Corsi di degustazione dei vini biologici

Corsi di degustazione dei vini biologici
Marzo 2015 a Roma
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sabato 22 luglio 2006

Sondaggio Orwine sulla produzione del vino biologico

Il progetto di ricerca ORWINE, cofinanziato dall'Unione Europea, coinvolge 11 partner dai principali paesi europei produttori di vino ed è coordinato dall' Aiab, l'Associazione Italiana di Agricoltura Biologica.
Lo scopo principale del progetto è definire, con solide basi scientifiche e attraverso la discussione con i produttori ed i consumatori, i contenuti del futuro regolamento europeo sulla vinificazione biologica. Questo “pezzo mancante” dell'attuale normativa del settore biologico sta creando una competizione iniqua tra produttori e rende debole la comunicazione verso i mercati potenzialmente interessati al “vino biologico”.
Il progetto ORWINE è iniziato nel febbraio 2006 e si concluderà nel 2009, potendo così condurre attività sperimentale su tre vendemmie. Nel frattempo sono stati avviati studi di mercato e analisi delle richieste dei consumatori, così come è iniziata la fase di confronto con gli operatori.
Proprio per questo motivo Orwine chiede la collaborazione dei produttori di vino biologico per conoscere quale sia la reale situazione (attrezzature, pratiche, filosofie di produzione...) in cui avviene la vinificazione delle uve biologiche che domani vorranno diventare “vino biologico”.
Per partecipare al sondaggio e, in questo modo, anche al progetto Orwine, basta rispondere alle domande del sondaggio che trovate qui:
http://sondaggio.vinidea.net/sondaggi/sondaggio.php?id=773

Per maggiori informazioni

Fonte: rielaborato da Orwine

Non appena possibile, pubblicheremo il testo completo del questionario alla base del sondaggio.


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domenica 3 febbraio 2008

BioFach 2008: il convegno Orwine sui vini biologici

Al BioFach di Norimberga, il giorno 22 febbraio 2008 alle 10, presso la Wine Hall, si svolgerà un incontro sul tema ''European rules for organic wine. How to ensure harmonisation and regional flexibility?'' (Normativa europea per il vino biologico. Come assicurare l’armonizzazione e la flessibilità regionale?).

L’incontro è organizzato nell’ambito del progetto europeo Orwine e prevede la presentazione di alcune riflessioni scaturite dalle attività e l’interazione con i portatori d’interesse che potranno esprimere la loro posizione sul quadro normativo che si va configurando.

Modererà l'incontro Daniele Tissot, DG Ricerca della Commissione Europea.

Ecco il programma degli interventi:

  • Otto Schmid (Fibl-Svizzera) parlerà dello sviluppo del progetto Orwine
  • Doris Rauhut (SRI Geisenheim-Germania) e Piergiorgio Comuzzo (Università di Udine-Italia) parleranno dei primi risultati della ricerca enologia all'interno del progetto Orwine
  • Uwe Hofmann (Ecovin-Germania) e Cristina Micheloni (Aiab-Italia) parleranno delle proposte per la regolamentazione europea della vinificazione biologica.
  • Monique Jonis (Itab-Francia) parlerà del mercato dei vini biologici.

Presso la Wine Hall, dove si terrà l’incontro, sarà disponibile uno stand dedicato al progetto con informazioni sulle attività condotte.

Ulteriori informazioni nel programma dell’incontro e sul sito del progetto Orwine.


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domenica 4 marzo 2007

Giornata dimostrativa sui vini biologici del progetto Orwine

La prima giornata dimostrativa del progetto di ricerca Orwine si svolgerà il 16 marzo 2007, presso l'agriturismo La Roveda a Montebello della Battaglia (PV).
Il progetto Orwine, cofinanziato dalla Unione Europea e coordinato dall'Aiab, mira a fornire le basi scientifiche per lo sviluppo della normativa europea sulla vinificazione biologica.

Di Orwine ci siamo già occupati sulle pagine del Blog.

Dalla scorsa vendemmia sono otto le aziende vitivinicole biologiche italiane che hanno applicato alcuni protocolli sperimentali di vinificazione che permettono di diminuire l'utilizzo dell'anidride solforosa (SO2) e di limitare ogni intervento in vinificazione.
Durante l'incontro di Montebello della Battaglia saranno presentati e discussi i protocolli proposti, illustrate le attività del progetto e inoltre sarà possibile assaggiare alcuni dei vini che sono stati ottenuti dalle aziende sperimentali italiane. I risultati saranno presentati da Alessandro Triantafyllidis (Aiab) e dal prof. Roberto Zironi (Università di Udine).
La partecipazione alla giornata dimostrativa è completamente gratuita.

Qui si trovano le informazioni per andare all'agriturismo La Roveda.

La Tenuta Malpaga, collegata all'agriturismo, produce vini biologici.

[fonte www.aiab.it]


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venerdì 18 giugno 2010

Unione Europea: rinviate le norme sul vino biologico

Il vino biologico c'è ma non si vede. Ancora una volta, infatti, è saltata la nuova normativa sulla vinificazione biologica che avrebbe dovuto creare in modo ufficiale in Europa il "vino biologico" o "vino da agricoltura biologica".

La vicenda è davvero lunga e complessa, visto che è iniziata almeno cinque anni fa con  un progetto di ricerca europeo, Orwine, che avrebbe dovuto fornire una base scientifica alla Commissione Europea per creare le nuove norme sul vino bio.

