissioni che non si possono ridurre o eliminare come il metano nell'allevamento. Molte altre fonti, però, si possono ridurre con l'efficienza energetica o una migliore gestione della filiera”.

L'etichetta dell'impronta del carbonio comprenderà le emissioni dei prodotti esportati. Ad esempio, se un olio di oliva venduto a livello locale è commercializzato anche in un paese lontano, la CO2 emessa nel trasporto avrà ripercussioni sulla totalità delle bottiglie vendute, sia in Spagna che all'estero. “Siamo comunque aperti a proposte perché alla fine l'impronta non danneggi i produttori locali” aggiunge il presidente dell'Epea.

[fonte AgraPress/Ecoalimenta.com]


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martedì 3 marzo 2009

Tio Mateo, un vino Jerez senza istamina

Si chiama Tio Mateo, è un Jerez ed è il primo vino senza istamina. Lo produce la cantina Estevez in Spagna. Dopo una disputa giuridica, il Tribunale superiore dell'Andalusia ha riconosciuto la legittimità della dicitura inserita nell'etichetta del vino “praticamente senza contenuto di istamina”. Secondo il tribunale, questa espressione non inganna il consumatore perché si limita a comunicare un'informazione reale su quel vino.
Il Tio Mateo è prodotto grazie a una proceduta di vinificazione, detta metodo Estevez, che permette - su basi scientifiche - di rispettare le pratiche tradizionali di preparazione del vino Jerez e, al tempo stesso, di ridurre praticamente a zero il contenuto di istamina.
L'istamina è un'ammina biologica che si trova nel vino e in altri prodotti alimentari ottenuti da processi di fermentazione; questa sostanza colpisce in modo diverso ogni persona. In alcuni casi, un eccessivo assorbimento di istamina (causato dalla mancanza di attività di un enzima che si trova nell'intestino) può provocare cefalee e altri sintomi.

Per avere maggiori informazioni sull'istamina e sulle tecniche da seguire per ridurre la sua presenza nei vini biologici, potete leggere questo articolo.

Se avete quesiti ed esperienze sulle intolleranze al vino ed in particolare sull'intolleranza all'istamina, lasciate un vostro commento o scriveteci.

È legale il vino Tio Mateo “senza istamina”
25 febbraio 2009
[fonte El Mundo Vino/Agra Press]

Il gruppo Estevez ha reso noto che il Tribunale supremo si è espresso a suo favore, annullando la sentenza del Tribunale superiore di giustizia dell'Andalusia dell'8 giugno 2006 che aveva impedito alla cantina di includere nell'etichetta del suo vino Tio Mateo la dicitura “praticamente senza contenuto di istamina”. Secondo il gruppo Estevez, la sentenza del Tribunale supremo ha detto che “l'espressione 'praticamente senza contenuto di istamina non induce in errore, perché si limita a descrivere un'informazione assolutamente reale e veritiera in relazione al prodotto”, che in nessun momento è stata negata, anche dallo stesso Tribunale che aveva impedito la sua utilizzazione.

“Il riferimento all'istamina che appariva nell'etichetta e nel libretto che la accompagnava descrive una caratteristica in più del prodotto e non si associa ad effetti preventivi né a benefici rispetto a una malattia” dice ancora la sentenza.

La sentenza aggiunge che “(la dicitura) non può essere proibita perché la sua veridicità è constatata da analisi condotte in laboratori ufficiali” e anche perché “la difesa del consumatore non è messa in discussione perché l'indicazione 'praticamente senza istamina è un'affermazione veritiera”.

Secondo il gruppo Estevez, il tribunale ha tenuto conto che la cantina ha fatto importanti investimenti sia nelle attrezzature che nella ricerca e sviluppo con l'obiettivo di migliorare la qualità dei suoi prodotti e di mettere a disposizione dei consumatori sensibili all'istamina un vino di cui possono godere. Da queste ricerche è nato il cosiddetto “Metodo Estevez”, un processo che, pur rispettando il sistema tradizionale di elaborazione del vino Jerez, riesce ad abbassare al minimo la quantità di istamina.

Il direttore della cantina, Josè Ramon Estevez, ha detto che “la sentenza riconosce che le ricerche portate avanti da mio padre sono state legittime, non solo perché il metodo applicato è scientificamente corretto ma anche perché riconosce il diritto a far conoscere i vantaggi per le persone sensibili all'istamina che, anche volendo, non possono consumare un buon vino”.

