Corsi di degustazione dei vini biologici

Corsi di degustazione dei vini biologici
Marzo 2015 a Roma

domenica 17 dicembre 2006

"pachino no limits"

Questo blog si occupa di vino biologico: su questo non ci piove.
È però nella natura stessa di un blog (ammesso che si possa parlare di "natura" di un blog) la possibilità di divagare sul tema, spaziando tra argomenti più o meno attinenti e che abbiano colpito la fantasia del blogger.
Per questo segnalo un articolo di critica gastronomica di Arcimboldo che finalmente dice una scomoda ma necessaria verità sulla moda del "pachino" in cucina.
(scrivo pachino volutamente con la minuscola perchè, tra l'altro, pochi sanno che il vero Pomodoro Pachino ha il riconoscimento della Igp e quindi la denominazione è stata tutelata anche a livello legale).

Cuochi senza storia
…s’incaponiscono, imperterriti, ad usare il pachino in tutte le stagioni, soprattutto quando la terra ed il sole non ce li dona.
Sia che cucinino nei ristoranti o in televisione, tanto nei piatti segnalati dalle guide quanto nelle ricette pubblicate sulle riviste di settore, cuochi più o meno famosi si sono completamente scordati che il pomodoro (e non il pachino) veniva raccolto nella sua massima espressione a fine agosto ...

(continua a leggere su Arcimboldo.info)


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venerdì 15 dicembre 2006

Millesime Bio: la fiera professionale del vino biologico

Si svolgerà dal 15 al 17 gennaio 2007 a Narbonne, in Francia, la XIV edizione di Millesime Bio, la fiera internazionale organizzata da Aivb-LR (Associazione interprofessionale del vino biologico della Languedoc-Roussillon).
Millesime Bio è riservata ad operatori professionali e accoglierà circa 200 espositori, provenienti dalla Francia e poi, fondamentalmente, da Italia e Spagna.
Gli organizzatori puntano sulla qualità dell'evento. Per questo hanno limitato il numero di espositori e hanno organizzato tutti gli stand nello stesso modo: un tavolo coperto da una tovaglia bianca, con il vino come unico protagonista.
Tra gli appuntamenti previsti segnaliamo:
l'inaugurazione di lunedì 15 alle ore 17; la conferenza stampa di martedì 16 alle ore 11; la XVIII edizione del premio Signature Bio, sempre martedì 16, alle 12; infine, la sera di martedì 16, la cena dei Vignaioli bio.
Maggiori informazioni su www.millesime-bio.com


Le aziende italiane a Millesime Bio

Nuova Cappelletta di Vignale Monferrato (AL)
Cantine Volpi di Tortona (AL)
La Cantina Pizzolato di Villorba (TV)
Fasoli Gino di Colognola ai Colli (VR)
Tenute Loacker di Bolzano (BZ)
Corte d'Aibo di Monteveglio (BO)
Fattoria degli Orsi di Modena
Majnoni Guicciardini di Vico d'Elsa (FI)
Lavacchio di Pontassieve (FI)
Azienda agricola Casale di Colle Val d'Elsa (SI)
Jasci Donatello di Vasto (CH)
Cefalicchio di Canosa di Puglia (BA)
Casina di Cornia di Castellina in Chianti (SI)
Fratelli Rovero di Asti
Cascina degli Ulivi di Novi Ligure (AL)
Erbaluna di La Morra (CN)
Mario Torelli di Bubbio (AT)
Buondonno di Castellina in Chianti (SI)
Poggio Trevvale di Campagnatico (GR)


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mercoledì 13 dicembre 2006

Concorso per i vini bio dell'Emilia Romagna: vince Modena

Tra gli agricoltori modenesi c’è una spiccata predisposizione per le coltivazioni naturali, almeno a giudicare dai riconoscimenti che hanno ottenuto nelle ultime settimane. Il primo concorso per i migliori vini biologici dell’Emilia Romagna, quelli cioè ricavati da uve coltivate senza l’impiego di Ogm, pesticidi, concimi e altre sostanze chimiche di sintesi, è stato infatti vinto da due vini prodotti nel territorio di Modena.

Si tratta di un bianco, che con il punteggio più alto in assoluto si è affermato come il vero re della selezione, ed è il Pignoletto Reno doc, anno 2005, dell'azienda agricola Bonezzi, di San Damaso. Un vino frizzante secco, dal profumo e dal sapore fruttati e dal retrogusto tipicamente amarognolo del pignoletto, che con 1007 punti su 1200 ha sbaragliato gli altri 11 concorrenti, 5 bianchi e 6 rossi, tra i migliori vini bio della regione.