Invece, a causa di una spaccatura tra i vari paesi, il vino biologico è rimandato a data da destinarsi. Poco importa che il mercato ed i consumatori parlino ormai da anni di "vini biologici", con guide, concorsi, fiere, enoteche e locali specializzate, siti internet (come il nostro Vino Biologico!).


La cosa paradossale è che il blocco della normativa viene dall'opposizione di alcuni paesi del Nord Europa che, per difendere gli interessi di uno sparuto gruppo di viticoltori bio (ma probabilmente interessi commerciali rilevanti ) vogliono norme meno restrittive sulla vinificazione bio, in particolare con limiti più elevati di solfiti ammessi. Una cosa strana, se si pensa che sono paesi dove l'interesse e l'attenzione dei consumatori per questi vini sono maggiori rispetto all'Italia. Paesi come l'Olanda, dove molte aziende italiane del vino biologico esportano ottimi prodotti e dove c'è un (1) viticoltore biologico in tutto il paese!


Forse sarebbe stato meglio che l'Italia qualche anno fa avesse deciso di tutelare i suoi viticoltori biologici con una legge nazionale che regolamentasse il settore, in modo da mettere le "mani avanti" rispetto agli altri partner europei.


Non ci dimentichiamo che, nonostante la grande crescita spagnola, l'Italia è tuttora leader mondiale per superficie di vigneti bio, per vini biologici (o, per essere più precisi, da "uve da agricoltura biologica") prodotti e per vini bio esportati. Leader nella produzione e nel mercato ma Cenerentola quando si tratta di far valere i nostri interessi?


Torneremo su questo argomento: intanto ecco il comunicato della Commissione UE e una nota dell'Aiab.

Niente regolamento europeo sul vino biologico:  il biologico perde ancora!
[fonte Aiab]

È di oggi la notizia ufficiale: la Commissione europea ritira la proposta di regolamento sulla vinificazione biologica che avrebbe dovuto andare al voto ieri, 16 giugno. Il Commento del Commissario Ciolos è lapidario: le mediazioni proposte dagli stati membri avrebbero portato troppo lontano dal concetto di biologico, quindi se ne riparlerà quando la ricerca potrà mettere a tacere tutte queste discussioni.

Un risultato che è una sconfitta netta per il movimento del biologico che dimostra ancora una volta come l'unità del settore non solo non esista, ma anche che interessi di pura bottega continuano ad attraversarlo impedendogli di imporsi come modello di produzione e consumo di riferimento, nonostante una richiesta consistente e qualificata da parte dei consumatori.

"Il fallimento di questo processo pesa quasi esclusivamente sulla miopia di alcune potenti lobby del biologico tedesco, la cui lungimiranza anche questa volta, come in occasione del dibattito sulla contaminazione accidentale da Ogm, si dimostra pari a zero" dichiara Andrea Ferrante, presidente di AIAB.

Cristina Micheloni del Comitato Scientifico AIAB e coordinatrice generale del progetto europeo di ricerca ORWINE, aggiunge: "Nessun regolamento del settore biologico può poggiarsi su solidi dati scientifici quanto quello del vino, non solo in relazione al progetto ORWINE ma alla miriade di dati disponibili. Quindi le posizioni delle lobby nazionali (tedesca ed austriaca in primis) e trasversali (ad esempio la ricca e potente lobby degli imbottigliatori) non sono espressione di reali esigenze o problematiche. A questo punto non so quali risultati scientifici potranno mai dimostrare che il vino biologico buono c'è già e non necessita di tutti gli additivi di cui si reclamo ora l'utilizzo."


La Commissione Europea ritira la proposta di regolamento sul vino biologico
[fonte Commissione UE]

Il Commissario UE per l'Agricoltura e lo sviluppo rurale, Dacian Ciolos, ha ritirato oggi la proposta di introduzione di norme per la produzione di vino biologico.

Il vino biologico doveva essere inteso come un nuovo concetto, dato che il vino è stato finora escluso dal regolamento biologico UE. Il vino ottenuto da uve biologiche è commercializzato attualmente come 'Vino da uve da agricoltura biologica'.

Il progetto è stato oggetto di discussione per diversi mesi in seno al comitato permanente dei prodotti alimentari biologici - e in una serie di incontri bilaterali - ma non è stato possibile trovare un compromesso credibile, che rispetti gli standard biologici.

Parlando questa mattina, il Commissario Ciolos ha dichiarato: "E' chiaro che le condizioni di queste nuove regole non sono giuste per la maggioranza degli Stati membri. Io non sono disposto ad accettare compromessi sugli standard biologici perché questo manderebbe un segnale sbagliato ai consumatori sull'importanza che attribuiamo alla politica della qualità. La nostra speranza è che l'industria e la ricerca possono fare progressi, e la Commissione possa tornare a valutare queste proposte in futuro ".

Sulla base di uno studio indipendente (Orwine), sono state chieste una serie di modifiche, tra cui:
  • Un limite inferiore rispetto al vino convenzionale per i solfiti ;
  • Un elenco minore di additivi e coadiuvanti tecnologici rispetto al vino convenzionale;
  • Non permettere 5 pratiche enologiche, e limitare l'uso di altre 3.
N.B. Le regole per il "vino ottenuto da uve biologiche" continuano a essere applicate.


