Il primo blog di informazione interamente dedicato al vino biologico e biodinamico. Tutto quanto ha a che fare con i vini biologici, dal vigneto al bicchiere. Notizie, novità tecniche, aziende, cantine, eventi, pubblicazioni, degustazioni di vini biologici Docg, Doc, Igt e da tavola.
E' arrivato anche a Milano, dopo essere sbarcato a Torino, Exkì, la catena di ristoranti veloci specializzati nel naturale. In questo articolo di Paolo Marchi per "Il Giornale" si parla del nuovo punto vendita di Milano. Marchi rileva un difetto che ovviamente ci ha interessato molto: i vini bio. Piuttosto che "le due improbabili bottiglie" disponibili sullo scaffale, dice Marchi, meglio lasciare perdere o fare un buon lavoro e proporre un'offerta di vini biologici degna di questo nome. Sottoscriviamo in pieno la posizione di Paolo Marchi. Nell'attesa, qualche lettore di Milano o di Torino che è andato da Exkì ci dica la sua opinione sui vini che ha trovato.
Mai fermarsi alle apparenze, anche un ristorante fast food può riservare piacevoli sorprese. Da marzo in piazza Santa Maria Beltrade, all’inizio di via Torino sulla destra arrivando da piazza Duomo, ha aperto Exkì, www.exki.it, catena di ristorazione veloce ma di qualità che, partendo dal Nord Europa, è arrivata in Italia prima a Torino (in ben 4 punti) e ora a Milano.
Exkì ha per simbolo una simpatica carota e un motto che mette di buon umore perché invita a entrare: Naturale, fresco e pronto. Unico neo a livello di vino, almeno qui a Milano. Se si ha una vocazione tra il bio e il naturale, piuttosto che le due improbabili bottiglie nello scaffale meglio niente oppure ci si impegna e si presentano vini biologici.
Aperto dalle 7.30 per le prime colazioni fino alle 20 per un boccone prima del cinema, Exkì ha tutto in bella vista entrando sulla destra. Ci si serve come a una tavola calda ma il legno e lo studio dell’arredamento a basso impatto danno uno sprint a tutto. Ci sono golose torte salate e ancora più invitanti torte dolci, panini e piatti pronti (buono il riso con pollo al curry, bene il couscous, ricche le pastasciutte) in confezioni anche da asporto, yogurt e succhi, insalate e macedonia. Da libidine il marocchino in tazza gigante foderata di cioccolato...
E' meraviglioso quando un designer crea un oggetto che ha un'altra vita oltre la sua utilizzazione principale. E' il caso di questo contenitore di legno per bottiglie, disegnato da MichaelSholk. Dopo aver fatto il suo mestiere di proteggere e permettere il trasporto di una bottiglia di vino, questa cassetta diventa molto semplicemente un nido per uccelli. Non solo ricicliamo l'oggetto (senza aggiungerlo alla marea di rifiuti che, molto stoltamente, il nostro paese incenerisce o, per dirla in modo eufemistico e sbagliato, "termovalorizza") ma lo usiamo in un modo amico dell'ambiente. Directo al Paladar ci precisa che per ora si tratta solo di un prototipo, non ancora in vendita.
Aggiungo però che non è poi così complicato adattare una cassetta di legno per vini o liquori alla funzione secondaria di nido per uccelli.
Basta andare su qualcuno dei siti che si occupa di uccelli per avere un'idea di come adattare una cassetta di legno per i vini alla sua nuova funzione di nido artificiale. Con un po' di pazienza si trovano anche le informazioni più adatte per attirare nel nido il tipo di uccelli che vogliamo, come ad esempio cince e cinciallegre, che sono dei formidabili insettivori, quindi uccelli molto utili in agricoltura biologica.
Abbiamo ricevuto questo appello ideato da Sandro Sangiorgi di Porthos e, dopo averlo sottoscritto, abbiamo deciso di pubblicarlo nel blog.
In fondo a questo post trovate tutti i riferimenti per sottoscrivere l'appello.
Mi sembra che il collegamento di questo appello con le tematiche che abbiamo sempre trattato nel Blog e nel sito del Vino Biologico sia evidente. Idealmente la stragrande maggioranza dei viticoltori biologici sono d'accordo con queste posizioni.
Mi sembra anche importante sottolineare che la difesa dell'identità del Vino Italiano sia un fattore di carattere economico, prima ancora che ideale e di principio. Per dare un futuro ai viticoltori italiani, la difesa dell'identità è un elemento essenziale.
Le vicende riguardanti i casi di presunta violazione del disciplinare del Brunello di Montalcino hanno fornito lo spunto per l'ennesimo attacco nei confronti della tipicità e della storia dei vini italiani.
A sferrare l'offensiva sono stati i teorici dell'omologazione, del liberismo selvaggio applicato al settore vitivinicolo, di quella malintesa modernità che vorrebbe qualsiasi prodotto enologico conforme ai canoni della richiesta di mercato. Ma chi sono queste persone? Su Porthos 28, nel pezzo "Il mostruoso equivoco", si parla di un vero e proprio establishment, formato da consulenti, cantine industriali ma anche produttori medi e piccoli, critici e opinion leader. A unirli è la convinzione che il vino sia frutto di un protocollo applicabile ovunque, non a caso molti di loro sono i migliori clienti delle industrie chimiche e biotecnologiche.