Il primo classificato tra i rossi, invece, è stato il Lambrusco Grasparossa di Castelvetro doc, tipo amabile, anche questo della vendemmia 2005. Questo vino frizzante di colore rosso rubino, dal profumo fruttato è prodotto dall’azienda agricola Folicello di Manzolino di Castelfranco Emilia.
I premi del concorso regionale ‘Francesco Aggazzotti 1874’ sono stati conferiti nei giorni scorsi a Carpi dove una giuria di rappresentanti delle due principali organizzazioni italiane di sommelier, Ais e Fisar hanno assaggiato e valutato le diverse selezioni di vini.
La competizione, al suo primo anno di svolgimento, è intitolata al noto agronomo ed enologo modenese che nel 1874 pubblicò un volume sulle oltre cento varietà di vitigni coltivati in quell’epoca nelle sue terre. L’iniziativa è stata promossa dall’Associazione italiana agricoltura biologica (Aiab) Emilia Romagna, e da quella regionale dei produttori bio, Prober.


[fonte Greenplanet/Resto del Carlino]


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sabato 9 dicembre 2006

Nel Bicchiere/Rosso Piceno Doc 2005 - Aurora

La rubrica "Nel Bicchiere" segnalerà dei vini biologici che abbiamo bevuto, senza la prestesa di fornire una vera e propria scheda di degustazione, come facciamo in altre occasioni.
Insomma, sono vini che ci sono piaciuti, tutto qui!


Rosso Piceno Doc 2005
Aurora Vini s.s.

Offida (Ascoli Piceno)

Aurora è una delle realtà che fanno onore al vino biologico e fanno ricredere anche i più scettici. In attesa di provare il famoso "Barricadero", che ha avuto tanti importanti riconoscimenti (ultimo, i Tre Bicchieri del Gambero Rosso per il Barricadero 2004), abbiamo bevuto il Rosso Piceno 2005, comprato nel negozio aziendale dei Monaci di Lanuvio (un posto bellissimo nella campagna romana da vedere).
La bella etichetta ci predispone a gustare questo vino generoso e molto gradevole: ci viene da dire che è un vino che fa della semplicità un pregio.

P.S. per chi è scettico e critico sui vini biologici e sulla stessa definizione di "vino biologico", segnaliamo che Aurora segue il disciplinare di vinificazione biologica dell'Amab che per i vini rossi ammette un massimo di 60 mg/Litro di solfiti.

I vini di Aurora si possono acquistare anche nel sito dell'azienda e nella Filiera Corta Picena.

Azienda Agricola Aurora
63035 Offida - AP
Via Ciafone, 98
Tel. +39 0736 810007
Fax +39 0736 810007
enrico@viniaurora.it
www.viniaurora.it


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venerdì 8 dicembre 2006

Grazie!

Ecco, avevo tanto aspettato di superare le diecimila visite e quando ho fatto caso al contatore, stavamo già a 10.004.
E' come addormentarsi la notte di Capodanno e svegliarsi a mezzanotte e un quarto!

Comunque: grazie a tutti e ... non perdiamoci di vista!

PS ora mi sa che comincia il difficile...


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lunedì 4 dicembre 2006

Buon compleanno!

Oggi il blog del Vino biologico compie un anno.

Abbiamo iniziato il 4 dicembre 2005 così e sono proprio convinto di aver iniziato nel modo migliore.
Se poi abbiamo anche continuato, nel modo migliore, giudicatelo voi.

Oltre 9.500 visite, un centinaio di articoli, tante scoperte interessanti, tanto lavoro da fare.

Grazie a tutti i lettori.


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sabato 2 dicembre 2006

Lo dicevo che i pesticidi fanno male!

