Corsi di degustazione dei vini biologici

Corsi di degustazione dei vini biologici
Marzo 2015 a Roma
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giovedì 3 maggio 2012

Alcune precisazioni sulla nuova normativa del vino biologico

Pubblichiamo un articolo sul vino biologico tratto dalla newsletter del CCPB, uno dei più importanti organismi italiani di controllo del biologico.
Nell'articolo vengono evidenziati alcuni aspetti del regolamento comunitario sul vino biologico, con precisazioni che riguardano sia i trattamenti fisici che l'uso di additivi e coadiuvanti. Sono sottolineati anche alcuni dubbi relativi in particolare alla produzione dell'aceto, compreso quello balsamico.

Alcuni dettagli sul vino biologico



La recente pubblicazione del Reg. CE n. 203/2012, avvenuta l'8 marzo scorso, e che va ad integrare le norme attuative per le produzioni biologiche per quanto riguarda il settore vino, è già stata trattata nel numero precedente delle news on line di CCPB. Vediamo con questo breve articolo alcuni dei dettagli principali, focalizzando l'attenzione su ciò che sarà espressamente proibito nella prossima campagna vinicola.

Già dalla lettura dei considerata emerge come il legislatore voglia tutelare il consumatore sulla "vera natura dei prodotti biologici", ed individua pertanto alcune pratiche escluse dal processo di vinificazione.
Si tratta delle pratiche di concentrazione per raffreddamento, dealcolizzazione, eliminazione dell'anidride solforosa tramite processo fisico, elettrodialisi e impiego di scambiatori di cationi; la ragione di tali esclusioni risiede nel fatto che si riconosce che queste pratiche modificano "notevolmente la composizione del prodotto al punto di poter trarre in inganno quanto alla vera natura del vino biologico".

Altre pratiche enologiche risultano soggette a restrizione, in particolare si tratta dei trattamenti termici, per i quali la temperatura non può superare i 70° C, e della filtrazione, per la quale la dimensione dei pori non può essere inferiore a 0,2 micrometri.

Più in generale, la Commissione si assume l'impegno di rivedere l'uso di alcune pratiche allo scopo di limitarle ulteriormente o di eliminarle gradualmente nell'ambito della vinificazione biologica: entro il 1° agosto 2015 saranno soggette a tali valutazioni le pratiche relative ai trattamenti termici, l'impiego di resine scambiatrici di ioni e l'osmosi inversa.

Additivi e coadiuvanti

Le uniche sostanze ammesse come additivi o coadiuvanti tecnologici sono quelle elencate nell'allegato VIII bis del Reg. CE 889/2008.
Tra queste, l'utilizzo di anidride solforosa è ammesso, con limiti inferiori rispetto ai vini convenzionali; come esempio si va da un massimo di 100 mg/litro per vini rossi con residuo zuccherino inferiore a 2 g/litro (nel convenzionale si arriva a 150 mg/litro) ad un massimo di 150 mg/litro per vini bianchi e rosè con residuo zuccherino inferiore a 2 g/litro (nel convenzionale si arriva a 200 mg/litro), altri limiti sono specificati per le altre categorie di vini e sono riportati nel citato allegato VIII bis. Relativamente all'impiego di solforosa è da evidenziare che possono essere concesse deroghe al limite massimo in funzione di condizioni meteorologiche eccezionali che causano il deterioramento delle uve, al fine di ottenere un vino di qualità comparabile a quello che si ottiene in condizioni normali.

La pubblicazione del Reg. CE 203/2012 è sicuramente un importante passo per il settore vino, atteso forse troppo a lungo, ma pone allo stesso tempo alcuni dubbi relativi a settori correlati, ad esempio quello degli aceti, per i quali sono fondamentali alcuni prodotti dell'industria enologica, quali il mosto concentrato, che si ottengono normalmente con pratiche che sono state vietate dal regolamento di cui trattasi (es. eliminazione dell'anidride solforosa tramite procedimenti fisici e uso di trattamenti termici superiori a 70°C). La speranza è che non si debba attendere altri 20 anni per trovare le soluzioni necessarie.

Roberto Setti
Responsabile Ufficio Tecnico e Assicurazione Qualità - CCPB srl


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mercoledì 2 maggio 2012

Un convegno sul vino biologico a Padova il 15 maggio 2012



L’Istituto per la Certificazione Etica e Ambientale, BiolItalia, associazione per la promozione dei produttori biologici italiani, e Aiab Veneto organizzano il convegno: “Vino Biologico: cosa cambia dopo l’uscita del nuovo regolamento europeo”, in programma il 15 maggio 2012, alle ore 14, nell’azienda La Costigliola, a Rovolon (PD).



Il convegno si svolgerà in due momenti: una prima parte, di carattere tecnico-formativo, verterà sull’approfondimento del settore vitivinicolo dopo l’entrata in vigore del Regolamento Ue di esecuzione n. 203/2012; nella seconda parte, più conviviale, si procederà all’assaggio dei migliori vini veneti biologici.
Con l’occasione, sarà allestita all’interno della Costigliola la “Mostra dei vini veneti biologici certificati Icea”.




Tra le relazioni previste nella parte tecnica, Pier Francesco Lisi, giornalista ed enologo, parlerà delle evoluzioni del mercato dei vini biologici. I lavori saranno moderati da Lorenzo Tosi, giornalista del Sole 24 Ore.


Il programma dei lavori


14.00  Saluto delle Autorità

  • Assessore all’agricoltura Regione Veneto Regione Veneto - P.L. Perissinotto
  • Brand Manager Vinitaly Verona Fiere - E. Amadini
  • Presidente della Costigliola - L. Barbieri
  • Presidente Icea - G. Paparella
14.30 Introduzione ai lavori. Il percorso normativo: dai disciplinari al Regolamento Europeo
A. PULGA Direttore ICEA

14.45 Tecniche di produzione biologica: la situazione agricola del Triveneto
G. CALLEGARO Tecnico ICEA

15.15 Vino biologico tra realtà di cantina e nuovo regolamento europeo
C. MICHELONI AIAB

16.00 La sostenibilità ambientale nella filiera di produzione del vino biologico
P. FOGLIA Ricerca e Sviluppo ICEA

16.30 Pausa caffè

16.45 Evoluzioni del mercato del vino biologico
P.F. LISI Giornalista enologo


17.15 Esperienze di aziende certificate Icea

17.30 Dibattito

18.00 Assaggio dei vini biologici
P. RASTELLI Autore Guida ai vini bio d’Italia


Scarica programma e scheda di iscrizione (necessaria per partecipare).
Per informazioni: Icea Veneto, tel. 049-8686952; oppure Ilaria Pavan al 338-9341973.


Lo scorso 8 marzo è stato pubblicato il regolamento Ue per il vino biologico, un compromesso tra tutti gli Stati europei che permetterà di etichettare anche il vino come bio, utilizzando pure il logo europeo.

Dalla prossima vendemmia il vino, ottenuto nel rispetto di questo regolamento, potrà riportare in etichetta logo europeo del biologico già previsto per tutti gli atri prodotti. Fino ad oggi, proprio a causa dell’assenza di norme per la vinificazione biologica, le bottiglie erano prive del marchio comunitario identificativo del bio e potevano vantare esclusivamente l’indicazione “uve biologiche”.

L’Italia, già oggi, è leader nel mondo per produzione ed esportazione di vini bio. Riteniamo pertanto che questo invito sia un’opportunità per conoscere da vicino un settore di eccellenza del comparto vitivinicolo veneto.