Approfittando di un momento di enorme confusione mediatica, questi signori ci spiegano che il problema non è chi froda - agendo al di fuori delle leggi e ingannando il consumatore - bensì l'intero sistema di regole condivise. Parlano di obsolescenza dei disciplinari di produzione, sostengono l'inevitabilità del ricorso ai vitigni "migliorativi" al fine di rendere i vini italiani più competitivi, pretendono di utilizzare le denominazioni più prestigiose senza dover rispettare la storia, le tradizioni e il lavoro che hanno contribuito a generarne il mito.
Si esprimono quasi sempre senza contraddittorio e trovano ampia cassa di risonanza in diversi organi di stampa a diffusione nazionale; le loro dichiarazioni assumono così la valenza di prescrizioni inderogabili per la salute dell'intero comparto enologico.
Per chi, come noi, considera il vino un bene culturale e un nutrimento dello spirito, tutto questo è inaccettabile.
I disciplinari di produzione sono stati creati allo scopo di salvaguardare e garantire l'identità e l'integrità dei vini italiani. Negli ultimi quarant'anni, con la complicità e la disattenzione delle autorità di controllo, alcuni dei territori più significativi sono stati trattati come dei contenitori da riempire, occupare o allargare a dismisura. In numerosi luoghi la vite si è trasformata da coltura specializzata a coltivazione dominante, togliendo varietà e respiro al paesaggio. Sì è assistito a un'invasione di vitigni alloctoni con l'obiettivo di "migliorare" le specialità italiane e realizzare prodotti più facili da consumare, senza badare allo svuotamento di contenuti a cui molti vini sarebbero andati incontro. L'establishment continua a modificare i disciplinari senza alcuna progettualità, ma fotografando di volta in volta il cambiamento proposto dal marketing. Tutto ciò in nome di un riscontro economico immediato e seguendo i capricci del mercato. Un grave errore dal punto di vista etico ma anche sotto il profilo economico: la standardizzazione dei nostri vini ha come diretta conseguenza, nel medio-lungo periodo, un calo delle vendite e dell'attrattiva turistica esercitata dalle zone di produzione.
Per restituire credibilità ai disciplinari e recuperare lo spirito che li ha generati, si dovrebbe condurre una campagna restrittiva, aggiornando e migliorando le regole e i controlli per adeguarli ai nuovi sistemi che l'establishment usa per aggirarli. In questo momento le aziende vinicole possono utilizzare prodotti sistemici che, progressivamente, tolgono vita alla terra e ai vigneti; nella realizzazione del vino non lesinano lieviti, batteri ed enzimi selezionati dalla biotecnologia; inoltre, sono autorizzate sostanze, giustificate da una supposta origine enologica, che dovrebbero aggiustare il liquido. Tutte queste azioni rendono vano il concetto di territorialità.
Le ultime leggi hanno autorizzato i consorzi di tutela, formati dalle stesse aziende, delle verifiche sulla corrispondenza tra i vini e i rispettivi disciplinari ma la situazione non è migliorata, visto che in Italia la produzione non ha ancora assunto la maturità per procedere a un serio autocontrollo.
Il vino è lavoro, socialità, commercio. La globalizzazione rappresenta un'opportunità quando permette di conoscere e confrontare prodotti che sono espressioni di territori e culture differenti; è invece un pericolo quando impone l'appiattimento della varietà, lo svilimento della territorialità, la sostituzione del lavoro e della capacità contadina con la manipolazione industriale e con l'alchimismo.
Per questo noi, che produciamo, raccontiamo, commerciamo, studiamo, amiamo il vino italiano, ribadiamo la nostra contrarietà a qualsiasi ipotesi di snaturamento delle denominazioni, sia attraverso l'impiego di vitigni alloctoni sia attraverso pratiche che abbiano la finalità di fare del nostro vino qualcosa di differente da sé. La forza del vino italiano risiede nella complessità e nella varietà che rappresentano risorse da valorizzare, anziché sacrificarle in nome delle presunte esigenze del gusto globalizzato.
Ci proponiamo dunque di dedicare d'ora innanzi un impegno ancora maggiore - che già si sta concretizzando grazie all'amore con cui molti dei firmatari di questo appello organizzano manifestazioni, convegni, stage, corsi e degustazioni - nel preparare campagne di sensibilizzazione e di informazione in difesa dell'identità del nostro vino, certi che sia l'unica strada percorribile per tutelarlo e continuare a farlo amare nel mondo.
Visto che spesso trovo in Rete notizie di blog e siti che parlano in vario modo delle tematiche che ci interessano nel Blog del Vino Biologico, ho deciso di dare vita, quando ce ne sarà bisogno, a questo remix, cioè a un articolo che presenta notizie di varia attualità.
L'energia dei Settesoli Nel blog abbiamo parlato spesso in passato di energie rinnovabili e cantine. L'Acquabuona, periodico di cultura alimentare, ci informa che la cantina siciliana Settesoli inaugura il 30 maggio il più grande impianto fotovoltaico del settore vitivinicolo. Un totale di 1.500 pannelli per una produzione complessiva annua di 370.000 Kwh. I pannelli fotovoltaici, che occupano una superficie di circa 5.000 mq, sono stati interamente installati sui tetti degli stabilimenti produttivi e sono quindi quasi completamente invisibili, senza pregiudizi particolari per il paesaggio.
