Corsi di degustazione dei vini biologici

Corsi di degustazione dei vini biologici
Marzo 2015 a Roma

lunedì 10 gennaio 2011

Una degustazione enomusicale alla enoteca Vivanda di Firenze

Vi segnaliamo una degustazione enomusicale che si svolge martedì 11 gennaio 2011 a Firenze, presso Vivanda, la prima enoteca di vini biologici della città. 
Ogni piatto prevede l'accompagnamento di un diverso vino biologico e della musica dal vivo del pianista Roberto Andreucci: un'idea originale per un serata diversa in compagnia dei vini biologici.
Vivanda si trova nel cuore di Firenze, tra Piazza Santo Spirito e Piazza del Carmine. E' un’enoteca unica nel suo genere in città, perché è la prima a vendere solo vini biologici e prodotti gastronomici di alta qualità. Un angolo accogliente d’Oltrarno nel quale potersi rilassare, l’ideale per una sosta a pranzo o a cena seduti in un ambiente piacevole dove il tradizionalismo culinario si sposa con il sottofondo di musica jazz e gli interni arredati con gusto ricercato.
Da Vivanda trovate oltre 120 etichette dei migliori vini biologici italiani e del mondo, oltre ad alimenti biologici, verdure a km zero, formaggi e carni da animali allevati al pascolo libero.


Martedì 11 gennaio 2011 ore 21
Firenze - Enoteca Vivanda
via Santa Monaca 7/r,  accanto a Piazza del Carmine
www.vivandafirenze.it
Per informazioni e prenotazioni: 055-2381208 vivandafirenze@gmail.com

DEGUSTAZIONE ENOMUSICALE
CONCERTO CENA
i piatti dello Chef Piero Pizzamano accompagnati da 4 vini biologici e dalle note del pianista Roberto Andreucci


Una cena intima e particolare dove il pianoforte e le forchette saranno i principali protagonisti della serata
COSTO EURO 30 su prenotazione

ANTIPASTO:
Sformatino di Carciofo Empolese Biologico accompagnato da una salsa calda di Groviera e Olio Extravergine IGP dell' Az. Agr. La Pineta di Fucecchio;
abbinamento enomusicale:
PROSECCO naturale sui lieviti di Lorenzo Gatti con I'VE GOT RHYTHM (G.GERSHWIN)

PRIMO PIATTO:
Sedanini leggermente piccanti, alla Caruso, con salsa di pomodoro, bacche di Ginepro e straccetti di pollo;
abbinamento enomusicale:
LAMBRUSCO secco brioso con TAKE THE A TRAIN (D.ELLINGTON)

SECONDO PIATTO:
Spezzatino tenero con un contorno di finocchi al forno della Fattoria di Corazzano, San Miniato;
abbinamento enomusicale:
CHIANTI CLASSICO della Fattoria San Michele a Torri con STARDUST-MISTY (H.CHARMICHAEL- E. GARNER)

DOLCE:
mousse al ginger con gocce di cioccolato fondente
abbinamento enomusicale:
MALVASIA DOLCE con MOONLIGHT SERENADE (G.MILLER)


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martedì 23 novembre 2010

L'ecologia è un affare per il vino: parola di J.C. Boisset

Jean-Charles Boisset, erede di una grande famiglia del vino francese, spiega le azioni della sua impresa per la riduzione dell'impronta di carbonio.
Le scelte riguardano imballaggi alternativi, più leggeri, che rendono più semplice il trasporto.
L'azienda è anche impegnata nella viticoltura biologica.

L'articolo che riportiamo testimonia del grande interesse per ila lato "verde" del vino che c'è ormai in tutto il mondo.
Si parla in particolare della riduzione dell'impronta del carbonio. Alcune delle soluzioni proposte, come il Pet, mi lasciano perplesso, soprattutto se usate per il vino. Mi chiedo se per esempio un progetto come quello delle bottiglie di vetro "vuoto a rendere" non finirebbe per avere un impatto complessivo molto minore.
Resta il fatto che grandi aziende internazionali, come Boisset, guardano con grande attenzione

L'ecologia è un affare per il vino
 
Jean-Charles Boisset è l'erede del maggior impero vinicolo della Borgogna. È stato soprannominato “Mr. Pinot Nero” per il suo amore per l'uva che coltiva sui due lati dell'Atlantico. A 41 anni, dopo aver passato gran parte della giovinezza in California prendendo sole, facendo surf e prendendo una laurea in amministrazione d'impresa, vive secondo poche regole che ha appreso da piccolo.
 