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giovedì 12 aprile 2012

Roma (18 aprile 2012): seminario sulla nuova normativa dei vini biologici e sui vini senza solforosa

FederBio, la Federazione italiana dell'agricoltura biologica e biodinamica, organizza questo seminario che si svolgerà a Roma mercoledì 18 aprile 2012. Il seminario si svolgerà nella Sala Nassiriya del Comando Carabinieri delle Politiche Agricole ed Alimentari - Via Torino, 44.
Per informazioni: www.federbio.it


Seminario: "I nuovi vini biologici e la vinificazione senza solforosa” - Roma, 18 aprile 2012


Il seminario si svolgerà in due momenti, uno di approfondimento delle nuove norme europee sul vino biologico; il secondo è dedicato ai vini senza l’aggiunta di solfiti, prodotti di altissima qualità per  soddisfare le nuove esigenze di mercato enologico.
Il settore dei vini biologici ha finalmente una normativa chiara a livello europeo. A venti anni dalla regolamentazione del biologico nell’Unione Europea, il vino ha finalmente il riconoscimento che merita, uscendo da una situazione di incertezza normativa che ha penalizzato i produttori anche nei mercati internazionali. Il settore italiano dei vini biologici è leader nel mondo per produzione ed esportazione: non si parla più di una curiosità o di una nicchia ma di un vero e proprio segmento, con dinamiche di sviluppo molto interessanti. Anche con i limiti impliciti nel compromesso che ha portato alla definizione del regolamento europeo sulla vinificazione bio, l'Italia ha tutto l'interesse a valorizzare e sostenere al massimo questo dinamico settore che mostra di reagire positivamente alla generale crisi economica e alla crisi del mercato del vino.
Una nicchia particolare, molto interessante per una fascia rilevante di consumatori con problemi di salute e, più in genere, per tutti i consumatori attenti al proprio benessere, è quella dei vini senza solfiti. Una produzione non esclusiva del mondo del biologico ma che proprio nel biologico sta avendo le esperienze più importanti e significative. È fondamentale che le esperienze concrete di vinificazione senza solfiti vengano divulgate e conosciute per creare un bagaglio di conoscenze e pratiche che permetta ai produttori e alle cantine interessate di intraprendere questa particolare produzione.

Progetto “Sviluppo e trasferimento di sistemi innovativi di produzione per la qualità e salubrità al consumo di vini dei Castelli Romani - Applicazione combinata di prodotti enologici e tecnologie di vinificazione per limitare il contenuto di SO2 totale nei vini al consumo”

Il Progetto ha perseguito tre finalità principali:
- limitare il contenuto di SO2 totale nei vini al consumo garantendone qualità e identità sensoriale
- trasferire sistemi innovativi alle imprese perché possano produrre vini di maggiore qualità e salubrità
-  consentire lo sviluppo delle produzioni biologiche e vitivinicole in particolare, anche attraverso la costituzione di associazioni tra i produttori.
Una grande problematica legata alla salubrità dei vini, sia convenzionali che biologici, risulta ancora solo parzialmente risolta e riguarda la presenza indesiderata dell’anidride solforosa e dei suoi sali. I solfiti, infatti, nonostante la loro utilità sul piano pratico, hanno un’azione tossica nell’uomo che pongono limiti d’impiego.
Con questo progetto, quindi, si sono voluti studiare e sperimentare prodotti enologici e tecnologie di produzione e conservazione dei vini alternativi a tale additivo, consapevoli che la riduzione dei solfiti in vinificazione può rappresentare punto di forza per molte cantine, non soltanto biologiche.
Le attività sperimentali hanno già portato alla produzione del Biancodarco, il primo vino Frascati superiore DOC da agricoltura biologica ottenuto completamente senza l’aggiunta di solfiti.
Accanto alle attività tecnico-scientifiche il progetto prevede una serie di azioni divulgative: convegni, seminari e visite guidate in cantina.
Le iniziative di informazione e comunicazione sono rivolte agli operatori del settore e al pubblico specializzato per diffondere e promuovere non solo i risultati dei test di vinificazione (trasferimento di innovazione), ma anche la cultura e le buone pratiche della viticoltura e dell’enologia biologica di qualità e sostenibile.
Seminario: “I nuovi vini biologici e la vinificazione senza solforosa”

ROMA – 18 aprile 2012
Sala Nassiriya del Comando Carabinieri delle Politiche Agricole ed Alimentari - Via Torino, 44

Ore  9.30 - Registrazione dei partecipanti  e apertura dei lavori
Prima parte: I nuovi vini biologici
Ore  9.45 - Una panoramica del Regolamento di Esecuzione (UE) N. 203/2012 – Pier Francesco Lisi – Giornalista enologo
Ore 10.15 - Intervento delle Istituzioni
- Marco Sbaffi* – Dirigente Area  Politiche Territoriali, di Mercato e Programmazione Integrata – Regione Lazio
- Giuseppe De Righi* – Presidente del Consorzio Ad Maiora
Ore 10.45 - Il nuovo regolamento sui vini bio e la posizione di FederBio: Roberto Pinton -               Segretario della Sezione Trasformatori e Distributori
Ore 11.15 - ProBio – I produttori di vini biologici del Lazio - Salvatore Stingo - Presidente di                  Agricoltura Capodarco

Ore 11.30 - Pausa
               
Seconda parte: I vini senza solfiti, nuovo segmento del mercato enologico
Ore 11.45 - Anidride solforosa e i suoi derivati: quali effetti sulla saluta umana  - Prof.ssa  Laura Di Renzo - Università Tor Vergata, Roma
Ore 12.15 - Metodi e tecniche di vinificazione senza solfiti - Prof. Marco Esti - Università della Tuscia, Viterbo
Ore 12.45 - La parola ad operatori e tecnici: esperienze di vinificazione senza solfiti

Ore 13.30 - Degustazione di vini biologici e senza solforosa.
Moderatore: Pier Francesco Lisi


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giovedì 9 febbraio 2012

Il regolamento UE sui vini biologici: la posizione della Coldiretti

Continuiamo a presentare le varie opinioni e posizioni sul nuovo regolamento europeo che finalmente sancisce la nascita ufficiale dei vini biologici.Coldiretti sottolinea in positivo i numeri in crerscita del settore mentre denuncia una posizione troppo debole sulla riduzione della solforosa e quindi dei solfiti nei vini bio.

Il Comitato permanente per la produzione biologica (SCOF) ha approvato le nuove norme comunitarie per la produzione di  “vino biologico”, che saranno pubblicate nelle prossime settimane sulla Gazzetta ufficiale dell'Unione Europea.

Negli ultimi 5 anni, secondo i dati diffusi nell’ambito del progetto europeo Orwine, si registra nel settore dei vini da uve biologiche un aumento medio del fatturato del 18% con punte anche del 90%, mentre la previsione per i prossimi anni è di un incremento medio annuo medio del 13% che potrebbe anche raggiungere il 20%.

Secondo gli studi di mercato, quindi, il vino biologico sta conquistando un numero sempre maggiore sia di professionisti sia di semplici consumatori, in Europa come  negli Stati Uniti. Le stesse cooperative vinicole europee, essendo diventate molto più sensibili al tema ecologico hanno aumentato gli investimenti nei vini da uve biologiche.

