Corsi di degustazione dei vini biologici

Corsi di degustazione dei vini biologici
Marzo 2015 a Roma
Visualizzazione post con etichetta Viticoltura. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Viticoltura. Mostra tutti i post

mercoledì 2 maggio 2012

Un convegno sul vino biologico a Padova il 15 maggio 2012



L’Istituto per la Certificazione Etica e Ambientale, BiolItalia, associazione per la promozione dei produttori biologici italiani, e Aiab Veneto organizzano il convegno: “Vino Biologico: cosa cambia dopo l’uscita del nuovo regolamento europeo”, in programma il 15 maggio 2012, alle ore 14, nell’azienda La Costigliola, a Rovolon (PD).



Il convegno si svolgerà in due momenti: una prima parte, di carattere tecnico-formativo, verterà sull’approfondimento del settore vitivinicolo dopo l’entrata in vigore del Regolamento Ue di esecuzione n. 203/2012; nella seconda parte, più conviviale, si procederà all’assaggio dei migliori vini veneti biologici.
Con l’occasione, sarà allestita all’interno della Costigliola la “Mostra dei vini veneti biologici certificati Icea”.




Tra le relazioni previste nella parte tecnica, Pier Francesco Lisi, giornalista ed enologo, parlerà delle evoluzioni del mercato dei vini biologici. I lavori saranno moderati da Lorenzo Tosi, giornalista del Sole 24 Ore.


Il programma dei lavori


14.00  Saluto delle Autorità

  • Assessore all’agricoltura Regione Veneto Regione Veneto - P.L. Perissinotto
  • Brand Manager Vinitaly Verona Fiere - E. Amadini
  • Presidente della Costigliola - L. Barbieri
  • Presidente Icea - G. Paparella
14.30 Introduzione ai lavori. Il percorso normativo: dai disciplinari al Regolamento Europeo
A. PULGA Direttore ICEA

14.45 Tecniche di produzione biologica: la situazione agricola del Triveneto
G. CALLEGARO Tecnico ICEA

15.15 Vino biologico tra realtà di cantina e nuovo regolamento europeo
C. MICHELONI AIAB

16.00 La sostenibilità ambientale nella filiera di produzione del vino biologico
P. FOGLIA Ricerca e Sviluppo ICEA

16.30 Pausa caffè

16.45 Evoluzioni del mercato del vino biologico
P.F. LISI Giornalista enologo


17.15 Esperienze di aziende certificate Icea

17.30 Dibattito

18.00 Assaggio dei vini biologici
P. RASTELLI Autore Guida ai vini bio d’Italia


Scarica programma e scheda di iscrizione (necessaria per partecipare).
Per informazioni: Icea Veneto, tel. 049-8686952; oppure Ilaria Pavan al 338-9341973.


Lo scorso 8 marzo è stato pubblicato il regolamento Ue per il vino biologico, un compromesso tra tutti gli Stati europei che permetterà di etichettare anche il vino come bio, utilizzando pure il logo europeo.

Dalla prossima vendemmia il vino, ottenuto nel rispetto di questo regolamento, potrà riportare in etichetta logo europeo del biologico già previsto per tutti gli atri prodotti. Fino ad oggi, proprio a causa dell’assenza di norme per la vinificazione biologica, le bottiglie erano prive del marchio comunitario identificativo del bio e potevano vantare esclusivamente l’indicazione “uve biologiche”.

L’Italia, già oggi, è leader nel mondo per produzione ed esportazione di vini bio. Riteniamo pertanto che questo invito sia un’opportunità per conoscere da vicino un settore di eccellenza del comparto vitivinicolo veneto.


Share/Bookmark

giovedì 12 aprile 2012

Roma (18 aprile 2012): seminario sulla nuova normativa dei vini biologici e sui vini senza solforosa

FederBio, la Federazione italiana dell'agricoltura biologica e biodinamica, organizza questo seminario che si svolgerà a Roma mercoledì 18 aprile 2012. Il seminario si svolgerà nella Sala Nassiriya del Comando Carabinieri delle Politiche Agricole ed Alimentari - Via Torino, 44.
Per informazioni: www.federbio.it


Seminario: "I nuovi vini biologici e la vinificazione senza solforosa” - Roma, 18 aprile 2012


Il seminario si svolgerà in due momenti, uno di approfondimento delle nuove norme europee sul vino biologico; il secondo è dedicato ai vini senza l’aggiunta di solfiti, prodotti di altissima qualità per  soddisfare le nuove esigenze di mercato enologico.
Il settore dei vini biologici ha finalmente una normativa chiara a livello europeo. A venti anni dalla regolamentazione del biologico nell’Unione Europea, il vino ha finalmente il riconoscimento che merita, uscendo da una situazione di incertezza normativa che ha penalizzato i produttori anche nei mercati internazionali. Il settore italiano dei vini biologici è leader nel mondo per produzione ed esportazione: non si parla più di una curiosità o di una nicchia ma di un vero e proprio segmento, con dinamiche di sviluppo molto interessanti. Anche con i limiti impliciti nel compromesso che ha portato alla definizione del regolamento europeo sulla vinificazione bio, l'Italia ha tutto l'interesse a valorizzare e sostenere al massimo questo dinamico settore che mostra di reagire positivamente alla generale crisi economica e alla crisi del mercato del vino.
Una nicchia particolare, molto interessante per una fascia rilevante di consumatori con problemi di salute e, più in genere, per tutti i consumatori attenti al proprio benessere, è quella dei vini senza solfiti. Una produzione non esclusiva del mondo del biologico ma che proprio nel biologico sta avendo le esperienze più importanti e significative. È fondamentale che le esperienze concrete di vinificazione senza solfiti vengano divulgate e conosciute per creare un bagaglio di conoscenze e pratiche che permetta ai produttori e alle cantine interessate di intraprendere questa particolare produzione.

Progetto “Sviluppo e trasferimento di sistemi innovativi di produzione per la qualità e salubrità al consumo di vini dei Castelli Romani - Applicazione combinata di prodotti enologici e tecnologie di vinificazione per limitare il contenuto di SO2 totale nei vini al consumo”

Il Progetto ha perseguito tre finalità principali:
- limitare il contenuto di SO2 totale nei vini al consumo garantendone qualità e identità sensoriale
- trasferire sistemi innovativi alle imprese perché possano produrre vini di maggiore qualità e salubrità
-  consentire lo sviluppo delle produzioni biologiche e vitivinicole in particolare, anche attraverso la costituzione di associazioni tra i produttori.
Una grande problematica legata alla salubrità dei vini, sia convenzionali che biologici, risulta ancora solo parzialmente risolta e riguarda la presenza indesiderata dell’anidride solforosa e dei suoi sali. I solfiti, infatti, nonostante la loro utilità sul piano pratico, hanno un’azione tossica nell’uomo che pongono limiti d’impiego.
Con questo progetto, quindi, si sono voluti studiare e sperimentare prodotti enologici e tecnologie di produzione e conservazione dei vini alternativi a tale additivo, consapevoli che la riduzione dei solfiti in vinificazione può rappresentare punto di forza per molte cantine, non soltanto biologiche.
Le attività sperimentali hanno già portato alla produzione del Biancodarco, il primo vino Frascati superiore DOC da agricoltura biologica ottenuto completamente senza l’aggiunta di solfiti.
Accanto alle attività tecnico-scientifiche il progetto prevede una serie di azioni divulgative: convegni, seminari e visite guidate in cantina.
Le iniziative di informazione e comunicazione sono rivolte agli operatori del settore e al pubblico specializzato per diffondere e promuovere non solo i risultati dei test di vinificazione (trasferimento di innovazione), ma anche la cultura e le buone pratiche della viticoltura e dell’enologia biologica di qualità e sostenibile.
Seminario: “I nuovi vini biologici e la vinificazione senza solforosa”