Qualche giorno fa abbiamo riportato l'allarme per alcuni effetti "indesiderati" dei diserbanti sull'uomo (inteso proprio come sesso maschile).
Ora un altro inquietante rischio tira in ballo tutti i pesticidi, cioè gli antiparassitari usati in agricoltura, di cui i diserbanti sono una categoria.
I pesticidi possono provocare il Parkinson! C'è poco da scherzare, evidentemente. La cosa che colpisce è che l'allarme non viene dalla solita fonte ecologista o dal mondo dell'agricoltura biologica, ma dal Cnr, il Consiglio Nazionale delle Ricerche. Come dire: ormai la cosa è di dominio pubblico ed il mondo scientifico ne parla apertamente.
Ogni giorno in Italia vengono diagnosticati 30 nuovi casi di Parkinson e complessivamente nel nostro Paese sono 500mila i soggetti affetti da tale patologia. L’età è un fattore di rischio significativo. Ma c’è preoccupazione da parte degli esperti per l’insorgere della malattia in età giovanile: un terzo dei casi si manifesta al di sotto dei 40 anni.
“A favore del ruolo tossico dei pesticidi, possibili responsabili della degenerazione dei neuroni dopaminergici della substantia nigra” spiega Marzia Baldereschi dell’Istituto di neuroscienze (In) del Cnr di Firenze “si sono accumulate molte evidenze scientifiche, al punto che un tribunale francese ha riconosciuto il Parkinson, che ha colpito un agricoltore, come malattia professionale”.
Malattia professionale?
Per sostenere la sua tesi la Baldareschi cita autorevoli studi scientifici, tra cui i dati del Progetto Finalizzato Invecchiamento del Cnr, già pubblicati nel 2003. “Oggi”, conclude Baldereschi, “si è orientati a concludere che l’esposizione ai pesticidi aumenta il rischio di Parkinson e ne promuove l’insorgenza in individui predisposti su base genetica o di altro tipo."

La notizia riguarda l'esposizione professionale, quindi a dosi massicce e ripetute, però è innegabile che anche a noi consumatori queste sostanze non fanno bene, come non fanno bene agli esseri viventi (dai pesci agli uccelli) che entrano in contatto con i pesticidi immessi nell'ambiente. Una conferma indiretta, ricca di saggezza popolare, di questa conclusione scientifica è che, soprattutto agli inizi del biologico, molti agricoltori hanno fatto la scelta di tornare a metodi di coltivazione più naturali proprio per tutelare in primo luogo la propria salute e quella dei loro familiari.
Pensiamo anche a queste cose, quando leggiamo sull'etichetta che quel vino è prodotto con "uve da agricoltura biologica" . E, mentre beviamo, diciamo silenziosamente grazie al contadino (nel senso più nobile del termine) che lo ha prodotto.

Leggi l'articolo originale di Maria Teresa Dimitri su "Almanacco della scienza" del Cnr.


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mercoledì 29 novembre 2006

Il sito del Vino Biologico è di nuovo attivo

Nelle ultime settimane, come forse avrà visto chi di voi lo frequenta, il sito del Vino Biologico - "fratello del Blog" - ha offerto poche novità.
Eravamo in attesa del nuovo sistema di gestione, il Retrobottega 2.0, ideato e realizzato, come il precedente, da Grafopoli.net. Il Retrobottega 2.0 ora c’è e il sito riparte a pieno regime.

Abbiamo in serbo parecchie novità, soprattutto nei contenuti.

Riprenderemo l’introduzione di nuove schede delle cantine biologiche. Non appena possibile, pubblicheremo le schede già pervenute e aggiungeremo anche nuove aziende. Ci scusiamo per le aziende che stanno aspettando ormai da tempo.
Presto offriremo anche la possibilità di inserire la scheda delle aziende direttamente su Internet, compilando un modulo che sarà pubblicato nel sito.


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Vini biodinamici sloveni su Tirebouchon

Oggi vi segnalo un interessante articolo del blog Tirebouchon, anzi per la precisione, Tirebouchon a Cavoretto, che credo sia un quartiere di Torino, visto che l'autore del blog, Vittorio, è torinese.

L'articolo descrive una serata dedicata ai vini biodinamici di un'azienda slovena, Klinec, che si è svolta nell'osteria-vineria Ai Binari, ricavata da una vecchia stazioncina ferroviaria ormai dismessa a Mombarone, sulla strada che collega Asti a Chivasso (Torino).

Si parla ovviamente anche di biologico e biodinamico.

"Dal mare giunge il vento di bora che asciuga l'uva e la rende pulita e sana in modo naturale; la natura è la scelta dei vignaioli che qui incontriamo quasi tutti biodinamici (è il caso di Klinec) o biologici.
(...) In Slovenia non ci sono isterismi nel proporre vini naturali ma una scelta precisa di lavoro che coinvolge non solo la vigna ma anche la cantina: niente filtrazione, nessuna chiarifica, bassissimo uso della solforosa...
Io sono fermamente convinto che questi vini possono avere un grande successo per l'ottimo rapporto qualità e prezzo non solo in Italia ma anche sul mercato americano (immagino il successo che avrebbe una qualsiasi bottiglia di Klinec a New York... fa anche dei rossi, a taglio bordolese, strepitosi...)."