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lunedì 11 giugno 2007

Il vino biologico: tecniche per la qualità ambientale e sensoriale (Rive d'Arcano - UD; 22 giugno 2007)

Venerdì 22 giugno 2007 si terrà a Rive d'Arcano (UD) la seconda giornata dimostrativa del progetto ORWINE.
Orwine è un progetto di ricerca cofinanziato dalla Unione Europea e coordinato da Aiab e Università di Udine che fornirà le basi scientifiche per lo sviluppo della normativa europea sulla vinificazione biologica.
Dalla scorsa vendemmia, 8 aziende vitivinicole biologiche italiane, tra cui Arcania, e altre 18 aziende tra Francia, Germania, Svizzera, Portogallo ed Ungheria hanno applicato dei protocolli sperimentali che permettono di limitare gli interventi in vinificazione (sopratutto in relazione alla solforosa) garantendo la qualità del vino.
Durante l'incontro ci sarà modo di presentare e discutere i protocolli proposti, conoscere le attività del progetto e assaggiare alcuni dei vini italiani e stranieri che sono stati ottenuti dalle aziende sperimentali.

Il programma
presso la Sala Consiliare di Rive d'Arcano
9,30: benvenuto da parte del Sindaco di Rive d'Arcano
9,45: presentazione del progetto e primi risultati - Cristina Micheloni (Aiab)
10,15: le attività sperimentali in cantina ed in azienda pilota per una gestione ragionata della vinificazione - prof. Roberto Zironi (Dip. Scienze degli Alimenti, Università di Udine)

Presso l'az. Arcania ad Arcano Superiore (a 5 min. dal Comune)
11,15: l'esperienza dei produttori nell'applicazione dei protocolli sperimentali di vinificazione biologica
11,45: discussione e assaggio dei vini ottenuti da alcune aziende sperimentali
13,00: conclusione dell'Assessore Regionale all'Agricoltura Enzo Marsilio
13,15: spuntino bio

La partecipazione è completamente gratuita.
Informazioni possono essere chieste a:
AIAB-Friuli Venezia Giulia (aiab.fvg@aiab.it ; tel. 0432-800371).
Altre informazioni sul progetto al sito www.orwine.org


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venerdì 16 ottobre 2009

Vino biologico: un corso della regione Sicilia per aziende e tecnici

La regione Sicilia, in vista della prossima emanazione del regolamento europeo sulla vinificazione biologica, che segnerà la nascita ufficiale del "vino da agricoltura biologica", ha organizzato un seminario di due giorni, rivolto in particolare a cantine e aziende biologiche e ai tecnici agricoli.
Per le iscrizioni è necessario affrettarsi: il modulo di iscrizione può essere richiesto a Venera Sciacca del SOAT Acireale (vedi in fondo alla notizia).

Dopo il corso, se disponibili, pubblicheremo nel sito del Vino Biologico le relazioni su viticoltura e vino biologico.


Dal 1 gennaio 2009 è entrato in vigore il Regolamento CE 834/2007 e successivamente l’889/2008: è importante capire a che punto è l’iter del regolamento europeo sulla vinificazione biologica. Una volta approvata la normativa europea sarà infatti consentito indicare in etichetta la dicitura “vino biologico”, cosa che al momento non è permessa dato che la certificazione riguarda le modalità di produzione delle uve ma non la loro trasformazione.

La vinificazione biologica e parallelamente il mercato comunitario e globale per questa tipologia di prodotto è in costante crescita. Attualmente in Italia ci sono 38.000 ettari di vigneti certificati, di cui parte importante ricade in Sicilia; infatti, circa 7625 ettari sono investiti a uva da vino ma non tutto diventa vino biologico a causa dell'attuale carenza normativa.
Quando, con l'entrata in vigore del disciplinare del vino, ci sarà maniera di certificare anche la fase di vinificazione è indubbio che l'interesse dei produttori sarà vivo e da qui la necessità di informare e formare gli stessi.

All’interno del Progetto "Viticoltura di Montagna il Caso Etna" è stato organizzato un seminario tecnico di due giorni rivolto ai viticoltori bio e alle cantine bio.

Programma
“Vino biologico dal vigneto alla cantina”

Durata: 12 ore di lezione suddivise in 2 giorni

Target: viticoltori biologici e cantine - tecnici pubblici delle SOAT e OMP di vigneto e di cantina.

Saluti : Commissario Straordinario del Parco Dell’Etna, Dott. Ettore Foti

Apertura dei Lavori :

Direttore Generale Del Dipartimento Interventi Infrastrutturali Dott. Cosimo Gioia
L’agricoltura Biologica in Sicilia

Paolo Girgenti Servizio XI- Daniela Bica UO 30- Presentazione del progetto Viticoltura di montagna - Il caso ETNA


Contenuti del corso: l'incontro formativo per 50 aziende ( agricole e cantine ) e tecnici intende fornire le basi conoscitive per:

1. valorizzazione del Vino biologico siciliano e applicazione della norma nel nostro contesto regionale - Direttore Generale dell’Istituto Regionale della Vite e del Vino - Dott. Dario Cartabellotta

2. condurre in modo biologico il vigneto, prendendo in considerazione la gestione del terreno, la prevenzione di patogeni e fitofagi ed il loro controllo, la scelta varietale e del materiale vivaistico, la conversione dell'azienda al metodo biologico; Dott Ruggero Mazzilli della Stazione Sperimentale per la viticoltura sostenibile

3. la gestione della cantina, in special modo la prevenzione della contaminazione batterica, la gestione delle temperature, la scelta delle attrezzature, i metodi fisici utilizzabili in vinificazione, la scelta degli eventuali additivi per la vinificazione biologica, la normativa europea sulla vinificazione biologica, i contenuti principali e le possibili difficoltà di applicazione nel contesto Siciliano. Muffe, lieviti, batteri. e soprattutto, percentuale di anidride solforosa;
risultati Progetto europeo ORWINE; Dott.ssa Cristina Micheloni - Responsabile Scientifico del progetto europeo ORWINE (www.orwine.org).