ROMA – 18 aprile 2012
Sala Nassiriya del Comando Carabinieri delle Politiche Agricole ed Alimentari - Via Torino, 44

Ore  9.30 - Registrazione dei partecipanti  e apertura dei lavori
Prima parte: I nuovi vini biologici
Ore  9.45 - Una panoramica del Regolamento di Esecuzione (UE) N. 203/2012 – Pier Francesco Lisi – Giornalista enologo
Ore 10.15 - Intervento delle Istituzioni
- Marco Sbaffi* – Dirigente Area  Politiche Territoriali, di Mercato e Programmazione Integrata – Regione Lazio
- Giuseppe De Righi* – Presidente del Consorzio Ad Maiora
Ore 10.45 - Il nuovo regolamento sui vini bio e la posizione di FederBio: Roberto Pinton -               Segretario della Sezione Trasformatori e Distributori
Ore 11.15 - ProBio – I produttori di vini biologici del Lazio - Salvatore Stingo - Presidente di                  Agricoltura Capodarco

Ore 11.30 - Pausa
               
Seconda parte: I vini senza solfiti, nuovo segmento del mercato enologico
Ore 11.45 - Anidride solforosa e i suoi derivati: quali effetti sulla saluta umana  - Prof.ssa  Laura Di Renzo - Università Tor Vergata, Roma
Ore 12.15 - Metodi e tecniche di vinificazione senza solfiti - Prof. Marco Esti - Università della Tuscia, Viterbo
Ore 12.45 - La parola ad operatori e tecnici: esperienze di vinificazione senza solfiti

Ore 13.30 - Degustazione di vini biologici e senza solforosa.
Moderatore: Pier Francesco Lisi


Share/Bookmark

martedì 10 gennaio 2012

Corso di degustazione dei vini biologici

Dopo il grande successo di partecipazione ai primi due corsi Biodegustando, che si sono svolti tra ottobre e novembre 2011 a Grottaferrata e Roma, parte la terza edizione di  Biodegustando, corso di conoscenza e degustazione dei vini biologici.

Il corso partirà giovedì 19 gennaio 2012 a Roma, nella Biosteria di Testaccio, nella Città dell'Altra Economia a Roma (zona Testaccio, ex Mattatoio).  Il corso, nato da un’idea del giornalista ed enologo Pier Francesco Lisi,  è organizzato dall’associazione di produttori biologici Pro.Bio. in collaborazione con il portale web Il Vino Biologico (www.vino-biologico.it).

Il corso si svolgerà il giovedì sera, dalle 20,30 alle 22,30, nei giorni del 19 e 26 gennaio e 2 e 9 febbraio 2012. Domenica 12 febbraio 2012 è prevista la visita a una delle cantine biologiche associate a ProBio.

Il corso ha normalmente il costo di 140 euro; grazie alla collaborazione con ProBio, la quota di partecipazione a carico degli iscritti è di 40 euro, da saldare interamente prima dell'inizio del corso. Il numero dei corsisti previsto è al massimo di 25 persone, per assicurare a tutti una partecipazione efficace.

L’idea è quella di offrire agli appassionati un quadro completo del settore dei vini biologici in Italia; saranno inoltre fornite le nozioni essenziali per la degustazione del vino. Il corso sarà  incentrato sulla degustazione di 12 vini biologici del Lazio (tre per ogni serata), scelti tra le produzioni delle aziende biologiche associate a ProBio. Le lezioni e le degustazioni saranno tenute da Pier Francesco Lisi, esperto di vini biologici. La scelta dei vini coprirà le diverse tipologie: bianchi, rossi, dessert, spumante, vini senza solfiti.

Ai partecipanti saranno distribuite le dispense del corso, le schede di degustazione dei dodici vini biologici degustati, un attestato di partecipazione e altro materiale sui vini biologici; all'iscrizione sarà inviato per posta elettronica l'e-book “Vino e ambiente”, a cura del Vino Biologico.

Le aziende biologiche che aderiscono a ProBio sono:

  •     Agricoltura Capodarco (Grottaferrata -Roma);
  •     Casale Mattia (Frascati - Roma);
  •     Riserva della Cascina (Ciampino - Roma);
  •     Donato Giangirolami (Borgo Montello - Latina);
  •     Marco Carpineti (Cori - Latina);
  •     Biosolidale Distribuzione (Guidonia - Roma).


    Informazioni ed iscrizioni:
    Tel.  347-1836285

   

Informazioni sul corso:
    www.probiolazio.it   www.vino-biologico.blogspot.com 


Share/Bookmark

giovedì 14 aprile 2011

Unione Europea: prorogata al 31 luglio 2012 la etichettatura "vini da uve biologiche"

Come sanno i lettori del "Vino Biologico", la vicenda della normativa europea sul vino biologico è sempre in alto mare.

L'ultima novità, dopo quelle riportate nel post precedente, riguarda l'attuale regime di produzione. L'Unione Europea ha infatti deciso di prorogare fino al 31 luglio 2012 il regime transitorio in base al quale è possibile etichettare i vini (come del resto è avvenuto finora) con la dicitura "vini da uve biologiche" o "vini prodotti con uve biologiche".

Il regolamento specifica anche che "i vini prodotti, confezionati ed etichettati anteriormente al 31 luglio 2012 in conformità del regolamento (CEE) n. 2092/91 o del regolamento (CE) n. 834/2007 possono continuare a essere commercializzati fino a esaurimento delle scorte". Il regolamento fa quindi esplicito riferimento ai vini prodotti a partire da uve biologiche nel corso delle campagne 2010/11 e 2011/12.


La proroga è contenuta nel regolamento 344/2011 dell'8 aprile 2011, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale UE L/96 del 9 aprile 2011.
Qui trovate il testo originale del regolamento dal sito EUR-Lex.


Share/Bookmark

giovedì 24 marzo 2011

Roma: presentazione del Biancodarco, il Frascati Superiore Doc senza solfiti

Vi segnalo la presentazione alla stampa del Biancodarco, il primo Frascati Superiore Doc senza solfiti, frutto di un progetto sperimentale molto interessante.
I vini senza solfiti sono un prodotto sempre più richiesto da consumatori sensibili o allergici a questi composti.
Il Biancodarco è prodotto dalla cooperativa biologica Agricoltura Capodarco di Grottaferrata (Roma).
L'appuntamento è per martedì 29 marzo 2011 a Roma, all'Enoteca regionale Palatium, in via Frattina.



