Corsi di degustazione dei vini biologici

Corsi di degustazione dei vini biologici
Marzo 2015 a Roma

sabato 30 dicembre 2006

Incontro sulla tignoletta della vite in Abruzzo

L’Arssa Abruzzo (Agenzia regionale per i servizi di sviluppo agricolo) è impegnata dal 2002 nella verifica dell’applicazione della confusione sessuale contro la tignoletta della vite (Lobesia botrana). L'Agenzia organizza un incontro tecnico per presentare i risultati delle prove divulgative del triennio 2004-2006, relativi all’applicazione di questa tecnica in vari comprensori viticoli dell'Abruzzo, che nella stagione conclusa ha visto porre in confusione circa 330 ettari di vigneto.
L’appuntamento è per giovedì 11 gennaio 2007 alle ore 10,00 presso la sala conferenze “G. Cozzi”, sede ARSSA di Villanova di Cepagatti (Pescara) – via Nazionale, 38 (di fronte uscita Villanova - A/25).

Leggi qui il programma completo.

Per saperne di più sulla tignoletta della vite.


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venerdì 29 dicembre 2006

Biodinamica: un corso con Nicolas Joly a Cissone (CN)

Purtroppo con po' di ritardo segnalo un corso di viticoltura biodinamica tenuto da Nicolas Joly che si svolgerà a Cissone, nelle Langhe, il 5 e 6 gennaio prossimi.
Per chi ha la possibilità, credo che l'occasione sia interessante.


Il corso è strutturato in maniera che ogni persona possa seguire liberamente tutti gli incontri oppure, a scelta, gli argomenti che lo interessano maggiormente. E’ rivolto a produttori, hobbisti e consumatori, a tutti coloro che vogliono capire, studiare ed approfondire il senso della vita e dello spirito in relazione al campo agricolo.

Durante il seminario di Nicolas Joli verranno anche degustati i suoi vini nella cena di venerdì 5 gennaio presso il Ristorante dell’Arco a Cissone.

Il corso si svolgerà presso la sede di Agri.Bio a Cissone, un paesino immerso nel verde delle Langhe, con la possibilità di ospitare i partecipanti, di far gustare i prodotti tipici langaroli e di vivere e respirare a pieni polmoni direttamente dal cuore verde della Natura.

Il programma completo del 4° corso con date, argomenti ed orari dei corsi lo trovate sul sito www.agribionotizie.it oppure richiedetelo alla segreteria 0173-748211 in orario di ufficio.


Programma

Seminario del 5 e 6 gennaio 2007
“Viticoltura biodinamica”
Docente Nicolas Joli

La viticoltura rappresenta per l’agricoltura nazionale una risorsa fondamentale. Questo seminario rappresenta un’occasione importante di confronto ed apprendimento con uno dei maggiori viticoltori francesi che da decenni applica con successo il metodo biodinamico e produce vini di altissima qualità noti in tutto il mondo.
Traduzione di Stefano Bellotti di Novi Ligure, viticoltore biodinamico e segretario Agri.Bio.

Nicolas Joli, francese, può essere a pieno titolo considerato uno dei maggiori esperti internazionali di viticoltura biodinamica. L’azienda Coulèe de Serrant rappresenta l’espressione più concreta e diretta del successo dell’applicazione pratica dei principi dell’agricoltura biodinamica in vigna ed in cantina con la produzione di vini di eccezionale qualità e pregi.

Venerdì ore 9,00 – 13,00
I preparati biodinamici ed i loro effetti sul vigneto. Diagnosi della vigna, le malattie

Venerdì ore 15,00 – 19,00
La cura della cantina. Le influenze del sistema solare e zodiacale

Sabato ore 9,00 – 13,00
Questioni pratiche e domande per comprendere bene l’agricoltura biodinamica


Scarica la scheda di adesione


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mercoledì 20 dicembre 2006

Cin cin!

A Natale, si sa, le bollicine sono d'obbligo. Secondo i dati Ac Nielsen/Ismea, durante le festività natalizie nelle case degli italiani saranno stappate 20 milioni di spumante dolce, 2,5 milioni di spumante ottenuto con metodo classico (rifermentazione in bottiglia) e un milione di champagne. Tra metà novembre e l'otto gennaio si concentra oltre la metà (55 per cento) dei consumi familiari di spumante, per i quali durante l'anno vengono spesi 200 milioni di euro per l'acquisto di 63 milioni di bottiglie. A prevalere nelle case degli italiani è lo spumante dolce (58 per cento), seguito da quello classico (7 per cento) e per ultimo dallo champagne (3 per cento).

A questo punto sorge spontanea la domanda: e il biologico?

Presto fatto! Ecco alcune proposte di spumanti biologici. Visto che gli italiani preferiscono il dolce, partiamo con l'Asti Spumante Docg “Di Michela” dell'azienda Mario Torelli di Bubbio (AT): da bere rigorosamente per accompagnare una fetta di buon panettone biologico o altri tipici dolci natalizi. Sempre dal Piemonte, proprio da Asti, segnaliamo il Brachetto Piemonte Doc della azienda Rovero, da servire con la frutta e con i dolci.

Per il Prosecco consigliamo i vini della Perlage di Soligo (TV), storica cantina nel panorama del biologico italiano, con Canah, Prosecco di Valdobbiadene Doc, e poi con una rarità: Col di Manza, un Prosecco di Valdobbiadene Doc prodotto con sole uve coltivate con metodo biodinamico. Entrambi sono consigliati come aperitivi.

Dalla Franciacorta, terra d'elezione per lo spumante Docg, da segnalare il Franciacorta Satén della Barone Pizzini, ottenuto da uve Chardonnay dopo un lungo affinamento sui lieviti. Può accompagnare piatti di pesce, crostacei e molluschi.


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martedì 19 dicembre 2006

Auguri!

La gara per il miglior augurio/addobbo internet-natalizio tra i siti e blog che si occupano di vini e dintorni è stata vinta, ancora prima di cominciare, da Aristide (o almeno, questo è il mio giudizio).

Così, senza affrontare una competizione peraltro inutile, mi affido ai classici fumetti di Schulz per fare gli auguri a tutti i visitatori del blog!


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domenica 17 dicembre 2006

"pachino no limits"

Questo blog si occupa di vino biologico: su questo non ci piove.
È però nella natura stessa di un blog (ammesso che si possa parlare di "natura" di un blog) la possibilità di divagare sul tema, spaziando tra argomenti più o meno attinenti e che abbiano colpito la fantasia del blogger.
Per questo segnalo un articolo di critica gastronomica di Arcimboldo che finalmente dice una scomoda ma necessaria verità sulla moda del "pachino" in cucina.
(scrivo pachino volutamente con la minuscola perchè, tra l'altro, pochi sanno che il vero Pomodoro Pachino ha il riconoscimento della Igp e quindi la denominazione è stata tutelata anche a livello legale).

Cuochi senza storia
…s’incaponiscono, imperterriti, ad usare il pachino in tutte le stagioni, soprattutto quando la terra ed il sole non ce li dona.
Sia che cucinino nei ristoranti o in televisione, tanto nei piatti segnalati dalle guide quanto nelle ricette pubblicate sulle riviste di settore, cuochi più o meno famosi si sono completamente scordati che il pomodoro (e non il pachino) veniva raccolto nella sua massima espressione a fine agosto ...

(continua a leggere su Arcimboldo.info)


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venerdì 15 dicembre 2006

Millesime Bio: la fiera professionale del vino biologico

Si svolgerà dal 15 al 17 gennaio 2007 a Narbonne, in Francia, la XIV edizione di Millesime Bio, la fiera internazionale organizzata da Aivb-LR (Associazione interprofessionale del vino biologico della Languedoc-Roussillon).
Millesime Bio è riservata ad operatori professionali e accoglierà circa 200 espositori, provenienti dalla Francia e poi, fondamentalmente, da Italia e Spagna.
Gli organizzatori puntano sulla qualità dell'evento. Per questo hanno limitato il numero di espositori e hanno organizzato tutti gli stand nello stesso modo: un tavolo coperto da una tovaglia bianca, con il vino come unico protagonista.
Tra gli appuntamenti previsti segnaliamo:
l'inaugurazione di lunedì 15 alle ore 17; la conferenza stampa di martedì 16 alle ore 11; la XVIII edizione del premio Signature Bio, sempre martedì 16, alle 12; infine, la sera di martedì 16, la cena dei Vignaioli bio.
Maggiori informazioni su www.millesime-bio.com


Le aziende italiane a Millesime Bio

Nuova Cappelletta di Vignale Monferrato (AL)
Cantine Volpi di Tortona (AL)
La Cantina Pizzolato di Villorba (TV)
Fasoli Gino di Colognola ai Colli (VR)
Tenute Loacker di Bolzano (BZ)
Corte d'Aibo di Monteveglio (BO)
Fattoria degli Orsi di Modena
Majnoni Guicciardini di Vico d'Elsa (FI)
Lavacchio di Pontassieve (FI)
Azienda agricola Casale di Colle Val d'Elsa (SI)
Jasci Donatello di Vasto (CH)
Cefalicchio di Canosa di Puglia (BA)
Casina di Cornia di Castellina in Chianti (SI)
Fratelli Rovero di Asti
Cascina degli Ulivi di Novi Ligure (AL)
Erbaluna di La Morra (CN)
Mario Torelli di Bubbio (AT)
Buondonno di Castellina in Chianti (SI)
Poggio Trevvale di Campagnatico (GR)


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mercoledì 13 dicembre 2006

Concorso per i vini bio dell'Emilia Romagna: vince Modena

Tra gli agricoltori modenesi c’è una spiccata predisposizione per le coltivazioni naturali, almeno a giudicare dai riconoscimenti che hanno ottenuto nelle ultime settimane. Il primo concorso per i migliori vini biologici dell’Emilia Romagna, quelli cioè ricavati da uve coltivate senza l’impiego di Ogm, pesticidi, concimi e altre sostanze chimiche di sintesi, è stato infatti vinto da due vini prodotti nel territorio di Modena.