Siamo i guardiani della Terra: è una cosa che ho appreso dalle mie nonne” dice Boisset che l'anno scorso ha unito la sua dinastia enologia con un'altra famosa, in questo caso statunitense, sposando Gina Gallo.
Durante la sua infanzia a Vougeot una delle  nonne, insegnante di scienze, “mi insegnò tante cose sulla natura e sull'importanza di ogni parte della natura: le piante, gli insetti... Da mia nonna ho appreso in concreto l'agricoltura biologica e biodinamica”.
L'altra nonna gli insegnò invece il riciclaggio degli oggetti. 
 
Gli occhi di Boisset si illuminano nel ricordare il momento in cui si è reso conto che il 70% dei 31 miliardi di bottiglie di vino che si bevono ogni anno nel mondo sono vendute al prezzo di 8 euro o meno a bottiglia. Di questo 70%, un altro 70% si beve entro un periodo che va da mezz'ora a tre ore.
Aggiunge Boisset: “Circa il 70% del costo di una bottiglia di vino è costituito dall'imballaggio, dal trasporto, dall'etichettatura ecc. Questo significa che il vino solo il 30% del costo della bottiglia. Non sarebbe meglio se potessimo ridurre questo 70% ed investire il denaro risparmiato nella qualità del vino?”.
 
Questo è quello che più o meno ha cercato di fare in alcune della cantine di famiglia in Francia e in California.
Concentrandosi sulla riduzione dell'impronta di carbonio dell'impresa, ha messo vini varietali, come Pinot Nero, Cabernet Sauvignon, Merlot e Chardonnay del Languedoc-Rosellon, in contenitori di cartone laminato da un litro, lo stesso tipo di imballaggio usato per i succhi di frutta dei bambini. Boisset ha anche imbottigliato un Merlot della California, il Fog Mountain, in bottiglie di Pet da un litro, lo stesso tipo di bottiglie di plastica riciclabile usate per le bevande gassate.
Per i consumatori questo significa disporre di vino in recipienti che non si rompono, leggeri, facili da portare anche in un picnic all'aperto. Per Boisset vuol dire una riduzione drastica dei costi di trasporto e, quindi, la riduzione dell'impronta di carbonio. Per la sua azione per la riduzione e l'innovazione negli imballaggi, la rivista “Wine Enthusiast” gli ha assegnato nel 2009 il premio come Innovatore dell'anno.
 
Un'altra iniziativa recente consiste nel mettere piccole botti di legno, con all'interno un contenitore di plastica riutilizzabile pieno di vino della sua cantina DeLoach, con certificazione biologica, nei ristoranti. I clienti possono prendere direttamente il vino al bicchiere.
Il suo Beaujolais Nouveau Mommessin 2010, infine, uscirà a fine novembre in bottiglie di vetro più leggere di quelle usate di solito.
“La cosa importante, in tutti questi tipi di contenitori, è che il vino sia di buona qualità. La qualità è quello che ci differenzia. E l'imballaggio è un modo, così come la viticoltura biologica o biodinamica, per rispettare la natura” dice Boisset.
 
Boisset concepisce il suo impero del vino come “una piccola impresa familiare”, che dirige insieme alla sorella Nathalie. E non nasconde il fatto che alcuni dei suoi vini, che si vendono a costi molto superiori agli 8 euro alla bottiglia, come i Bonnes Mares Grand Cru o i Musigny Grand Cru del Domaine de la Vougeraie, devono continuare ad essere imbottigliati in bottiglie di vetro tradizionali.
 
“Il modo in cui facciamo le cose oggi, il modo in cui viviamo oggi, non è il modo che si usava secoli fa. Non credo che uno debba associare il vino con lo snobismo e la pretenziosità. Il vino deve essere divertente e questo è quello che cerco di fare... mantenendo sempre il rispetto per la natura”.