Tour nelle Langhe DiVino Scrivere ci offre un resoconto davvero interessante di una visita nelle Langhe nell'azienda di Teobaldo e Augusto Cappellano, alfieri di Vini Veri che organizza da cinque anni Vini secondo natura, una delle manifestazioni alternative al Vinitaly. Una filosofia antica, quella dei Cappellano, e, al tempo stesso, modernissima per un modo particolare di fare vino.
Vini biologici a SaporBio Non potevano che essere biologici i vini di SaporBio, la rassegna del gusto, dell’ecologia e del vivere sano che si svolgerà in Versilia dall’11 al 15 giugno. La manifestazione, giunta quest’anno alla seconda edizione, è stata ideata e ha come testimonial principale Marco Columbro, personaggio televisivo e storico sostenitore della causa biologica. I vini biologici, anzi biodinamici, sono i rossi dell'azienda vitivinicola Duemani di Riparbella (Pisa). La filosofia dell'azienda ci viene spiegata in un articolo di Newsfood. "Il concetto che applichiamo per la coltivazione del nostro vigneto - spiegano Luca D’Attoma ed Elena Celli, proprietari dell’azienda - è quello di creare e coltivare piante sempre più resistenti alle malattie, con un apparato radicale molto sviluppato in profondità, in modo da esplorare il suolo per ricercare e selezionare i migliori elementi nutritivi, con il risultato della maggior caratterizzazione del nostro vino".
Bere bene, mangiare sano. Questo il sottotitolo della rubrica settimanale del Tg2 Eat Parade, curata dal vicedirettore del Tg2 Marcello Masi e condotta da Bruno Gambacorta. Il programma è un viaggio in un mondo, come quello gastronomico del nostro Paese, ricco di prodotti e vini tipici, andando alla scoperta di zone particolari in cui si coltivano o producono specialità.
La prossima puntata di TG2 Eat Parade, la numero 491, andrà in onda domenica 1 giugno nel nuovo orario estivo, alle 13,45. Le repliche, come sempre, lunedì 2 e sabato 7 giugno alle 6 - 6,15 circa di mattina, ed anche mercoledì 4 alle 10,15 circa.
Nello speciale Wine Parade trasmetterà un servizio dedicato alla giornata nazionale di "Cantine aperte", celebrata domenica 25 in tutta Italia. I vini e le specialità in questa puntata sono anche quelli dell'Antica Masseria Venditti.
Antica Masseria Venditti Via Sannitica 120/122 82037 Castelvenere BN T +39 0824 940306 F +39 0824 940301 www.venditti.it masseria@venditti.it
Torna l'appuntamento con Biodivino 2008, il concorso dei vini biologici giunto alla quinta edizione e organizzato da Ignazio Garau di Aiab Piemonte.
Fino al primo giugno a Cividale del Friuli si svolgono le valutazioni dei 283 vini biologici in concorso, in contemporanea con le commissioni di degustazione dei vini della Selezione del Sindaco.
Domenica 15 giugno 2008 ci sarà il tradizionale appuntamento di Trisobbio (AL), storica sede della premiazione del concorso.
Infine il 26 giugno 2008 a Roma, in Campidoglio, doppia premiazione per i vincitori della Selezione del Sindaco e del Biodivino, che premierà i sindaci dei comuni in cui sono stati prodotti i vini biologici che saranno premiati.
[Comunicato Biodivino]
Il recente appuntamento internazionale del BioFach a Norimberga (febbraio 2008) e successivamente l’appuntamento del Vinitaly a Verona, hanno evidenziato ancora una volta che i vini bio sono al centro dell’attenzione ed il numero delle aziende che sceglie il metodo biologico è in costante crescita.
L’Italia è leader europeo nelle produzioni bio; su dieci aziende bio, quattro sono italiane ed anche nella viticoltura il nostro paese è in cima alla classifica, anche se la competizione, a livello europeo ed internazionale, si fa sempre più incalzante. Quasi la metà del vino europeo realizzato da uve a coltivazione biologica è prodotto in Italia, che può contare una superficie complessiva a viticoltura biologica pari a 34mila ettari.
Il metodo biologico è una grande opportunità per l’agricoltura italiana, ed europea, che può sopravvivere solo se sceglie con decisione la qualità; una qualità che sia declinata nei parametri organolettici, ambientali e sociali. Un alimento, infatti, è buono quando piace, quando rispetta e non pregiudica l’ambiente in cui viene prodotto, quando assume la necessità di corretti rapporti sociali, quando propone una solidarietà tra chi produce e chi utilizza i prodotti della terra.
Molte sono le novità che accompagnano l’edizione di quest’anno. La prima è che le commissioni che valuteranno i campioni in gara saranno le stesse della Selezione del Sindaco (il concorso organizzato da Città del Vino), con oltre 50 giudici provenienti da tutta Europa. La seconda è che i vini che supereranno il punteggio di 80/100 saranno inseriti nella guida Vini da Vedere, che conterrà un apposito capitolo dedicato ai vini della rassegna BiodiVino. La terza è che le aziende e i vini della rassegna saranno on line sulle pagine della Bioenoteca, consultabile dai siti www.cittadelbio.it e www.aiab.it.
BiodiVino 2008 si riconferma, dunque, come la vetrina della migliore vitivinicoltura biologica italiana, di sicuro interesse per i buyer e per i retailer, ma anche per i consumatori appassionati.