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lunedì 27 novembre 2006

Biodinamica, cristallizzazione sensibile, vino, codice a barre

Dinamolisi di vino Cabernet: (da sinistra)
vino biodinamico, convenzionale, dozzinale
(tratto da www.cristallizzazionesensibile.it)

La biodinamica è sicuramente una materia complessa e, per tanti versi, affascinante. Le applicazioni e le implicazioni con il mondo del vino ovviamente ci interessano molto.

Abbiamo trovato in Rete un contributo interessante sulla cristallizzazione sensibile (una tecnica di analisi legata alla biodinamica) applicata alle bottiglie di vino e, in particolare, al codice a barre.

Prima cerchiamo di capire cos'è la cristallizzazione sensibile.
[rielaborato dai siti www.cristallizzazionesensibile.it e www.agricolturabiodinamica.it]

La cristallizzazione sensibile, insieme alla Dinamolisi Capillare e alla Cromatografia, sono metodi di analisi che rendono visibile l'espressione delle forze vitali.
Tutti gli organismi viventi, infatti, sono caratterizzati da una precisa organizzazione e da una ben precisa morfologia che continuamente e indipendentemente dall’ambiente si forma, nella quale nessun elemento è casuale. Tutte le parti sono correlate e interdipendenti, organizzate in una irrinunciabile gerarchia. Questo sistema di forze ( etere di vita, etere chimico, etere di luce, etere di calore) e di relazioni è il “progetto”, il “corpo eterico” o, nei termini della più recente ricerca in biologia, il “campo morfogenetico” (=generatore di forma), tipico ed esclusivo di ogni essere vivente. La grande scoperta di Rudolf Steiner (e di E. Pfeiffer, che la realizzò nella pratica di laboratorio) è che questo campo di forze che generano la vita sono le stesse forze che si esprimono nella forma vitale e che è resa visibile attraverso la Cristallizzazione Sensibile e gli altri metodi di analisi.

La cristallizzazione sensibile avviene per mezzo di una soluzione predeterminata di cloruro di rame (CuCl2) e acqua, mescolata ad un estratto della sostanza da analizzare. Una porzione standard della miscela così ottenuta viene messa su una piastra di vetro in una camera di cristallizzazione priva di vibrazioni e con ambiente controllato (temperatura e umidità relativa costanti). Dopo diverse ore, si ottiene come risultato un'immagine cristallizzata specifica del campione. Il cloruro di rame cristallizza, quando è puro in un modo tipico del cloruro di rame; quando è unito, per esempio, ad una soluzione contenente latte, in un modo tipico del latte. Grazie all'esperienza di molte cristallizzazioni fatte con il latte, il ricercatore riconosce la forma tipica della cristallizzazione del latte; le differenze che si riscontrano nelle forme che si discostano dalla forma-tipo del latte costituiscono un elemento di giudizio per la qualità di ciascun campione.

Ora vediamo quale è stata l'applicazione della cristallizzazione sensibile al vino ed, in particolare, al codice a barre. [rielaborato dal sito AgriBio]

Nel 2005 Nicolas Joly, leader del movimento del vino biodinamico, durante un seminario tenuto in Italia, nella sede di AgriBio, ha parlato della possibile influenza negativa del codice a barre che oggi viene usato praticamente su tutti i prodotti commercializzati, compresi quelli alimentari.
Secondo Joly, una ricercatrice danese aveva fatto una cristallizzazione sensibile del vino contenuto in una bottiglia con etichetta e relativo codice a barre e poi del vino di una bottiglia dello stesso lotto, ma senza etichetta e quindi senza codice a barra. Stranamente i risultati delle due cristallizzazioni furono diversi: si avevano più forze vitali nella bottiglia senza codice a barre, pur avendo lo stesso vino. Nella presentazione dell'articolo si spiega che, per disattivare le influenze negative del codice a barre, basta rompere lo stesso codice con un coltello o qualche altro oggetto appena acquistato la bottiglia di vino.

È possibile leggere l’articolo della ricercatrice danese, Daniel Holtwiesche, nella traduzione italiana di M. Elena Brunetti, grazie al sito Agri.Bio.

Si ringraziano per le informazioni utilizzate in questo articolo i siti dell'Associazione per la Cristallizzazione Sensibile, www.agricolturabiodinamica.it e AgriBio.


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