Biancodarco, il primo Frascati Superiore Doc solfiti free

Presentazione alla stampa martedì 29 marzo 2011, ore11,00 all’Enoteca Regionale Palatium del Lazio

Martedì 29 marzo 2011 alle ore 11,00 a Roma, nella Enoteca Regionale Palatium del Lazio, via Frattina n.94, sarà presentato alla stampa Biancodarco, il primo Frascati Superiore Doc da agricoltura biologica ottenuto completamente senza aggiunta di solfiti. Il Biancodarco è prodotto dalla cooperativa biologica Agricoltura Capodarco, storica realtà del biologico e dell’agricoltura sociale della nostra regione.

Il Biancodarco è stato prodotto all’interno di una sperimentazione prevista dal progetto “SVILUPPO E TRASFERIMENTO DI SISTEMI INNOVATIVI DI PRODUZIONE PER LA QUALITÀ E SALUBRITÀ AL CONSUMO DI VINI DEI CASTELLI ROMANI”, promosso da FederBio (Federazione Italiana Agricoltura Biologica e Biodinamica) e dal Consorzio “Ad Maiora” nell’ambito della Progettazione Integrata di Filiera promossa dalla regione Lazio attraverso il PSR 2007-2013.

Alla presentazione alla stampa interverranno:
  • Erder Mazzocchi, commissario dell’Arsial Lazio;
  • Giulio Somma, dirigente ARSIAL;
  • Paolo Carnemolla, presidente di FederBio;
  • Salvatore Stingo, presidente di Agricoltura Capodarco;
  • Marco Esti, professore di Enologia all’Università della Tuscia di Viterbo, che ha curato lo schema di vinificazione senza solfiti aggiunti insieme all’enologo Marco Ciarla.
Moderatore: Luigi Jovino, giornalista
Dopo la presentazione e l’intervento degli ospiti, si svolgerà una degustazione del Biancodarco 2010, guidata da sommellier.

I solfiti sono una sostanza dannosa alla nostra salute perché tossici e allergenici; sono presenti nei
vini e in altri alimenti, come birra, bevande fermentate e prodotti a base di frutta.
I consumatori sensibili a queste sostanze sono in aumento e quindi sul mercato sono sempre più richiesti i vini senza solfiti.

Per informazioni:
Ufficio stampa - Pier Francesco Lisi 3471836285 pflisi@pflisi.it
Agricoltura Capodarco www.agricolturacapodarco.it 06-94549191
FederBio www.federbio.it e-mail: info@federbio.it


Share/Bookmark

martedì 23 novembre 2010

L'ecologia è un affare per il vino: parola di J.C. Boisset

Jean-Charles Boisset, erede di una grande famiglia del vino francese, spiega le azioni della sua impresa per la riduzione dell'impronta di carbonio.
Le scelte riguardano imballaggi alternativi, più leggeri, che rendono più semplice il trasporto.
L'azienda è anche impegnata nella viticoltura biologica.

L'articolo che riportiamo testimonia del grande interesse per ila lato "verde" del vino che c'è ormai in tutto il mondo.
Si parla in particolare della riduzione dell'impronta del carbonio. Alcune delle soluzioni proposte, come il Pet, mi lasciano perplesso, soprattutto se usate per il vino. Mi chiedo se per esempio un progetto come quello delle bottiglie di vetro "vuoto a rendere" non finirebbe per avere un impatto complessivo molto minore.
Resta il fatto che grandi aziende internazionali, come Boisset, guardano con grande attenzione

L'ecologia è un affare per il vino
 
Jean-Charles Boisset è l'erede del maggior impero vinicolo della Borgogna. È stato soprannominato “Mr. Pinot Nero” per il suo amore per l'uva che coltiva sui due lati dell'Atlantico. A 41 anni, dopo aver passato gran parte della giovinezza in California prendendo sole, facendo surf e prendendo una laurea in amministrazione d'impresa, vive secondo poche regole che ha appreso da piccolo.
 
Siamo i guardiani della Terra: è una cosa che ho appreso dalle mie nonne” dice Boisset che l'anno scorso ha unito la sua dinastia enologia con un'altra famosa, in questo caso statunitense, sposando Gina Gallo.
Durante la sua infanzia a Vougeot una delle  nonne, insegnante di scienze, “mi insegnò tante cose sulla natura e sull'importanza di ogni parte della natura: le piante, gli insetti... Da mia nonna ho appreso in concreto l'agricoltura biologica e biodinamica”.
L'altra nonna gli insegnò invece il riciclaggio degli oggetti. 
 
Gli occhi di Boisset si illuminano nel ricordare il momento in cui si è reso conto che il 70% dei 31 miliardi di bottiglie di vino che si bevono ogni anno nel mondo sono vendute al prezzo di 8 euro o meno a bottiglia. Di questo 70%, un altro 70% si beve entro un periodo che va da mezz'ora a tre ore.
Aggiunge Boisset: “Circa il 70% del costo di una bottiglia di vino è costituito dall'imballaggio, dal trasporto, dall'etichettatura ecc. Questo significa che il vino solo il 30% del costo della bottiglia. Non sarebbe meglio se potessimo ridurre questo 70% ed investire il denaro risparmiato nella qualità del vino?”.
 
Questo è quello che più o meno ha cercato di fare in alcune della cantine di famiglia in Francia e in California.
Concentrandosi sulla riduzione dell'impronta di carbonio dell'impresa, ha messo vini varietali, come Pinot Nero, Cabernet Sauvignon, Merlot e Chardonnay del Languedoc-Rosellon, in contenitori di cartone laminato da un litro, lo stesso tipo di imballaggio usato per i succhi di frutta dei bambini. Boisset ha anche imbottigliato un Merlot della California, il Fog Mountain, in bottiglie di Pet da un litro, lo stesso tipo di bottiglie di plastica riciclabile usate per le bevande gassate.
Per i consumatori questo significa disporre di vino in recipienti che non si rompono, leggeri, facili da portare anche in un picnic all'aperto. Per Boisset vuol dire una riduzione drastica dei costi di trasporto e, quindi, la riduzione dell'impronta di carbonio. Per la sua azione per la riduzione e l'innovazione negli imballaggi, la rivista “Wine Enthusiast” gli ha assegnato nel 2009 il premio come Innovatore dell'anno.
 
Un'altra iniziativa recente consiste nel mettere piccole botti di legno, con all'interno un contenitore di plastica riutilizzabile pieno di vino della sua cantina DeLoach, con certificazione biologica, nei ristoranti. I clienti possono prendere direttamente il vino al bicchiere.
Il suo Beaujolais Nouveau Mommessin 2010, infine, uscirà a fine novembre in bottiglie di vetro più leggere di quelle usate di solito.
“La cosa importante, in tutti questi tipi di contenitori, è che il vino sia di buona qualità. La qualità è quello che ci differenzia. E l'imballaggio è un modo, così come la viticoltura biologica o biodinamica, per rispettare la natura” dice Boisset.
 
