venerdì 18 agosto 2006
Scrittori (e buon Montecucco biologico) da bere
Grande successo ad Arcidosso per la prima edizione di “Scrittori da bere”, il percorso enogastronomico e letterario organizzato dalla Provincia di Grosseto, dall’Associazione Terre Preziose e dal Comune di Arcidosso. L'evento si è svolto sabato 5 agosto 2006 nella suggestiva Corte del Castello Aldobrandesco di Arcidosso (Grosseto).
Nonostante i capricci del tempo, che ha obbligato gli organizzatori a rivoluzionare il programma della serata, tutto si è svolto nel modo migliore all'insegna della letteratura, della musica e dell’enogastronomia. È stato un momento importante di incontro tra il mondo del vino e quello della scrittura e dei libri, grazie al Salotto Letterario, che doveva tenersi nella corte del Castello ed invece è stato dirottato nelle sale.
La serata, aperta e condotta dalla giornalista Daniela Brancati, ideatrice dell'iniziativa insieme a Marcella Turziani, presidente dell'associazione Terre Preziose, è iniziata con la parte dedicata ai libri.
Protagoniste di questa prima fase quattro scrittrici: casualmente, o forse non proprio, tutte donne. Si tratta di personaggi che vengono da mondi differenti da quello della cultura letteraria, come la televisione, il giornalismo o lo spettacolo: scrittrici non di professione, ma comunque da valutare con attenzione.
A presentare le loro fatiche letterarie sono state:
- Tiziana Ferrario, giornalista, con “Vento di Kabul. Cronache afgane”;
- Silvia Tortora, giornalista e sceneggiatrice, con “Bambini cattivi - Vivi con loro ed imparerai ad amare”;
- Fioretta Mari, attrice, con “Ciao, artista!”;
- Serena Grandi, attrice, con “L'amante del federale”.
Dopo la cultura delle parole, la cultura del territorio e della tavola, con il percorso enogastronomico introdotto con molta partecipazione da Marcella Turziani. Con il filo conduttore della tradizione del Monta Amiata e accompagnati dalla sinfonia dei vini Doc Montecucco, sono state presentati tanti piatti del territorio, spesso rivisitati con intelligenza e grande abilità. Segnaliamo, tra le tante, solo alcune chicche: stuzzichini di pasta brisée di farina di castagne e alici; delizie della Laguna di Orbetello; il “fiandulone”, pane a base di farina di castagne della tradizione amiatina; straccetti di farina di castagne alle erbe aromatiche; guanciale, lonzino e pancetta di “macchiaiola maremmana”, una sottovarietà di Cinta senese, allevata allo stato semibrado; fagottino di pasta frolla di farina di castagne; crostata di ricotta allo zafferano.
Il percorso enogastronomico - ma sarebbe meglio parlare di maratona! - è stato innaffiato, come detto, dai vini della Doc Montecucco, offerti in degustazione da un bel gruppo di produttori.
Una menzione particolare per le aziende del vino biologico, presenti insieme agli altri produttori:
- la SchiaccionaiA di Marcella Turziani, a Cinigiano;
- La Poderina Toscana di Davide Berselli, a Montegiovi, con i suoi Doc Montecucco Rosso, Riserva e Sangiovese;
- l'azienda Basile di Cinigiano, con il suo Comandante, sempre Montecucco Doc.
L'immagine che apre questo articolo è una piccola autocelebrazione: nel cartellone della rassegna stampa di "Scrittori da bere" c'è anche il Blog del Vino Biologico!
Scrittori (e buon Montecucco biologico) da bere
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domenica 13 agosto 2006
I vini biologici di Roccadaspide in Germania con la guida Michelin
[fonte Denaro.it]
Condividono tutto Maria Rosaria Scorziello e Mario Ianniello: e non solo perché sono marito e moglie, ma soprattutto perché da anni sono alla guida di un’azienda vinicola di tutto rispetto, la Scorziello Ianniello di Roccadaspide, in provincia di Salerno, specializzata nella produzione di vini, il barbera Castel San Lorenzo Doc e un celebre barricato nelle botti artigianali cilentane, tutti a marchio Bios, segno evidente di un prodotto nato da uve con coltivazione biologica. L’azienda, di proprietà della famiglia Scorziello, inizia l’attività già nel 1979, con una produzione attenta e ossequiosa della tradizione. E’ così che i vini a marchio Bios arrivano nei migliori ristoranti delle zone turistiche salernitane, dalla costiera amalfitana a quella cilentana. Si aprono le porte dell’export: già nel 2000 i primi contatti con la Germania, grazie ad assaggi del prodotto nei ristoranti costieri e alla guida Michelin tedesca. I ristoranti di Francoforte scelgono così i vini di Roccadaspide.