[fonte El Mundo Vino/AgraPress]


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giovedì 4 novembre 2010

Incontro con il vino biodinamico alla Città dell'Altraeconomia di Roma

Segnaliamo con piacere un incontro sul vino biodinamico che si svolge a Roma, nella Città dell'AltraEconomia di Testaccio.
Della Città ci siamo già occupati qui nel blog e anche nel Mondo dell'agricoltura biologica.
La Città ha corso il rischio di chiusura, per ora scongiurato. Se possibile, visitiamola e frequentiamo le sue attività per sostenere questa importante iniziativa.

Potete anche firmare la petizione per chiedere la continuazione della Città.

Riprendono gli incontri con i produttori a SPAZIO BIO !

Sabato 6 Novembre 2010 appuntamento con il vino prodotto con uve da agricoltura biodinamica dell'Azienda Agricola Claudio Menicocci di fabrica di Roma (Viterbo) (http://www.biodynamic.it/italiano/famiglia.html).

Dalle 16 alle 19 sarà presente il produttore che illustrerà ai clienti la storia dell'azienda e le proprie tecniche di coltivazione e vinificazione e offrirà in degustazione i propri vini !

Spazio Bio è il negozio dei produttori biologici della Città aperto tutti i giorni tranne il lunedì presso la Città dell'altra Economia di Roma a Largo Dino Frisullo ( ex Mattatoio di Testaccio)

La Città è aperta, Vi aspettiamo !!


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martedì 2 novembre 2010

"Drink Sharing": bere responsabilmente il vino (biologico)

La cantina Perlage, un'azienda storica del vino biologico in Italia, compie venticinque anni. La Perlage, oltre a fare ottimi vini bio, in particolare il Prosecco Docg di Conegliano, è molto attiva e originale nel promuovere iniziative che uniscono il vino alla cultura.

Un evento ormai tradizionale è la Festa del Novello, che quest'anno raggiunge la decima edizione (un altro compleanno da sottolineare) e che si terrà sabato 13 novembre 2010.

In questa occasione Perlage lancia una nuova idea per sostenere il consumo responsabile del vino e degli alcolici: un problema molto grave, soprattutto tra i giovani e giovanissimi, di cui si parla davvero troppo poco.


La Perlage sosterrà il consumo responsabile, premiando i "guidatori" che dopo la festa avranno superato il test dell'etilometro, sarà dato un attestato di partecipazione, un buono omaggio per l'acquisto di una bottiglia di vino biologico in cantina e un rimborso di 5 euro sul biglietto di ingresso.


L'iniziativa si svolge all'interno di un programma di iniziative sul consumo responsabile di vino: ne riparleremo nel Blog.



REGOLAMENTO DI PARTECIPAZIONE A “DRINK SHARING”
Io rispetto il limite perché mi rispetto

  1. Possono partecipare tutti coloro che hanno raggiunto la cantina in automobile, di seguito denominati “autisti” ;
  2. All’ingresso, gli autisti dovranno recarsi allo stand “Ingresso Autisti Drink Sharing” dove riceveranno una coccarda;
  3. L’autista è libero di partecipare a tutte le attività e accedere a tutti i buffet (buffet vino e buffet cibo) per tutta la serata;
  4. All’uscita, l’autista si recherà allo stand “Ingresso Autisti Drink Sharing” e sarà sottoposto alla prova etilometro: se il livello raggiunto è inferiore allo 0.5, l’autista riceverà un attestato di partecipazione, un buono omaggio per l’acquisto di una bottiglia in cantina e gli verranno rimborsati 5 euro del biglietto di ingresso;
  5. L’evento Drink Sharing si svolge in linea con la politica di Perlage di “bere con moderazione” sia per chi guida (Drink Sharing Project) sia tra i giovani (Video Erase and Re…Wine) e nasce dall’esperienza del Progetto Sibilla dell’ULSS 7 di Pieve di Soligo per la prevenzione dell’abuso tra i giovani.