L’incontro si svolgerà il 5-6 novembre 2009 dalle ore 9.00 alle ore 17.30; presso la sede del Parco dell’Etna – Monastero San Nicolò La Rena Nicolosi

Segreteria Organizzativa
Inviare le schede di adesione entro il 17 ottobre ’09

SOAT Acireale – Venera Sciacca
Il Referente Rete Agricoltura Biologica
– 095 894749 soat.acireale@regione.sicilia.it

SOAT GIARRE – Giuseppe Fichera
Il Referente Viticoltura ETNEA
– 095 939810 soat.giarre@regione.sicilia.it


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martedì 21 settembre 2010

La Carta europea del vino biologico

Abbiamo già spiegato nel blog come sia finita (male) la storia del regolamento europeo sulla vinificazione bio, che avrebbe dovuto sancire ufficialmente la nascita normativa del "vino biologico".


In attesa che la Commissione Europea ci riprovi, i produttori biologici europei puntano sull'autoregolamentazione. Non sarà la soluzione ottimale ma l'adozione di regole comuni in tutti gli Stati dell'Unione Europea dovrebbe essere una garanzia seria per i consumatori e una base solida per i viticoltori.


Su questo argomento pubblichiamo una nota di FederBio, la Federazione italiana del biologico.

European Organic Wine Carta: la Carta del vino biologico europeo.

I produttori biologici europei di vino propongono regole precise per definire
il processo di produzione di vino da uve biologiche da applicare entro il 2010

Ci si aspettava che la vendemmia 2010 si sarebbe svolta con l’applicazione delle nuove regole EU per la produzione e l’etichettatura del vino e dei derivati; purtroppo, a causa del mancato accordo a livello politico, così non è stato e lo scorso giugno la commissione Europea si è vista costretta a ritirare la proposta di regolamento comunitario sul vino biologico.
La definizione ufficiale rimane quindi “vino prodotto da uva biologica”, e sulle bottiglie non è consentito applicare il logo biologico europeo.
Per superare la paradossale situazione, le organizzazioni biologiche di diversi Paesi europei hanno deciso di lanciare un’iniziativa privata: la Carta Europea del Vino Biologico (CEVinBio), che si basa sulla bozza del regolamento EU (migliorandola) e sui risultati del progetto internazionale di ricerca ORWINE.
La Carta Europea del Vino Biologico (CEVinBio),  consentirà ai produttori biologici di vino di valorizzare al meglio  il proprio rispetto dell’etica di produzione biologica non solo nei campi, ma anche in cantina e fino al bicchiere del consumatore.
Il loro vino non potrà che essere etichettato con la definizione legale di “prodotto da uve di origine biologica”, ma potrà recare informazioni sulle pratiche virtuose di trasformazione (abbattimento dei solfiti ecc.).

I partecipanti all’iniziativa sono organismi impegnati nella definizione di standard tecnici, enti di certificazione e organismi di controllo, organizzazioni di produttori, istituti di ricerca scientifica, operatori del mercato e altre organizzazioni di Italia, Francia e Spagna.

“L’Italia è il principale produttore e esportatore di vino biologico in Europa, dunque l’adesione di FederBio a questa iniziativa - commenta il Presidente di FederBio Paolo Carnemolla -  ha l’obiettivo di rilanciare sia a livello europeo che nazionale l’esigenza di regolamentare quanto prima questo comparto e consentire alle nostre imprese di valorizzare al meglio gli sforzi fatti in questi anni per lavorare secondo i principi del metodo biologico non solo nella vigna ma anche in cantina. Siamo già in forte ritardo rispetto alla concorrenza dei vini biologici del resto del mondo, chiediamo a Governo e Regioni di affiancarci in questa battaglia.”

Aggiunge Antonio Compagnoni, Rappresentante Italiano in IFOAM EU, International Federation of Organic Agriculture, che raggruppa circa 30 associazioni, tra le quali anche AIAB: “La Carta Europea è un forte segnale dalle maggiori organizzazioni biologiche europee, associate alla Federazione Mondiale del Biologico (IFOAM), rivolto alle istituzioni, al mercato e ai consumatori. E’ una dimostrazione concreta di totale adesione ai principi IFOAM del biologico che includono anche quello della Salute, nel rispetto delle giuste aspettative dei consumatori biologici, per creare una comune base di regole condivise dai e per i  produttori. Sono ancor più soddisfatto rilevando il ruolo da protagonisti dell'iniziativa svolto dai soci Ifoam Italiani.”