Che a Mario Ianniello, titolare insieme alla moglie Maria Rosaria Scorziello dell’azienda vinicola Scorziello Ianniello di Roccadaspide, in provincia di Salerno, non piacciano troppo le interviste, è subito chiaro.
Ma alla naturale ritrosia, da non scambiare per scontrosità, che dimostra nel parlare della sua azienda, supplisce una delicata e amorevole volontà: quella di voler lasciar raccontare tutto a sua moglie Maria Rosaria Scorziello, erede di una famiglia dedita da tempo alla viticoltura a Roccadaspide, e quindi degna interprete di questo settore.
Coniugi, sono ugualmente coinvolti in questa attività dal 1979 con passione ed entusiasmi sempre nuovi.
“L’azienda nasce con la mia famiglia - racconta Maria Rosaria Scorziello - sono stati loro ad avviarmi in questo mestiere fornendomi la dedizione e gli strumenti necessari, oltre a una notevole dose di caparbietà, cosa che non può mai mancare in questo settore”. Mario Ianniello, pur ribadendo ogni volta che “ lui dà solo una mano alla moglie in azienda” è sicuramente l’altra metà del cielo di questa attività che è sinonimo di tradizione e di genuinità.
“Questo lavoro ci arricchisce giorno per giorno - spiega Maria Rosaria Scorziello - e l’entusiasmo ne è rinnovato di conseguenza. Io e mio marito abbiamo voluto innanzitutto creare una gamma di vini che fosse esatta interpretazione di questo territorio”. Parole che si traducono con un solo termine: Cilento. Perché i vini dell’azienda Scorziello Ianniello, barbera della Doc Castel San Lorenzo, recano un marchio significativo, quello di Bios. “E’ il marchio che contraddistingue una produzione di vini realizzati con uve da coltivazione biologica - precisa la titolare - e quindi perfettamente integrato con questo territorio”.
Dedizione ed entusiasmo premiano i due coniugi non solo sul territorio nazionale o squisitamente campano, ma anche all’estero, nel 2000. “Il 2000 è stato l’anno del nostro avvio all’export - racconta Maria Rosaria Scorziello - alcuni stranieri, soprattutto tedeschi, dopo aver saggiato i nostri vini, presenti nei ristoranti di alcune località turistiche, dalla Costiera amalfitana a quella cilentana, ci hanno espressamente cercati”. Ed è così che sempre più spesso, dal 2000 in poi, la cantina Scorziello Ianniello si è aperta a gruppi di tedeschi: i contatti così avviati e la presenza sulla guida Michelin tedesca, hanno poi favorito una distribuzione nei ristoranti tedeschi. “Siamo presenti a Francoforte, e in molti altri ristoranti - precisa la titolare, senza fare nomi, per non scontentare nessuno - ma ci hanno aiutato molto anche le fiere, dal Vinitaly a quelle di Monaco”.
L’azienda che coniuga perfettamente tradizione e innovazione, sapere antico e tecnologie moderne, guarda al futuro con ottimismo, ipotizzando nuovi mercati e prodotti al passo con i tempi e con il sapore di una volta. E’ il caso dell’ultimo nato di casa Scorziello Ianniello, il barricato nelle botti artigianali di legno cilentano, opera dell’artigiano De Rosa di Agropoli.
“Questa è stato un po’ un nostro capriccio - conclude Maria Rosaria Scorziello - perché il nostro enologo ci aveva consigliato delle barriques francesi. Ma abbiamo preferito celebrare in toto il nostro territorio, abbinando il gusto dei nostri vini all’estro dell’artigianato cilentano”.