Si tratta di un bianco, che con il punteggio più alto in assoluto si è affermato come il vero re della selezione, ed è il Pignoletto Reno doc, anno 2005, dell'azienda agricola Bonezzi, di San Damaso. Un vino frizzante secco, dal profumo e dal sapore fruttati e dal retrogusto tipicamente amarognolo del pignoletto, che con 1007 punti su 1200 ha sbaragliato gli altri 11 concorrenti, 5 bianchi e 6 rossi, tra i migliori vini bio della regione.

Il primo classificato tra i rossi, invece, è stato il Lambrusco Grasparossa di Castelvetro doc, tipo amabile, anche questo della vendemmia 2005. Questo vino frizzante di colore rosso rubino, dal profumo fruttato è prodotto dall’azienda agricola Folicello di Manzolino di Castelfranco Emilia.
I premi del concorso regionale ‘Francesco Aggazzotti 1874’ sono stati conferiti nei giorni scorsi a Carpi dove una giuria di rappresentanti delle due principali organizzazioni italiane di sommelier, Ais e Fisar hanno assaggiato e valutato le diverse selezioni di vini.
La competizione, al suo primo anno di svolgimento, è intitolata al noto agronomo ed enologo modenese che nel 1874 pubblicò un volume sulle oltre cento varietà di vitigni coltivati in quell’epoca nelle sue terre. L’iniziativa è stata promossa dall’Associazione italiana agricoltura biologica (Aiab) Emilia Romagna, e da quella regionale dei produttori bio, Prober.


[fonte Greenplanet/Resto del Carlino]


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sabato 9 dicembre 2006

Nel Bicchiere/Rosso Piceno Doc 2005 - Aurora

La rubrica "Nel Bicchiere" segnalerà dei vini biologici che abbiamo bevuto, senza la prestesa di fornire una vera e propria scheda di degustazione, come facciamo in altre occasioni.
Insomma, sono vini che ci sono piaciuti, tutto qui!


Rosso Piceno Doc 2005
Aurora Vini s.s.

Offida (Ascoli Piceno)

Aurora è una delle realtà che fanno onore al vino biologico e fanno ricredere anche i più scettici. In attesa di provare il famoso "Barricadero", che ha avuto tanti importanti riconoscimenti (ultimo, i Tre Bicchieri del Gambero Rosso per il Barricadero 2004), abbiamo bevuto il Rosso Piceno 2005, comprato nel negozio aziendale dei Monaci di Lanuvio (un posto bellissimo nella campagna romana da vedere).
La bella etichetta ci predispone a gustare questo vino generoso e molto gradevole: ci viene da dire che è un vino che fa della semplicità un pregio.

P.S. per chi è scettico e critico sui vini biologici e sulla stessa definizione di "vino biologico", segnaliamo che Aurora segue il disciplinare di vinificazione biologica dell'Amab che per i vini rossi ammette un massimo di 60 mg/Litro di solfiti.

I vini di Aurora si possono acquistare anche nel sito dell'azienda e nella Filiera Corta Picena.

Azienda Agricola Aurora
63035 Offida - AP
Via Ciafone, 98
Tel. +39 0736 810007
Fax +39 0736 810007
enrico@viniaurora.it
www.viniaurora.it


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venerdì 8 dicembre 2006

Grazie!

Ecco, avevo tanto aspettato di superare le diecimila visite e quando ho fatto caso al contatore, stavamo già a 10.004.
E' come addormentarsi la notte di Capodanno e svegliarsi a mezzanotte e un quarto!

Comunque: grazie a tutti e ... non perdiamoci di vista!

PS ora mi sa che comincia il difficile...


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lunedì 4 dicembre 2006

Buon compleanno!

Oggi il blog del Vino biologico compie un anno.

Abbiamo iniziato il 4 dicembre 2005 così e sono proprio convinto di aver iniziato nel modo migliore.
Se poi abbiamo anche continuato, nel modo migliore, giudicatelo voi.

Oltre 9.500 visite, un centinaio di articoli, tante scoperte interessanti, tanto lavoro da fare.

Grazie a tutti i lettori.


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sabato 2 dicembre 2006

Lo dicevo che i pesticidi fanno male!

Qualche giorno fa abbiamo riportato l'allarme per alcuni effetti "indesiderati" dei diserbanti sull'uomo (inteso proprio come sesso maschile).
Ora un altro inquietante rischio tira in ballo tutti i pesticidi, cioè gli antiparassitari usati in agricoltura, di cui i diserbanti sono una categoria.
I pesticidi possono provocare il Parkinson! C'è poco da scherzare, evidentemente. La cosa che colpisce è che l'allarme non viene dalla solita fonte ecologista o dal mondo dell'agricoltura biologica, ma dal Cnr, il Consiglio Nazionale delle Ricerche. Come dire: ormai la cosa è di dominio pubblico ed il mondo scientifico ne parla apertamente.
Ogni giorno in Italia vengono diagnosticati 30 nuovi casi di Parkinson e complessivamente nel nostro Paese sono 500mila i soggetti affetti da tale patologia. L’età è un fattore di rischio significativo. Ma c’è preoccupazione da parte degli esperti per l’insorgere della malattia in età giovanile: un terzo dei casi si manifesta al di sotto dei 40 anni.
“A favore del ruolo tossico dei pesticidi, possibili responsabili della degenerazione dei neuroni dopaminergici della substantia nigra” spiega Marzia Baldereschi dell’Istituto di neuroscienze (In) del Cnr di Firenze “si sono accumulate molte evidenze scientifiche, al punto che un tribunale francese ha riconosciuto il Parkinson, che ha colpito un agricoltore, come malattia professionale”.
Malattia professionale?
Per sostenere la sua tesi la Baldareschi cita autorevoli studi scientifici, tra cui i dati del Progetto Finalizzato Invecchiamento del Cnr, già pubblicati nel 2003. “Oggi”, conclude Baldereschi, “si è orientati a concludere che l’esposizione ai pesticidi aumenta il rischio di Parkinson e ne promuove l’insorgenza in individui predisposti su base genetica o di altro tipo."

La notizia riguarda l'esposizione professionale, quindi a dosi massicce e ripetute, però è innegabile che anche a noi consumatori queste sostanze non fanno bene, come non fanno bene agli esseri viventi (dai pesci agli uccelli) che entrano in contatto con i pesticidi immessi nell'ambiente. Una conferma indiretta, ricca di saggezza popolare, di questa conclusione scientifica è che, soprattutto agli inizi del biologico, molti agricoltori hanno fatto la scelta di tornare a metodi di coltivazione più naturali proprio per tutelare in primo luogo la propria salute e quella dei loro familiari.
Pensiamo anche a queste cose, quando leggiamo sull'etichetta che quel vino è prodotto con "uve da agricoltura biologica" . E, mentre beviamo, diciamo silenziosamente grazie al contadino (nel senso più nobile del termine) che lo ha prodotto.

Leggi l'articolo originale di Maria Teresa Dimitri su "Almanacco della scienza" del Cnr.


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mercoledì 29 novembre 2006

Il sito del Vino Biologico è di nuovo attivo

Nelle ultime settimane, come forse avrà visto chi di voi lo frequenta, il sito del Vino Biologico - "fratello del Blog" - ha offerto poche novità.
Eravamo in attesa del nuovo sistema di gestione, il Retrobottega 2.0, ideato e realizzato, come il precedente, da Grafopoli.net. Il Retrobottega 2.0 ora c’è e il sito riparte a pieno regime.

Abbiamo in serbo parecchie novità, soprattutto nei contenuti.

Riprenderemo l’introduzione di nuove schede delle cantine biologiche. Non appena possibile, pubblicheremo le schede già pervenute e aggiungeremo anche nuove aziende. Ci scusiamo per le aziende che stanno aspettando ormai da tempo.
Presto offriremo anche la possibilità di inserire la scheda delle aziende direttamente su Internet, compilando un modulo che sarà pubblicato nel sito.


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Vini biodinamici sloveni su Tirebouchon

Oggi vi segnalo un interessante articolo del blog Tirebouchon, anzi per la precisione, Tirebouchon a Cavoretto, che credo sia un quartiere di Torino, visto che l'autore del blog, Vittorio, è torinese.

L'articolo descrive una serata dedicata ai vini biodinamici di un'azienda slovena, Klinec, che si è svolta nell'osteria-vineria Ai Binari, ricavata da una vecchia stazioncina ferroviaria ormai dismessa a Mombarone, sulla strada che collega Asti a Chivasso (Torino).

Si parla ovviamente anche di biologico e biodinamico.

"Dal mare giunge il vento di bora che asciuga l'uva e la rende pulita e sana in modo naturale; la natura è la scelta dei vignaioli che qui incontriamo quasi tutti biodinamici (è il caso di Klinec) o biologici.
(...) In Slovenia non ci sono isterismi nel proporre vini naturali ma una scelta precisa di lavoro che coinvolge non solo la vigna ma anche la cantina: niente filtrazione, nessuna chiarifica, bassissimo uso della solforosa...
Io sono fermamente convinto che questi vini possono avere un grande successo per l'ottimo rapporto qualità e prezzo non solo in Italia ma anche sul mercato americano (immagino il successo che avrebbe una qualsiasi bottiglia di Klinec a New York... fa anche dei rossi, a taglio bordolese, strepitosi...)."


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lunedì 27 novembre 2006

Biodinamica, cristallizzazione sensibile, vino, codice a barre

Dinamolisi di vino Cabernet: (da sinistra)
vino biodinamico, convenzionale, dozzinale
(tratto da www.cristallizzazionesensibile.it)

La biodinamica è sicuramente una materia complessa e, per tanti versi, affascinante. Le applicazioni e le implicazioni con il mondo del vino ovviamente ci interessano molto.

Abbiamo trovato in Rete un contributo interessante sulla cristallizzazione sensibile (una tecnica di analisi legata alla biodinamica) applicata alle bottiglie di vino e, in particolare, al codice a barre.