Consigli per godervi la serata…
  • Chi beve non guida
  • Per godervi la serata in tutta tranquillità, prima di ordinare stabilite chi deve guidare l’automobile per tornare a casa
  • Conviene decidere già prima della festa chi rinuncerà agli alcolici per portare a casa le persone che possono bere alcolici. Oppure, se si sa già in anticipo di voler bere alcolici è meglio lasciare a casa la propria macchina e prendere i mezzi pubblici o un taxi che sono molto più convenienti dei costi derivanti da un incidente o dalla revoca della patente
  • Se qualcuno della compagnia non vuole (più) bere, va accettata la decisione
  • Chi non vuole bere alcolici non è né un guastafeste né un fifone, bensì una persona coraggiosa
  • Se, malgrado i buoni propositi, avete bevuto troppo, non sedetevi al volante. Lasciatevi chiamare un taxi che vi porterà a casa in tutta sicurezza
  • Secondo il codice della strada (art. 186 e successive modifiche) il limite legale di alcolemia (concentrazione di alcol nel sangue) alla guida non deve superare 0,5 grammi di alcol per litro di sangue


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CapalBIOFattoria: vini biologici dalla Maremma toscana

"Noi crediamo nell’ecologia della vita, qualcosa di più del semplice ambientalismo: è un modo di essere che deve portare ogni giorno ad adeguare le nostre azioni al rispetto di tutte le forme di vita ed alla difesa dell’ecosistema e della biodiversità, unica grande ricchezza comune a tutti gli esseri viventi."

Questa è la filosofia dichiarata di una giovane aziende biologica della Maremma, CapalBIOFattoria. Vi presentiamo una scheda sull'azienda e sui suoi vini. Ricordiamo che a CapalBIOFattoria si possono acquistare direttamente i prodotti dell'azienda: i vini, ovviamente, ma anche l'olio extravergine Silvestre, uova, ortaggi (in particolare carciofi) e frutta di stagione. Un'ottima meta per una gita, visto tra l'altro che in zona non avrete difficoltà a mangiare benissimo.
Vi segnaliamo con piacere questa azienda, in attesa di provare i suoi vini biologici, anche perché si trova in una zona, quella della Maremma, molto attiva nel settore del biologico.
Se qualcuno di voi ha assaggiato i vini di CapalBIOFattoria, lasciateci la vostra opinione!


CapalBIOFattoria

Azienda Agricola Biologica
Via Capalbio - Marsiliana - Località I Caprai
58011 Capalbio (Grosseto)
informazioni@capalbiofattoria.it
www.capalbiofattoria.it

CapalBIOFattoria nasce nel 2001 come azienda agricola biologica, una realtà all’insegna della difesa dell’ecosistema e del rispetto per tutte le forme di vita. La filosofia di questa azienda va al di là del semplice concetto di ambientalismo: CapalBIOFattoria vuole essere coerente con la sua idea di tutela ambientale attuando sistemi di produzione adeguati al rispetto di tutte le forme di vita ed alla difesa dell’ecosistema e della biodiversità: unica grande ricchezza comune a tutti gli esseri viventi.

L'azienda agricola è costituita da 136 ettari di cui 86 di seminativo con vigneto, uliveto e frutteto e 50 di bosco, nel quale vivono in libertà vacche chianine, vacche maremmane e asini amiatini. L’azienda ha scelto di aderire al biologico poiché vuole produrre vino e olio di grande qualità senza prodotti chimici ma solo utilizzando fertilizzanti naturali per offrire agli acquirenti cibi sani, naturali e certificati.

Prodotti di punta sono i vini. La prima vendemmia risale al 2006: i due vini di CapalBIOFattoria sono vera espressione del territorio che ospita l’azienda, a base di uve Sangiovese, che in Toscana trovano la loro migliore espressione.

L’etichetta Sassi Bruni IGT Toscana è frutto dell’assemblaggio delle varietà coltivate nella fattoria. In primis il Sangiovese, principe appunto delle terre toscane, seguito da Cabernet Sauvignon, circa 10%, Cabernet Franc, 10% e Merlot 20%. Le uve vengono raccolte e vinificate separatamente in piccoli tini di acciaio per circa 15-20 giorni. Segue poi la fermentazione malolattica e la maturazione in piccoli fusti di rovere per 8-9 mesi. Successivamente, quando i vini hanno raggiunto la piena maturità, segue il blend delle piccole masse per far nascere Sassi Bruni. È previsto poi l’affinamento in bottiglia per 3-4 mesi prima dell’immissione nel mercato. Questo vino è ottimo con primi piatti anche al sugo e carni, ma anche con preparazioni di pesce e molluschi.