L’iniziativa Carta Europea del Vino Biologico (CEVinBio) intende mandare un segnale forte ai consumatori e agli operatori della produzione e del mercato convinti che si possa e debba andare oltre la semplice produzione biologica dell’uva, e che il vino ottenuto rispettando lo spirito biologico anche nella fase di trasformazione possa e debba essere chiaramente identificato.
La Carta è anche un richiamo alla politica per ripartire prima possibile con il dialogo per la definizione di un regolamento EU sulla produzione di vino biologico.
La Carta Europea del Vino Biologico (CEVinBio), è aperta all’adesione, basata su un Memorandum di intesa, di tutti gli operatori coinvolti nella catena di produzione di vino biologico che si impegnano a rispettarne i requisiti tecnici: tanti più attori saranno coinvolti nel progetto, tanto più esso potrà avere successo nello stabilire e assicurare i criteri di alta qualità del vino delle aziende biologiche e nello stimolare l’Unione europea a impegnarsi per riprendere in mano il dossier.
Maggiori informazioni sull’iniziativa (modalità di partecipazione, lista completa degli organismi aderenti, lista dei produttori, ecc..) saranno disponibili a breve sul sito web.
La segreteria della Carta Europea del Vino Biologico (CEVinBio) è affidata all’Istituto tecnico per l’agricoltura biologica di Parigi.

Per informazioni e adesioni, contattare:
ITAB – Institut Technique de l’Agriculture Biologique,
149, rue de Bercy, 75 595 Paris cedex 12, France
Mrs. Monique Jonis. E-mail : monique.jonis@itab.asso.fr.
Tel. +33 (0)467 06 23 93
In Italia: FederBio, tel. 051.4210272, info@federbio.it


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venerdì 24 settembre 2010

Il Vino Biologico sul settimanale "In Europa"

Si è parlato di vini biologici su "Lombardia In Europa", il settimanale dell'associazione Milano Metropoli, distribuito in oltre 200mila copie in Lombardia e nel Nord Italia.

Nel numero 37 del 13 settembre 2010, interamente dedicato al mondo del vino, trovate a pagina 7 un'intervista che ho dato alla brava collega Giordana Talamona.

Potete trovare l'intervista on line qui.

L'intervista nasce dal grande interesse dei viticoltori e dei consumatori della Lombardia per il biologico, che ha spinto il settimanale a dedicare un approfondimento a questo tema.

Grazie quindi a "Lombardia In Europa" e a Giordana Talamona per l'attenzione dedicata ai vini biologici e al nostro sito www.vino-biologico.it.



IL PARERE DEL GIORNALISTA ED ENOLOGO PIER FRANCESCO LISI
MA PER QUELLO BIO MANCA IL REGOLAMENTO

Santo Bio che paradosso! Il vino biologico è una realtà  che, nei fatti, si è affermata in questi ultimi anni ma che, ad oggi, non ha una normativa che ne disciplini la produzione. Da qui la contraddizione tra un mercato che è andato avanti lo stesso, dandosi normative private di autoregolamentazione, e una burocrazia che non sa disciplinare una realtà  già  apprezzata. Ne parliamo con Pier Francesco Lisi , giornalista, enologo e fondatore del sito www.vino-biologico.it.

Perché l'Unione europea non riesce a creare una normativa per il vino biologico?
La questione è lunga e complessa. Quando nel 1991 l'Ue varò il primo regolamento sull'agricoltura biologica, nel capitolo sui prodotti trasformati, il vino venne escluso. Per questo, ad oggi, si può parlare di "vino ottenuto (o prodotto) da uve da agricoltura biologica" e non di "vino biologico", perché il processo di vinificazione non ha ancora una normativa. Poi nel 2005 venne iniziato un progetto di ricerca, l'Orwine, che avrebbe dovuto dare alla Commissione europea le basi per creare un regolamento condiviso. Tutto lavoro sprecato perché nel giugno scorso la bozza è stata rigettata. ...

(continua a leggere sul sito di In Europa)


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mercoledì 8 febbraio 2012

Nuove regole vini biologici: l'opinione di Aiab

Continuiamo nella carrellata di opinioni e pareri sull'approvazione del regolamento europeo sui vini biologici.
Ora è la volta dell'Aiab, l'Associazione italiana agricoltura biologica. 



Aiab: "Il testo non è quello proposto dal biologico italiano ma finalmente siamo arrivati al marchio biologico europeo anche sul vino"

E' dal 1991 che si attende il regolamento sulla vinificazione bio e finalmente oggi lo SCOF ha votato la sua approvazione. L'iter non è stato veloce, né agile ed il regolamento non è certo quello che il settore del biologico italiano aveva inizialmente proposto, tuttavia è importante aver finalmente ottenuto un compromesso tra tutti gli Stati europei che permetterà di etichettare anche il vino come bio, impiegando in etichetta anche il logo europeo.

"Come tutti i compromessi politici (di tecnico ormai la discussione non aveva nulla) il risultato non farà felice nessuno, ma tutti saremo un po' meno scontenti - commenta Cristina Micheloni, del comitato scientifico AIAB e già coordinatrice del progetto Orwine -. Oggi è importante poter parlare chiaramente di vino biologico, avendo definito le norme per il vigneto e per la cantina, e da domani si potrà iniziare a lavorare per il miglioramento del regolamento stesso, portando i dati concreti che nel frattempo abbiamo raccolto nelle tante aziende italiane che con Aiab collaborano nella sperimentazione in cantina."

Si ricorda infatti che sino ad oggi era possibile etichettare il vino solamente come "da uva da agricoltura biologica" e non era lecito utilizzare il logo europeo, cosa che dal luglio 2012 non sarebbe nemmeno più stata ammissibile. Il regolamento entrerà in vigore da subito e prevede la possibilità di etichettare come bio anche il vino delle annate precedenti, purchè se ne possa dimostrare la conformità alle norme europee.