Oggi, il numero di imprese agricole che producono vini da uve biologiche  è in aumento. Secondo studi di mercato, nel prossimo futuro, i consumatori considereranno il fattore ecologico come uno dei parametri principali per scegliere un vino, attribuendo al concetto di “rispetto per l’ambiente” un’importanza simile al prezzo, alla varietà o all'origine

Questo parametro può influire sul segmento di consumatori non particolarmente “appassionati esperti” che compra il vino nella Grande Distribuzione Organizzata e che è responsabile della maggior parte dei volumi del settore.

La domanda di vini biologici prodotti in Italia continua a svilupparsi positivamente anche se si registrano due tendenze contrastanti. Per chi vende vini biologici attraverso la ristorazione, la domanda di vini bio da parte dei consumatori non é particolarmente brillante, mentre la situazione del commercio specializzato è, invece, relativamente buona. Inoltre, al nord i vini da uve biologiche sono più richiesti che al sud.

Del resto, nei periodi di crisi, i consumatori frequentano meno i ristoranti e preferiscono concedersi vini di buona qualità da assaporare a casa: fra questi vi sono anche i vini da uve biologiche. Infine, per quanto riguarda i prezzi, questi restano stabili.

Coldiretti ritiene che l’adozione del regolamento comunitario sia un passo importante per garantire uno sviluppo adeguato al settore. Finalmente, grazie al fatto che le norme disciplinano l’intero processo enologico e non la sola fase di coltivazione in campo delle uve bio, si potrà etichettare il vino come “biologico” e non più come “ottenuto da uve biologiche“. Inoltre, sarà riconoscibile grazie all’apposizione in etichetta del logo europeo.

Tuttavia, l’Unione Europea ha, ancora una volta, perso l’occasione di emanare una legislazione che distingua nettamente un alimento ottenuto con il processo di produzione biologico rispetto a quello convenzionale, stabilendo dei limiti di impiego di anidride solforosa che non si discostano in modo significativo da quelli dei vini convenzionali. Infatti, iI tenore massimo stabilito di solfito per il vino rosso è 100 mg per litro (150 mg/l per il vino convenzionale) e per il vino bianco/rosé, 150mg/l (200 mg/l per il vino convenzionale), con un differenziale di 30mg/l quando il tenore di zucchero residuo è superiore a 2 g/l.

La scelta è stata di fatto “politica” per assecondare le esigenze di quegli Stati europei come la Germania che, pur non essendo vocati alla produzione di vini bio, vogliono comunque essere sul mercato con questa tipologia di prodotto. Sarebbe stato molto più rispettoso e coerente con il metodo di produzione biologico stabilire nel regolamento, l’obiettivo di produrre, entro un certo numero di anni, vini senza ricorrere all’anidride solforosa prevedendo un periodo transitorio di tempo ai produttori europei per adeguarsi.

La nuova normativa delude, quindi, le aspettative di Coldiretti che ha sempre sostenuto, consapevole della qualità delle uve del know how dei produttori di vini da uve biologiche italiani, di differenziare nettamente il vino biologico da quello convenzionale per rispondere alle legittime aspettative di quei consumatori che vogliono acquistare un alimento “il più naturale possibile”.


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mercoledì 8 febbraio 2012

Regolamento UE sui vini biologici: la posizione del Copa-Cogeca

Ancora opinioni sul nuovo regolamento della Unione Europeo che segna la nascita ufficiale del "vino biologico" o "vino da agricoltura biologica".In questa notizia di Europa Press si riportano le opinioni del Copa-Cogeca, l'associazione europea degli agricoltori e delle cooperative agricole. Particolari riferimenti anche alla posizione della Spagna, che si è astenuta dal voto finale.

Gli agricoltori europei hanno espresso oggi "soddisfazione" per le nuove regole che prevedono requisiti più severi per i vini biologici, ma sono favorevoli a consentire "deroghe temporanee per un periodo transitorio" nei casi in cui non ci siano alternative ecologiche ai materiali utilizzati normalmente come, per esempio, nel caso di lieviti.


Il segretario generale del Comitato delle organizzazioni e delle cooperative agricole (Copa Cogeca), Pekka Pesonen, ha definito come "cruciale" e "urgente" l'armonizzazione delle normative private attualmente esistenti e ha sottolineato che questo favorisce "lo sviluppo futuro del mercato" del vino biologico, in particolare rispetto all'aumento della domanda e delle importazioni dai paesi terzi.
Tuttavia, Copa-Cogeca avverte che "in certi casi, il mercato del biologico non è sufficientemente sviluppato e non ci sono alternative ecologiche ai prodotti convenzionali o le quantità disponibili non sono sufficienti."

   In questa situazione, il presidente del gruppo di lavoro per il vino del Copa-Cogeca, Thierry Ciste, sostiene che l'Unione Europea deve consentire "eccezioni alle norme per un periodo di transizione" per casi specifici, come quello dei lieviti, e al tempo stesso ha chiesto sostegni alla ricerca di materiali ecologici alternativi.

Sul contenuto massimo di anidride solforosa, che l'UE ha rivisto al ribasso, gli agricoltori europei sostengono la decisione perché la riduzione del contenuto di solfiti "è un obiettivo a medio termine" per tutti i produttori di vino biologico.

L'astensione della Spagna
L'Unione Europea ha approvato questo mercoledì, con l'astensione di Spagna e Austria, le nuove regole (sui vini biologici) a partire dalla vendemmia 2012 e che, tra le altre novità, vieterà l'uso di acido sorbico, usato abitualmente nei vini andalusi “fortificati” come i vini di Jerez, come riportato da fonti europee.

I 27 paesi della UE hanno adottato le nuove norme in una riunione di esperti a Bruxelles in cui la Spagna ha espresso il proprio sostegno "quasi al 99 per cento" su tutti i cambiamenti, ma si è astenuta dal voto finale perché ha un problema con il divieto dell'acido sorbico che colpirà i vini generosi, di alto contenuto alcolico.

Rivisti al ribasso anche i limiti consentiti di solfiti nei vini che saranno commercializzati con il nuovo logo del vino biologico europeo, in quanto, in base al loro tenore di zucchero residuo, i vini dovranno contenere un livello di solfiti inferiore dai 30 ai 50 milligrammi per litro rispetto ai loro omologhi convenzionali.

Viene inoltre vietata la desolforazione, perché (questo processo) viene ritenuto "assolutamente non biologico" e allontana il prodotto da una elaborazione con un metodo naturale, hanno indicato fonti vicine ai negoziati.

Finora l'UE non disponeva di norme specifiche per il vino biologico come quelle che esistono per tutti gli altri prodotti agricoli, anche se c'era un sistema di certificazione per le uve, il che ha permesso finora di commercializzare vini con l'etichetta 'vino da uve da agricoltura biologica'.


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Nuove regole vini biologici: l'opinione di Aiab

Continuiamo nella carrellata di opinioni e pareri sull'approvazione del regolamento europeo sui vini biologici.
Ora è la volta dell'Aiab, l'Associazione italiana agricoltura biologica. 



Aiab: "Il testo non è quello proposto dal biologico italiano ma finalmente siamo arrivati al marchio biologico europeo anche sul vino"

E' dal 1991 che si attende il regolamento sulla vinificazione bio e finalmente oggi lo SCOF ha votato la sua approvazione. L'iter non è stato veloce, né agile ed il regolamento non è certo quello che il settore del biologico italiano aveva inizialmente proposto, tuttavia è importante aver finalmente ottenuto un compromesso tra tutti gli Stati europei che permetterà di etichettare anche il vino come bio, impiegando in etichetta anche il logo europeo.