L’altra etichetta dell’azienda è I Caprai DOC Riserva Capalbio, un Sangiovese in purezza, frutto di un’attenta selezione delle migliori uve di Sangiovese, prodotte vicino allo storico fontanile, dal quale il vino prende il nome. L’appezzamento “I Caprai” è il vigneto più vecchio presente in azienda. La vinificazione avviene con metodi tradizionali, come vuole la scuola toscana. Permane in macerazione per 16-20 giorni, in relazione all’annata e vengono effettuate ripetute follature del cappello, un po' come si faceva un tempo, quando le uve si pestavano con i piedi. Segue poi la fermentazione malolattica in fusti di rovere di media capacità dove il vino permane per 22-24 mesi senza mai essere disturbato. La selezione continua anche durante il suo lungo percorso di maturità con continui assaggi delle singole botti: di queste solo le migliori vengono poi selezionate per dare vita al Sangiovese in purezza della riserva “I Caprai”. Questo vino è indicato in abbinamento a primi piatti, anche con sughi a base di carne, e con secondi di carne importanti.


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venerdì 29 ottobre 2010

I vigneti biologici in Italia

Il fallimento del progetto di una normativa europea sulla vinificazione biologica ha rinviato a data da destinare la nascita, almeno sul piano giuridico-normativo, del "vino biologico" o "vino da agricoltura biologica".

Visto che bisogna accontentarsi, quindi, del "vino da uve prodotte da agricoltura biologica", è bene ripartire dalle certezze, cioè dei vigneti certificati e coltivati secondo le tecniche dell'agricoltura biologica.

Con 43.614 ettari di vigneti bio (dati Sinab 2009), la vite è per estensione la quinta coltura biologica  in Italia, dopo cereali, foraggere, prati/pascoli e olivo. È bene ricordare che nel dato sono riunite sia l'uva da vino che quella da tavola. La presenza di quest'ultima, comunque, è limitata e significativa solo per alcune regioni, come la Puglia.

Sul totale, gli ettari di vigneti già in biologico sono 27.408, mentre altri 16.206 ettari sono in conversione (ricordiamo che per una coltura arborea come la vite la conversione dalla coltivazione convenzionale/chimica a quella biologica dura di norma tre anni).

Rispetto a una superficie biologica totale sostanzialmente stabile, intorno al milione di ettari, i vigneti biologici sono in crescita. Nel 2007 la superficie era di 36.684 ettari e nel 2008 di 40.480 ettari: un aumento di +15,9% in soli tre anni.

Infine, per quanto riguarda la distribuzione regionale, l'ordine resta invariato rispetto al 2008: ai primi cinque posti troviamo Sicilia (10.337 ettari), Puglia (7.477), Toscana (5.335), Marche (3.393) e Abruzzo (3.262). Seguono poi Emilia Romagna, Lazio, Calabria, Veneto e Basilicata, tutte al di sopra dei mille ettari.

* Tutti i dati sono elaborazioni del Sinab (Sistema di Informazione Nazionale sull'Agricoltura Biologica ) sui dati forniti dagli organismi di controllo aggiornati al 31-12-2009.


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venerdì 24 settembre 2010

Il Vino Biologico sul settimanale "In Europa"

Si è parlato di vini biologici su "Lombardia In Europa", il settimanale dell'associazione Milano Metropoli, distribuito in oltre 200mila copie in Lombardia e nel Nord Italia.

Nel numero 37 del 13 settembre 2010, interamente dedicato al mondo del vino, trovate a pagina 7 un'intervista che ho dato alla brava collega Giordana Talamona.

Potete trovare l'intervista on line qui.

L'intervista nasce dal grande interesse dei viticoltori e dei consumatori della Lombardia per il biologico, che ha spinto il settimanale a dedicare un approfondimento a questo tema.

Grazie quindi a "Lombardia In Europa" e a Giordana Talamona per l'attenzione dedicata ai vini biologici e al nostro sito www.vino-biologico.it.



IL PARERE DEL GIORNALISTA ED ENOLOGO PIER FRANCESCO LISI
MA PER QUELLO BIO MANCA IL REGOLAMENTO

Santo Bio che paradosso! Il vino biologico è una realtà  che, nei fatti, si è affermata in questi ultimi anni ma che, ad oggi, non ha una normativa che ne disciplini la produzione. Da qui la contraddizione tra un mercato che è andato avanti lo stesso, dandosi normative private di autoregolamentazione, e una burocrazia che non sa disciplinare una realtà  già  apprezzata. Ne parliamo con Pier Francesco Lisi , giornalista, enologo e fondatore del sito www.vino-biologico.it.