"Nei prossimi mesi sarà cura di Aiab divulgare il regolamento e le esperienze tecniche maturate in tutte le regioni italiane - commenta il presidente Alessandro Triantafillidys - in modo da mettere a disposizione degli operatori una potenzialità che il mercato è probabilmente pronto a premiare. Voglio inoltre ricordare l'importante ruolo che Aiab ha avuto, all'interno di IFOAM-EU, nel modificare radicalmente negli ultimi mesi l'approccio alla riduzione della solforosa".


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sabato 23 febbraio 2008

In diretta dal BioFach: tanti vini biologici e moltissimi produttori italiani

Tante novita´dal BioFach di Norimberga, il salone mondiale del biologico, che dedica un padiglione speciale ai vini bio.

Presente un numero elevato di produttori italiani, sopra alle cento cantine, anche se purtroppo sparsi nei vari padiglioni, anziche´ essere concentrati nello spazio dedicato al vino.

Ieri (venerdi´) c´e´stato anche un interessante convegno sul futuro normativo del vino biologico nella Unione Europea, organizzato all´interno del progetto Orwine. Mi sembra che ci siano ancora opinioni divergenti tra i vari stati membri, anche se alcuni orientamenti, come quello di regolamentare il vino bio all´interno della normativa sul biologico e non della Ocm vino, sembrano ormai definitive.

Ho assaggiato parecchi vini interessanti, con alcune particolarita´, come un Aglianico in conversione al biologico, i vini abruzzesi di Terra dei Beati, quelli della azienda agricola del Sole di Corchiano (VT), il nuovo rosato di Marco Carpineti, il Prosecco biodinamico Animae della Perlage di Soligo (TV), senza solfiti aggiunti e ottenuto con ceppi di lieviti a bassa produzione di solfiti durante la fermentazione alcolica.

Complice anche la logistica della sala stampa (poche postazioni Internet), per ora mi limito a queste poche notizie; nei prossimi giorni, approfondimenti, degustazioni e riflessioni del BioFach 2008.


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giovedì 9 febbraio 2012

Il regolamento UE sui vini biologici: la posizione della Coldiretti

Continuiamo a presentare le varie opinioni e posizioni sul nuovo regolamento europeo che finalmente sancisce la nascita ufficiale dei vini biologici.Coldiretti sottolinea in positivo i numeri in crerscita del settore mentre denuncia una posizione troppo debole sulla riduzione della solforosa e quindi dei solfiti nei vini bio.

Il Comitato permanente per la produzione biologica (SCOF) ha approvato le nuove norme comunitarie per la produzione di  “vino biologico”, che saranno pubblicate nelle prossime settimane sulla Gazzetta ufficiale dell'Unione Europea.

Negli ultimi 5 anni, secondo i dati diffusi nell’ambito del progetto europeo Orwine, si registra nel settore dei vini da uve biologiche un aumento medio del fatturato del 18% con punte anche del 90%, mentre la previsione per i prossimi anni è di un incremento medio annuo medio del 13% che potrebbe anche raggiungere il 20%.

Secondo gli studi di mercato, quindi, il vino biologico sta conquistando un numero sempre maggiore sia di professionisti sia di semplici consumatori, in Europa come  negli Stati Uniti. Le stesse cooperative vinicole europee, essendo diventate molto più sensibili al tema ecologico hanno aumentato gli investimenti nei vini da uve biologiche.

Oggi, il numero di imprese agricole che producono vini da uve biologiche  è in aumento. Secondo studi di mercato, nel prossimo futuro, i consumatori considereranno il fattore ecologico come uno dei parametri principali per scegliere un vino, attribuendo al concetto di “rispetto per l’ambiente” un’importanza simile al prezzo, alla varietà o all'origine

Questo parametro può influire sul segmento di consumatori non particolarmente “appassionati esperti” che compra il vino nella Grande Distribuzione Organizzata e che è responsabile della maggior parte dei volumi del settore.

La domanda di vini biologici prodotti in Italia continua a svilupparsi positivamente anche se si registrano due tendenze contrastanti. Per chi vende vini biologici attraverso la ristorazione, la domanda di vini bio da parte dei consumatori non é particolarmente brillante, mentre la situazione del commercio specializzato è, invece, relativamente buona. Inoltre, al nord i vini da uve biologiche sono più richiesti che al sud.

Del resto, nei periodi di crisi, i consumatori frequentano meno i ristoranti e preferiscono concedersi vini di buona qualità da assaporare a casa: fra questi vi sono anche i vini da uve biologiche. Infine, per quanto riguarda i prezzi, questi restano stabili.

Coldiretti ritiene che l’adozione del regolamento comunitario sia un passo importante per garantire uno sviluppo adeguato al settore. Finalmente, grazie al fatto che le norme disciplinano l’intero processo enologico e non la sola fase di coltivazione in campo delle uve bio, si potrà etichettare il vino come “biologico” e non più come “ottenuto da uve biologiche“. Inoltre, sarà riconoscibile grazie all’apposizione in etichetta del logo europeo.

Tuttavia, l’Unione Europea ha, ancora una volta, perso l’occasione di emanare una legislazione che distingua nettamente un alimento ottenuto con il processo di produzione biologico rispetto a quello convenzionale, stabilendo dei limiti di impiego di anidride solforosa che non si discostano in modo significativo da quelli dei vini convenzionali. Infatti, iI tenore massimo stabilito di solfito per il vino rosso è 100 mg per litro (150 mg/l per il vino convenzionale) e per il vino bianco/rosé, 150mg/l (200 mg/l per il vino convenzionale), con un differenziale di 30mg/l quando il tenore di zucchero residuo è superiore a 2 g/l.