"Come tutti i compromessi politici (di tecnico ormai la discussione non aveva nulla) il risultato non farà felice nessuno, ma tutti saremo un po' meno scontenti - commenta Cristina Micheloni, del comitato scientifico AIAB e già coordinatrice del progetto Orwine -. Oggi è importante poter parlare chiaramente di vino biologico, avendo definito le norme per il vigneto e per la cantina, e da domani si potrà iniziare a lavorare per il miglioramento del regolamento stesso, portando i dati concreti che nel frattempo abbiamo raccolto nelle tante aziende italiane che con Aiab collaborano nella sperimentazione in cantina."

Si ricorda infatti che sino ad oggi era possibile etichettare il vino solamente come "da uva da agricoltura biologica" e non era lecito utilizzare il logo europeo, cosa che dal luglio 2012 non sarebbe nemmeno più stata ammissibile. Il regolamento entrerà in vigore da subito e prevede la possibilità di etichettare come bio anche il vino delle annate precedenti, purchè se ne possa dimostrare la conformità alle norme europee.

"Nei prossimi mesi sarà cura di Aiab divulgare il regolamento e le esperienze tecniche maturate in tutte le regioni italiane - commenta il presidente Alessandro Triantafillidys - in modo da mettere a disposizione degli operatori una potenzialità che il mercato è probabilmente pronto a premiare. Voglio inoltre ricordare l'importante ruolo che Aiab ha avuto, all'interno di IFOAM-EU, nel modificare radicalmente negli ultimi mesi l'approccio alla riduzione della solforosa".


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Il regolamento europeo sui vini biologici: l'opinione di Confagricoltura

I vini biologici sono nati ufficialmente in tutta l'Unione Europea e quindi anche in Italia.
Per noi del Vino Biologico è sicuramente una bella soddisfazione!
Iniziamo una serie di commenti e approfondimenti su questo tema, partendo dalla posizione della Confagricoltura.  


Vino bio, Confagricoltura: "Bene lo sdoganamento di Bruxelles, ma sui solfiti i produttori italiani più rigidi della normativa europea"

Il consumatore potrà finalmente riconoscere il vino biologico attraverso l’apposito logo (una foglia disegnata da dodici stelle, tra cui una cometa, su fondo verde), come accade per tutti gli altri prodotti biologici”.
E’ questo il lato positivo, per Confagricoltura, del regolamento che disciplina la vinificazione biologica, approvato oggi a Bruxelles. “Ma sui solfiti avremmo voluto una maggiore rigidità, - spiega l'organizzazione agricola - come chiedevamo da tempo”.

“Il regolamento - continua Confagricoltura - colma l’attuale vuoto normativo, che faceva considerare biologico il vino ottenuto da uve biologiche e non tramite un processo di produzione biologico. Questo consentirà di armonizzare le regole sulla produzione biologica a livello europeo, a partire dai numerosi standard previsti nei singoli stati membri”.

Il regolamento vieta alcune pratiche enologiche invasive, che possono modificare la composizione del prodotto e stabilisce i limiti di utilizzo di alcuni coadiuvanti e additivi. “Su questo aspetto - dice ancora Confagricoltura - avremmo voluto, come avevamo del resto chiesto, una maggiore riduzione dell’uso dei solfiti. Purtroppo si è dovuti scendere ad un compromesso con i Paesi del Nord Europa che, per difficoltà climatiche e tecnologiche, sono costretti ad usare questo composto in grandi quantità”.

I livelli massimi di solfiti indicati nel regolamento sono superiori a quelli utilizzati dalla gran parte dei produttori italiani di vino biologico, che non potranno evidenziare in etichetta questa loro qualità. “Sicuramente - conclude Confagricoltura - una maggiore rigidità avrebbe valorizzato meglio il concetto di vino biologico e sarebbe stata più rispettosa anche verso i prodotti convenzionali, che non godono del vantaggio competitivo del prodotto biologico”.


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giovedì 14 aprile 2011

Unione Europea: prorogata al 31 luglio 2012 la etichettatura "vini da uve biologiche"

Come sanno i lettori del "Vino Biologico", la vicenda della normativa europea sul vino biologico è sempre in alto mare.

L'ultima novità, dopo quelle riportate nel post precedente, riguarda l'attuale regime di produzione. L'Unione Europea ha infatti deciso di prorogare fino al 31 luglio 2012 il regime transitorio in base al quale è possibile etichettare i vini (come del resto è avvenuto finora) con la dicitura "vini da uve biologiche" o "vini prodotti con uve biologiche".

Il regolamento specifica anche che "i vini prodotti, confezionati ed etichettati anteriormente al 31 luglio 2012 in conformità del regolamento (CEE) n. 2092/91 o del regolamento (CE) n. 834/2007 possono continuare a essere commercializzati fino a esaurimento delle scorte". Il regolamento fa quindi esplicito riferimento ai vini prodotti a partire da uve biologiche nel corso delle campagne 2010/11 e 2011/12.


La proroga è contenuta nel regolamento 344/2011 dell'8 aprile 2011, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale UE L/96 del 9 aprile 2011.
Qui trovate il testo originale del regolamento dal sito EUR-Lex.


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martedì 5 aprile 2011

Vini biologici: nuovo stop per la normativa europea sulla vinificazione bio

Se il termine non fosse inflazionato, si potrebbe parlare di "telenovela" europea sul vino biologico. Come sapere, l'Europa ha una normativa sull'agricoltura biologica dal 1991 ma ancora non ha un regolamento sulla vinificazione biologica e, quindi, sul vino biologico o da agricoltura biologica.

Dopo le vicende che hanno portato nel giugno 2010 alla bocciatura del regolamento europeo sul vino biologico (che doveva andare in vigore addirittura dalla vendemmia 2010), la Commissione ha provato a sondare nuovamente il terreno ma senza grandi speranze.

Riuscirà l'Italia a trovare una soluzione soddisfacente per un settore che ci vede ancora (per quanto?) i primi produttori ed esportatori mondiali di vini biologici?



Vino biologico: nessuna novità a livello europeo.
La Commissione Europea ripropone il progetto di normativa sul vino biologico ma trova l'opposizione della maggioranza degli stati membri



La Commissione Europea sta provando a rilanciare il progetto di normativa sulla produzione di vino biologico in Europa, ma per ora senza successo. Si è trattato dell’ennesimo tentativo di Bruxelles per trovare un compromesso credibile affinché, chi produce, si adegui a dei reali standard biologici rispetto a quelli in vigore per il vino convenzionale. Il testo riproposto dalla Commissione è quello che nello scorso giugno 2010 si era arenato sull'opposizione della maggioranza degli stati membri.

Lo scoglio, come al solito, è  quello dei solfiti nel vino. La Commissione Ue  “ha dovuto constatare che le posizioni dei partner europei restano immutate, in particolare sulle soglie da autorizzare per la presenza di solfiti nel vino”.
Il progetto del commissario europeo all’agricoltura, il romeno Dacian Ciolos, prevedeva infatti per il vino biologico una soglia massima di solfiti pari a 100 mg/L per i vini rossi e 150 mg/L per i vini bianchi e rosati, cioè appena 50 mg in meno rispetto agli livelli attualmente in vigore per i vini convenzionali.