Boisset concepisce il suo impero del vino come “una piccola impresa familiare”, che dirige insieme alla sorella Nathalie. E non nasconde il fatto che alcuni dei suoi vini, che si vendono a costi molto superiori agli 8 euro alla bottiglia, come i Bonnes Mares Grand Cru o i Musigny Grand Cru del Domaine de la Vougeraie, devono continuare ad essere imbottigliati in bottiglie di vetro tradizionali.
 
“Il modo in cui facciamo le cose oggi, il modo in cui viviamo oggi, non è il modo che si usava secoli fa. Non credo che uno debba associare il vino con lo snobismo e la pretenziosità. Il vino deve essere divertente e questo è quello che cerco di fare... mantenendo sempre il rispetto per la natura”.

[fonte El Mundo Vino/AgraPress]


Share/Bookmark

venerdì 29 ottobre 2010

I vigneti biologici in Italia

Il fallimento del progetto di una normativa europea sulla vinificazione biologica ha rinviato a data da destinare la nascita, almeno sul piano giuridico-normativo, del "vino biologico" o "vino da agricoltura biologica".

Visto che bisogna accontentarsi, quindi, del "vino da uve prodotte da agricoltura biologica", è bene ripartire dalle certezze, cioè dei vigneti certificati e coltivati secondo le tecniche dell'agricoltura biologica.

Con 43.614 ettari di vigneti bio (dati Sinab 2009), la vite è per estensione la quinta coltura biologica  in Italia, dopo cereali, foraggere, prati/pascoli e olivo. È bene ricordare che nel dato sono riunite sia l'uva da vino che quella da tavola. La presenza di quest'ultima, comunque, è limitata e significativa solo per alcune regioni, come la Puglia.

Sul totale, gli ettari di vigneti già in biologico sono 27.408, mentre altri 16.206 ettari sono in conversione (ricordiamo che per una coltura arborea come la vite la conversione dalla coltivazione convenzionale/chimica a quella biologica dura di norma tre anni).

Rispetto a una superficie biologica totale sostanzialmente stabile, intorno al milione di ettari, i vigneti biologici sono in crescita. Nel 2007 la superficie era di 36.684 ettari e nel 2008 di 40.480 ettari: un aumento di +15,9% in soli tre anni.

Infine, per quanto riguarda la distribuzione regionale, l'ordine resta invariato rispetto al 2008: ai primi cinque posti troviamo Sicilia (10.337 ettari), Puglia (7.477), Toscana (5.335), Marche (3.393) e Abruzzo (3.262). Seguono poi Emilia Romagna, Lazio, Calabria, Veneto e Basilicata, tutte al di sopra dei mille ettari.

* Tutti i dati sono elaborazioni del Sinab (Sistema di Informazione Nazionale sull'Agricoltura Biologica ) sui dati forniti dagli organismi di controllo aggiornati al 31-12-2009.


Share/Bookmark

venerdì 6 agosto 2010

Vigneti biologici: la Spagna sorpassa l'Italia

Dopo aver perso il primato europeo delle coltivazioni biologiche, l'Italia ha ora perso anche il primato mondiale (e quindi anche europeo) per i vigneti biologici. Dopo il Mondiale di calcio del Sud Africa, così, gli spagnoli portano a casa altri due sorpassi ai nostri danni.

Con 53.959 ettari di vigneti bio (il 9,43% della superficie bio totale), infatti, nel 2009 la Spagna avrebbe raggiunto e superato il nostro paese. In Italia, nel 2009 gli ettari di colotivazione biologica della vite erano
43.614 (dati Sinab, 2009).

Un balzo sorprendente della Spagna rispetto al 2008, quando gli ettari di vite biologica erano circa 30.000: un aumento di ben il 75%.

La crescita dei vigneti bio in Spagna è del resto in linea con la grande crescita di tutto il settore biologico iberico, arrivato nel 2009 a 1,6 milioni di ettari.

La coltivazione biologica della vite si concentra in un numero limitato di aziende ed in poche regioni: Castiglia-La Mancha (28.700 ettari), Murcia (quasi 11mila), Comunità Valenciana, Catalogna,  Castiglia y Leon ed Estremadura.


Share/Bookmark

giovedì 24 giugno 2010

Le vostre domande: il vigneto del vicino è sempre più verde?

Ci scrive Dealma:

Vorrei sapere se è vero che ci sono dei trattamenti obbligatori per la vigna.
Ho una piccola vigna nel terreno di casa a cui non faccio nessun trattamento e che sta benissimo. Il mio vicino, che ha una vigna confinante con la mia, insiste perché dia il verderame e lo zolfo perché teme che la sua vigna possa ammalarsi, se si ammala la mia. Vorrei sapere se per legge sono tenuta a farlo.
Grazie
Cara Dealma, grazie per la domanda, davvero curiosa.

Per quanto ne sappiamo, non ci sono trattamenti obbligatori per il vigneto, tranne casi specifici di particolari situazioni fitosanitarie, in cui la Regione può dare indicazioni per fare dei trattamenti. Si tratta ad esempio di malattie particolari, come il mal dell'esca.
Pertanto, non credo proprio che il tuo vicino possa "obbligarti" a trattare il vigneto.

Trattare con prodotti di rame e/o zolfo è comunque un tipo di pratica ammessa nel biologico, perché si tratta di prodotti chimici non di sintesi, peraltro usati da secoli. Usati seguendo le prescrizioni non creano problemi alle piante e alla nostra salute.

I problemi di vicinato in campagna sono sempre complessi: puoi far vedere al tuo vicino che la tua vigna è effettivamente sana ed eventualmente, anche per garantire il tuo prodotto, decidere di trattare il tuo vigneto in condizioni che ritieni a rischio.

Grazie, Dealma: il tuo quesito mi sembra molto interessante per i nostri lettori. Continua a seguirci!

Per fare la tua domanda al Vino Biologico, basta scrivere. Cercheremo di rispondere sempre a tutti. I quesiti di interesse generale saranno pubblicati nel Blog e/o nel sito, rispettando sempre la vostra privacy.


Share/Bookmark

sabato 29 maggio 2010

Cantine Aperte 2010: vini biologici in Veneto a Le Carline

Vi proponiamo una serie di articoli su iniziative di cantine biologiche in occasione di Cantine Aperte 2010.

Partiamo dal Veneto, con l'azienda agricola "Le Carline" di Daniele Piccinin.

Se andate a "Le Carline", dite che siete amici del Vino Biologico e raccontateci come è andata!