Josè Estevez ha anche spiegato che il contenuto di istamina nei vini di Jerez “non è in assoluto allarmante ed è minore rispetto ad altri vini e prodotti alimentari, però esiste una percentuale di popolazione molto sensibile ai prodotti che contengono istamina e questo ci ha spinto a studiare e ricercare un nostro metodo di vinificazione che abbiamo messo in pratica ottenendo il Tio Mateo”.


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lunedì 17 novembre 2008

Spagna: un vino ricchissimo in polifenoli

Il legame vino e salute è un fattore interessante anche sul piano economico. Ecco il perché di questo progetto spagnolo di nove cantine della rinomata regione della Rioja che vogliono produrre un vino con più elevati contenuti di polifenoli (resveratrolo e quercitina) e anche con un ridotto contenuto di solfiti.
Ora, leggendo la notizia, ci si può rendere conto che da noi (ma anche in Spagna, peraltro) questo progetto già esiste sul campo ed è in fase avanzata: si chiama "vino biologico".
Sono tanti gli studi di prestigiosi istituti di ricerca non di parte che attestano che nei prodotti biologici il contenuto di antiossidanti, come i polifenoli, è in genere molto più elevato rispetto ai prodotti dell'agricoltura chimica. Questo vale anche per le uve e quindi per i vini biologici.
L'altra grande "innovazione" del progetto spagnolo è che il vino finale avrà un contenuto più basso di solfiti: una cosa che esiste in tutti i disciplinari sulla vinificazione biologica e che (si spera) sarà inserito anche nella nuova regolamentazione europea sui vini biologici.
E' da notare che l'obiettivo dichiarato del progetto spagnolo sono i consumatori che anche nel vino preferiscono un consumo responsabile.
E noi, che cosa aspettiamo? Abbiamo già in casa la più grande estensione mondiale di vigneti biologici: non sarebbe il caso di puntare a valorizzare molto meglio questo segmento del mercato del vino, un mercato di per sé già in crisi?


Un vino ricchissimo di polifenoli
El Mundo Vino

Un progetto a cui collaborano nove cantine della Rioja potrebbe moltiplicare per dieci l'azione del vino contro le malattie cardiovascolari ed il cancro. Alla fine del 2009 il risultato del progetto sarà un vino elaborato dalle aziende Bodegas Bilbainas, Dinastia Vivanco, Vina Hermosa-Santiago Ijalba, Juan Alcorta, Marques de Murrieta, Ontanon, Patrocinio, Regalia de Ollauri e Bodegas Riojanas, che formano il gruppo che da un anno sta sviluppando la creazione di un vino con livelli di resveratrolo e quercitina dieci volte superiore al normale.
Emilio Abel de la Cruz, segretario generale della Federazione degli imprenditori della Rioja (Fer), che guida il progetto, e Jose' Angel Garcia Mera, amministratore dell'Agenzia di sviluppo economico (Ader) che finanzia il 34% del progetto (che ha un bilancio totale di 878mila euro), hanno presentato questa iniziativa in una conferenza stampa. Il processo di ricerca si basa sul generare uno stress nei vigneti, perché è dimostrato che la vite produce polifenoli come risposta agli agenti esterni.
Come risultato le piante producono due tipi di polifenoli (il resveratrolo e la quercitina) che fanno sì che i vini prodotti da queste uve moltiplichino per dieci le proprietà antiossidanti e benefiche per la salute. Inoltre questo vino, come ha spiegato l'enologo José Agustin Marauri della cantina Regalia de Ollauri, arriverà sul mercato con un minor contenuto di solfiti, la componente responsabile del mal di testa del giorno dopo. Si tratta, secondo Marauri, di un progetto “integrale” che avrà un marchio con cui queste cantine lanceranno sul mercato un vino destinato ai consumatori che cercano un consumo responsabile. Si tratta, secondo Abel de la Cruz, di “rendere più salutare il consumo responsabile di vino”.
Durante il 2008 è stata potenziata la produzione di quantità più elevate di polifenoli in vigneti selezionati di queste nove aziende attraverso trattamenti fisico-chimici e controlli e analisi durante il processo vegetativo, fino alla maturazione dei frutti. Dopo aver terminato la vendemmia, sono stati fatti i trattamenti sull'uva raccolta e adesso si stanno facendo le prime microvinificazioni pilota, da cui usciranno i primi vini.