Contro questi limiti, considerati troppo rigidi, erano insorti una maggioranza di Paesi Ue, essenzialmente del Nord Europa, Francia compresa. Si tratta di Stati membri i cui territori sono in tutto o in parte carenti di sole, e hanno bisogno dei solfiti (cioè dell’aggiunta di anidride solforosa che è un antiossidante) per stabilizzare il vino, oltre che dello zucchero per alzarne la gradazione alcolica. Il paradosso è che si tratta in gran parte di paesi con pochissima produzione e, al contrario, con un forte interesse dei consumatori per i vini biologici e anche per vini più salutari, con pochi solfiti o addirittura senza solfiti aggiunti.

Contro questo approccio i partner del Sud, come l’Italia, dove il vino biologico rappresenta un segmento di produzione in crescita ma con grandi potenzialità di espansione: un mercato che i Paesi del Nord Europa non vogliono perdere, ma non possono fare a meno dei solfiti per produrre. Al momento quindi il negoziato appare ancora bloccato.

Con la situazione attuale i produttori potranno continuare a etichettare i loro vini esclusivamente come "vini da uve da agricoltura biologica", facendo riferimento solo alla produzione nel vigneto e non alla trasformazione in cantina. La maggioranza dei produttori vitivinicoli e delle cantine italiane seguono in cantina degli schemi privati di vinificazione biologica, certificati dagli organismi di controllo.

[fonte: rielaborato da Ansa]


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Vinitaly 2011: seminario sul vino biologico organizzato dal Ministero delle politiche agricole

Vi segnalo questo seminario sul vino biologico, organizzato al Vinitaly dal Ministero agricolo. 
Per ora, almeno stando alle notizie ufficiali, non ci sono novità positive sul regolamento europeo, per cui il settore sta pensando a delle alternative concrete.
L'appuntamento è per venerdì 8 aprile 2011 alle 15 presso lo stand del Mipaaf.



Il Ministero delle politiche agricole organizza al prossimo Vinitaly 2011 il seminario "Vino biologico: regolamento europeo o norme private". L'incontro si svolgerà venerdì 8 aprile 2011, ore 15, stand Mipaaf, Piano Terra Palaexpo.

Il vino biologico riscuote notevole successo commerciale ed è richiesto dai consumatori europei ed italiani. Nonostante questo, manca ancora una normativa europea sulla vinificazione biologica.
A tale carenza risponde in parte l'iniziativa privata denominata "Carta Europea di Vinificazione Biologica" (CeVinBio), mentre il dibattito europeo continua e si spera di arrivare ad un accordo entro la vendemmia 2012.


Vino biologico: regolamento europeo o norme private
Programma

  • Introduzione, Teresa De Mattheis (Ministero politiche agricole)
  • La Carta europea della Vinificazione Biologica, Cristina Micheloni (Aiab)
  • Il sistema di certificazione applicato alla cantina, Fabrizio Piva (Ccpb)
  • L'ipotesi e l'utilità di un disciplinare nazionale per la vinificazione biologica, Paolo Torelli (Ministero politiche agricole)
  • L'innovazione e la sperimentazione nell'enologia biologica, Antonella Bosso (CRA) e Roberto Zironi (Università di Udine)

Al termine del seminario degustazione di vini biologici italiani.

[fonte Mipaaf]


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martedì 21 settembre 2010

La Carta europea del vino biologico

Abbiamo già spiegato nel blog come sia finita (male) la storia del regolamento europeo sulla vinificazione bio, che avrebbe dovuto sancire ufficialmente la nascita normativa del "vino biologico".


In attesa che la Commissione Europea ci riprovi, i produttori biologici europei puntano sull'autoregolamentazione. Non sarà la soluzione ottimale ma l'adozione di regole comuni in tutti gli Stati dell'Unione Europea dovrebbe essere una garanzia seria per i consumatori e una base solida per i viticoltori.


Su questo argomento pubblichiamo una nota di FederBio, la Federazione italiana del biologico.

European Organic Wine Carta: la Carta del vino biologico europeo.

I produttori biologici europei di vino propongono regole precise per definire
il processo di produzione di vino da uve biologiche da applicare entro il 2010

Ci si aspettava che la vendemmia 2010 si sarebbe svolta con l’applicazione delle nuove regole EU per la produzione e l’etichettatura del vino e dei derivati; purtroppo, a causa del mancato accordo a livello politico, così non è stato e lo scorso giugno la commissione Europea si è vista costretta a ritirare la proposta di regolamento comunitario sul vino biologico.
La definizione ufficiale rimane quindi “vino prodotto da uva biologica”, e sulle bottiglie non è consentito applicare il logo biologico europeo.
Per superare la paradossale situazione, le organizzazioni biologiche di diversi Paesi europei hanno deciso di lanciare un’iniziativa privata: la Carta Europea del Vino Biologico (CEVinBio), che si basa sulla bozza del regolamento EU (migliorandola) e sui risultati del progetto internazionale di ricerca ORWINE.
La Carta Europea del Vino Biologico (CEVinBio),  consentirà ai produttori biologici di vino di valorizzare al meglio  il proprio rispetto dell’etica di produzione biologica non solo nei campi, ma anche in cantina e fino al bicchiere del consumatore.
Il loro vino non potrà che essere etichettato con la definizione legale di “prodotto da uve di origine biologica”, ma potrà recare informazioni sulle pratiche virtuose di trasformazione (abbattimento dei solfiti ecc.).

I partecipanti all’iniziativa sono organismi impegnati nella definizione di standard tecnici, enti di certificazione e organismi di controllo, organizzazioni di produttori, istituti di ricerca scientifica, operatori del mercato e altre organizzazioni di Italia, Francia e Spagna.

“L’Italia è il principale produttore e esportatore di vino biologico in Europa, dunque l’adesione di FederBio a questa iniziativa - commenta il Presidente di FederBio Paolo Carnemolla -  ha l’obiettivo di rilanciare sia a livello europeo che nazionale l’esigenza di regolamentare quanto prima questo comparto e consentire alle nostre imprese di valorizzare al meglio gli sforzi fatti in questi anni per lavorare secondo i principi del metodo biologico non solo nella vigna ma anche in cantina. Siamo già in forte ritardo rispetto alla concorrenza dei vini biologici del resto del mondo, chiediamo a Governo e Regioni di affiancarci in questa battaglia.”

Aggiunge Antonio Compagnoni, Rappresentante Italiano in IFOAM EU, International Federation of Organic Agriculture, che raggruppa circa 30 associazioni, tra le quali anche AIAB: “La Carta Europea è un forte segnale dalle maggiori organizzazioni biologiche europee, associate alla Federazione Mondiale del Biologico (IFOAM), rivolto alle istituzioni, al mercato e ai consumatori. E’ una dimostrazione concreta di totale adesione ai principi IFOAM del biologico che includono anche quello della Salute, nel rispetto delle giuste aspettative dei consumatori biologici, per creare una comune base di regole condivise dai e per i  produttori. Sono ancor più soddisfatto rilevando il ruolo da protagonisti dell'iniziativa svolto dai soci Ifoam Italiani.”