DOMENICA 30 MAGGIO 2010 dalle 10 alle 18
IN OCCASIONE DI CANTINE APERTE 2010
L’AZIENDA AGRICOLA “LE CARLINE”
PROPONE:
UN CALICE DI VINO TRA I COLORI DELLA PRIMAVERA

Come di consueto, l’ultima domenica di maggio le cantine socie del Movimento Turismo del Vino aprono le porte a quanti intendono trascorrere una giornata diversa, all’aria aperta degustando prodotti sani e di qualità.

VINI BIANCHI, ROSSI, ROSATI PER LA GIOIA DEI PALATI
La degustazione dei nostri vini biologici, durante questa edizione di Cantine Aperte, vedrà protagonisti i vini senza solfiti aggiunti e quindi:
  • il Refosco dal Peduncolo Rosso DOC Lison-Pramaggiore;
  • il Cabernet DOC Lison-Pramaggiore.
Questi e gli altri vini della produzione della cantina Le Carline verranno serviti da esperti sommelier e presentati in abbinamento con prodotti tipici del nostro territorio: gli insaccati, il formaggio Montasio della Latteria di Summaga e i prodotti da forno del Panificio Bioforneria, realizzati con ingredienti biologici.

PAROLA D’ORDINE: CANTINA APERTA!
Durante la giornata si potrà visitare la cantina, la barricaia, la sala di degustazione, oltre che poter effettuare un’escursione tra i filari della vigna (tempo permettendo).
I visitatori della cantina Le Carline potranno, inoltre, ammirare una mostra di pittura e un’esposizione di interessanti opere di artigianato locale.

Una PENNELLATA di COLORE alle nostre BOTTI
Quest’anno il Movimento Turismo del Vino, ente organizzatore di “Cantine Aperte” abbina al vino il tema dei “colori” e all’azienda agricola LE CARLINE sarà possibile assistere ad una forma di pittura decisamente insolita: saranno presenti circa 20 artisti che dipingeranno, nel modo che preferiscono, una botte della nostra cantina.

DATE UN TOCCO DI COLORE ALLA PRIMAVERA E VENITE A TROVARCI!
Domenica 30 maggio 2010, a partire dalle ore 10.00, presso l’azienda agricola
LE CARLINE.
L’allegria della giornata sarà accompagnata dalla musica dal vivo di Giuliano Biasiolo.

Vi aspettiamo numerosi.

Prenotate la vostra visita, per permetterci di accogliervi nel migliore dei modi!! 
Contattateci a questi recapiti:
tel: 0421.799741- fax: 0421.203525 – mail: info@lecarline.com


Az. Agr. LE CARLINE
Piccinin Daniele
via Carline, 24
30020 PRAMAGGIORE (VE)
Telefono 0039.0421.799741
Fax 0039.0421.203525
info@lecarline.com
www.lecarline.com


Share/Bookmark

lunedì 26 aprile 2010

A Montespertoli (Firenze) due giornate sulla viticoltura biologica

Segnaliamo due giornate di studio dedicate alla vicioltura biologica in provincia di Firenze e precisamente a Montespertoli.

L'assessorato all'Agricoltura del Comune di Montespertoli e la società Le Uve presentano due giornate dedicate alla viticoltura biologica.
Per due lunedì, 26 aprile e 3 maggio, dalle 16,30 alle 19,30, al Centro per la Cultura del Vino "I Lecci" di via Lucardese, gli esperti de Le Uve, società di consulenza tecnica viticola ed enologica guidata da Dario Parenti, Filippo Artini e Sara Abrardi, cercheranno di rispondere alle domande dei viticoltori, sempre più attenti alla qualità, alla tutela dell'ambiente e del consumatore.
Il tutto con l'obiettivo di far esprimere al meglio il potenziale vitivinicolo di ogni specifica cantina nel massimo rispetto del terroir.
Iscrizioni e informazioni sul sito www.leuve.com o chiamando lo 0571-657579.
LE UVE s.n.c. via Senna, 28 - 52025 Montevarchi (AR)
Tel: +39 340 9127759 / +39 340 9155909
Fax: +39 055 980280
info@leuve.com
[foto Wikipedia]


Share/Bookmark

venerdì 19 febbraio 2010

Incontro sulla vinificazione biologica in Lombardia

L'Associazione Lombarda degli Agricoltori Biologici LA BUONA TERRA organizza per martedì 23 febbraio 2010, alle ore 18, l'incontro informativo

VINIFICAZIONE BIOLOGICA: METODI, TECNICHE, NORMATIVE


L'incontro si svolge a Polpenazze del Garda (Brescia), nella Sala Consiliare, piazza Biolchi (castello) .

Relatori dell'incontro saranno l'agronomo Paolo Di Francesco, che farà il punto della situazione sulla prossima normativa comunitaria del vino biologico, e l'enologo Marco Lazzarini (dell'azienda Civielle di Moniga del Garda, che produce vini da uve biologiche) che presenterà, in modo dettagliato, gli aspetti tecnici della vinificazione biologica.

L'incontro è a partecipazione gratuita ed è rivolto agli imprenditori agricoli, coadiuvanti e impiegati in agricoltura e si avvale del contributo della Regione Lombardia e del Fondo Europeo Agricolo Sviluppo Rurale (mis. 111 b PSR 2007-2013).

Per informazioni: 
La Buona Terra 
www.labuonaterra.it
Tel. 393-9242224 (Giancarlo)


Share/Bookmark

martedì 2 febbraio 2010

Venditti Wine Tour sbarca (o torna) a Surriento

Sbarca a Sorrento il Venditti Wine Tour con la sua 31a tappa. Il prossimo appuntamento è per mercoledì 10 febbraio 2010 al ristorante Le Tre Arcate di Piano di Sorrento. Il vulcanico Nicola Venditti, pioniere del vino biologico in Campania, continua nella sua manifestazione itinerante alla ricerca del matrimonio perfetto tra vino (biologico) e cucina di qualità.
Di Nicola Venditti abbiamo già parlato varie volte nel Blog del Vino Biologico. Se lo merita, soprattutto perché è uno di quei produttori benemeriti che ci fanno riconciliare con la Falanghina, vino e vitigno colpevole di un'inflazione folle e senza criterio. Agli amici che vivono o si trovano a passare in Campania per quella data, consiglio di farci un pensierino. 
Una precisazione: non so se il Venditti Wine Tour arrivi per la prima volta a Sorrento o se  questo sia un ritorno. La tentazione di fare un gioco di parole da quattro soldi con la citazione della canzone dei fratelli Ernesto e Giambattista De Curtis era però troppo forte. Sempre a Surriento andiamo a finire.

Il Venditti Wine Tour è la manifestazione ideata e realizzata dall'enologo Nicola Venditti, titolare dell'azienda biologica Antica Masseria Venditti,  insieme ai migliori ristoratori; vuole promuovere la migliore ristorazione italiana, abbinando la cucina tipica locale ai vini Doc e biologici di Venditti.