Perché l'Unione europea non riesce a creare una normativa per il vino biologico?
La questione è lunga e complessa. Quando nel 1991 l'Ue varò il primo regolamento sull'agricoltura biologica, nel capitolo sui prodotti trasformati, il vino venne escluso. Per questo, ad oggi, si può parlare di "vino ottenuto (o prodotto) da uve da agricoltura biologica" e non di "vino biologico", perché il processo di vinificazione non ha ancora una normativa. Poi nel 2005 venne iniziato un progetto di ricerca, l'Orwine, che avrebbe dovuto dare alla Commissione europea le basi per creare un regolamento condiviso. Tutto lavoro sprecato perché nel giugno scorso la bozza è stata rigettata. ...

(continua a leggere sul sito di In Europa)


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giovedì 23 settembre 2010

Naturalmente Bio - Festa del biologico trentino (2-3 ottobre 2010)

Il 2 e 3 ottobre a Rovereto (Trento) torna Naturalmente Bio, la Festa del biologico trentino, organizzata da Atabio.

Tanti appuntamenti nei due giorni di festa. Vi segnaliamo, in particolare, le varie attività per bambine e bambini; il mercatino dei produttori biologici di domenica 3 ottobre; i piatti della cucina biologica a cura di Strada del vino e dei sapori della Vallagarina e ATABio, all'ora di pranzo di domenica 3 ottobre 2010.

Di seguito trovate il programma (qui nel sito di Atabio è disponibile anche la locandina) e tutte le informazioni utili per la festa.



Naturalmente Bio
Festa del biologico trentino


ROVERETO
SABATO 2 OTTOBRE 2010
alle 17.00 e alle 20.30
Museo civico | Largo Santa Caterina
DOMENICA 3 OTTOBRE 2010
dalle 10.00 alle 18.00
Azienda agricola sperimentale Navesel | Località Navicello


Programma

Sabato 2 ottobre 2010 - Rovereto, Museo civico
Ore 17:00
FOOD, INC. NON GUARDERAI PIÙ AL CIBO ALLO STESSO MODO
- Proiezione del docu-film di Robert Kenner (USA, 2009)
- Puntata speciale di DOC - Denominazione di Origine Cinematografica
- A seguire: degustazione di prodotti gastronomici bio trentini a cura di Strada del vino e dei sapori della Vallagarina

Ore 20:30
BEN-ESSERE IN TAVOLA
- La dieta antiossidante a base di prodotti bio: vantaggi per salute e ambiente a cura di Fondazione Edmund Mach e ATABio, nell’ambito di www.filieracortabio.it

Domenica 3 ottobre 2010 - Rovereto, località Navicello
Ore 10:00
LA BIO-FESTA APRE
Ore 10:00 - 18:00
BIO-SAPORI
Mercato con i produttori del biologico trentino

Ore 10:00 - 18:00
BIO-SAPERI
Punto informativo enti e associazioni

Ore 10:00 - 18:00
ASINAMENTE: SE ASCOLTO DIMENTICO, SE VEDO RICORDO, SE FACCIO IMPARO
Incontro con la fattoria didattica a cura di Asineria Le Driadi e Associazione asinaMente

Ore 10:30 - 17:00
LE VIE DEL TE’. TRA SUONI, SENSI E PICCOLI SORSI
Spettacolo musicale-sensoriale a cura di NaturalMente ArtEventi

Ore 10:30
YOGA & ALIMENTAZIONE COI CEREALI
Dimostrazione pratica a cura di Azienda agrituristica Malacarne e ASD Libertas “Yoga Integrale Garda”

Ore 10:30
INFANGHIAMOCI
Laboratorio alla scoperta della “terra” a cura di Laboratorio Territoriale Vallagarina

Ore 12:00
BIO-RISTORO
A tavola con i piatti della cucina biologica a cura di Strada del vino e dei sapori della Vallagarina e ATABio