L’iniziativa Carta Europea del Vino Biologico (CEVinBio) intende mandare un segnale forte ai consumatori e agli operatori della produzione e del mercato convinti che si possa e debba andare oltre la semplice produzione biologica dell’uva, e che il vino ottenuto rispettando lo spirito biologico anche nella fase di trasformazione possa e debba essere chiaramente identificato.
La Carta è anche un richiamo alla politica per ripartire prima possibile con il dialogo per la definizione di un regolamento EU sulla produzione di vino biologico.
La Carta Europea del Vino Biologico (CEVinBio), è aperta all’adesione, basata su un Memorandum di intesa, di tutti gli operatori coinvolti nella catena di produzione di vino biologico che si impegnano a rispettarne i requisiti tecnici: tanti più attori saranno coinvolti nel progetto, tanto più esso potrà avere successo nello stabilire e assicurare i criteri di alta qualità del vino delle aziende biologiche e nello stimolare l’Unione europea a impegnarsi per riprendere in mano il dossier.
Maggiori informazioni sull’iniziativa (modalità di partecipazione, lista completa degli organismi aderenti, lista dei produttori, ecc..) saranno disponibili a breve sul sito web.
La segreteria della Carta Europea del Vino Biologico (CEVinBio) è affidata all’Istituto tecnico per l’agricoltura biologica di Parigi.

Per informazioni e adesioni, contattare:
ITAB – Institut Technique de l’Agriculture Biologique,
149, rue de Bercy, 75 595 Paris cedex 12, France
Mrs. Monique Jonis. E-mail : monique.jonis@itab.asso.fr.
Tel. +33 (0)467 06 23 93
In Italia: FederBio, tel. 051.4210272, info@federbio.it


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venerdì 18 giugno 2010

Unione Europea: rinviate le norme sul vino biologico

Il vino biologico c'è ma non si vede. Ancora una volta, infatti, è saltata la nuova normativa sulla vinificazione biologica che avrebbe dovuto creare in modo ufficiale in Europa il "vino biologico" o "vino da agricoltura biologica".

La vicenda è davvero lunga e complessa, visto che è iniziata almeno cinque anni fa con  un progetto di ricerca europeo, Orwine, che avrebbe dovuto fornire una base scientifica alla Commissione Europea per creare le nuove norme sul vino bio.

Invece, a causa di una spaccatura tra i vari paesi, il vino biologico è rimandato a data da destinarsi. Poco importa che il mercato ed i consumatori parlino ormai da anni di "vini biologici", con guide, concorsi, fiere, enoteche e locali specializzate, siti internet (come il nostro Vino Biologico!).


La cosa paradossale è che il blocco della normativa viene dall'opposizione di alcuni paesi del Nord Europa che, per difendere gli interessi di uno sparuto gruppo di viticoltori bio (ma probabilmente interessi commerciali rilevanti ) vogliono norme meno restrittive sulla vinificazione bio, in particolare con limiti più elevati di solfiti ammessi. Una cosa strana, se si pensa che sono paesi dove l'interesse e l'attenzione dei consumatori per questi vini sono maggiori rispetto all'Italia. Paesi come l'Olanda, dove molte aziende italiane del vino biologico esportano ottimi prodotti e dove c'è un (1) viticoltore biologico in tutto il paese!


Forse sarebbe stato meglio che l'Italia qualche anno fa avesse deciso di tutelare i suoi viticoltori biologici con una legge nazionale che regolamentasse il settore, in modo da mettere le "mani avanti" rispetto agli altri partner europei.


Non ci dimentichiamo che, nonostante la grande crescita spagnola, l'Italia è tuttora leader mondiale per superficie di vigneti bio, per vini biologici (o, per essere più precisi, da "uve da agricoltura biologica") prodotti e per vini bio esportati. Leader nella produzione e nel mercato ma Cenerentola quando si tratta di far valere i nostri interessi?


Torneremo su questo argomento: intanto ecco il comunicato della Commissione UE e una nota dell'Aiab.

Niente regolamento europeo sul vino biologico:  il biologico perde ancora!
[fonte Aiab]

È di oggi la notizia ufficiale: la Commissione europea ritira la proposta di regolamento sulla vinificazione biologica che avrebbe dovuto andare al voto ieri, 16 giugno. Il Commento del Commissario Ciolos è lapidario: le mediazioni proposte dagli stati membri avrebbero portato troppo lontano dal concetto di biologico, quindi se ne riparlerà quando la ricerca potrà mettere a tacere tutte queste discussioni.

Un risultato che è una sconfitta netta per il movimento del biologico che dimostra ancora una volta come l'unità del settore non solo non esista, ma anche che interessi di pura bottega continuano ad attraversarlo impedendogli di imporsi come modello di produzione e consumo di riferimento, nonostante una richiesta consistente e qualificata da parte dei consumatori.

"Il fallimento di questo processo pesa quasi esclusivamente sulla miopia di alcune potenti lobby del biologico tedesco, la cui lungimiranza anche questa volta, come in occasione del dibattito sulla contaminazione accidentale da Ogm, si dimostra pari a zero" dichiara Andrea Ferrante, presidente di AIAB.

Cristina Micheloni del Comitato Scientifico AIAB e coordinatrice generale del progetto europeo di ricerca ORWINE, aggiunge: "Nessun regolamento del settore biologico può poggiarsi su solidi dati scientifici quanto quello del vino, non solo in relazione al progetto ORWINE ma alla miriade di dati disponibili. Quindi le posizioni delle lobby nazionali (tedesca ed austriaca in primis) e trasversali (ad esempio la ricca e potente lobby degli imbottigliatori) non sono espressione di reali esigenze o problematiche. A questo punto non so quali risultati scientifici potranno mai dimostrare che il vino biologico buono c'è già e non necessita di tutti gli additivi di cui si reclamo ora l'utilizzo."


La Commissione Europea ritira la proposta di regolamento sul vino biologico
[fonte Commissione UE]

Il Commissario UE per l'Agricoltura e lo sviluppo rurale, Dacian Ciolos, ha ritirato oggi la proposta di introduzione di norme per la produzione di vino biologico.

Il vino biologico doveva essere inteso come un nuovo concetto, dato che il vino è stato finora escluso dal regolamento biologico UE. Il vino ottenuto da uve biologiche è commercializzato attualmente come 'Vino da uve da agricoltura biologica'.

Il progetto è stato oggetto di discussione per diversi mesi in seno al comitato permanente dei prodotti alimentari biologici - e in una serie di incontri bilaterali - ma non è stato possibile trovare un compromesso credibile, che rispetti gli standard biologici.

Parlando questa mattina, il Commissario Ciolos ha dichiarato: "E' chiaro che le condizioni di queste nuove regole non sono giuste per la maggioranza degli Stati membri. Io non sono disposto ad accettare compromessi sugli standard biologici perché questo manderebbe un segnale sbagliato ai consumatori sull'importanza che attribuiamo alla politica della qualità. La nostra speranza è che l'industria e la ricerca possono fare progressi, e la Commissione possa tornare a valutare queste proposte in futuro ".

Sulla base di uno studio indipendente (Orwine), sono state chieste una serie di modifiche, tra cui:
  • Un limite inferiore rispetto al vino convenzionale per i solfiti ;
  • Un elenco minore di additivi e coadiuvanti tecnologici rispetto al vino convenzionale;
  • Non permettere 5 pratiche enologiche, e limitare l'uso di altre 3.
N.B. Le regole per il "vino ottenuto da uve biologiche" continuano a essere applicate.


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venerdì 19 febbraio 2010

Incontro sulla vinificazione biologica in Lombardia

L'Associazione Lombarda degli Agricoltori Biologici LA BUONA TERRA organizza per martedì 23 febbraio 2010, alle ore 18, l'incontro informativo

VINIFICAZIONE BIOLOGICA: METODI, TECNICHE, NORMATIVE


L'incontro si svolge a Polpenazze del Garda (Brescia), nella Sala Consiliare, piazza Biolchi (castello) .