La scelta è stata di fatto “politica” per assecondare le esigenze di quegli Stati europei come la Germania che, pur non essendo vocati alla produzione di vini bio, vogliono comunque essere sul mercato con questa tipologia di prodotto. Sarebbe stato molto più rispettoso e coerente con il metodo di produzione biologico stabilire nel regolamento, l’obiettivo di produrre, entro un certo numero di anni, vini senza ricorrere all’anidride solforosa prevedendo un periodo transitorio di tempo ai produttori europei per adeguarsi.

La nuova normativa delude, quindi, le aspettative di Coldiretti che ha sempre sostenuto, consapevole della qualità delle uve del know how dei produttori di vini da uve biologiche italiani, di differenziare nettamente il vino biologico da quello convenzionale per rispondere alle legittime aspettative di quei consumatori che vogliono acquistare un alimento “il più naturale possibile”.


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giovedì 8 marzo 2007

Vinitaly 2007: il convegno sui vini biologici organizzato da Aiab e Arsia Toscana

Nel ricco programma di convegni del Vinitaly 2007, è ovviamente da segnalare il convegno sul vino biologico, organizzato da Aiab e Arsia Toscana.

"Vino biologico: una realtà di qualità e mercato in attesa della normativa europea"
Convegno nazionale sul vino bio VINITALY 2007, Verona, venerdì 30 marzo 2007, Sala Vivaldi ore 15.00


PROGRAMMA
Modera: Mariagrazia Mammuccini, Amministratore ARSIA Toscana

Interventi:
15.10 - 15.30: Roberto Zironi, Università di Udine e coordinatore scientifico progetto ORWINE, “Quali le scelte di cantina per chi fa vino bio”: risultati del primo anno
15.30 - 15.45 Cristina Micheloni, Aiab: “Quale normativa per il vino bio? Analisi degli standard attuali e prospettive per il reg UE sulla base delle preferenze espresse dai produttori e le richieste dei consumatori”
15.45 - 16.00 Wolfram Rommelt, giornalista settore enologico “Situazione del mercato europeo per il vino bio”
16.00 - 16.15 Rappresentante Regione Toscana: “ Il vino bio: espressione del territorio”
16.15 - 16.30 Dirigente Mipaaf: “Il panorama e le potenzialità del vino biologico per il made in Italy agroalimentare”
16.30 - 17.00 Discussione e conclusioni: On. Stefano Boco, Sottosegretario con delega per l'Agricoltura Biologica

A seguire
17.00 - 18.00
Premiazione dei premi Concorso internazionale Vino Bio “Eno Bio International” a cura di Vin & organic products.

Degustazione guidata dei vini biologici toscani a cura dell'ARSIA Toscana

Degustazione dei vini vincitori del premio Biodivino a cura di AIAB


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mercoledì 23 maggio 2007

La IV edizione di Biodivino

Si sta rimettendo in moto la macchina organizzativa per “celebrare” la 4° rassegna BiodiVino, interamente dedicata ai vini biologici. Certo dovremmo ancora parlare di “vini ottenuti con uve prodotte con i metodi dell’agricoltura biologica”, come prevede la normativa in vigore, ma la definizione ci appare “burocratica”, lunga, problematica e poco capace di rappresentare questa realtà produttiva. Per questo, ci piace constatare che il progetto Orwine sta procedendo ed anche l’approvazione di una normativa per la vinificazione bio è nell’orizzonte delle cose possibili. Ma, soprattutto, i produttori stanno iniziando a sperimentare soluzioni più conformi allo “spirito del bio”, limitando, e in qualche caso anche annullando, i solfiti aggiunti. Per questo scegliamo di parlare di “vini bio” per cogliere questo impegno e per valorizzare lo sforzo di quanti lavorano in questa direzione, viene istituita un’apposita sezione dedicata ai vini “senza solfiti aggiunti”. Sarà un’ulteriore occasione di confronto e di verifica, tra i produttori in primo luogo e poi tra questi ed i “consumatori”. Si, consumatori con le virgolette, perché anche in questo caso, ci piacerebbe abbandonare un sostantivo che riteniamo superato e poco adatto ad identificare i rapporti e gli interessi che accomunano gli agricoltori ed i cittadini. “Mangiare è un atto agricolo - sostiene efficacemente Wendell Berry - ed il processo produttivo si conclude quando mettiamo il nostro cibo nel piatto”. Se assumiamo interamente questa constatazione, allora dobbiamo concludere che dobbiamo parlare di “co-produttori”, perché le scelte di questi ultimi sono in grado di sostenere, o mettere in discussione, le scelte produttive dell’agricoltore. Occorre far risaltare questa interdipendenza “reciproca”, far emergere che i produttori ed i consumatori sono gli anelli deboli di una filiera agro-alimentare in cui la logistica e l’intermediazione distributiva incide per oltre l’80% del prezzo finale di vendita. E’ necessario ricostituire questo rapporto, questa alleanza, anche immaginando la nascita di vere e proprie “comunità del cibo”, dove gli agricoltori siano accompagnati e sostenuti dai “co-produttori”, sin dall’inizio delle scelte e delle metodologie produttive. Per questo motivo a “BiodiVino” presenteremo le esperienze delle Adozioni Bioalimentari a distanza, con il progetto @gricenobio, sostenuto dall’AIAB e da Città del Bio, che vuole raccogliere e organizzare le proposte, e le esperienze che stanno nascendo. “Adotta un vigneto” proposto da Adozioni Bioalimentari Italia di Mantova, sarà tra i protagonisti della “festa”, che verrà organizzata a Trisobbio (AL) il 23 giugno prossimo, per la premiazione dei vincitori, a conclusione della rassegna. Anche per la viticoltura sarà, dunque, possibile sperimentare delle forme di rapporto e di relazione “più coinvolgenti” tra agricoltori (o meglio ”agritutori”) e co-produttori interessati a sostenere il lavoro di resistenza di chi sceglie di recuperare “vecchie varietà” e vecchi vigneti, oppure opta per tecniche “estreme” di coltivazione, privilegiando la qualità ad ogni costo, a sicuro scapito della “quantità”. Scelte sicuramente interessanti in termini di sperimentazione, che devono però essere comprese, apprezzate ed anche sostenute economicamente. Ma non ci occuperemo solo di proporre un rinnovamento del vocabolario e ci sarà l’occasione per fare festa.