Ore 14:00
DAI CEREALI INTEGRALI AL PANE
Laboratorio interattivo per bambini e adulti a cura di Azienda agrituristica Malacarne e ASD Libertas “Yoga Integrale Garda”

Ore 14:30
DOLCI TENTAZIONI
Laboratorio di cucina sui dolci equo solidali a cura di Mandacarù

Ore 15:00
ECO-DANZE DAL MONDO
Suoni e balli popolari a cura di Associazione Danzare la Pace

Ore 15:30
BANANE SCATENATE
Percorso didattico per bambini a cura di Mandacarù

Ore 16:30
BIO ED EQUO PER TUTTI
Testimonianza di Ruth Saldidos, direttrice di PFTC Filippine a cura di Mandacarù

Ore 16:30
BIO-MERENDA
La merenda biologica offerta a tutti i bambini a cura di ATABio

Ore 18:00
LA BIO-FESTA CHIUDE

Informazioni utili
BUS-NAVETTA gratuito per l’intera giornata con partenza dalle 9.30 e ogni ora successiva dalla stazione
delle corriere di corso Rosmini, con fermate intermedie ai parcheggi ex-ASM in via Manzoni ed ex Manifattura tabacchi in piazza Manifattura.

NATURALMENTE BIO! 2010
Rovereto (Trento)
2-3 ottobre 2010
Ingresso: libero e gratuito
Organizzazione:
ATABio - Associazione Trentina Agricoltura Biologica e Biodinamica
Via G. Giusti 40 - 38122 TRENTO
Telefono: 0461-915575  -  fax: 0461 990929
cell: 328 7839815 (Lorenza Tomasi)
e-mail: atabio.trentino@gmail.com
web: www.atabio.eu


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martedì 21 settembre 2010

La Carta europea del vino biologico

Abbiamo già spiegato nel blog come sia finita (male) la storia del regolamento europeo sulla vinificazione bio, che avrebbe dovuto sancire ufficialmente la nascita normativa del "vino biologico".


In attesa che la Commissione Europea ci riprovi, i produttori biologici europei puntano sull'autoregolamentazione. Non sarà la soluzione ottimale ma l'adozione di regole comuni in tutti gli Stati dell'Unione Europea dovrebbe essere una garanzia seria per i consumatori e una base solida per i viticoltori.


Su questo argomento pubblichiamo una nota di FederBio, la Federazione italiana del biologico.

European Organic Wine Carta: la Carta del vino biologico europeo.

I produttori biologici europei di vino propongono regole precise per definire
il processo di produzione di vino da uve biologiche da applicare entro il 2010

Ci si aspettava che la vendemmia 2010 si sarebbe svolta con l’applicazione delle nuove regole EU per la produzione e l’etichettatura del vino e dei derivati; purtroppo, a causa del mancato accordo a livello politico, così non è stato e lo scorso giugno la commissione Europea si è vista costretta a ritirare la proposta di regolamento comunitario sul vino biologico.
La definizione ufficiale rimane quindi “vino prodotto da uva biologica”, e sulle bottiglie non è consentito applicare il logo biologico europeo.
Per superare la paradossale situazione, le organizzazioni biologiche di diversi Paesi europei hanno deciso di lanciare un’iniziativa privata: la Carta Europea del Vino Biologico (CEVinBio), che si basa sulla bozza del regolamento EU (migliorandola) e sui risultati del progetto internazionale di ricerca ORWINE.
La Carta Europea del Vino Biologico (CEVinBio),  consentirà ai produttori biologici di vino di valorizzare al meglio  il proprio rispetto dell’etica di produzione biologica non solo nei campi, ma anche in cantina e fino al bicchiere del consumatore.
Il loro vino non potrà che essere etichettato con la definizione legale di “prodotto da uve di origine biologica”, ma potrà recare informazioni sulle pratiche virtuose di trasformazione (abbattimento dei solfiti ecc.).

I partecipanti all’iniziativa sono organismi impegnati nella definizione di standard tecnici, enti di certificazione e organismi di controllo, organizzazioni di produttori, istituti di ricerca scientifica, operatori del mercato e altre organizzazioni di Italia, Francia e Spagna.