Prima cerchiamo di capire cos'è la cristallizzazione sensibile.
[rielaborato dai siti www.cristallizzazionesensibile.it e www.agricolturabiodinamica.it]

La cristallizzazione sensibile, insieme alla Dinamolisi Capillare e alla Cromatografia, sono metodi di analisi che rendono visibile l'espressione delle forze vitali.
Tutti gli organismi viventi, infatti, sono caratterizzati da una precisa organizzazione e da una ben precisa morfologia che continuamente e indipendentemente dall’ambiente si forma, nella quale nessun elemento è casuale. Tutte le parti sono correlate e interdipendenti, organizzate in una irrinunciabile gerarchia. Questo sistema di forze ( etere di vita, etere chimico, etere di luce, etere di calore) e di relazioni è il “progetto”, il “corpo eterico” o, nei termini della più recente ricerca in biologia, il “campo morfogenetico” (=generatore di forma), tipico ed esclusivo di ogni essere vivente. La grande scoperta di Rudolf Steiner (e di E. Pfeiffer, che la realizzò nella pratica di laboratorio) è che questo campo di forze che generano la vita sono le stesse forze che si esprimono nella forma vitale e che è resa visibile attraverso la Cristallizzazione Sensibile e gli altri metodi di analisi.

La cristallizzazione sensibile avviene per mezzo di una soluzione predeterminata di cloruro di rame (CuCl2) e acqua, mescolata ad un estratto della sostanza da analizzare. Una porzione standard della miscela così ottenuta viene messa su una piastra di vetro in una camera di cristallizzazione priva di vibrazioni e con ambiente controllato (temperatura e umidità relativa costanti). Dopo diverse ore, si ottiene come risultato un'immagine cristallizzata specifica del campione. Il cloruro di rame cristallizza, quando è puro in un modo tipico del cloruro di rame; quando è unito, per esempio, ad una soluzione contenente latte, in un modo tipico del latte. Grazie all'esperienza di molte cristallizzazioni fatte con il latte, il ricercatore riconosce la forma tipica della cristallizzazione del latte; le differenze che si riscontrano nelle forme che si discostano dalla forma-tipo del latte costituiscono un elemento di giudizio per la qualità di ciascun campione.

Ora vediamo quale è stata l'applicazione della cristallizzazione sensibile al vino ed, in particolare, al codice a barre. [rielaborato dal sito AgriBio]

Nel 2005 Nicolas Joly, leader del movimento del vino biodinamico, durante un seminario tenuto in Italia, nella sede di AgriBio, ha parlato della possibile influenza negativa del codice a barre che oggi viene usato praticamente su tutti i prodotti commercializzati, compresi quelli alimentari.
Secondo Joly, una ricercatrice danese aveva fatto una cristallizzazione sensibile del vino contenuto in una bottiglia con etichetta e relativo codice a barre e poi del vino di una bottiglia dello stesso lotto, ma senza etichetta e quindi senza codice a barra. Stranamente i risultati delle due cristallizzazioni furono diversi: si avevano più forze vitali nella bottiglia senza codice a barre, pur avendo lo stesso vino. Nella presentazione dell'articolo si spiega che, per disattivare le influenze negative del codice a barre, basta rompere lo stesso codice con un coltello o qualche altro oggetto appena acquistato la bottiglia di vino.

È possibile leggere l’articolo della ricercatrice danese, Daniel Holtwiesche, nella traduzione italiana di M. Elena Brunetti, grazie al sito Agri.Bio.

Si ringraziano per le informazioni utilizzate in questo articolo i siti dell'Associazione per la Cristallizzazione Sensibile, www.agricolturabiodinamica.it e AgriBio.


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domenica 26 novembre 2006

Etilcarbammato: l'Efsa vuole saperne di più

L’Efsa, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, ha lanciato una richiesta di dati agli stati membri della Unione Europea sull'etilcarbammato negli alimenti e nelle bevande, che terminerà il 15 dicembre 2006.
Tra le bevande sotto osservazione c'è anche il vino, come tutte le altre bevande fermentate.

L'etilcarbammato (o carbammato di etile) è genotossico e cancerogeno; nel vino si forma spontaneamente per reazione tra l’urea (un composto azotato) e l’etanolo (cioè, l’alcole etilico).
Sulla base dei dati che verranno raccolti, l'Efsa potrebbe decidere di proporre all'Unione Europea un limite al contenuto di etilcarbammato nelle bevande e negli alimenti.
I punti critici per ridurre la formazione di etilcarbammato, sia nel vigneto che in cantina, sono diversi.

Se vuoi saperne di più sull'etilcarbammato nei vini leggi l'articolo sul sito del Vino Biologico.


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lunedì 20 novembre 2006

Seminario sulla viticoltura biodinamica

Si svolgerà sabato 25 novembre e domenica 26 il seminario “Viticoltura biodinamica: dell’arte di lavorare la terra e osservare la pianta”.
Il seminario è organizzato da Agribio all'interno del IV corso sull'agricoltura biodinamica.
Maggiori informazioni sul corso e sul seminario si trovano qui.

Presentazione del seminario
Per molti decenni anche in Italia l’agricoltura biodinamica non è riuscita ad affermarsi, sovraccarica com’era di compiti “religioso-filosofici” che non competevano alla pratica agricola. Dai primi anni '90 l’avvento del metodo biodinamico moderno ha “slegato” dall’oscurantismo esoterico tale pratica agricola, rendendola accessibile a tutti gli uomini liberi. L’incontro servirà a trasmettere conoscenze pratiche e scientifiche con un linguaggio semplice.
Il seminario sarà tenuto da Leonello Anello, agronomo che vive in Toscana e da oltre 20 anni esercita esclusivamente quale consulente in agricoltura biodinamica. Ha messo a punto e sviluppato la vitivinicoltura biodinamica moderna e l’applica in alcune tra le maggiori aziende viticole italiane. Ricercatore e sperimentatore della Sezione di Scienze Agricole Biodinamiche, ha realizzato e diretto il primo centro pubblico europeo di ricerca olistica in agricoltura biodinamica.

Programma del seminario

Sabato 25 novembre
Ore 9 - 13 Insegnamenti di biodinamica laica: cosa sono gli elementi e gli eteri applicazioni nel lavoro della terra.
Ore 15 - 19 Cosa sono gli elementi e gli eteri: applicazioni nell’osservazione della pianta.

Domenica 26 novembre
Ore 9 -13 Realizzare la vigna biodinamica
Ore 15 - 19 Gestire la vigna biodinamica

Agri.Bio. Onlus
Sede Legale ed Operativa: Loc. S. Sebastiano, 1 - 12050 Cissone (CN)
Tel. 0173-748211 Fax 0173-748728
www.agribionotizie.it
info@agribionotizie.it


[fonte Greenplanet]


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Lo dicevo che i diserbanti fanno male!

Il pene dei nostri ragazzi è sempre più corto. La colpa è degli estrogeni presenti in tanti alimenti e nell'ambiente, che agirebbero in combinazione con altre sostanze, come diserbanti e farmaci veterinari. A dirlo non è un rotocalco o la solita notizia più o meno fasulla trovata in Rete, ma il professor Carlo Foresta dell'Università di Padova. Foresta è direttore del Centro di crioconservazione dei gameti maschili del dipartimento di istologia dell'Università di Padova, presidente della Società Italiana di Fisiopatologia della Riproduzione e presidente della commissione scientifica della Società Italiana di Andrologia Medica: insomma, non è proprio uno sprovveduto.
Confrontando la dimensione media del pene dei giovani di oggi si nota che è inferiore rispetto a quella di una generazione fa, una colpa che gli esperti attribuiscono agli estrogeni. Questi ed altri dati sono emersi da uno studio andrologico, durato tre mesi, intrapreso nel marzo di quest'anno dall'università di Padova e l'ULSS 16 della città veneta. L'indagine ha interessato 504 studenti di 46 istituti superiori di Padova e provincia, che hanno compilato dei questionari; 372 ragazzi hanno accettato di sottoporsi a una visita andrologica che ha consentito una panoramica più dettagliata sulle nuove generazioni.

Il professor Foresta spiega che la riduzione del pene è l'indice più evidente dell'influenza dell'ambiente sui cambiamenti delle strutture gonadiche (cioè dell'apparato riproduttivo). L'esperto ha evidenziato come oggi si viva in un ambiente minato dalla crescente presenza di estrogeni, prodotti antiandrogenici che nel tempo alterano il nostro organismo. Insieme a un aumento della statura rispetto alle generazioni precedenti, è stata rilevata una diminuzione della lunghezza del pene, una situazione che per il momento non crea dei problemi a livello di vita sessuale ma che in ogni modo è un importante campanello d'allarme.

Questo fenomeno di trasformazione del corpo indotto dall'ambiente in cui si vive oggi, con il tempo potrebbe essere causa di gravi patologie genetiche come tumori del testicolo o addirittura la completa infertilità. Gli andrologi italiani evidenziano che questo fenomeno non è presente solo nel nostro paese: studi precedenti condotti in Svezia e Norvegia avevano già rilevato trasformazioni dell'organo sessuale maschile analoghe.

Lo dicevo io che i pesticidi (cioè, insetticidi, diserbanti e antiparassitari in genere) fanno male!
Ora, non è che uno vuole fare dell'allarmismo a tutti i costi, però a forza di non fare allarmismo e di credere che tutto va bene, ci ritroviamo con gli iceberg a largo della Nuova Zelanda e - ahimé - il pene accorciato.
Anche se ancora non c'è un disciplinare di produzione sulla vinificazione biologica ecc. ecc., almeno il vino (ed il vigneto) biologico servono, già adesso, a non mettere in circolazione tante porcherie.
Attenzione: alla obiezione che tutti i viticoltori sono nei fatti biologici, che tutti sono attenti a non usare prodotti dannosi per la salute e per l'ambiente ecc., rispondo consigliando di dare un'occhiata ai dati di Legambiente. I pesticidi, purtroppo, sono anche nei nostri bicchieri.
Vino biologico: fa bene anche all'amore?


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domenica 19 novembre 2006

Vini biologici e biodinamici: se ne parla nella Rete

Grande fermento sulla rete per quanto riguarda i vini biologici e biodinamici.

Vi segnalo due articoli comparsi in due blog sul vino molto seguiti:
Vino al Vino di Franco Ziliani
e
Vino Pigro, il blog di Lizzy, giornalista del vino

Gli articoli (che vi consiglio di leggere integralmente) sono questi:

Bio&dinamica: o dello scetticismo che circonda ancora il vino bio

Vino biologico: pausa di riflessione?