Mercoledì 10 febbraio 2010 - ore 20,30
Venditti Wine Tour
Ristorante Le Tre Arcate
Piazza Cota 9/10 - Piano di Sorrento
Per informazioni e prenotazioni
Tel. +39 081 5321849
www.letrearcate.net
La serata di Sorrento inizierà con un saluto del titolare del ristorante, Alessandro Russo. A seguire, l'enologo Nicola Venditti  presenterà la sua azienda illustrandone la filosofia. Sarà aiutato dalle bellissime immagini proiettate su uno schermo, che vanno dalla bella cantina in legno lamellare alle suggestive foto dell'innesto a gemma e a spacco inglese realizzate nel "vigneto didattico", per finire con le foto della vendemmia notturna. Il "vigneto didattico" è un'idea originale di Nicola Venditti realizzato nel 2005.

Saranno proiettate anche molte foto delle venti uve autoctone presenti nel "vigneto didattico" con cui l'azienda produce i suoi ottimi vini Doc biologici. Venti minuti di belle immagini e racconti di vita per conoscere direttamente l'Antica Masseria Venditti, con l'invito finale alla visita aziendale a Castelvenere (in provincia di Benevento) nell'Isola di cultura del vino.

Saranno spiegate nei particolari la coltivazione biologica e le scelte che tale normativa comporta. Si definisce biologico il prodotto così ottenuto e diventa veritiero solo se le autorizzazioni sono riportate sull'etichetta del vino. A seguire un menu enogastronomico molto interessante che coniugherà specialità culinarie ai vini biologici dell'Antica Masseria Venditti.

Per finire, un caloroso brindisi con la "grappa di Barbetta", un elisir unico nel suo genere che ci saluterà magnificamente.
Per la prima volta verranno esposte le opere autentiche di Lorenza, pittrice e moglie di Nicola, magnificamente utilizzate nella grafica aziendale (vedi l'immagine in alto).

Si richiede solamente la puntualità per ... una serata veramente da ricordare.

Il ristorante “Le Tre Arcate” si trova a Piano di Sorrento,  nella centralissima Piazza Cota, cuore del centro storico della città.

La storia recente inizia nel gennaio 1992, quando i coniugi Lucio e Lucia Russo, già esperti del settore, rilevano l’attività da una precedente gestione. Con loro ai fornelli il locale si dedica a gastronomia e ristorazione di qualità. Dal 1998, con il subentro del figlio Alessandro, sulle solide basi già affermate e attraverso un programma di ristrutturazione in via di ultimazione, il locale  svolge una gastronomia veloce rivolta alla commercialissima Piano e una ristorazione più attenta , rivolta agli appassionati di enogastronomia.

Quest’ultima si svolge nella saletta al piano superiore con la presenza dello stesso Alessandro coadiuvato dal giovanissimo chef Salvatore Accietto: oggi è divenuta un piacevole ritrovo per gourmet, appassionati, soci Slow Food e Ais attraverso cene a tema e master che completano il percorso gastronomico e culturale intrapreso.


Share/Bookmark

venerdì 20 novembre 2009

Le vostre domande: prodotti fitosanitari per la viticoltura biologica

Ci scrive Pierpaolo:

Buonasera,
non riesco a districarmi fra i vari regolamenti e allegati diramati dal Ministero delle politiche agricole e forestali.
Poichè nella normativa se ne fa riferimento, vorrei sapere quali sono i prodotti di sintesi ammessi, seppure in piccolissime quantità e in condizioni sfavorevoli, per la coltivazione delle "uve da agricoltura biologica".
Inoltre vorrei sapere se il rotenone è ammesso nella viticoltura biologica.

Caro Pierpaolo,

grazie per questo interessante quesito.

In realtà non ci sono prodotti chimici di sintesi ammessi in viticoltura biologica, in nessun caso e neanche in condizioni sfavorevoli,come del resto in tutta l'agricoltura biologica.

I prodotti più comuni utilizzati nel vigneto biologico sono quelli a base di rame, lo zolfo, alcuni prodotti di origine naturale (microrganismi) come il Bacillus thuringiensis o l'Ampelomyces quisqualis.

Maggiori informazioni le trovi nel Vino Biologico, nella sezione sulla viticoltura.

Per quanto riguarda il rotenone (un prodotto peraltro di origine naturale e non di sintesi), il suo impiego in agricoltura biologica (e quindi anche in viticoltura bio) è stato di recente vietato dall'Unione Europea per gli effetti negativi di questa sostanza per la fauna, in particolare sulle api e sui pesci.

Grazie dell'attenzione, Pierpaolo, e continua a seguirci.


Share/Bookmark

mercoledì 4 novembre 2009

Viticoltura ed enologia sostenibili: un convegno al prossimo Simei/Enovitis di Milano

Vi segnalo un interessante convegno su viticoltura ed enologia sostenibili che si svolgerà in occasione della prossima edizione di Simei ed Enovitis a Milano.
Nel programma non ci sono relazioni che fanno riferimento in modo diretto alla viticoltura biologica e ai vini biologici ma ci sono tanti temi, dalle sfide agronomiche della viticoltura sostenibile ai consumi elettrici ed idrici in cantina, che interessano molto al Blog del Vino Biologico.
Un convegno come questo è un chiaro segnale che i temi portati avanti dal mondo del vino biologico stanno facendo breccia ed interessano, anche su un piano squisitamente commerciale, gran parte del mondo del vino italiano ed internazionale.


Organizzato dalla Unione Italiana Vini e realizzato con la consulenza scientifica di illustri esperti del settore, italiani ed esteri, l’incontro “Viticoltura ed enologia sostenibili: indirizzi, tecnologie e prospettive” propone un’analisi a 360° della filiera vitivinicola per mettere in evidenza gli aspetti cruciali delle scelte produttive in relazione alla loro sostenibilità.
Appuntamento mercoledì 25 novembre 2009, ore 9,30-13,00
Sala Gemini, Centro Congressi - Fiera Milano, Rho

Per informazioni
Via S. Vittore al Teatro n. 3 - 20123 Milano
Tel. 0039/02/7222281    Fax 0039/02/866226
E-mail:  info@simei.it - info@enovitis.it   
www.simei.it - www.enovitis.it

Proteggere e difendere l’ambiente in cui viviamo è sempre più un elemento caratterizzante la nostra società e la cultura che la anima. La sostenibilità delle produzioni ne è quindi un diretto corollario, che non può essere eluso. Stimolate dalla sensibilità di un “nuovo consumatore” e sulla spinta dell’evoluzione dei processi normativi, sia a livello nazionale che extra nazionale, l’impegno delle nostre aziende deve essere rivolto al miglioramento delle performance ambientali di prodotti e processi produttivi, senza tuttavia dimenticare la priorità per l’impresa di rimanere competitiva sul mercato. Il concetto di sostenibilità delle attività produttive, seppure sia entrato nel lessico comune, richiede però ancora notevoli sforzi da parte di tutte le componenti sociali, affinché possa essere delineato in modo condiviso.