Relatori dell'incontro saranno l'agronomo Paolo Di Francesco, che farà il punto della situazione sulla prossima normativa comunitaria del vino biologico, e l'enologo Marco Lazzarini (dell'azienda Civielle di Moniga del Garda, che produce vini da uve biologiche) che presenterà, in modo dettagliato, gli aspetti tecnici della vinificazione biologica.

L'incontro è a partecipazione gratuita ed è rivolto agli imprenditori agricoli, coadiuvanti e impiegati in agricoltura e si avvale del contributo della Regione Lombardia e del Fondo Europeo Agricolo Sviluppo Rurale (mis. 111 b PSR 2007-2013).

Per informazioni: 
La Buona Terra 
www.labuonaterra.it
Tel. 393-9242224 (Giancarlo)


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mercoledì 10 febbraio 2010

Le vostre domande: perchè parlate di "vini biologici"?

Ci scrive Marco:

...perchè parlate di vino biologico quando non esiste un disciplinare approvato a livello normativo?
Grazie
Caro Marco,
grazie per la tua giusta domanda. La risposta è semplice e, al tempo stesso, complessa.
Andiamo con ordine.

Il vino biologico in Italia e in Europa (dal punto di vista normativo) non esiste.
Questa affermazione è in sé vera: non esiste un regolamento europeo né una normativa italiana in materia. In pratica, oggi è possibile certificare solo le uve biologiche (cioè il processo di produzione agricola) ma non la vinificazione. Per questo sulle bottiglie trovate la scritta (corretta): "vino da uve da agricoltura biologica". Entro il 2010 questa anomalia sarà corretta perchè l'Unione Europea sta elaborando un regolamento sui vini biologici. Peraltro, molti produttori italiani seguono già da anni dei disciplinari di certificazione privata sulla vinificazione biologica che regolano i processi ed i prodotti usati in cantina.

Il vino biologico già esiste da anni.
Se non da un punto di vista normativo, questa affermazione è corretta e concreta da tutti gli altri punti di vista. Da anni si parla correntemente di vini biologici sul mercato, in enoteca, nelle guide, nei concorsi ecc. Da anni, per esempio, il Vinitaly usa nel suo catalogo on line la categoria merceologica "vini biologici". Da anni esistono concorsi, come il Biodivino in Italia e il concorso internazionale del BioFach; esiste una Guida ai vini biologici.

Ci è sembrato così normale, fin dall'inizio, parlare di "vino biologico".
Del resto, vi immaginate un sito
www.ilvinodauvecertificatedaagricolturabiologica.it ?
Non avrebbe mai funzionato...

Grazie, Franco: mi hai permesso di rispondere a un quesito che credo interessi molti lettori.
Continua a seguirci.


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venerdì 20 novembre 2009

Le vostre domande: prodotti fitosanitari per la viticoltura biologica

Ci scrive Pierpaolo:

Buonasera,
non riesco a districarmi fra i vari regolamenti e allegati diramati dal Ministero delle politiche agricole e forestali.
Poichè nella normativa se ne fa riferimento, vorrei sapere quali sono i prodotti di sintesi ammessi, seppure in piccolissime quantità e in condizioni sfavorevoli, per la coltivazione delle "uve da agricoltura biologica".
Inoltre vorrei sapere se il rotenone è ammesso nella viticoltura biologica.

Caro Pierpaolo,

grazie per questo interessante quesito.

In realtà non ci sono prodotti chimici di sintesi ammessi in viticoltura biologica, in nessun caso e neanche in condizioni sfavorevoli,come del resto in tutta l'agricoltura biologica.

I prodotti più comuni utilizzati nel vigneto biologico sono quelli a base di rame, lo zolfo, alcuni prodotti di origine naturale (microrganismi) come il Bacillus thuringiensis o l'Ampelomyces quisqualis.

Maggiori informazioni le trovi nel Vino Biologico, nella sezione sulla viticoltura.

Per quanto riguarda il rotenone (un prodotto peraltro di origine naturale e non di sintesi), il suo impiego in agricoltura biologica (e quindi anche in viticoltura bio) è stato di recente vietato dall'Unione Europea per gli effetti negativi di questa sostanza per la fauna, in particolare sulle api e sui pesci.

Grazie dell'attenzione, Pierpaolo, e continua a seguirci.


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mercoledì 1 luglio 2009

Contro la peronospora della vite i fosfiti di potassio

I fosfiti di potassio sono potenzialmente un'alternativa interessante per la difesa del vigneto biologico dalla peronospora.

Nel sito del Vino Biologico ce ne siamo occupati parlando delle possibili alternative all'impiego del rame nel vigneto.
"Esistono sperimentazioni sull’uso di concimi fogliari a base di fosfito di potassio nella lotta alla peronospora. Ad agire contro la peronospora sarebbe l’acido fosforoso contenuto in questi preparati. Il fosfito ha effetti curativi e non preventivi sull’infezione della peronospora. È utilizzabile solo nelle prime fasi del ciclo colturale (fino alla fioritura): andrebbe poi sostituito con il rame."

Pubblichiamo di seguito una notizia dell'Istituto Agronomico Mediterraneo di Bari su un seminario dedicato proprio ai fosfiti di potassio; nella notizia si prevede la possibilità della presentazione alla Commissione Europea di Bruxelles di una proposta di regolamentazione per l'uso dei fosfiti in agricoltura biologica. Sarebbe un'opportunità interessante per ridurre l'impiego del rame nel vigneto bio.

Si è concluso al Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali il seminario sull’uso dei fosfiti di potassio in agricoltura biologica, organizzato dallo IAM-B, Istituto Agronomico Mediterraneo di Bari, in collaborazione con l’AIAB, Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica e con l’Ufficio “SACO X” del Ministero stesso.

L’incontro, al quale hanno partecipato esperti e tecnici provenienti da vari paesi europei (Francia, Spagna, Germania, Austria, Olanda e Italia), rientrava nelle attività previste dal progetto “Interbio", gestito dallo stesso IAM-B, che prevede, tra l’altro, azioni, seminari informativi e incontri sulle normative e politiche internazionali relative all’agricoltura biologica. Si è voluto avviare un processo di valutazione completa, partecipativa e su basi scientifiche delle potenzialità e dell’accettabilità dell’utilizzo dei fosfiti di potassio per la protezione delle colture biologiche, in particolare in frutticoltura: una possibile e promettente alternativa all’uso del rame.

Le conclusioni sono state affidate a Cristina Micheloni di Aiab, che ha anche coordinato la tavola rotonda di approfondimento scientifico e tecnico sul tema. Le prossime tappe prevedono la presentazione della posizione comune raggiunta alla Commissione Europea per l’avvio di una proposta di regolamentazione all’uso dei fosfiti di potassio in agricoltura biologica.

[fonte www.sinab.it; foto Arsia Toscana]


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domenica 1 marzo 2009

No al rotenone in agricoltura biologica

Il rotenone è un insetticida e acaricida di origine naturale, a largo spettro d’azione, estratto dalle radici di piante tropicali della famiglia delle Leguminose.
Sugli insetti ha un’azione simile a quella del piretro ma più energica: agisce soprattutto per contatto e, secondariamente, per ingestione e manifesta inoltre marcate proprietà insettifughe persistenti.
Per la sua origine naturale e per la sua utilità nella difesa delle piante coltivate il rotenone era finora ammesso in agricoltura biologica.