Franco Ziliani pubblica un intervento di Luciano Ramella, che è andato a Bio&Dinamica a Merano e che apre una riflessione sullo scetticismo che ancora circonda i vini biologici e biodinamici.

Nel suo articolo, invece, Lizzy parte dalla sua esperienza di partecipazione a una commissione di degustazione del 12° Concorso internazionale di vini da agricoltura biologica.
Francamente non sono molto d'accordo sulla mancata crescita di qualità dei vini biologici negli ultimi anni. Anzi, penso proprio l'opposto. I viticoltori biologici, anche quelli più "integralisti" (il termine è abusatissimo, lo so, ma perdonatemi!), si sono convinti che il vino bisogna farlo buono: nessuno, o quasi, è disposto a bere qualunque cosa solo perchè "è biologica".

Lo stesso fenomeno, del resto, è accaduto e sta accadendo anche per i prodotti biologici in generale. Se qualche anno fa l'etichetta del biologico bastava per far vendere mele di scarto o pasta che diventava una colla immangiabile una volta arrivata in pentola, oggi se compro biologico mi aspetto (e pretendo) qualcosa in più, non qualcosa in meno.

Proprio a Merano, come abbiamo segnalato in un articolo precedente del blog, due dei tre vini laziali premiati erano biologici. Quindi qualche segnale (e non è il solo) sul fronte della qualità c'è.

In tutti e due gli articoli, e soprattutto nei commenti dei lettori, tornano alcuni temi di fondo mai risolti su questo tema. Tanto per capirci: la normativa, cosa vuole dire biologico, biodinamico ecc, l'assenza di certificazione delle cantine ecc.

Stessi temi di discussione che tornano in un recente dibattito sul gruppo it.hobby.vino: un dibattito vissuto con molto interesse e partecipazione, anche aprendo, come normale, nuovi filoni di riflessione e discussione.

Mi permetto di non partecipare direttamente al dibattito (anche se ho partecipato alla discussione su it.hobby.vino) ma di rimandare soprattutto ai contributi presenti nel sito del Vino Biologico e anche in questo Blog.

In attesa che l'Unione Europea, per altre cose molto sollecita, si decida a chiarire quand'è che un vino si può definire biologico (e andare sul mercato con questa definizione), non sarebbe male che il nostro paese, visto che possiede la più importante viticoltura bio del mondo, pensasse a una soluzione sul tipo di quella francese con la Charte Vin Bio.
L'interesse dei consumatori, del mercato, degli appassionati e anche del mondo della Rete (che non guasta) c'è, su questo non mi sembra ci siano dubbi.


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giovedì 16 novembre 2006

Trucioli o chips?

Ho scritto per Greenplanet.net un articolo in cui si parla di trucioli, vino biologico, solfiti, ocratossine ed etilcarbammato, Gambero Rosso, Charte Vin Bio e FederBio.

Vi è venuta almeno un po' di curiosità?

E allora leggete l'articolo su
L'articolo è stato pubblicato come "Punto di vista" nel Bollettino Bio n.270 del 5 novembre.
Bollettino Bio è la newsletter settimanale che dedica ampio spazio alle informazioni sul mondo del biologico e dell'agroalimentare, con appuntamenti, documenti, notizie dalle imprese, dal mercato, dalle agenzie di stampa. Potete abbonarvi, se volete: è gratuita!


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Grazie a Equonomia.it

Parlare di un altro sito perchè parla di te o linka il tuo sito può sembrare un po' - come dire - stucchevole e anche poco elegante.

Equonomia.it , però, si merita una bella segnalazione, non perchè riporta tra i suoi link il sito del Vino Biologico, ma perchè è un progetto davvero interessante.
Grazie e buon lavoro!


Equonomia.it è…

Fornire informazioni sempre più dettagliate e spunti di approfondimento nel campo del commercio equo, del consumo critico, della finanza etica nonchè di tutto ciò che può rappresentare una risposta al bisogno di creare un modello di società più attento e rispettoso dei diritti delle persone, è la missione di Equonomia.it. Una rinnovata veste grafica, nuove aree tematiche, il forum, l'aggiornamento costante e la possibilità per ciascuno di contribuire per allargare contenuti ed orizzonti, fanno di Equonomia,it un sito perennemente "under costruction", dove le voci e le opinioni si incontrano e si scontrano nel tentativo di costruire un mondo diverso.
Poche idee di base, giustizia, rispetto per gli altri, solidarietà, ma in compenso fisse.


Equonomia.it è…

Gente comune, studenti ed ex-studenti, volontari, Individui che hanno deciso di mettere a disposizione il proprio tempo, e le proprie esperienze per approfondire, incentivare e diffondere l’idea di un’economia diversa, solidale e rispettosa degli uomini e dell’ambiente.


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mercoledì 15 novembre 2006

Il vino (anche quello biologico) sul Web 2.0

La velocità di Internet a volte mi lascia perplesso. Non fai in tempo a capire una cosa nuova che ne arriva un'altra, ancora più nuova. Per chi usa Internet come strumento (come me e gran parte dei blogger) e non è uno specialista del settore, c'è da perderci la testa e molto, molto tempo.
Per questo segnalo Vino 2.0 che può essere utile - a me come ad altri - per capire qualcosa in più delle novità del Web, declinate nel tema a noi caro del vino.
Grazie a Vino 2.0 per la presenza del Blog del Vino Biologico nell'elenco dei blog "sotto controllo".

Vino 2.0 è un aggregatore di feed rss e una raccolta di risorse Web2.0 dedicate al vino.

Tutto il Vino in 1 Feed è un feed aggregato ottenuto mixando diversi feeds relativi a blog, siti e forum della vinosfera: in un unico digest, a colpo d'occhio e in tempo reale hai la panoramica dei post più recenti. Per il momento, dentro Tutto il Vino in un Feed trovi i seguenti blog:

Lifestyle - Cibo e Vino, Diario Enotecario, Wino, Imbottigliato all'origine, Aristide - Blog di viaggio nel vino, Il Blog dei Ristoratori, Il blog dei Produttori di Vino, TigullioVino.it Weblog (Beta), Luciano Pignataro Wineblog, Appunti di Viaggio, Di Vino & Cibo, Di Vino & Cibo - Commenti, I Numeri del Vino, LavBlog, Marketing del Vino, Simplicissimus, Mondosapore / Terry Hughes, Poggioargentiera's Blog, Sensory Blog, Sensory Blog - Commenti, TheWineBlog.net, Tirebouchon, Vino al Vino, Bereilvino.it - Blog, Winelovers, Winelovers - Commenti, Maisazi, Wineblog.it - il vino si racconta, Wineblog.it - commenti, Acquabblog, Blog CastellariBergaglio, News dal mondo del Vino e dell'enogastronomia - Bortone Vivai, WBA - Wine Blog Association, Alice e il vino - il punto di vista femminile, Donne e vino, Il Vino Biologico, Nuvole e Pane, Pecoranera Blog .

Puoi consultare Tutto il Vino in 1 feed in vari modi:
  • sottoscrivendo il Feed Rss
  • sottoscrivendo la Feed Letter, che aggiorna sulle novità come una normale newsletter
  • leggendo le notizie direttamente dal blog

Su Vino 2.0 ci sono poi tanti altri servizi e curiosità (alcuni per me ancora incomprensibili o misteriosi, ndB), come Google Vino, motore di ricerca dedicato al vino; my del.icio.us tags; Radio Simplicissimus e tanti altri.


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martedì 14 novembre 2006

Il vino del Lazio parla biologico. Due etichette bio premiate al Merano Wine Festival

Il vino del Lazio parla biologico. Alla XV edizione del Merano Wine Festival, su tre etichette del Lazio comprese nell'elenco dei premiati, due vini sono biologici. Nell'appuntamento della cittadina dell'Alto Adige i vini regionali sono stati anche selezionati per accompagnare le ricette presentate nell'ambito dell'appuntamento gastronomico “Cooking for Wine”.

L'International Wine Academy di Roma ha premiato nel Lazio l'azienda Castel de Paolis di Grottaferrata (Roma) per il Vigna Adriana '05 (un uvaggio di Malvasia Puntinata Bianca, Viogner e Sauvignon Blanc); l'azienda Sergio Mottura di Civitella d'Agliano (VT) con il Latour a Civitella '04; l'azienda Casale della Ioria con il Cesanese del Piglio Torre del Piano '04. I primi due vini vengono da aziende biologiche.
L'affermazione laziale è stata completata poi con uno dei migliori dodici vini italiani per il rapporto qualità/prezzo, il Siren 2005 dell'azienda Isabella Mottura.

Ulteriore riconoscimento è andato al titolare della Castel De Paolis, Fabrizio Santarelli, la cui azienda è stata tra le 17 aziende vinicole italiane che hanno avuto ben due vini con punteggi superiori a 90/100. ''Il riconoscimento vuole segnalare - hanno detto i curatori Ian D'Agata e Massimo Comparini - quelli che a giudizio di importanti esperti esteri rappresentano i migliori cento vini prodotti in Italia. E alla luce del ristretto novero dei vini premiati, sui diecimila esaminati in commissione, la percentuale di affermazione dei vini del Lazio assume connotati clamorosi''.

''È sicuramente un'inversione di tendenza ed un segnale importantissimo che il Lazio dà all'Italia del vino - ha commentato il titolare di Castel De Paolis, Fabrizio Santarelli - a dimostrazione che le aziende vinicole del Lazio possono fare quanto e forse meglio del resto dell'Italia del vino. Ringrazio l'Academy che ha avuto il coraggio di riconoscere questo stato di fatto che molte guide si ostinano invece a negare''.


Leggi la scheda del Vigna Adriana di Castel de Paolis

Leggi la scheda del Latour a Civitella di Sergio Mottura


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venerdì 3 novembre 2006

I vini biologici in fiera/1 - Roma








Tempo di fiere per i prodotti bio e, quindi, anche per i vini biologici.
Questo fine settimana offre due interessanti possibilità. Vediamo la prima.