In primo piano, dunque, in occasione di SIMEI, Salone Internazionale Macchine per Enologia e Imbottigliamento, ed ENOVITIS, Salone Internazionale delle Tecniche per la Viticoltura e l’Olivicoltura, il convegno internazionale “Viticoltura ed enologia sostenibili: indirizzi, tecnologie e prospettive” organizzato da Unione Italiana Vini e realizzato con la consulenza scientifica di illustri esperti del settore, italiani ed esteri.
Obiettivo dell’incontro, che si terrà mercoledì 25 novembre 2009 a partire dalle ore 9.30 presso la Sala Gemini, Centro Congressi a Fiera Milano–Rho, offrire un’analisi delle varie componenti che costituiscono l’intera filiera vitivinicola - dall’impianto del vigneto alla percezione finale del prodotto vino da parte del consumatore -, per mettere in evidenza gli aspetti cruciali delle scelte produttive in relazione alla loro sostenibilità.
Tema chiave, infatti, dei momenti di confronto e approfondimento di SIMEI ed ENOVITIS 2009 è  il fare impresa in modo responsabile, ecosostenibile ed etico.

L’incontrò sarà coordinato da Attilio Scienza dell’Università di Milano, che offrirà alcuni spunti di riflessione sul concetto di sostenibilità e sul ruolo della ricerca e dell’innovazione per la sua effettiva applicazione e progressione in viti-enologia.
Rochard Joël dell’Institut Français de la Vigne et du Vin illustrerà quindi i principi e gli obiettivi elaborati in ambito Oiv per lo sviluppo sostenibile nel settore vitivinicolo. Il ruolo del miglioramento genetico, con i più avanzati strumenti della biologia molecolare, resi ancora più potenti dopo il sequenziamento del genoma di vite, sarà trattato da Raffaele Testolin dell’Università di Udine. Osvaldo Failla (Università di Milano) e Stefano Poni (Università Cattolica di Piacenza) analizzeranno le tecniche di gestione agronomica al fine di massimizzare la produttività quali-quantitativa del vigneto, minimizzando al contempo l’impatto ambientale e i costi di produzione.
La complessità delle problematiche che le cantine devono affrontare per un’enologia sostenibile sarà invece il tema dell’intervento di Roberto Ferrarini dell’Università di Verona.
Al termine degli interventi saranno illustrati alcuni progetti già in essere che, a livello territoriale o aziendale, affrontano le diverse problematiche della gestione sostenibile del vigneto e della cantina.


PROGRAMMA

Ore 9,30 - Introduzione ai lavori
Moderatore: Attilio Scienza, ­ Università di Milano

Saluto di benvenuto
Federico Castellucci, direttore generale dell'Organizzazione internazionale della vigna e del vino (OIV)

Interventi per lo sviluppo sostenibile nel settore vitivinicolo: principi e obiettivi
Rochard Joël, ­ Oiv e Institut français de la vigne et du vin

Il miglioramento genetico della vite per la resistenza alle malattie e la qualità dei mosti
Raffaele Testolin, ­ Università di Udine

Le sfide agronomiche della viticoltura sostenibile
Osvaldo Failla, ­ Università di Milano

Meccanizzazione della gestione della chioma: una scelta "sostenibile"?
Stefano Poni, ­ Università Cattolica, Piacenza

Enologia per la sostenibilità
Roberto Ferrarini, Università di Verona

Qualità e sicurezza dell’uva e del vino: rischi reali o presunti
Marina Marinovich, Università di Milano

Valorizzazione della gestione e della protezione del vigneto come fattore di competitività sul mercato
Luca Toninato, Università di Milano – Francesco Pavanello, Unione Italiana Vini

Ore 11.30 Case history

Sostenibilità ambientale in vigneto e in cantina
Rosa Maria Domènech, Tècnic en Viticultura i Sostenibilitat, Miguel Torres S.A

Programma vitivinicolo di precisione applicato alla Tenuta Podernovo
Marcello Lunelli

La sostenibilità delle cantine: consumi elettrici e idrici
Riccardo Guidetti, Università di Milano

Sostenibilità e filiera vitivinicola: criticità, opportunità, nuove forme della qualità. Prime riflessioni da una ricerca in corso
Fondazione Rosselli - Riccardo Pastore, Agriprojects

Ore 12,30 - Dibattito


Share/Bookmark

mercoledì 28 ottobre 2009

L'inerbimento nei vigneti biologici

Vi segnalo questa nota tecnica tratta dal sito della Buona Terra, l'Associazione lombarda dei produttori biologici, relativa all'inerbimento del vigneto.
per avere maggiori informazioni sulla gestione del terreno nella viticoltura biologica, potete leggere questo articolo nel sito del Vino Biologico.
Dopo la vendemmia, fino alla fine di ottobre, è il miglior periodo per seminare in vista di nuovi inerbimenti nel vigneto biologico o per traseminare (cioè seminare dove c'è già un prato preesistente), nel caso in cui si vogliano infittire inerbimenti stentati.
Si possono utilizzare appositi miscugli per vigneto, composti da una miscela di graminacee e leguminose a bassa taglia.

In commercio ci sono ottimi miscugli di graminacee che permettono la formazione di un cotico erboso eterogeneo, le cui proprietà agronomiche sono molteplici: dalla limitazione d’asportazione di terra per il ruscellamento in caso di pioggia al richiamo dei pronubi (cioè gli insetti utili impollinatori, come le api ed i bombi) durante il periodo di fioritura.
Ogni specie erbacea ha un comportamento diverso e si adatta in modo specifico ad alcune tipologie di terreno piuttosto che ad altre. Miscugli diversi determinano risultati di copertura del suolo e produttivi assai differenti. Quindi prima di procedere all’inerbimento è bene contattare il proprio tecnico.

Dal momento che si ipotizza la trasmissibilità del "legno nero" attraverso la cicalina Hyalesthes obsoletus, che si nutre su diverse piante dicotiledoni ed in particolare su convolvolo e ortica, si consiglia di realizzare inerbimenti in modo da ostacolare il più possibile la crescita delle infestanti e cercare una netta prevalenza di monocotiledoni.
Il "legno nero" è una malattia in rapida espansione in Italia, trasmessa da un fitoplasma veicolato dalla cicalina in questione. Come misura per prevenire la trasmissione del "legno nero", oltre a quella specificata sopra, è consigliabile anche sfalciare con frequenza eventuali zone ricche di ortica, soprattutto nelle scoline. (Il Vino Biologico)
Fonte: Centro vitivinicolo provinciale di Brescia ( www.centrovitivinicoloprovinciale.it )
La Buona Terra


Share/Bookmark

mercoledì 21 ottobre 2009

Roma: il vino biologico Ad Agio di Basile e un libro di Riccardo Cipresso

Domani 22 ottobre 2009 alle ore 13 presso la libreria Nuova Europa, all'interno del centro commerciale I Granai di Roma, sarà presentato "Vineide", il nuovo libro dell'enologo Roberto Cipresso.

In questa occasione sarà anche presentato in anteprima nazionale "Ad Agio", il nuovo vino dell'azienda biologica Basile di Cinigiano (Grosseto).

Dell'azienda Basile abbiamo già parlato qui.