BiodiVino e Selezione del Sindaco si sono felicemente incontrati nel 2007, con la cerimonia di premiazione a Roma in Campidoglio il 16 luglio. Un incontro che ha evidenziato il comune sentire sul tema del legame delle produzioni con i propri territori di origine, della difesa della biodiversità e della conservazione del paesaggio agrario, della qualità opportunamente declinata e dei comuni interessi di produttori e consumatori.
I prossimi appuntamenti. Domenica 15 giugno appuntamento a Trisobbio (AL) con un convegno, la premiazione dei vini in concorso e degustazioni guidate con la presenza dei produttori.
Il 26 giugno, assieme alla Selezione del Sindaco, appuntamento a Roma, in Campidoglio, con la manifestazione di premiazione. Anche BiodiVino nella stessa occasione premierà i Sindaci nei cui comuni sono stati prodotti i vini che hanno ricevuto una menzione nella rassegna.
Ora, tramite il blog Anice Verde, vi segnalo un'iniziativa di recupero del sughero che coinvolge varie associazioni di volontariato.
La cooperativa Artimestieri della provincia di Cuneo ha organizzato un circuito di recupero dei tappi di sughero, attraverso una rete di associazioni e negozi, come alcune Botteghe del Mondo e poi ristoranti, bar, scuole ecc. La cooperativa si occupa di bioarredamento e bioedilizia e ha intenzione di usare i tappi di sughero riciclati per produrre pannelli in granulare, cioè un materiale isolante ecologico da impiegare nell'edilizia.
Ciascuna delle associazioni coinvolte organizza una sua rete di raccolta, riceve da Artimestieri materiale divulgativo e, una volta raggiunta una certa quantità, consegna i tappi ricevendo un contributo di 18 centesimi al chilo.
ZenZero è un ristorante del litorale vicino Roma che usa soltanto prodotti biologici per una cucina che spazia dal vegetariano all'uso del pesce fresco.
C'è anche la possibilità di mangiare la pizza fatta solo con ingredienti bio.
Anche i vini sono biologici: tra i produttori presenti, ci sono la Perlage di Soligo (TV), l'Antica Masseria Venditti di Castelvenere (BN) e l'azienda Di Filippo dell'Umbria.
ZenZero Viale della Pineta di Ostia, 30 00122 Ostia (Roma) Tel. 06-5621293 www.ristozenzero.it info@ristozenzero.it
Riceviamo e segnaliamo molto volentieri l'iniziativa di Lario Critical Wine.
Lario Critical Wine/Terra e Libertà Incontro con i produttori; dibattiti; degustazione di vini e prodotti locali
Domenica 1 giugno 2008 dalle 10 alle 20 presso la Cooperativa Moltrasina - Moltrasio (CO)
PROGRAMMA
Ore 10 Sarà possibile iniziare la conoscenza e la degustazione dei vini e dei produttori. Saranno presenti diversi produttori di vino del Nord e Centro Italia. Saranno anche presenti produttori di formaggio, salumi, miele e prodotti locali. Nel sito della manifestazione è presente l'elenco di tutti i produttori. In particolare, sono cantine biologiche la Cascina Zerbetta di Quargnento (AL), la cooperativa Valli Unite di Costa Vescovato (AL) e il Podere Biovino di Montespertoli (FI).
Ore 16,30 Inconto - dibattito. Interverranno:
Pino Tripodi , coautore del libro Terra e Libertà / Critical Wine
Riccardo Lagorio, Presidente Associazione Nazionale Comuni a Denominazione Comunale
racconti di altri Critical Wine
Ore 18,30 Aperitivo Musicale dal vivo: suoneranno i Potage
Voglia di Terra è un bel blog, con tanto di fotoblog, scritto da un contadino che parla e riflette su tanti temi diversi, non solo agricoli.
All'interno di Voglia di terra vi segnalo uno spazio molto interessante sulla viticoltura biologica, con un calendario completo di foto davvero molto belle in cui il contadino spiega come si occupa, mese per mese, del suo vigneto in Toscana.
Saranno i vini biodinamici i protagonisti della VI edizione di "Figli di un Bacco Minore?", la rassegna nazionale dei vitigni autoctoni italiani organizzata da Slow Food Emilia Romagna che si svolge dal 31 maggio al 2 giugno a Bagnacavallo (RA).
Tra gli eventi della manifestazione, infatti, oltre alla presenza di molti produttori biodinamici, c'è da segnalare la presentazione del libro "La vigna, il territorio e la biodinamica" sulla vita di NicolasJoly, enologo francese fautore e guru della viticoltura biodinamica (lunedì 2 giugno).
In questa occasione, oltre a degustare due vini di Joly, si potrà assaggiare l'Ageno della Stoppa, che Elena Pantaleoni ha creato nella sua tenuta piacentina, ispirandosi idealmente al lavoro dell'enologo francese.
Figli di un Bacco minoreVI rassegna nazionale dei vitigni autoctoni e di tradizione italiani Bagnacavallo (Ravenna) Convento di San Francesco 31 maggio, 1 - 2 giugno 2008 www.figlidiunbaccominore.it
La manifestazione osserverà i seguenti orari:
sabato 31 maggio dalle 18 alle 24
domenica 1 giugno dalle 18 alle 24
lunedì 2 giugno dalle 11 alle 22
Il biglietto d’ingresso per il pubblico sarà di 15 euro (12 euro per i soci Slow Food) e comprende la possibilità di degustare tutti i vini selezionati.