A Roma (Parco della Resistenza - zona Piramide) si svolge dal 3 al 5 novembre la prima edizione della Biofiera - Le giornate del biologico di qualità, organizzata dalla regione Lazio. Circa cento aziende biologiche del Lazio, 700 cestini picnic per i bambini delle scuole elementari, stand espositivi e spazi per incontri e dibattiti; varietà gastronomiche e distributori automatici, tutti rigorosamente biologici.

Tra le aziende presenti, alcune tra le più importanti del vino biologico laziale (molte erano presenti anche al convegno “Il Vino Biologico nel Lazio” di Santa Marinella):

Azienda Marco Carpineti - Cori (LT)
Cantina Cardone Donati - Colonna (RM)
Cantina sociale di Montefiascone - Montefiascone (VT)
Casale Mattia - Frascati (RM)
Riserva della Cascina - Ciampino (RM)
Sergio Mottura - Civitella d'Agliano (VT)

(è probabile che ci siano altri produttori di vino biologico alla Biofiera: li segnaleremo nei prossimi giorni)

''Una fiera che per la prima volta mette in campo l'intero mondo del biologico, dal consumatore alla grande distribuzione - ha dichiarato l'assessore regionale all'Agricoltura, Daniela Valentini - contribuendo così a valorizzare i prodotti biologici della nostra regione e le circa 3000 mila aziende che operano nel settore. Per fare uscire il settore del biologico dall'ambiente di nicchia, seppur nicchia importante, in cui è ancora confinato''. Tra le iniziative in programma alla Biofiera, attività per bambini e ragazzi, incontri tra studiosi ed esperti del settore con i produttori e tante novità, come ad esempio i primi distributori automatici di frutta biologica e di latte crudo, il Biobar con 150 varietà di caramelle, snack e dolciumi, tutti biologici, e una libreria interamente dedicato al settore agroalimentare. Ci sarà anche il Bioristorante con menù completamente biologici, mentre sabato 4 novembre si brinda con il novello (speriamo bio!).
Il Lazio è la regione che vanta il maggior consumo di prodotti biologici a livello nazionale con 2736 aziende e 70 mila ettari di superficie coltivata, pari al 10% della superficie agricola regionale. Il settore del biologico è in crescita: nel 1998 gli operatori erano circa 2000, mentre nel 2005 erano 2.736, la maggior parte dei quali a Viterbo (1026), poi a Roma (806), Rieti (485), Latina (304) e Frosinone (115).


Scarica il programma della BioFiera


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giovedì 2 novembre 2006

Quanto costa all'ambiente produrre vino?

I ricercatori dell'Università di Palermo hanno analizzato il costo ambientale della produzione di una bottiglia di vino rosso.
I ricercatori hanno visto che per produrre una bottiglia di Terre della Baronia 2004, dell'azienda agricola Milazzo di Campobello di Licata (AG), è stato necessario generare oltre mezzo chilo di rifiuti ed immettere nell'aria 16 grammi di anidride solforosa. In totale la produzione 2004 di centomila bottiglie ha generato 10 tonnellate di rifiuti di plastica, 5 tonnellate di carta e ha consumato una grande quantità d'acqua.
In risposta alle scoperte dei ricercatori, la cantina ha cambiato la tecnica di stampa delle etichette. Inoltre, è stato avviato il riciclaggio della plastica ed è stato installato un sistema di riutilizzazione delle acque per l'irrigazione.

[fonte Decanter.com ]


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giovedì 26 ottobre 2006

Vini biodinamici: la teoria e la pratica

I vini biodinamici sono sempre molto citati, con curiosità e spesso anche a sproposito.
Sul Blog del Vino Biologico ce ne siamo occupati spesso.

Ora proponiamo un articolo del Sole 24 Ore dal titolo "Prosit al vino biodinamico (se è buono)".

"Sempre più appaiono nelle contro etichette dei vini scritte inusuali: biodinamico, biologico, naturale. Cosa sta succedendo nel mondo del vino? C'è chi invita a un ritorno alle origini e chi cerca sofisticati apporti chimico tecnologici per rispondere alla domanda globale di un vino morbido, rotondo, fruttato. Una tendenza in crescita, è l'applicazione della biodinamica all'agricoltura: una vera e propria filosofia di vita ideata dallo scienziato e filosofo austriaco Rudolf Steiner nel 1924."

Così inizia l'articolo, che poi cita parecchie aziende biodinamiche, in particolare quelle che appartengono al gruppo "Vini Veri".


Per leggere tutto l'articolo andate su GreenPlanet, la Rete del biologico su Internet.

La teoria è sempre molto interessante e appassionante ma, insomma, la cosa più interessante è assaggiare e provare. Per questo vi segnaliamo una scheda di degustazione su Lavinium, la rivista di vino e cultura on line.
Il vino degustato è il Collio Bianco Riserva 2003 prodotto da un'altra azienda del gruppo Vini Veri, l'azienda agricola Paraschos di San Floriano, nel Collio.
L'azienda segue la filosofia biodinamica. Niente concimi chimici in vigna, così come niente diserbanti e pochissimi interventi antiparassitari. In cantina si fa la macerazione sulle bucce (anche per le uve bianche, come nel caso del Collio Binaco Riserva), in tini aperti, senza aggiunta di lieviti selezionati, addittivi o conservanti. Per finire nessun filtraggio, chiarifica o stabilizzazione e, ovviamente, niente anidride solforosa.
Il Collio Bianco Riserva della Paraschos, almeno dalla scheda di Lavinium, incuriosisce parecchio: aspettiamo qualche opinione.

Azienda Agricola Paraschos
Loc. Bukovje 13/a - San Floriano del Collio (GO)
Tel. 0481884154
email paraschos99@yahoo.it

Per saperne di più sui vini biodinamici visita Il Vino Biologico: in particolare trovi notizie sul vigneto e sui vini biodinamici.


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I Filò di Perlage: arriva la Festa del Novello

I lettori più assidui del Blog hanno ormai imparato a conoscere la cantina Perlage di Soligo (TV), una delle aziende storiche del vino biologico. La cantina Perlage, oltre che per la qualità dei suoi vini, si distingue per l'originalità delle iniziative che organizza, come nel caso della recente lettura dantesca o della Festa del Novello, giunta quest'anno alla sua sesta edizione, in programma per lunedì 6 novembre.



La sesta edizione della “Festa del Novello” organizzata nei locali della Cantina Perlage, ha come filo conduttore la rivalutazione dei prodotti tipici della nostra tradizione

Al mattino il gastronomo Riccardo Gasparini e la dott.ssa Manuela Tessari, di Slow Food distretto Colline Trevigiane, organizzano per gli alunni della classe IV°, della scuola primaria di Soligo, un laboratorio ludico che ha l’intento di sviluppare il tatto, il gusto, l’olfatto e la vista nella percezione e degustazione dei prodotti alimentari tipici della tradizione locale ed italiana.

Alla sera a partire dalle ore 19,30 si organizzano, sempre in collaborazione di Slow Food, distretto Colline Trevigiane, 4 degustazioni guidate anche di presidi:
* “la Sopressa, quella vera”, presenta Cesare de Stefani titolare con il fratello Giacomo della Salumeria Valdobbiadenese De Stefani;
* “L’oca in onto & compagne”, presenta Manuela Terrari dell’Agriturismo Mondragon
* “Il formaggio è servito”, con Manuela Scilla responsabile comuinicazione di A.Pro.La.V
* “Il vino: abbinamenti e servizio”, con l’enologo-somellier Mario Pegoraro.
Degustazioni gratuite previa iscrizione in azienda, massimo 25 persone ciascuna.

Come sempre saranno nostre valide spalle alcuni componenti del Gruppo Alpini, sezione di Soligo, che cucineranno la Polenta con il Mais Bianco Perla, presidio Slow Food. Oltre alla sopressa ed al formaggio biologico, quest’anno degusteremo un altro prodotto tipico della nostra tradizione “il minestrone di fagioli”, preparata con amore dal “Gruppo Intrecci”.

All’insegna della risata, quest’anno il cabarettista Danilo Vizzini (importanti esperienze radiotelevisive, in teatri e nei migliori club d’Italia fino a quelli più noti come “Bagaglino”, “Zelig” e “Colorado cafè”) ci intratterrà con lo spettacolo dal titolo “Chitarrappresento?”, un viaggio nella storia di un cantante nato ai bordi del mondo, in una ridente città del sud che tenta di entrare nel mondo della canzone con una sola missione: incantare e divertire il pubblico! In questo spettacolo il protagonista è attore comico, intrattenitore, cantante, imitatore, caratterista e… musicista. Lo spettacolo adeguatamente strutturato, è denso di raffinata ironia, mai volgare e per tutte le età.

Gran finale con il gruppo SineTerra, sei musicisti provenienti da diverse parti d’Italia, insieme per esplorare ed avvicinarsi a mondi culturali diversi, attraverso ritmi, atmosfere, armonie dalle balcaniche, a quelle della tradizione del sud d’Italia oppure canti dalla cultura veneta e sud-americani. La musica scelta nel repertorio dei SineTerra mira anche a creare momenti di forte aggregazione sociale, il ritmo che sprigionano è un sano invito alla danza e all’espressione libera del corpo.

Naturalmente il tutto annaffiato dal buon Novello: anche quest’anno ben fruttato e con un tocco in più dato dal Refosco dal Peduncolo Rosso. Si percepiranno infatti le note di mora selvatica, frutta rossa e sensazioni floreali di viola mammola, conferite da questo vitigno.