E dallo sguardo complice che rivolge al marito, si intuisce che dietro questa scelta c’è lo zampino di Mario Ianniello.
Profilo aziendale
Ragione sociale: Azienda agricola Scorziello Ianniello di Maria Rosaria Scorziello, ditta individuale
Anno di costituzione: 1979
Sede: Via Di Giuliani, 62 Roccadaspide (Salerno)
Amministratore unico: Scorziello Maria Rosaria
Settore: vitivinicolo (produzione di barbera Castel San Lorenzo Doc a marchio Bios)
Addetti: 7
Sito Internet: http://www.vinobios.it
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venerdì 11 agosto 2006
Orvieto: al Palazzo del Gusto i vini biologici dell'azienda Di Filippo
Vino umbro al 100% - Grechetto dei Colli Martani, Sagrantino di Montefalco e Vernaccia di Cannara - per la settimana che si apre oggi, lunedì 7 agosto (fino al 12) al Palazzo del Gusto di Orvieto per la quarta tappa di “Cantine e Chef alla ribalta”. Protagonista delle degustazioni l’azienda agricola biologica Di Filippo, una realtà produttiva situata nelle campagne di Cannara - fra Torgiano e Montefalco - fortemente protesa ad una produzione di qualità fondata sulle vocazioni del territorio e su un progetto agronomico attentissimo alla cura colturale attraverso i metodi biologici e una bassa produzione per ettaro.
L’azienda è da dieci anni sotto il regime biologico e si caratterizza – questa la filosofia essenziale – nell’aver dato uno speciale privilegio ai vitigni autoctoni. Largo, quindi, a Sagrantino, Vernaccia Nera di Cannara, Sangiovese, Montepulciano, Ciliegiolo per i rossi; per i bianchi, invece, scommessa sul Grechetto dei Colli Martani e Trebbiano. Di Filippo tuttavia non disdegna altri e blasonati vitigni (a dimora ci sono impianti di Merlot, Pinot Bianco e Barbera) che entrano tuttavia in composizione senza alterare il “goût de terroir”.
Venerdì 11 agosto – alle 20.30 - i vini della cantina Di Filippo si accompagneranno con due eccellenze del territorio orvietano: il Porco Cinturello (Cinta Senese) del Ristorante “Il Girarrosto del Buongustaio” e i dolci dell’estasi della pasticceria “Di Mario”.
Una cena che è apologia del gusto, dei piaceri dei sensi. Un cantico ai sapori più autentici dell’Umbria.
I vini dell’azienda Di Filippo resteranno in degustazione presso l’Enoteca regionale / Palazzo del Gusto di Orvieto da Lunedì a Venerdì (dalle 11 alle 13; dalle 17 alle 19), Sabato e Domenica su prenotazione (min. 10 persone).
Costo della cena: € 22
Per informazioni e prenotazioni (entro giovedì)
0763 393529
347 9125494
[fonte: Orvietosi.it]
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domenica 30 luglio 2006
Comprare vini bio in Gran Bretagna
Vinceremos Organic Wine è la più antica azienda di vendita di vino biologico in Gran Bretagna. La sua offerta spazia dai vini quotidiani ai grandi vini e agli champagne, passando anche per birra, sidro, distillati, bevande di frutta.
L'attività, nata nel 1985, comprende oggi vini provenienti da Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Germania, Gran Bretagna, Argentina, Cile, Nuova Zelanda, Australia, Sud Africa e Stati Uniti. Ci sono anche vini bio dal Marocco e dal Libano, che però non sono certificati. Vinceremos presenta molti vini adatti a vegetariani e vegani (prodotti senza uso di preparati enologici di origine animale, come ad esempio l'albumina), come pure una scelta di vini biodinamici.
Il vino e le altre bevande biologiche vengono consegnate in tutto il territorio britannico.
Tra i prodotti di Vinceremos Organic Wine, segnaliamo alcune chicche, come un Porto e un Cognac, tutti rigorosamente biologici.
Tra i vini italiani, segnaliamo tra le altre le aziende Perlage, Casale Mattia, Fasoli Gino, Cantine Volpi, Erbaluna, Otto Marzo.