La vasta eco mediatica, il successo di pubblico e il gradimento testimoniato dai produttori nelle precedenti edizioni ripropongono con le migliori aspettative la nuova rassegna di “Figli di un Bacco Minore?”.
Nello splendido chiostro del convento di San Francesco della suggestiva città romagnola di Bagnacavallo sono attese 492 cantine in rappresentanza di tutte le regioni italiane, dalla Sicilia all’Alto Adige e di 325 vitigni autoctoni o di antica coltivazione. Il pubblico potrà degustare 900 vini presentati e selezionati da personale Slow Food.
La formula di Figli di un Bacco Minore? da sempre non è una “fiera”, ma una grande vetrina culturale del Bere Italiano dove è valorizzata la biodiversità dei piccoli e piccolissimi vitigni, le piccole produzioni ma anche i vini che già oggi rappresentano una valida, in molti casi ottima, alternativa al gusto internazionale. Saranno proposti incontri e convegni, oltre a degustazioni, verticali ed orizzontali.
Ai tradizionali tavoli di degustazione suddivisi per regione, si affiancheranno anche diversi tavoli tematici dedicati a vitigni selezionati, e in questa edizione verrà dato particolare risalto ai vini biodinamici. Ad accompagnare le degustazioni sarà previsto un rilevante spazio espositivo dedicato a qualificate proposte gastronomiche, espressioni dell’eccellenza gustativa e del patrimonio dei Presidi Slow Food.
Inoltre, anche quest’anno è attivo il sito internet www.figlidiunbaccominore.it che verrà costantemente aggiornato e su cui sarà possibile trovare ogni informazione sulle cantine, sui vini e sui vitigni presenti alla rassegna oltre alle notizie relative alle iniziative collaterali della manifestazione.
Un'occasione ghiotta per conoscere meglio il biologico, per richiamare l'attenzione dell'opinione pubblica e dei consumatori italiani, spesso attenti a parole ma molto meno con i fatti. il biologico non è più una curiosità folcloristica ma non è ancora diventata un'abitudine. Eppure l'Italia è una terra baciata dalla fortuna per questo tipo di coltivazioni (a patto di riuscire a tenere a bada vecchi e nuovi inquinatori, diossine, inceneritori, centrali nucleari ecc.).
L'occasione è il congresso mondiale dell'agricoltura biologica dell'Ifoam, a Modena dal 16 al 20 giugno. E' prevista anche la conferenza mondiale sulla viticoltura biologica. Per il programma completo www.modenabio2008.org
Per cinque giorni Modena si trasforma in capitale del biologico [fonte Resto del Carlino]
Durante il 16esimo Congresso mondiale Ifoam (dal 16 al 20 giugno) si terranno non solo incontri scientifici, ma anche un ricco calendario di iniziative gratuite, per promuovere uno stile di vita sano e sostenibile
Dal 16 al 20 giugno 2008 Modena diventerà la capitale mondiale del biologico in occasione del XVI Congresso mondiale Ifoamdell'agricoltura biologica. Sotto lo slogan 'Coltivare il futuro' si terranno conferenze tecniche e iniziative di divulgazione su salute, ecologia, equità e responsabilità. Ifoam è la federazione mondiale delle associazioni dell'agricoltura biologica.
Cinque giornate con esperti, produttori e personalità come Vandana Shiva, vincitrice del Nobel alternativo per la pace, il presidente boliviano Evo Morales, l'antropologo ed economista Serge Latouche, Carlo Petrini, fondatore di Slow Food. Non solo incontri scientifici, ma anche un ricco calendario di iniziative gratuite aperte al pubblico per promuovere uno stile di vita sano e sostenibile. La cerimonia di apertura si terrà in Piazza Grande (il 17) accompagnata da uno spettacolo di Aterballetto, durante il quale i danzatori indosseranno biocostumi creati per l'occasione.
Per tre giorni (20-22 giugno), vie e piazze del centro storico ospiteranno un centinaio di espositori provenienti da tutto il mondo: in mostra frutta e verdura di Argentina e Tunisia, spezie del Madagascar, formaggi, vino e conserve di Trentino, Toscana e Puglia. Saranno organizzati appuntamenti gastronomici aperti a tutti, e le iniziative collaterali culmineranno nella 'Festa della musica' (il 21).
Il 16 e 17 il Congresso sarà preceduto da tre conferenze tematiche: quella sulla viticoltura e sul vino biologico sarà ospitata tra la Rocca di Vignola e le colline di Castelvetro. Vignola, capitale mondiale nella produzione di ciliege, sarà anche sede della conferenza sulla frutta biologica. Carpi, sede di uno dei più importanti distretti dell'abbigliamento, accoglierà la conferenza sul tessile e le fibre biologiche.
La cantina biologica Perlage di Soligo (Treviso) è da sempre molto attenta alla cultura, con iniziative che spaziano dalla musica al teatro alle letture dantesche.
Ora ci propongono la presentazione in anteprima delle musiche del nuovo lavoro dei Sineterra: un'occasione da non mancare per chi ne ha la possibilità.
Sineterra in concerto a Farra di Soligo (treviso) per l’anteprima del nuovo CD
“La parola Sineterra (senza terra) suggerisce un approccio alla musica inteso come percorso che travalica muri, confini, contemplando il viaggio, la conoscenza, l’apertura, la curiosità”.