[fonte Perlage, ripreso da Greenplanet.net]


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martedì 24 ottobre 2006

ilMangiabio, il nuovo quindicinale on line per i consumatori biologici

IlMangiabio è un nuovo quindicinale on line che si occupa di alimentazione e consumi biologici, edito dall'AIAB (Associazione italiana agricoltura biologica) e destinato ai consumatori. La nuova pubblicazione si rivolge a coloro che consumano prodotti biologici e a chi vorrebbe consumarli ma li conosce poco o non sa dove trovarli.
E’ una pubblicazione che parte dall’idea che mangiare biologico e mangiare secondo l’andamento delle stagioni non solo fa bene alla salute e al benessere della propria persona ma è un comportamento che sostiene anche uno sviluppo ambientale e naturale equo ed equilibrato.
L’informazione alimentare e culinaria è curata dal Mangiabio in collaborazione con la rivista Cucina Naturale, edita da Tecniche Nuove. Ogni numero offre ai lettori informazioni e schede sui prodotti ortofrutticoli di stagione e su come cucinarli al meglio, presentando ricette facili e appetitose. Ogni numero presenta la dieta di una giornata alimentare all’insegna della regola delle “5 porzioni al giorno di frutta e verdura”, dalla prima colazione alla cena.
In ogni numero, inoltre, è possibile trovare notizie, avvenimenti, notizie sugli agriturismi e sul mondo della scuola, nuovi prodotti e promozioni, gruppi di acquisto e la Posta dei Lettori, per soddisfare dubbi e curiosità.
Il Mangiabio è diretto da Benedetta Torrani. In redazione ci sono: Arianna Castagna, Francesco Diomede, Enrico Erba, Luigi Guarrera, Francesca Montagna, Livia Ortolani, Raffaella Roviglioni, Franco Travaglini, Gaspare Valenti, Alessandra Viana … e tutti quelli che vogliono collaborare, inviando notizie, suggerimenti, richieste o critiche.

Per contattare la redazione ilmangiabio@aiab.it

Per abbonarsi gratuitamente

Per consultare l'archivio dei vecchi numeri


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lunedì 23 ottobre 2006

Bio&Dinamica al Merano Wine Festival

Si svolgerà come manifestazione collaterale del Merano International WineFestival & Culinaria 2006 l'evento Bio&Dynamica, che si presenta quest’anno con un numero amplificato di 54 produttori di selezionati vini da agricoltura biologica e/o biodinamica, provenienti da Italia, Francia, Austria e Slovenia.
L'appuntamento si terrà nel bellissimo ambiente del Castel Katzenzungen a Prissiano, nelle vicinanze di Merano. Si tratta di un castello in piena regola, con la particolarità della vite più antica e grande d’Europa: ha circa 400 anni sulle spalle, le foglie coprono una superficie di 350 metri quadrati. Una rarità veramente da non perdere!


  • Quando: venerdì 10 novembre 2006 dalle 10 alle18.
  • Ingresso: 30 €
  • Prevendita: ticket@gourmetsi.com
  • Come arrivare: via Bolzano-Nalles-Prissiano oppure Merano-Lana-Prissiano e poi seguire l’indicazione in loco.
  • Per la cena: chi desidera terminare la giornata in compagnia, è benvenuto al Bauerntörggelen, una tradizione tipica tirolese della stagione autunnale, gustando dei piatti tipici e sfiziosità della oramai rinomata cucina altoatesina.
  • Prenotazione: direttamente al Castel Katzenzungen Tel. +39 0473 927018, Fax 0473-927277 oppure email: info@castel.katzenzungen.com.
Questo è l'elenco delle aziende presenti

ABRUZZO
°Emidio Pepe

EMILIA ROMAGNA
°Paolo Francesconi

FRIULI VENEZIA GIULIA
°Terpin Franco °“Borc Dodom” Denis Montanar °La Castellada °Princic Dario °Radikon °Zidarich Beniamino °Vodopivec Paolo e Valter

MARCHE

°Oasi degli Angeli

PIEMONTE

°Bera Vittorio e Figli °Cascina degli Ulivi °Giuseppe Rinaldi °Trinchero °Cappellano Teobaldo R.

ALTO ADIGE

°Tenute Loacker °Nusserhof °Plattner Johannes, Ebnerhof °Hartmann Donà

TOSCANA
°Pian dell’Orino °Casavecchia alla Piazza °Casina di Cornia °Fabbrica di San Martino °Fattoria Castellina °Fattoria Cerreto Libri °Il Paradiso di Manfredi °La Busattina °Poggio Trevvalle °Fattoria di Bacchereto °San Giuseppe °San Polino °Castello dei Rampolla °Montesecondo °Duemani °Tenuta di Valgiano °Caiarossa °Campi di Fonterenza °Cupano °Podere Salicutti °Riecine °Le Calle °Le Chiuse °Castagnoli °Podere Le Boncie

UMBRIA

°Paolo Bea

VENETO

°Filippi °Castello di Lispida

FRANCE

°Marcel Deiss °Clos des Epeneaux °Domaine Des Comtes Lafon °Confuron

ÖSTERREICH

°Weninger °Wimmer-Czerny °Pretterebner

SLOVENIJA
Mlečnik Valter


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domenica 22 ottobre 2006

Biologico lucano? Sì, grazie.

Il territorio della Basilicata si presenta particolarmente adatto allo sviluppo delle coltivazioni biologiche. Non a caso, in controtendenza con i dati nazionali, negli ultimi anni il numero delle aziende biologiche lucane certificate è cresciuto, passando da poco più di 500 nel 2000, a 2.333 del dicembre 2004, fino a circa 5500 produttori che risultavano iscritti al mese di luglio 2005.
Un interessante opuscolo divulgativo rivolto agli agricoltori lucani spiega come avvicinarsi al biologico; l'opuscolo si può trovare nel sito dell'Alsia, l'Agenzia lucana per lo sviluppo agricolo, ed è stato curato da Giuseppe (Pino) Mele, responsabile per l'Alsia del settore del biologico.

Nella pubblicazione (scaricabile in formato pdf), si possono trovare molte informazioni su cosa è l'agricoltura biologica, la certificazione, le tecniche di produzione.
L'opuscolo si può consultare direttamente on line.

All'interno dell'opuscolo, segnaliamo in particolare la scheda sulla coltivazione biologica della vite.
Ci si trovano consigli sintetici ma chiari sulla difesa del vigneto nelle varie fasi fenologiche.

Se avete curiosità di bere vini lucani biologici, vi segnaliamo la cantina biologica più conosciuta. Si tratta della azienda agricola Pisani, che si trova in Val di Agri e produce vini della Doc Terre dell’Alta Val d’Agri.

Vini biologici Pisani
Contrada San Lorenzo - 85059 VIGGIANO (PZ)
Telefono: 0975-314663
Fax: 0975-352000
www.vinibiologicipisani.it


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venerdì 20 ottobre 2006

Le cantine del vino biologico - Uccellaia (Piacenza)

Dalla Val Nure, in provincia di Piacenza, segnaliamo - grazie alla newsletter di Vinipiacentini.net - un'azienda vitivinicola che è riuscita a conciliare la produzione di qualità in vigna e in cantina con la conservazione dell'ambiente naturale in cui coltiva le proprie uve.
[informazioni tratte da Vinipiacentini.net]

Nei pressi di Vigolzone, in Val Nure, nascosta tra boschi e paesaggi davvero suggestivi, troviamo l'Azienda Agricola Uccellaia. Grazie alla sua posizione isolata e alla passione delle titolari per la natura, qui si produce uva rispettando i criteri delle coltivazioni biologiche. L'azienda è ancora oggi in espansione; negli ultimi anni Enrica Baroni e sua figlia Lali Nicoletti hanno impiantato nuovi vigneti e completato il periodo di conversione al biologico. Oltre alla personale convinzione che sia necessario proteggere l'ambiente, Enrica ha notato che dopo anni di non utilizzo dei diserbanti e di altri prodotti chimici sono tornate tantissime coccinelle che mangiano i piccoli insetti dannosi per le viti. Ci vuole molta costanza ma adesso hanno piante più resistenti e un equilibrio nell'ecosistema del proprio territorio. Nonostante questa scelta, non c'è intenzione di rivolgersi ad un mercato specializzato, ma di offrire semplicemente un valore aggiunto a chi acquista i vini dell'Uccellaia. Nel 2007 si prefiggono di certificare biologico non solo l'uva ma anche il vino riportando in azienda la vinificazione che ora avviene all'esterno. Madre e figlia seguono personalmente il lavoro in vigna e si affidano all'esperienza dell'enologo Paolo Perini per il lavoro di trasformazione in cantina.

Nel novembre di quest'anno verrà commercializzato un nuovo vino, un Merlot in purezza della vendemmia 2005. Della stessa vendemmia non usciranno invece le riserve per rispettare i parametri di qualità che l'azienda si è data; sono invece in uscita le riserve del 2003. Altra caratteristica dell'Uccellaia è di lavorare specialmente sui vini rossi: l'unica eccezione è un interessante vino rosato, il Cerasuolo, che ha riscosso così tanto successo da rendere necessario raddoppiare la produzione.

L'Azienda Agricola Uccellaia privilegia la vendita diretta, consigliamo quindi di andare direttamente in cantina per acquistare il vino de l'Uccellaia. La cantina è aperta per il pubblico da aprile ad ottobre, ma conviene sempre telefonare per annunciare il proprio arrivo.

L'azienda, come detto, ha terminato il periodo di conversione al biologico, ma i metodi dell'agricoltura biologica sono da sempre stati una scelta dell'Uccellaia. Viene perciò praticato l'inerbimento, si utilizzano i salici per legare, non si utilizza il diserbo chimico ma la lavorazione meccanica (sfalcio e trinciatura dei sermenti) per pulire la vigna. La legatura e la potatura vengono fatte rigorosamente a mano, così come la vendemmia.

La scheda completa dell'azienda Uccellaia su Vinipiacentini.net

Azienda Agrigola Uccellaia
Titolare: Enrica Baroni e Lali Nicoletti
Località Albarola - 29020 Vigolzone (PC)
Tel. 0523-870298
Fax 02-76313975
Email lallinicoletti@libero.it


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giovedì 19 ottobre 2006

"Foglie morte" e un bicchere di vino biologico friulano

Ancora il connubio arte e vini biologici: dopo Dante, la pittura.
Pubblichiamo la notizia di un'interessante mostra fotografica che si svolgerà in un'azienda del vino biologico friulana.
(fonte Teknemedia.net )

Arte, profumi, sapori, è un progetto che mira ad affiancare l’espressione artistica nelle sue varie forme alla buona cucina tradizionale, il tutto accompagnato dai vini, rigorosamente biologici, prodotti da oltre tre secoli dalla famiglia Sgubin.
L’idea è nata grazie all’incontro quasi casuale di Realtà Non Ordinaria con l’Azienda Vitivinicola Biologica Marina Sgubin.