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venerdì 28 luglio 2006
Un interessante articolo sulla solforosa
Il problema dell’uso della anidride solforosa in enologia, soprattutto in quella biologica, e la possibilità di produrre vini senza aggiunta di SO2 sono sempre in primo piano.
Gian Antonio Posocco, enotecnico di Assiria Vini, ha scritto su questo argomento un interessante articolo che potete leggere qui.
Ricordiamo che al prossimo Sana 2006 Assiria Vini organizzerà la manifestazione "Per Bacco ...è Bio", interamente dedicata ai vini bio.
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martedì 25 luglio 2006
AAA Cercasi letame Doc
Per fare un vino di qualità ci vuole un'ottima terra, che per essere mantenuta tale deve essere concimata in maniera naturale: ecco perchè i produttori dei migliori vini del mondo si mettono in cerca di letame "doc".
A Valcasotto si sono riuniti alcuni tra i migliori produttori della Langa albese per discutere di letame biologico, come soluzione ai terreni che, dopo anni di sfruttamento intensivo, presentano eccessive quantità di metalli che derivano dall’uso di prodotti antiparassitari a base di rame e devono essere demineralizzati.
Le Langhe guardano quindi alla montagna dove le vacche si nutrono in modo naturale. L’idea dei produttori è di costruire un centro comune di produzione di letame biologico, capace di inserire anche la potatura secca, lo sfalcio, il secco delle piante, insomma ciò che i contadini facevano marcire nel terreno rendendo il letame davvero produttivo.
La proverbiale quadratura del cerchio: la collina pagherà il letame naturale ai produttori d'alpeggio e integrerà il "prodotto" per le specificità del proprio terreno, assorbendo i costi di trasformazione.
[fonte Grandain.com]
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lunedì 24 luglio 2006
Il Verdicchio biologico sceglie l'anfora
E’ una sperimentazione che sa di buono quella messa in atto dall’azienda “Pievalta” della Barone Pizzini, che si occupa di agricoltura biologica nella sua tenuta a Maiolati Spontini. Si tratta della vinificazione in anfora: un processo che non richiede l’utilizzo di solforosa e di altri prodotti enologici, ma che si basa sulla conservazione del mosto nella terracotta. Il tentativo è stato applicato con il Verdicchio, e il risultato è un’autentica eccellenza, un vino passito di Verdicchio che gli enologi della Pievalta hanno chiamato “Curina”.
La novità è stata presentata all’Enoteca Regionale delle Marche. Sono intervenuti come ospiti del direttore dell’Enoteca Giancarlo Rossi: il responsabile dell’azienda agricola Pievalta, Alessandro Fenino; il rappresentante Slowfood, Francesco Quercetti; il responsabile della Cooperativa Alce Nero (storica realtà del biologico italiano e marchigiano, ndr), Gino Girolomoni.
“Per tentare questa sperimentazione - spiega Fenino - abbiamo avviato una collaborazione con l’Università degli studi di Milano. Abbiamo acquistato due anfore da 270 litri da un artigiano di Deruta, in Umbria, e una è stata rivestita di cera d’api. Le anfore sono state interrate, lasciando fuori solo il tappo. Alla prova abbiamo destinato le migliori uve del vigneto San Paolo. La fermentazione è partita immediatamente...”.
[fonte: Greenplanet da Corriere Adriatico, 20 luglio 2006]
Pievalta nasce dalla volontà della Barone Pizzini, antica cantina della Franciacorta, di uscire dagli stretti confini bresciani e di andare a confrontarsi con alcuni dei più importanti territori viticoli italiani e coi loro vitigni autoctoni; ecco quindi, a partire dal 2000, svilupparsi il progetto “Meteore”, costituito da Poderi di Ghiaccioforte (Maremma; vitigno Sangiovese), Tenuta il Barco (Salento; vitigno Negroamaro) e, appunto, Pievalta a Maiolati Spontini, nel cuore delle terre del Verdicchio.L’azienda è costituita da due vigneti coltivati a verdicchio e posti su due terreni dalle differenti caratteristiche pedologiche: quello di Maiolati in località Monteschiavo collocato sulla sinistra del fiume Esino e caratterizzato da bianche argille calcaree e quello di San Paolo di Jesi in contrada Follonica posto a 400 metri slm dove l’argilla e la sabbia poggiano su un fondo di tufo. Sul vigneto di Monteschiavo, che ha una superficie di 22 ha e un’età di quasi trenta anni, stiamo intervenendo rinnovando 3,5ha e restaurando gli altri con un lavoro di rimpiazzo e infittimento delle viti, in modo da non perdere il prezioso apporto delle piante più vecchie ed espressive del territorio.