[foto Flickr]



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martedì 11 novembre 2008

Unione Europea: si discute della regolamentazione dei vini biologici

Pubblichiamo una notizia proveniente dalla Spagna che dimostra come stia crescendo l'interesse per la futura regolamentazione dei vini biologici a livello europeo.
Norme più chiare e flessibili per regolamentare il vino biologico
[fonte Ecoalimenta.com]

La produzione europea di vino biologico ha bisogno di una regolamentazione europea “più chiara” be flessibile: lo ha detto lo spagnolo Alfonso Lopez de la Osa, professore universitario e consulente giuridico della cantina Bodegas Valsardo.
Durante un seminario sulle prospettive della viticoltura biologica nella Unione Europea, Lopez de la Osa ha detto che per parlare di questo tipo di produzione è necessaria una legislazione più armonica.
I vini biologici non sono inclusi nei nuovi regolamenti sul mercato vitivinicolo e prevedibilmente saranno inseriti in un futuro regolamento UE sull'agricoltura biologica.
Lopez ha anche detto che nel caso dei vini biologici è conveniente una certa “flessibilità” all'interno delle regole sulla denominazione di origine.
Su questo punto, ha fatto riferimento a requisiti come la omogeneità richiesta dalle Doc e alla convenienza di renderli più flessibili in casi come l'uso di lieviti naturali.
Il Comitato delle organizzazioni agricole e cooperative europee (Copa-Cogeca) ha riunito oggi i rappresentanti dell'industria, della Commissione Europea e altri esperti per analizzare le sfide legate alla produzione di vini biologici.

Fonte: Efe/Agroinformación/Ecoalimenta.com

[foto Flickr]

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venerdì 15 febbraio 2008

Il vino e il riscaldamento globale

Dal quotidiano spagnolo "El Pais" riportiamo ampi stralci di un interessante reportage sugli effetti del cambiamento climatico sulla coltivazione della vite e sul vino. Mi sembra che non manchino riflessioni interessanti anche per la situazione italiana.

Al vino fa male il riscaldamento
di Maria R. Sahuquillo
"El Pais" - 10 febbraio 2008

C'è sole ma il cammino verso i vigneti della cantina Torres a Tremp (Lleida) è gelato. Gli alberi e le asperità del terreno impediscono che il sole batta per tutto il giorno. In questa zona, in pieni pre-Pirenei catalani, si susseguono ettari di vigneti ancora senza foglie. Crescono in un clima ideale: caldo di giorno e freddo di notte. Questo vigneto, il più alto della Catalogna a 900 metri, è stato piantato qui come risposta alternativa a un possibile aumento del caldo e alle conseguenze che il cambiamento climatico potrebbe avere sul vino.

Vini con maggiore gradazione alcolica, minore acidità e meno serbevoli in bottiglia: l'aumento delle temperature e l'irregolarità delle piogge provocate dal riscaldamento globale cambieranno i vini spagnoli. Cantine ed enologi cercano la formula ottimale per frenarne gli effetti: cambiamento delle varietà, modifiche delle tecniche di coltivazione, trasferimento dei vigneti in zone diverse, tutte pratiche che possono alterare le denominazioni di origine.

“Questo calore in pieno inverno non è normale e non è buono” dice un agricoltore di Tremp. Pota con attenzione il vigneto mentre guarda il cielo; quasi 20 gradi di temperatura. Non è il solo a preoccuparsi. “Finora l'aumento della temperatura ha fatto bene al vino ma se le temperature saliranno ancora di più, pregiudicheranno tutta l'agricoltura e anche il vigneto” dice Fernando Zamora, decano della Facoltà di enologia dell'università di Tarragona.

Il riscaldamento già si fa notare. Uno studio realizzato in 27 regioni vitivinicole - per la Spagna, nella Rioja - dal geografo Gregory Jones dell'Università dell'Oregon, rivela un aumento medio della temperatura di 1,2 gradi. La vendemmia nella maggioranza delle regioni spagnole è stata anticipata di 10 giorni. La maturazione accelerata causata dall'aumento delle temperature e dalla mancanza di piogge danneggia il vino. “La polpa dell'uva matura più rapidamente e raggiunge alte concentrazioni di zucchero, basse concentrazioni di acidi e un pH alto. Si verificherà uno sfasamento tra la maturità della polpa e quella della buccia e dei vinaccioli. Questo darà vini più ruvidi” spiega Zamora.