Realtà Non Ordinaria è un gruppo “libero, spontaneo, indipendente” formato da pittori, fotografi, scrittori ed artisti di Mestre, Marghera, Favaro e Venezia. E’ un gruppo di amici che vogliono fare cultura al di fuori dei circuiti “ufficiali” e renderla fruibile a tutti. Nata nel 1977, Realtà non Ordinaria da sempre cerca di trovare canali diversi ed originali per comunicare ed esporre l’arte in modo nuovo, e per farla incontrare anche a quel pubblico che non frequenta musei e gallerie: il web, una concessionaria d’automobili, un parco, sono alcuni dei luoghi utilizzati per le loro mostre sui generis. Nulla di più naturale, allora, per un gruppo che vorrebbe agire senza limiti né vincoli di tempo, luoghi, o pubblico, che scegliere uno scenario suggestivo ed accogliente come quello che circonda il ristorante a conduzione familiare della famiglia Sgubin.

L’Azienda Vitivinicola Biologica Marina Sgubin ormai da anni coniuga la produzione di ottimi vini, ad un tempo tradizionali ed innovativi, con la ristorazione. Situato a Scriò, al confine con la Slovenia, a 280 m. sul livello del mare, il ristorante gode di una vista splendida, a 360o: quando è molto limpido si ha una panoramica completa del Friuli, dalle Dolomiti alle Alpi Giulie, mentre dal vicino vigneto, posto sul Vrh (“sommità”, in dialetto sloveno), si può spingere lo sguardo fino all’Adriatico.
L’Osteria Sgubin serve un’ottima cucina, in cui la tradizione friulana si sposa con quella slovena: il tutto grazie alla fantasia di Daniela, che nelle sue ricette ama utilizzare le erbette spontanee che crescono nei prati e nei boschi attorno al ristorante, e che danno quel sapore delicato ma nello stesso tempo intenso e difficile da dimenticare. Accostamenti nuovi ed ingredienti di stagione sono le peculiarità anche dei dolci di nonna Teresa, che contribuiscono a rendere il Menù sempre ricco ed appetitoso. Ad annaffiare nel miglior modo possibile gli Gnocchi di ricotta e ortiche o le Crespelle con punte di asparagi, i Tagliolini al tarasacco o i Maltagliati alla cacciatora, i Prosciutti e salumi di selvaggina o le numerose specialità a base di carni, ci pensano Marina e Luigi con i loro Refosco, Pinot nero, Merlot, Ribolla gialla e Schioppettino, senza dimenticare il Mariuta rosso ed il Mariuta bianco, realizzati con uvaggi diversi e chiamati così in omaggio alle due nonne, materna e paterna. Tali vini sono il frutto della continua evoluzione ed affinamento che da oltre tre secoli la famiglia ricerca, e tutte le uve provengono da coltivazione biologica. I vigneti, che si estendono su una superficie di circa 20 ettari godono di un'ottima inclinazione che permette un’ideale irradiazione solare ed un’equilibrata esposizione metereologica, e non richiedono quindi nessun concime né altre cure “chimiche” per dare i loro frutti.

L'iniziativa - La mostra "Foglie morte" di Gabriella Gallo

La Creatività si mette al servizio del corpo, della mente e dello spirito.
Arte, cucina ed ottimi vini s’incontrano per dar vita ad un’esperienza completa , inserito nella splendida cornice delle dolci colline del Collio friulano, tra boschi di querce, acacie, ciliegi selvatici e ancora peri, castagni, larici e susini.
Arte, profumi, sapori, nasce dall’incontro, quasi casuale, di Realtà Non Ordinaria con l’Azienda Vitivinicola Biologica Marina Sgubin.
La Creatività degli artisti che esporranno a Scriò, si coniugherà così con quella che Luigi e Marina utilizzano da sempre nella produzione dei loro ottimi vini, rigorosamente biologici, e con quella che Daniela e nonna Teresa impiegano nell’inventare sempre nuove ricette, prendendo spunto dal “sapore” dei luoghi.

Mostra "Foglie morte" di Gabriella Gallo
Apre: 15-10-2006
Chiude: 30-11-2006
Orari:
Dal lunedì alla domenica 11-15 e 18-20
(escluso martedì e mercoledì, per chiusura settimanale)
La mostra si svolge presso:

Azienda Vitivinicola Biologica Marina Sgubin
Località Scriò, 13
Dolegna del Collio (Gorizia)
Tel.++39-0481-60371
Fax ++39-0481-634527
info@sgubin.it
http://www.sgubin.it


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giovedì 12 ottobre 2006

Dante nella cantina biologica

Dopo il successo delle letture dantesche di Roberto Benigni, anche il vino biologico si interessa della "Divina Commedia". Alla cantina Perlage di Soligo (TV), storica cantina del vino biologico, di cui ci siamo già occupati nel Blog [qui e poi qui], il 23 ottobre si svolgerà “Alle soglie dell’inferno dantesco”, lettura e presentazione del canto III dell’Inferno. In bocca al lupo per una manifestazione così particolare.


"Conosci il Paese dove fioriscono i limoni?" chiedeva Goethe nel corso del suo viaggio in Italia durante il quale trovò nuova vitalità e nuovi impulsi per il suo spirito. E continuava: “…Ma, una volta superate le Alpi, ecco il ‘Giardino Italia’! Vigneti, alberi di frutta, distese di fiori... e un cielo straordinariamente azzurro. Nei centri urbani la gente era più vivace e allegra di quella delle città nordeuropee. Le spiagge erano splendide...”.

Ebbene il fascino della cultura e storia italiana che ammaliava il viaggiatore tedesco nel Settecento è rimasto pressoché immutato ai giorni nostri.
In tutta la Germania sono presenti associazioni – Verein - che promuovono la cultura italiana: la Società “Dante Alighieri” di Lubecca, in particolare, organizza conferenze di carattere storico ed architettonico, collaborazioni tra artisti italiani e tedeschi, proiezioni cinematografiche, rappresentazioni teatrali, corsi di italiano per principianti e corsi di conversazione per i più avanzati, corsi di cucina e di degustazione vini. Non possono mancare inoltre i viaggi in Italia per apprezzare direttamente la bellezza dello “stivale”.

Ecco ancora un commento di Goethe, dal suo viaggio in Italia:
“...Dirò solo poche parole sul mio itinerario da Padova fin qui. Il viaggio sul Brenta, su una nave a servizio pubblico in compagnia di persone davvero a modo, è risultato comodo e piacevole: fra di loro gli italiani sono cortesi e pieni di riguardi. Le rive del fiume sono costellate di giardini e ville; si vedono piccoli villaggi che sorgono quasi sul corso d'acqua, che per lunghi tratti è rasentato da una strada molto animata.”

Al giorno d’oggi i territori ad alta vocazione vinicola – Soave, Chianti – solo per citarne un paio, diventano mete “golose” per gli amanti della cultura italiana: l’area del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene rientra sempre più spesso nei programmi dei gitanti d’oltralpe.

Un gruppo “scelto” di membri della Società “Dante Alighieri” di Lubecca onorerà la Perlage Vini con una visita il 23 ottobre p.v. Il sig. Arnim Mann, oltre ad essere responsabile della redazione del “gazzettino” all’interno della “Dante Alighieri” e capofila del gruppo, è infatti anche fervente promotore dell’agricoltura biologica e diffusore dei vini biologici italiani in particolare.

La Perlage, che produce vini biologici dal 1985, per accogliere il gruppo e rendere indimenticabile la visita alla cantina ed al nostro territorio ha organizzato una conferenza a tema sul canto III dell’Inferno, presentato dall’illustre professor Carmelo Ciccia.

Il professor Ciccia, scrittore, latinista, animatore culturale e conferenziere in Italia ed all’estero, fondatore del gruppo “Amici di Dante” di Conegliano, per il quale ha ideato e cura l’annuale “Maggio Dantesco”, e attualmente docente di letteratura italiana all’università della terza età di Conegliano, ha accolto con entusiasmo l’invito della Perlage di tenere una conferenza su Dante in un ambiente “singolare” quale una cantina.

La conferenza-lettura, arricchita anche dalla proiezione di alcune illustrazioni della Divina Commedia e da un relativo contributo audio, è organizzata per le ore 19 del 23 ottobre ed è aperta a tutti gli appassionati.
Esclusivamente per il gruppo di amici tedeschi seguirà un rinfresco a base di prodotti tipici e biologici.

[fonte Perlage, ripreso da Greenplanet]


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lunedì 9 ottobre 2006

Le ricette di Mamma Pina

È in linea con una nuova veste grafica (ma anche con un nuovo sistema di gestione, ammesso che il termine sia esatto) il sito MammaPina.it , che raccoglie, come si legge nell'intestazione, consigli e ricette di Mamma Pina.

Ancora un sito di ricette, diranno i lettori?

Sì, ma con qualcosa in più (altrimenti non sarebbe uno dei nostri preferiti!). Volete sapere quale è l'originalità di MammaPina.it? È un sito che ospita esclusivamente ricette ideate, modificate e realizzate direttamente da Mamma Pina, cioè dal personaggio alla base del sito. Le ricette non sono scopiazzate, prese qua e là, come spesso accade su Internet, e riciclate all'infinito.

Qui trovate alcuni esempi di piatti da provare:


Come vedete, non sono ricette elaboratissime, complicate, frutto della cucina creativa; alcune sono originali, altre invece, come i pomodori con il riso o le alici gratinate, sono ricette molto conosciute. Ogni piatto, però, è stato testato direttamente, come confermano anche le foto originali realizzate dopo la preparazione dei piatti (e prima della degustazione!!).
Quindi provate le ricette e, se non vi piacciono o non vi vengono bene, saprete con chi prendervela.

In bocca a lupo a MammaPina.it e a Patrizia in redazione!