Ad Agio si annuncia come un grande rosso, ottenuto da uve Sangiovese biologiche. Dopo la raccolta manuale ed il trasferimento e la lavorazione delle uve entro un'ora dalla raccolta, la fermentazione avviene in serbatoi di acciaio inox a temperatura controllata.
L'affinamento avviene prima per due anni in tonneau da 500 litri di rovere francese e successivamente, per un anno, in bottiglia.
Da consigliare con grandi piatti di carne e cacciagione e con formaggi stagionati.

Per chi ha la possibilità di andare, è un'occasione interessante: se assaggiate Ad Agio, fatecelo sapere.

Azienda Vinicola Biologica Basile
Podere Montemario 1
Cinigiano - (Grosseto)
http://www.basilessa.it/homepage.asp




Share


Share/Bookmark

Il VinoBiologico è anche su Twitter

Da oggi trovate tutte le novità del Blog del Vino Bioloogico e del sito www.vino-biologico.it anche su Twitter, il social network di microblogging.

L'indirizzo da visitare è
https://twitter.com/vinobiologico

Aggiungete il Vino Biologico ai vostri contatti di Twitter e avrete tutti gli aggiornamenti in tempo reale (cioè subito!).


Share/Bookmark

venerdì 16 ottobre 2009

Vino biologico: un corso della regione Sicilia per aziende e tecnici

La regione Sicilia, in vista della prossima emanazione del regolamento europeo sulla vinificazione biologica, che segnerà la nascita ufficiale del "vino da agricoltura biologica", ha organizzato un seminario di due giorni, rivolto in particolare a cantine e aziende biologiche e ai tecnici agricoli.
Per le iscrizioni è necessario affrettarsi: il modulo di iscrizione può essere richiesto a Venera Sciacca del SOAT Acireale (vedi in fondo alla notizia).

Dopo il corso, se disponibili, pubblicheremo nel sito del Vino Biologico le relazioni su viticoltura e vino biologico.


Dal 1 gennaio 2009 è entrato in vigore il Regolamento CE 834/2007 e successivamente l’889/2008: è importante capire a che punto è l’iter del regolamento europeo sulla vinificazione biologica. Una volta approvata la normativa europea sarà infatti consentito indicare in etichetta la dicitura “vino biologico”, cosa che al momento non è permessa dato che la certificazione riguarda le modalità di produzione delle uve ma non la loro trasformazione.

La vinificazione biologica e parallelamente il mercato comunitario e globale per questa tipologia di prodotto è in costante crescita. Attualmente in Italia ci sono 38.000 ettari di vigneti certificati, di cui parte importante ricade in Sicilia; infatti, circa 7625 ettari sono investiti a uva da vino ma non tutto diventa vino biologico a causa dell'attuale carenza normativa.
Quando, con l'entrata in vigore del disciplinare del vino, ci sarà maniera di certificare anche la fase di vinificazione è indubbio che l'interesse dei produttori sarà vivo e da qui la necessità di informare e formare gli stessi.

All’interno del Progetto "Viticoltura di Montagna il Caso Etna" è stato organizzato un seminario tecnico di due giorni rivolto ai viticoltori bio e alle cantine bio.

Programma
“Vino biologico dal vigneto alla cantina”

Durata: 12 ore di lezione suddivise in 2 giorni

Target: viticoltori biologici e cantine - tecnici pubblici delle SOAT e OMP di vigneto e di cantina.

Saluti : Commissario Straordinario del Parco Dell’Etna, Dott. Ettore Foti

Apertura dei Lavori :

Direttore Generale Del Dipartimento Interventi Infrastrutturali Dott. Cosimo Gioia
L’agricoltura Biologica in Sicilia

Paolo Girgenti Servizio XI- Daniela Bica UO 30- Presentazione del progetto Viticoltura di montagna - Il caso ETNA


Contenuti del corso: l'incontro formativo per 50 aziende ( agricole e cantine ) e tecnici intende fornire le basi conoscitive per:

1. valorizzazione del Vino biologico siciliano e applicazione della norma nel nostro contesto regionale - Direttore Generale dell’Istituto Regionale della Vite e del Vino - Dott. Dario Cartabellotta

2. condurre in modo biologico il vigneto, prendendo in considerazione la gestione del terreno, la prevenzione di patogeni e fitofagi ed il loro controllo, la scelta varietale e del materiale vivaistico, la conversione dell'azienda al metodo biologico; Dott Ruggero Mazzilli della Stazione Sperimentale per la viticoltura sostenibile

3. la gestione della cantina, in special modo la prevenzione della contaminazione batterica, la gestione delle temperature, la scelta delle attrezzature, i metodi fisici utilizzabili in vinificazione, la scelta degli eventuali additivi per la vinificazione biologica, la normativa europea sulla vinificazione biologica, i contenuti principali e le possibili difficoltà di applicazione nel contesto Siciliano. Muffe, lieviti, batteri. e soprattutto, percentuale di anidride solforosa;
risultati Progetto europeo ORWINE; Dott.ssa Cristina Micheloni - Responsabile Scientifico del progetto europeo ORWINE (www.orwine.org).

L’incontro si svolgerà il 5-6 novembre 2009 dalle ore 9.00 alle ore 17.30; presso la sede del Parco dell’Etna – Monastero San Nicolò La Rena Nicolosi

Segreteria Organizzativa
Inviare le schede di adesione entro il 17 ottobre ’09

SOAT Acireale – Venera Sciacca
Il Referente Rete Agricoltura Biologica
– 095 894749 soat.acireale@regione.sicilia.it

SOAT GIARRE – Giuseppe Fichera
Il Referente Viticoltura ETNEA
– 095 939810 soat.giarre@regione.sicilia.it


Share/Bookmark

mercoledì 14 ottobre 2009

Catalogna (Spagna): nel 2009 i vigneti biologici sono aumentati del 35%

In Catalogna la superficie destinata ai vigneti biologici è cresciuta con un buon ritmo in questo primo periodo dell'anno, con un aumento del 35% dal gennaio 2009. L'aumento sperimentato finora nel 2009 supera il totale dell'aumento registrato nel 2008.

Lo ha comunicato il Dipartimento dell'agricoltura della Generalitat (cioè il governo regionale della Catalogna), in base ai dati dell'autorità di certificazione che opera nella comunità, il Consejo Catalan de la Produccion Agraria Ecologica (CCPAE). I dati indicano che l'aumento del 35% rappresenta un risultato record nel settore del biologico.

In concreto, la Catalogna è passata dai 2.241 ettari del 31 dicembre 2008 a 3.031 ettari in questo periodo del 2009. La viticoltura biologica guadagna terreno, anche se rappresenta solo il 5% della superficie biologica della Catalogna che è di 59.250 ettari.

Il Ccpae ha anche registrato un aumento degli operatori biologici iscritti, che sono passati dai 1.251 del 2008 ai 1.323 dell'agosto 2009.

[fonte Ecoalimenta.com/Agrapress.it]


Share/Bookmark