I Sineterra presentano in anteprima assoluta nazionale il loro nuovo Cd presso l'Azienda Agricola Biologica Pederiva, sede di Intrecci, in Via San Lorenzo a Farra di Soligo, con un intenso concerto live martedì 27 maggio alle ore 21. Il concerto è sponsorizzato dalla cantina biologica Perlage di Soligo.
I Sineterra hanno realizzato un mix di composizioni originali che sviluppano una musica che è dialogo tra sonorità etniche mediterranee e jazz, esprimendo umorismo, vivacità e sogno. L’incontro di sette strumentisti, provenienti da percorsi culturali differenti, ha dato forma ad un progetto che intende esplorare la musica etnica attraverso suoni di generi diversi, svolgendo una ricerca che valorizzi i tratti comuni e le differenze fra culture.
Il concerto dei Sineterra è gratuito e si svolgerà presso presso l'Azienda Agricola Biologica Pederiva, sede di Intrecci, in Via San Lorenzo a Farra di Soligo, martedì 27 maggio 2008 alle ore 21.00. Una serata all'insegna della musica, delle bollicine e del divertimento tra i vigneti delle incantevoli colline del Prosecco.
Fonte: Erika Gallon erika.gallon@perlagewines.com www.perlagewines.com tel. 0438/900203 fax. 0438/900195 Perlage Cal del Muner 16 31020 Soligo (TV)
Non bastava l'Alitalia e i rifiuti della Campania, oggi, e ieri la Parmalat, la Cirio, su fino al vino al metanolo. Scandali economici e finanziari che funestano il nostro paese e lo "sputtanano" continuamente agli occhi di tutto il mondo. Una serie di scandali da far impallidire, così pesanti che non bastano le vittorie di moto, auto e calciatori italiani per farci recuperare credibilità e buon nome. Ora ritorna il vino in primo piano, con uno scandalo che si annuncia pesantissimo, nonostante i toni trionfalistici di qualche nostro politico ("evviva, i nostri controlli funzionano"?!). I produttori di vini biologici stanno a guardare e continuano a fare in modo diverso, molto diverso.
Ancora uno scandalo che rischia di minare la fiducia dei consumatori. Lo ha denunciato un' inchiesta pubblicata dal settimanale Espresso, oggi in edicola. Si tratta di vino 'tagliato' con sostanze chimiche, che sarebbe stato messo in commercio da una ventina di aziende, sparse tra il nord Italia, la Puglia e la Sicilia.
L'Operazione Vendemmia sicura si sta rivelando "un successo", testimonianza del fatto che il "controllo, l'azione costante di tutela dei consumatori e dei produttori onesti producono risultati anche eclatanti". Cosi' il ministro per le Politiche agricole Paolo De Castro, che dal Vinitaly commenta i risultati dell'inchiesta avviata dalle Procure di Verona e Taranto nei confronti di alcuni produttori vitivinicoli italiani. Una inchiesta che nasce "da capillari indagini del Corpo Forestale dello Stato e dell'Ispettorato Controllo Qualita', entrambe realta' riconducibili al Mipaaf".
Il risultato, anticipato dall'Espresso, parla di 70 milioni di ettolitri di vino 'addizionato' con concimi, sostanze cancerogene, acqua, zucchero, acido muriatico e contenente solo un quinto di mosto messi in vendita nei negozi e nei supermercati come vino a basso costo.
L'inchiesta e' ancora in corso, ma al momento i magistrati delle due procure avrebbero scoperto un sistema industriale di contraffazione che nasce dalla criminalita' organizzata e alimenta le grandi cantine. Le aziende coinvolte nello scandalo sarebbero gia' 20. Otto si trovano al Nord: in provincia di Brescia, Cuneo, Alessandria, Bologna, Modena, Verona, Perugia. Il resto invece e' sparso tra Puglia e Sicilia.
Il ministro, pur sottolineando i risultati positivi ottenuti dall'indagine nella lotta alle sofisticazioni alimentari ha pero' voluto evidenziare come ora sia necessario evitare ogni allarmismo e avere la consapevolezza che "pochi malfattori, tra l'altro gia' noti alle forze dell'ordine per analoghe vicende pregresse, non fanno certo l'immagine di un intero settore. Il mondo del vino italiano e' un mondo sano, dinamico - ribadisce il ministro dal Vinitaly di Verona - Un mondo che lavora e sta ottenendo risultati e riconoscimenti straordinari. Un insieme di traguardi eccellenti che proprio a Vinitaly abbiamo voluto testimoniare con assoluta soddisfazione".
Abbazia Santa Anastasia è un'azienda vitivinicola situata nel Parco delle Madonie, in provincia di Palermo, che dal 2003 fa viticoltura biologica.
Dal 2005 è passata alla coltivazione biodinamica su tutti i vigneti aziendali.
Ora in occasione del Vinitaly arriva Sens(I)nverso, la linea di vini ottenuti con tecniche di vinificazioni particolari, in linea con la filosofia biodinamica: fermentazione affidata solo ai lieviti selvaggi, uso esclusivo del legno anche in fermentazione, una vinificazione naturale senza uso di coadiuvanti.
Il risultato è un Nero d'Avola 2006 potente, intenso, elegante, anche se appena imbottigliato e quindi bisognoso di un periodo adeguato di affinamento nella bottiglia.
Sens(I)nverso sarà presentato sabato 5 aprile alle 16 e domenica 6 aprile alle 11 nella saletta A del Palaexpo.