Trisobbio é un antico e piccolo borgo in terra monferrina, nel basso Piemonte, nelle colline dell’Alto Monferrato, ‘terra da vino’, sia per la composizione dei terreni, che per le condizioni climatiche. Il suo castello medioevale del XIII secolo farà da cornice, come ogni anno, alla consegna delle premiazioni. A giugno, nei giorni della premiazione di “BiodiVino”, ci sarà anche la “Festa dei Castelli”, organizzata dalla Provincia di Alessandria – Assessorato alla Pianificazione Territoriale, in collaborazione con l’Associazione dei Castelli, che offrirà occasioni di visite nei tanti castelli della zona, una delle più ricche d’Italia , con degustazioni dei vini biologici e tipici, uniti ai buoni piatti della cucina monferrina e piemontese, spettacoli teatrali e di intrattenimento, oltre alla possibilità di percorrere antichi sentieri a cavallo: insomma un territorio intero da scoprire e riscoprire, che mette in mostra tutte le sue potenzialità e particolarità, ancora poco frequentato e per questo ancor più affascinante.

BiodiVino alla sua IV rassegna estenderà i propri confini ed apre la partecipazione a tutti i produttori vitivinicoli biologici anche degli altri paesi, convinti che l’incontro, il confronto e la conoscenza reciproca siano un’opportunità da ricercare e da promuovere. Una scelta che contribuirà a far conoscere ulteriormente l’agricoltura biologica e l’impegno di quanti lavorano per offrire cibi “buoni, biologici, equi e solidali”.

BiodiVino, inoltre, si aprirà anche al territorio che ospita la rassegna. Un apposito premio verrà istituito per valorizzare le cantine che si saranno distinte per la capacità di “fare accoglienza”. In questo caso saranno l’ospitalità, la capacità di accogliere i visitatori che vogliono scoprire le terre del vino, di essere un tramite ed un mediatore importante per far conoscere il territorio, che saranno premiati. Puntando a far crescere l’attenzione e l’impegno per valorizzare. per svelare i segreti, la storia e la cultura dei paesi del vino dell’Alto Monferrato.

La Rassegna BiodiVino è organizzata dalla Provincia di Alessandria – Assessorato all’Agricoltura ed ai Prodotti Tipici, dall’AIAB, dal Comune di Trisobbio, dall’Associazione Città del Bio e dall’Associazione dei Produttori BiodiVino.

Per informazioni:
biodivino@aiab.it
AIAB Piemonte tel./fax +39 011 450 12 50


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sabato 31 marzo 2007

Novità dal Vinitaly

Ci vorrà parecchio per raccontare tutte le novità e le suggestioni del Vinitaly.
Intanto alcuni flash.


Venerdì mattina degustazione dei migliori vini biologici toscani da vitigni autoctoni. Un trionfo del Sangiovese e inoltre un interessantissimo Ciliegiolo del Duchesco di Alberese.

Nel pomeriggio il convegno sul vino biologico, con parecchie interessanti novità sul progetto Orwine (di cui abbiamo già parlato nel Blog) e sul futuro normativo del vino bio. Il sottosegretario all'agricoltura Stefano Boco (che ha la delega per il biologico) ha annunciato l'apertura di un tavolo tecnico- politico per arrivare a definire il disciplinare per la vinificazione bio, previsto dal disegno di legge di riforma dell'agricoltura biologica, presentato dal Governo nelle scorse settimane.

Tante aziende visitate, tanti vini degustati, alcuni dei quali semplicemente strepitosi: gli ultimi, quelli dell'Antica Masseria Venditti di Castelvenere, a Benevento. Abbiamo anche incontrato interessanti vini bio totalmente senza solfiti e la degustazione è stata convincente.

E' stata presentata nello scenografico stand della regione Campania la prossima edizione di VitignoItalia, con la sezione VitignoBio (a Napoli dal 20 al 22 maggio), dove si svolgerà un convegno sul futuro del vino biologico, organizzato dall'Associazione Qualità Lazio e da VitignoItalia, con la collaborazione informativa del Vino biologico.

Insomma, la carne al fuoco (anzi, il vino nel bicchiere!) non manca.


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