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giovedì 28 settembre 2006

I vini biologici della Fattoria La Marietta di Scansano (GR)

C'erano anche i vini della Fattoria La Marietta - Vigna Marietta e Campocecco - alla presentazione del libro "Il romanzo del vino" dell'enologo Roberto Cipresso a Roma, all'Hotel Parco dei Principi.
Per la presentazione, infatti, sono stati aperti banchi d'assaggio di tutte le aziende seguite dall'enologo, tra cui c'era anche un'altra azienda biologica, Ca' Orologio di Baone (PD).
La Fattoria La Marietta è una giovane azienda che ha scelto il biologico per il vigneto e la cantina. Ecco una presentazione tratta dal sito dell'azienda.


L'azienda, leale ai precetti dell'agricoltura biologica nella conduzione delle pratiche agronomiche e nella vinificazione prevede attualmente un'estensione della superficie vitata di 3,5 ettari. I suoli, esposti a sud, sono di medio impasto, galestrosi con presenza di quarzi e pietrafocaia.L'altitudine corrisponde a 250 metri s.l.m. e l'orientamento, diretto verso il mare, espone il vigneto, coltivato a Sangiovese, Cabernet Sauvignon e Merlot, a brezze che in inverno contribuiscono a mitigarne il clima e nella stagione estiva favoriscono la presenza di escursioni termiche che incrementano la complessità aromatica del vino.

Il sistema di allevamento adottato è il cordone speronato unilaterale, con curvatura rivolta a valle e 4/5 speroni a due gemme. La densità d'impianto corrisponde a 5.000 piante ad ettaro con rese unitarie di circa 50 quintali. Ottenute da un suolo severo e attraverso l'applicazione di diradamenti successivi. La vendemmia, rigorosamente manuale, si estende dalla terza decade del mese di settembre alla prima del mese di ottobre.

La vinificazione avviene in serbatoi in acciaio; l'affinamento e la fermentazione malolattica hanno luogo in tonneaux di rovere francese della capacità di 5 ettolitri; l'imbottigliamento, preceduto di circa 50 giorni dall'esecuzione degli assemblaggi, non prevede filtrazione; pertanto, l'eventuale presenza di sedimenti dovrà essere interpretata solo come indice di genuinità.


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martedì 26 settembre 2006

In vino veritas?

Pubblichiamo un articolo della naturopata Susanna Berginc di Trieste, tratto dalla newsletter del suo sito Naturalmente. Ci sono spunti interessanti anche per la produzione ed il consumo di vini biologici.


Certamente in una regione come la nostra (il Friuli Venezia Giulia, ndb), dove il vino ha fatto e fa ancora cultura, non è facile parlarne male. Ma purtroppo il vino è l'alimento che può "vantare" il più alto numero di frodi, e nemmeno il migliore esperto se non lo sa, può dire "questo è un vino genuino" oppure se è fatto col bastone, come si suol dire.
Dal punto di vista legale, le cose non vanno meglio: norme disordinate, incuranti della salvaguardia della qualità del vino, che permettono ai produttori di venderci veramente delle emerite schifezze, dato che in Italia la legge li esenta dall'obbligo di elencare in etichetta ingredienti ed additivi.

Iniziamo dai solfiti, che preservano nel tempo le caratteristiche del vino, proteggendolo dal deterioramento provocato da micororganismi bloccando muffa e batteri. Fin qui tutto bene, ma resta il fatto che gli effetti tossicologici più rilevanti sono: l'inattivazione della vit.B1 (a seguito della sua carenza, opera anche del dilagante abuso di zucchero, abbiamo sintomi quali stanchezza cronica, depressione e rabbia), irritazione dell'apparato digerente, cerchio alla testa (infatti i solfiti sono i responsabili degli effetti sgradevoli dopo il consumo di vino).
Vediamoli nel dettaglio.
  • E 220 Anidride solforosa. Può causare reazioni allergiche, asma, provoca la perdita di calcio e distrugge la B1. E' un irritante del tubo digerente.
  • E 221 Sodio solfito E 222 Bisolfito di sodio - E223 Metabisolfito di sodio - E224 Metabisolfito di potassio
  • Provocano mal di testa e reazione di sensibilità, debolezza, respirazione faticosa, tosse e ansimazione.
  • E 225 Potassio solfito. Vietato in svizzera.
  • E 226 Solfito di calcio - E 227 Bisolfito di calcio. Vietati in Australia.
  • E 228 Potassio solfito acido. Vedi E 220.

NdS: Se una sostanza è vietata in un altro paese, un motivo ci dovrà ben essere.

Nel vino si possono anche aggiungere lieviti, bicarbonato, fosfati, acido tartarico e citrico, acidificazioni e disacidificazioni, enocianina e tannino (essendo astringente, provoca stitichezza in soggetti predisposti), caseina e cabinati, albumine animali, zucchero, azoto, enzima invertasi per trasformare il saccarosio in glucosio e produrre vini artificiali legali. Ma è anche legale (DM 12/3/1968) l'uso di isosolfocianato di etile (essenza di senape) che viene sciolta nella paraffina (che si estrae con solventi dal petrolio), di enzimi pectolitici (DM 8/9/1976) che se non vengono usati correttamente possono formare alcole metilico (metanolo!).
Addirittura si può chiedere l'autorizzazione per la "demetallizzazione" (DM 5/9/1962), e cioè eseguire un lungo trattamento con ferrocianuro di potassio che, se non viene eseguito a regola d'arte può lasciare nel vino residui di ferrocianuri e di acido cianidrico libero e combinato. Dal 1980 (DM 28/11/1980 e succ. modifiche) si può elaborare il mosto con l'aggiunta di resine ioniche, con una tale lista di cautele che sembra stiano parlando di un esplosivo.
In conclusione, gli acronimi D.O.C e D.O.C.G. non indicano la bontà o la genuinità del vino, ma SOLAMENTE la tutela del nome e del marchio associato a quel tipo di vino!

Come fare allora, per bersi in pace un buon bicchiere di vino? Sull'etichetta vanno bene scritte del tipo "Imbottigliato all'origine da..", "Vinificato e imbottigliato da..", "Vino ottenuto da uve prodotte nelle proprie tenute e imbottigliato all'origine dal viticoltore". Invece non va bene la dicitura "Vino prodotto ed imbottigliato in zona d'origine" in quanto significa che il vino è prodotto ed imbottigliato nella stessa zona dell'uva ma la sua qualità e provenienza non può essere accertata. Peggio ancora se c'è solo scritto "Imbottigliato da.".
Anche i più seri produttori possono impiegare diversi additivi chimici; se siete affezionati ad un vino, scrivete al produttore e chiedete informazioni.
Un discorso a parte lo merita il vino biologico pochi altri prodotti con tecniche e in impianti moderni, che viene prodotto da uve trattate solo con fertilizzanti e concimi organici, senza pesticidi (che rimangono nel vino) od altri additivi. Chi soffre di disturbi quali asma, cefalee ricorrenti, stanchezza e non vuole rinunciare al suo bicchier di vino, provi per un periodo un vino biologico per rendersi conto della differenza.

Bibliografia
La chimica in pentola, di Roberto Pinton, Gaia Book
Quattro sberle in padella, di S. Carnazzi e S. Apuzzo, Stampa Alternativa
La nuova dietetica, di Luigi Costacurta, Ed. Medicina Naturale


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sabato 16 settembre 2006

A tavola con i vini biologici / Varese

Iniziamo con questa notizia una rubrica in cui presenteremo, in modo non organico né organizzato, luoghi e occasioni dove si può mangiare accompagnando le pietanze con un buon bicchiere di vino biologico.Ristoranti, agriturismi, circoli, wine bar, enoteche, feste di piazza, sagre paesane: segnaleremo locali e appuntamenti di vario genere in cui c'è un occhio di riguardo per i vini biologici.
Un'avvertenza importante: non si tratta di recensioni, non ci sono voti o forchette, non sempre sono locali sperimentati direttamente, per cui non garantiamo per i posti segnalati; comunque cercheremo, nei limiti del possibile, di evitare "fregature".
I lettori sono invitati a mandarci le loro segnalazioni e commentare (nel bene e nel male) ristoranti e locali citati negli articoli.
Oggi tocca al Circolo Sancho Panza di via De Cristoforis a Varese.
Buon appetito e brindate alla nostra salute!

Riapre i battenti dopo la chiusura estiva il circolo Sancho Panza in via De Cristoforis a Varese. Un programma ricco di eventi musicali e di novità culinarie: dal menù macrobiotico al pacchetto speciale cena più cinema. A pochi mesi dal cambio di gestione, Meme Battaggi, nuovo direttore artistico del locale, vuole rilanciare l'immagine del bar.

Quali sono le novità per il prossimo anno al Sancho Panza?
Intanto credo sia importante chiarire che Sancho Panza è una cooperativa sociale che esiste grazie al lavoro di tanti volontari e permette di far lavorare alcuni inserimenti lavorativi. Lo dico perché dopo i gloriosi tempi della cooperativa Novecento ci sono state, negli ultimi due anni diverse gestioni fallimentari che hanno dato cattiva fama a questo posto. Il Sancho Panza è un circolo: un luogo dove bersi un buon bicchiere di vino di produzione critica e biologica, vedere una mostra di foto, gustarsi un bel concerto a ingresso gratuito e mangiare bene a buon prezzo.

E il vino critico che cos'è?
La definizione vino critico deriva da quello che era il circuito Critical Wine. Un progetto fondato da Luigi Veronelli che si prefigge come obiettivo primario quello di mettere in stretto rapporto il produttore col consumatore, in modo da creare una filiera corta che elimina qualsiasi tramite di distribuzione. Abbiamo vini biologici che vengono dalla cooperativa Valli Unite dei Colli tortonesi, da Cebrelli dell'Oltrepo pavese e un Prosecco buonissimo di Spagnol della Valdobbiadene.

Quando si può venire al Sancho Panza, quando siete aperti?
Quest'anno apriamo la trattoria a mezzogiorno dal lunedì al venerdì con menù fisso a 10 euro. La sera è aperto invece dal giovedì alla domenica dalle 19.00 alle 1.00. La novità è che apriamo il bar grazie al lavoro volontario dei soci anche il martedì e il mercoledì dalle 20.00 alle 24.00.

(fonte: www.varesenews.it)

Per leggere l'articolo intero su VareseNews

Circolo Sancho Panza di via De Cristoforis, 5 - Varese
Tel. 0332-235458


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