“Un vino di qualità ha bisogno di una maturazione lenta” spiega Vicente Sotes, professore di Viticoltura dell'Università politecnica di Madrid. Un pH elevato rende più chiari i vini rossi e dà maggiori rischi di sviluppo di microrganismi. L'eccesso di alcol, frutto di una maturazione rapida, danneggia la qualità aromatica del vino. Inoltre (il vino) può risultare più caro: in alcuni paesi, infatti, i vini di alta gradazione sono tassati in modo più elevato.

Alle cantine Torres di Vilafranca del Penedes si sperimentano nuove soluzioni. “Non escludiamo di usare vitigni più adatti a resistere al calore e alla mancanza di acqua, che oggi sono coltivati in altre zone” spiega il presidente della cantina, Miguel Torres.

Cercare nuovi vitigni non è l'unica soluzione: si tentano anche cambiamenti nella coltivazione, come la modifica della densità di impianto o il non fare ricorso alla pratica della sfogliatura per proteggere meglio il grappolo dal sole.

Torres non scarta l'ipotesi di spostare le sue vigne: un aumento di 100 metri di altitudine provoca una diminuzione di 0,6 gradi di temperatura. “Bisogna studiare altitudine e latitudine dei terreni e cercare non solo il clima ideale ma il terroir”. Per le caratteristiche di un vino sono infatti importanti il clima, l'acqua, l'uva ed il terreno.

Queste variazioni climatiche provocheranno un aumento dei costi per le cantine e anche cambiamenti per l'industria. “Queste pratiche possono portare a una modifica delle denominazioni di origine. Inoltre bisognerà riadattare le politiche nazionali e comunitarie” spiega Pascal Chatonnet, enologo e consulente di importanti cantine come Vega Sicilia. Alcune delle misure allo studio vanno infatti contro la normativa vigente. Ad esempio la siccità può portare alla necessità di irrigare il vigneto ma in alcune denominazioni, come la Rioja, questo è vietato.

La Spagna, con i suoi 1,2 milioni di ettari, è il paese con la maggiore estensione viticola della Unione Europea ed è quello destinato a subire maggiori conseguenze del cambiamento climatico.

Se volete leggere l'articolo integrale (in spagnolo)


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mercoledì 26 settembre 2007

EcoRacimos, il concorso dei vini biologici spagnoli

La ottava edizione di EcoRacimos, concorso per i vini biologici spagnoli, si è svolto il 15 settembre a Cordoba, in Spagna. Il concorso è organizzato nell'ambito di BIOCordoba 2007, la fiera dell'agricoltura biologica che si apre il 27 settembre.

EcoRacimos 2007 ha visto la partecipazione di 65 cantine spagnole per un totale di 124 vini biologici, con un netto incremento (oltre il 50% in più) rispetto allo scorso anno, una prova del “prestigio e della qualità raggiunte” dalle cantine che fanno vini bio in Spagna.

Undici vini hanno raggiunto i maggiori punteggi.
Volvoreta Probus 2005 di Viña Zangarrón (Denominazione Toro), con 97,25 punti, ha ottenuto il premio speciale della Deputacion di Cordoba. Altri dieci vini hanno vinto invece l'EcoRacimos d'oro. Tra i premiati spiccano il Pedro Ximénez 2006 di Bodegas Robles (Denominazione Montilla-Moriles), con 96,25 punti, e Aroa Gorena 2002 di Bodegas Aroa (Denominazione Navarra), terzo classificato assoluto con 90,75 punti.

Qui trovate l'elenco completo dei vini premiati.

Le regioni (comunità autonome) spagnole più rappresentate sono state Navarra (con il maggior numero di vini), Castiglia-La Mancha (con il maggior numero di cantine), Catalogna e Andalusia. In totale sono state 13 le comunità autonome presenti, con vini da Rioja, Murcia, Galizia, Valencia ecc.

EcoRacimos vuole sottolineare la qualità raggiunta negli ultimi anni dalle cantine che fanno vini biologici in Spagna e dare il meritato protagonismo ai viticoltori bio.

[ElMundoVino.com]


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