C'è però un problema. Il rotenone, infatti, ha un forte impatto ambientale. Essendo privo di selettività, è dannoso agli insetti utili (come le api) ed è molto tossico per i pesci, mentre è solo moderatamente tossico per i mammiferi.

Per questi motivi, l'impiego dei prodotti a base di rotenone è stato revocato dall'Unione Europea. Lo smaltimento delle scorte sarà possibile fino al 10-10-2009. Lo smaltimento delle scorte potrà essere fatto solo su alcune colture a cui sono stati concessi gli usi essenziali e che hanno presentato un dossier, o su colture per cui non è previsto un residuo massimo ammissibile.
Nel caso delle colture che hanno ottenuto gli usi essenziali, come la vite (e anche melo, pero, pesco e patata), sarà possibile continuare l'impiego fino al 30 aprile 2012.

A partire dal 1 settembre 2008, infatti, sono entrati in vigore il Regolamento europeo n. 396/2005 ed il collegato Regolamento n.149/2008 che definiscono i nuovi residui massimi ammissibili nelle colture (MLR). Pertanto, a partire da tale data, non sono più validi gli MRL nazionali perché sostituiti dagli MLR armonizzati per tutta la Unione Europea. In virtù di questo regolamento, è possibile impiegare il rotenone esclusivamente sulle colture che hanno dimostrato di avere un residuo massimo inferiore a quanto previsto o sulle colture per cui non è previsto il residuo.

Il Ministero della Salute con un decreto del 2 dicembre 2008 ha approvato i prodotti:
ROTENA (Reg. n. 7945 del 6-2-1991)
ROTENA 43 (Reg. n. 11371 del 18-6-2002)
SHOW TOP (Reg. n. 13347 del 7-7-2006).
I tempi di carenza sono di 14 giorni per tutte le colture. Per le colture per cui non è previsto un residuo massimo ammissibile (tabacco, floreali, ornamentali, vivai e foraggere leguminose), lo smaltimento sarà possibile solamente fino al 10-10-2009.

[fonte: rielaborato da Sinab/Suolo e Salute News]


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domenica 14 dicembre 2008

Le vostre domande: imbottigliamento dei vini biologici

Ci chiede Aldo:

Gradirei sapere cosa succede se un'azienda biologica non possiede le macchine per l'imbottigliamento.
Chi poi fornisce all'azienda biologica il servizio di imbottigliamento, deve sottostare ai regimi dei prodotti biologici e quindi essere certificato?
E se sì, in che maniera?
Grazie
Caro Aldo,
innanzitutto ricordiamo che attualmente non esiste una regolamentazione europea sulla vinificazione biologica.

La gran parte delle aziende vitivinicole biologiche italiane segue i disciplinari privati di vinificazione biologica delle associazioni di produttori biologici (come Aiab) o degli organismi di controllo (come Icea).
In questo caso, ogni impianto coinvolto nella produzione del vino deve essere messo sotto controllo per la trasformazione biologica.

Per mettere sotto controllo la linea di imbottigliamento occorre rivolgersi a uno degli organismi di
controllo e seguirne le indicazioni.
In linea di massima è da prevedere una separazione delle linee di imbottigliamento, fisica o temporale. In pratica, o c'è una linea di imbottigliamento specifica per il biologico (è il caso di grandi cantine biologiche) oppure occorre dedicare alcuni giorni esclusivamente all'imbottigliamento dei vini biologici, seguendo le indicazioni dell'organismo di controllo.

Nell'immediato futuro, con la prossima approvazione delle norme europee per la vinificazione biologica, questi aspetti saranno più chiari e uguali in tutti i Paesi membri della Unione Europea.

Grazie dell'attenzione, Aldo, e continua a seguirci.


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lunedì 1 dicembre 2008

Le vostre domande: comprare vini biologici in Lombardia

Tramite il blog e il sito del Vino Biologico mi arrivano tante richieste di informazioni e suggerimenti.

Ho deciso di mettere queste richieste a disposizione di tutti, sia per leggere le risposte, sia perché per ogni lettore è possibile partecipare e dare il suo contributo con segnalazioni e consigli.

Comincio quindi con Renato che mi chiede:

...Dove si compra il vino biologico, possibilmente in Lombardia e a un prezzo "accettabile"? Mi interessa del vino da consumare quotidianamente. Vorrei anche che fosse VERAMENTE da agricoltura biologica. Grazie
Grazie a te Renato, anche perché mi dai l'occasione di inaugurare questa nuova rubrica.
Dunque, andiamo con ordine.

Nel sito del Vino Biologico pubblicherò in breve tempo l'elenco delle cantine biologiche della Lombardia.

Per acquistare vini biologici nella tua regione, puoi provare sia nelle enoteche che nei negozi specializzati del biologico. Vini biologici si trovano anche in alcuni supermercati. Prova anche nei mercatini del biologico e negli agriturismi biologici.

I prezzi dei vini biologici sono variabili come variano in genere tutti i prezzi dei vini: ti assicuro che puoi trovare degli ottimi vini biologici da consumare tutti i giorni a prezzi più che accettabili, anche in piccole damigiane da tre o cinque litri.

Per la Lombardia guarda anche queste notizie del blog:
http://vino-biologico.blogspot.com/search/label/Lombardia

Purtroppo è appena passato l'appuntamento con La Terra Trema, a Milano dal 28 al 30 novembre 2008, di cui abbiamo parlato nel blog. Spero che abbia avuto la possibilità di andarci.

Infine, per sapere se il vino è davvero biologico, devi cercare nella controetichetta l'indicazione "Vino prodotto da uve da agricoltura biologica" o similari. Ti ricordo, infatti, che al momento la certificazione europea è relativa solo alla coltivazione biologica delle uve nel vigneto. In cantina, però, la maggior parte delle aziende segue disciplinari privati di vinificazione biologica elaborati da organismi di controllo o associazioni dei produttori.
Sull'argomento puoi leggere anche questo articolo.

Grazie e torna a trovarci.

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martedì 11 novembre 2008

Unione Europea: si discute della regolamentazione dei vini biologici

Pubblichiamo una notizia proveniente dalla Spagna che dimostra come stia crescendo l'interesse per la futura regolamentazione dei vini biologici a livello europeo.
Norme più chiare e flessibili per regolamentare il vino biologico
[fonte Ecoalimenta.com]

La produzione europea di vino biologico ha bisogno di una regolamentazione europea “più chiara” be flessibile: lo ha detto lo spagnolo Alfonso Lopez de la Osa, professore universitario e consulente giuridico della cantina Bodegas Valsardo.
Durante un seminario sulle prospettive della viticoltura biologica nella Unione Europea, Lopez de la Osa ha detto che per parlare di questo tipo di produzione è necessaria una legislazione più armonica.
I vini biologici non sono inclusi nei nuovi regolamenti sul mercato vitivinicolo e prevedibilmente saranno inseriti in un futuro regolamento UE sull'agricoltura biologica.
Lopez ha anche detto che nel caso dei vini biologici è conveniente una certa “flessibilità” all'interno delle regole sulla denominazione di origine.
Su questo punto, ha fatto riferimento a requisiti come la omogeneità richiesta dalle Doc e alla convenienza di renderli più flessibili in casi come l'uso di lieviti naturali.
Il Comitato delle organizzazioni agricole e cooperative europee (Copa-Cogeca) ha riunito oggi i rappresentanti dell'industria, della Commissione Europea e altri esperti per analizzare le sfide legate alla produzione di vini biologici.

Fonte: Efe/Agroinformación/Ecoalimenta.com

[foto Flickr]

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