“L’Italia è il principale produttore e esportatore di vino biologico in Europa, dunque l’adesione di FederBio a questa iniziativa - commenta il Presidente di FederBio Paolo Carnemolla -  ha l’obiettivo di rilanciare sia a livello europeo che nazionale l’esigenza di regolamentare quanto prima questo comparto e consentire alle nostre imprese di valorizzare al meglio gli sforzi fatti in questi anni per lavorare secondo i principi del metodo biologico non solo nella vigna ma anche in cantina. Siamo già in forte ritardo rispetto alla concorrenza dei vini biologici del resto del mondo, chiediamo a Governo e Regioni di affiancarci in questa battaglia.”

Aggiunge Antonio Compagnoni, Rappresentante Italiano in IFOAM EU, International Federation of Organic Agriculture, che raggruppa circa 30 associazioni, tra le quali anche AIAB: “La Carta Europea è un forte segnale dalle maggiori organizzazioni biologiche europee, associate alla Federazione Mondiale del Biologico (IFOAM), rivolto alle istituzioni, al mercato e ai consumatori. E’ una dimostrazione concreta di totale adesione ai principi IFOAM del biologico che includono anche quello della Salute, nel rispetto delle giuste aspettative dei consumatori biologici, per creare una comune base di regole condivise dai e per i  produttori. Sono ancor più soddisfatto rilevando il ruolo da protagonisti dell'iniziativa svolto dai soci Ifoam Italiani.”


L’iniziativa Carta Europea del Vino Biologico (CEVinBio) intende mandare un segnale forte ai consumatori e agli operatori della produzione e del mercato convinti che si possa e debba andare oltre la semplice produzione biologica dell’uva, e che il vino ottenuto rispettando lo spirito biologico anche nella fase di trasformazione possa e debba essere chiaramente identificato.
La Carta è anche un richiamo alla politica per ripartire prima possibile con il dialogo per la definizione di un regolamento EU sulla produzione di vino biologico.
La Carta Europea del Vino Biologico (CEVinBio), è aperta all’adesione, basata su un Memorandum di intesa, di tutti gli operatori coinvolti nella catena di produzione di vino biologico che si impegnano a rispettarne i requisiti tecnici: tanti più attori saranno coinvolti nel progetto, tanto più esso potrà avere successo nello stabilire e assicurare i criteri di alta qualità del vino delle aziende biologiche e nello stimolare l’Unione europea a impegnarsi per riprendere in mano il dossier.
Maggiori informazioni sull’iniziativa (modalità di partecipazione, lista completa degli organismi aderenti, lista dei produttori, ecc..) saranno disponibili a breve sul sito web.
La segreteria della Carta Europea del Vino Biologico (CEVinBio) è affidata all’Istituto tecnico per l’agricoltura biologica di Parigi.

Per informazioni e adesioni, contattare:
ITAB – Institut Technique de l’Agriculture Biologique,
149, rue de Bercy, 75 595 Paris cedex 12, France
Mrs. Monique Jonis. E-mail : monique.jonis@itab.asso.fr.
Tel. +33 (0)467 06 23 93
In Italia: FederBio, tel. 051.4210272, info@federbio.it


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venerdì 6 agosto 2010

Vigneti biologici: la Spagna sorpassa l'Italia

Dopo aver perso il primato europeo delle coltivazioni biologiche, l'Italia ha ora perso anche il primato mondiale (e quindi anche europeo) per i vigneti biologici. Dopo il Mondiale di calcio del Sud Africa, così, gli spagnoli portano a casa altri due sorpassi ai nostri danni.

Con 53.959 ettari di vigneti bio (il 9,43% della superficie bio totale), infatti, nel 2009 la Spagna avrebbe raggiunto e superato il nostro paese. In Italia, nel 2009 gli ettari di colotivazione biologica della vite erano
43.614 (dati Sinab, 2009).

Un balzo sorprendente della Spagna rispetto al 2008, quando gli ettari di vite biologica erano circa 30.000: un aumento di ben il 75%.

La crescita dei vigneti bio in Spagna è del resto in linea con la grande crescita di tutto il settore biologico iberico, arrivato nel 2009 a 1,6 milioni di ettari.

La coltivazione biologica della vite si concentra in un numero limitato di aziende ed in poche regioni: Castiglia-La Mancha (28.700 ettari), Murcia (quasi 11mila), Comunità Valenciana, Catalogna,  Castiglia y Leon ed Estremadura.


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