I convegni in una fiera come il Vinitaly sono nel complesso una perdita di tempo: qui si viene per bere, assaggiare, parlare con i produttori, scoprire le nuove tendenze e i piccoli grandi vini.
Eppure oggi mi sono ricreduto dopo l'interessante convegno
Viticoltura biologica nel mondo: tendenza e futuro nella produzione, nello stile di vita e nelle scelte di consumo
organizzato dall’Associazione La Buona Terra (Associazione Lombarda degli Agricoltori Biologici) e da Barone Pizzini, la prima azienda vitivinicola in Franciacorta ad aver prodotto spumante FranciacortaDOCG da viticoltura biologica. Il convegno è stato organizzato con la collaborazione della Regione Lombardia - DG Agricoltura e di Unioncamere Lombardia.
Il convegno è stato aperto da Silvano Dalai dell'aziende vitivinicola L'Ulif, che è presidente dell'Associazione La Buona Terra. I lavori sono stati guidati da Silvano Brescianini, Direttore di produzione dell’azienda vitivinicola Barone Pizzini.
Quattro ospiti americani hanno parlato di tendenze e prospettive dei vini biologici e biodinamici, con un attenzione particolare anche agli aspetti ambientali.
Questi gli interventi degli ospiti stranieri:
Dino Tantawi, selezionatore e importatore di vini Italiani per i migliori ristoranti di New York: “Trend di mercato in USA per le etichette Biologiche e Biodinamiche”; GeorgeTsopelas, sommelier ristorante Abboccato New York: “Vini bio, cosa chiede la clientela internazionale” KathleenBuckley, giornalista di WineEnthusiast e co-autrice con RogerVoss di due dei più importanti report sui cambiamenti climatici, l’impatto ambientale e i consumi di vino: “WineSaves the World: The Move fromVinestoFootprint" Alan York, uno dei massimi esperti di viticoltura biodinamica: “ La Biodinamica nel mondo: esperienze e prospettive”.
Nei prossimi giorni maggiori notizie sul convegno.
Bella vetrina per i vini biologici e biodinamici dei viticoltori dell'Emilia Romagna al Vinitaly 2008, organizzata dalla Prober, l'associazione dei produttori biologici e biodinamici dell’Emilia Romagna
Nel banco d'assaggio dell'Enoteca Regionale (padiglione 1) è infatti presente una bella pattuglia di produttori, con alcuni tra i più caratteristici vini della regione, tutti prodotti da agricoltura biologica e biodinamica:
Pignoletto
Malvasia dei Colli Piacentini
Gutturnio dei Colli Piacentini
Lambrusco Grasparossa di Castelvetro
Lambrusco Reggiano
Sangiovese di Romagna
Un'occasione da non perdere per chi è interessato a questi vini a misura di salute!
In occasione del Vinitaly 2008 viene anche distribuito il CD ROM dedicato ai vini bio della regione, con la presentazione del settore curata da Il Vino Biologico.
Anche il sughero, un materiale naturale per eccellenza, si può e anzi si deve riciclare. I numeri non sono davvero piccoli, visto che si parla di un miliardo di tappi all'anno nella sola Italia.
La proposta viene dal Vinitaly 2008. Alla Fiera di Verona, infatti, ci sarà la più grande iniziativa italiana per la sensibilizzazione sulla raccolta dei tappi di sughero, con decine di migliaia di tappi avviati dal Vinitaly al circolo virtuoso del riciclo. L’obiettivo dell’iniziativa di Rilegno (consorzio nazionale che si occupa di raccolta, riciclo e recupero degli imballaggi di legno e di sughero all’interno del sistema Conai), Amia Verona e Veronafiere è far partire una catena ecologica contro lo spreco del sughero, che solo in Italia riguarda ogni anno un miliardo di tappi.
Un'idea: perché non partire con wine bar e ristoranti, magari fornendo loro un bel contenitore di vetro in cui raccogliere i tappi? Siamo sicuri che anche in Italia queste cose non funzionerebbero? Eppure l'emergenza dei rifiuti e i disastri dell'inquinamento e del consumo senza regole sono sotto gli occhi di tutti. Davvero pensiamo che il problema riguardi solo la Campania?
Anche il Wwf ha commentato con favore l'iniziativa, spiegando che "il sughero ha una forte vocazione enologica. I tappi rappresentano il 70% del valore del mercato del sughero e l’industria del vino ne acquista 15 miliardi ogni anno; l’interesse e l’attenzione maturata per il sughero nell’ambito della più importante manifestazione vitivinicola nazionale ci fa ben sperare.” Le foreste di sughero sono fabbriche millenarie (prime tracce in epoca punica) di materia prima, la cui sopravvivenza è strettamente legata al loro sfruttamento economico, sono scrigni di biodiversità, rifugio naturale di flora e fauna, fondamentali per specie a rischio come la Lince iberica, il Cervo berbero e l’Aquila imperiale iberica. Per queste ragioni il Wwf ne promuove da sempre una gestione sostenibile realizzando iniziative congiunte di conservazione in Italia, Spagna, Portogallo.
Tante novita´dal BioFach di Norimberga, il salone mondiale del biologico, che dedica un padiglione speciale ai vini bio.
Presente un numero elevato di produttori italiani, sopra alle cento cantine, anche se purtroppo sparsi nei vari padiglioni, anziche´ essere concentrati nello spazio dedicato al vino.
Ieri (venerdi´) c´e´stato anche un interessante convegno sul futuro normativo del vino biologico nella Unione Europea, organizzato all´interno del progetto Orwine. Mi sembra che ci siano ancora opinioni divergenti tra i vari stati membri, anche se alcuni orientamenti, come quello di regolamentare il vino bio all´interno della normativa sul biologico e non della Ocm vino, sembrano ormai definitive.
Ho assaggiato parecchi vini interessanti, con alcune particolarita´, come un Aglianico in conversione al biologico, i vini abruzzesi di Terra dei Beati, quelli della azienda agricola del Sole di Corchiano (VT), il nuovo rosato di Marco Carpineti, il Prosecco biodinamico Animae della Perlage di Soligo (TV), senza solfiti aggiunti e ottenuto con ceppi di lieviti a bassa produzione di solfiti durante la fermentazione alcolica.
Complice anche la logistica della sala stampa (poche postazioni Internet), per ora mi limito a queste poche notizie; nei prossimi giorni, approfondimenti, degustazioni e riflessioni del BioFach 2008.
L’interesse per il mondo del vino è in costante crescita e frequenti sono le richieste di degustazioni guidate. Complice l’amicizia con il Prof. Vanino Negro, insegnante di degustazione enologica al Corso di Laurea in Enologia a Conegliano Veneto - Università di Padova, abbiamo deciso di organizzare una serie di incontri, anzi di… "Approcci al Vino".
Si tratta di quattro serate dedicate a tutti coloro che intendono migliorare la loro conoscenza del vino e, vista l’impostazione semplice e chiara, può essere anche un’ottima occasione per i neofiti del vino.
"Approcci al Vino": serate e degustazioni a Pramaggiore - Cantina Le Carline: vini tipici del Veneto. Sono previsti quattro incontri: l’ 8, il 15, il 22 ed il 29 Aprile 2008, dalle ore 20.00 alle 23.00 e la presenza di un esperto come il Prof. Vanino Negro è indice di qualità.
Programma del Corso: 1. base della degustazione: l’esame visivo, olfattivo e gustativo, 2. fisiologia della vista, dell’olfatto e del gusto, 3. limpidezza, colore, profumo e gusto: la terminologia corretta, 4. la corretta presentazione dei vini e le regole per gli abbinamenti.
Ogni lezione prevede una prova pratica di degustazione con vini di varia provenienza. La quota di partecipazione al corso di degustazione e’ di €. 80,00 a persona
La serie di lezioni culminerà con l’invito dell’Azienda Agricola Le Carline alla manifestazione di Cantine Aperte 2008 l’ultima domenica di Maggio.
Tutti coloro che fossero interessati a queste degustazioni, possono inviare una pre-adesione, senza impegno, al nostro indirizzo e-mail: info@lecarline.com, indicando indirizzo e recapito telefonico, così da consentirci di organizzare al meglio l’accoglienza in Cantina.
AZ. AGR. LE CARLINE di Piccinin Daniele Via Carline, 24 , 30020 PRAMAGGIORE (VE) Tel.+39.0421.799741 - fax +39.0421.203525 info@lecarline.com
Sono di Barone Pizzini due delle 118 menzioni speciali (delle quali 21 conquistate dall’Italia) assegnate all’International Wine Award, il concorso internazionale che premia i vini di primissima qualità da viticoltura biologica nell’ambito del Biofach 2008 il più importante appuntamento mondiale del mercato biologico che quest’anno attende 45.000 visitatori e 2.600 espositori.
Complessivamente la Giuria del Biofach, composta da 35 rinomati degustatori internazionali, ha assegnato 8 "Grande Oro", 21 "Oro" e 118 menzioni speciali.
Le due etichette Barone Pizzini premiate sono il Rosso dei Poderi, prodotto nei Poderi di Ghiaccioforte in Maremma Toscana (Comune di Scansano) e il Masseria Porvica, prodotto nel Salento, in Puglia, alla Tenuta del Barco. Due rossi quindi, categoria maggiormente rappresentata al Biofach di quest’anno: il primo morbido e di stoffa, prodotto con uve Sangiovese; il secondo rosso e fruttato prodotto dal più antico vitigno della Puglia, il Negroamaro.
Barone Pizzini è una delle più antiche aziende vitivinicole della Franciacorta e la prima a produrre bollicine DOCG da viticoltura biologica, sul modello di grandi cantine francesi, scelta compiuta dall’azienda a metà degli anni ’90 nella ferma convinzione che i metodi di viticoltura biologica siano il presupposto per una qualità superiore, garanzia di integrità e ricchezza della materia prima e di tipicità del vino.
Oggi, in tutte le tenute Barone Pizzini, presente anche in altre regioni vocate come Toscana (a Scansano, con il Morellino), Marche (nei Castelli di Jesi con il Verdicchio) e Puglia (nel Salento, con gli autoctoni Primitivo e Negroamaro), nascono vini esclusivamente da uve bio.
Nel corso di quella che è senza dubbio la degustazione di vini biologici più grande del mondo, le due etichette Barone Pizzini si sono confrontate con altri 304 rossi su 545 vini bio in concorso, dei quali ben 125 Italiani. Nello specifico, i 35 degustatori internazionali dell'enologia, del commercio specializzato, della viticoltura e della tecnica cantiniera, sommelier e giornalisti di settore hanno testato 306 rossi, 183 bianchi, 16 rosé, 18 spumanti/frizzanti e 18 vini da dessert.