Dai 5 ettari del vigneto di San Paolo che per le sue caratteristiche pedoclimatiche rappresenta un vero “Grand Cru” della zona, produciamo il San Paolo, Verdicchio dei Castelli di Jesi Doc Classico Superiore, un vino dai profumi complessi e di grande persistenza e mineralità, che dall’annata 2004 sarà prodotto nella tipologia “riserva”.
Tutti i nostri vigneti sono coltivati col metodo dell’agricoltura biologica, metodo praticato in tutte la aziende del gruppo, in quanto, secondo noi, è l’unica pratica che permette alle uve e quindi ai vini di essere vera espressione del territorio da cui provengono.
Il Dominà è un Verdicchio dei Castelli di Jesi Doc Classico Superiore dai profumi accattivanti e dal sapore ampio e sapido e il Curina è un Verdicchio dei Castelli di Jesi Doc Passito, vinificato in parte in anfore di terracotta e in parte in barrique.
[fonte http://www.assivip.it/aziende/pievalta.htm]
Pievalta
Via Monteschiavo, 18 - 60030 Maiolati Spontini (AN)
Tel. 0731-889033 Fax 0731-889033
www.baronepizzini.it
pievalta@baronepizzini.it
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sabato 22 luglio 2006
Sondaggio Orwine sulla produzione del vino biologico
Il progetto di ricerca ORWINE, cofinanziato dall'Unione Europea, coinvolge 11 partner dai principali paesi europei produttori di vino ed è coordinato dall' Aiab, l'Associazione Italiana di Agricoltura Biologica.
Lo scopo principale del progetto è definire, con solide basi scientifiche e attraverso la discussione con i produttori ed i consumatori, i contenuti del futuro regolamento europeo sulla vinificazione biologica. Questo “pezzo mancante” dell'attuale normativa del settore biologico sta creando una competizione iniqua tra produttori e rende debole la comunicazione verso i mercati potenzialmente interessati al “vino biologico”.
Il progetto ORWINE è iniziato nel febbraio 2006 e si concluderà nel 2009, potendo così condurre attività sperimentale su tre vendemmie. Nel frattempo sono stati avviati studi di mercato e analisi delle richieste dei consumatori, così come è iniziata la fase di confronto con gli operatori.
Proprio per questo motivo Orwine chiede la collaborazione dei produttori di vino biologico per conoscere quale sia la reale situazione (attrezzature, pratiche, filosofie di produzione...) in cui avviene la vinificazione delle uve biologiche che domani vorranno diventare “vino biologico”.
Per partecipare al sondaggio e, in questo modo, anche al progetto Orwine, basta rispondere alle domande del sondaggio che trovate qui:
http://sondaggio.vinidea.net/sondaggi/sondaggio.php?id=773
Per maggiori informazioni
Fonte: rielaborato da Orwine
Non appena possibile, pubblicheremo il testo completo del questionario alla base del sondaggio.
Sondaggio Orwine sulla produzione del vino biologico
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mercoledì 19 luglio 2006
Ad Arcidosso (GR) il prossimo 5 agosto “Scrittori da bere”
Si terrà il 5 agosto 2006, nella suggestiva Corte del Castello Aldobrandesco di Arcidosso (Grosseto), la prima edizione del percorso enogastronomico e letterario organizzato dalla Provincia di Grosseto, dall’Associazione Terre Preziose e dal Comune di Arcidosso.
“Scrittori da bere”, una maratona all’insegna della letteratura, della musica e dell’enogastronomia, rappresenta un importante momento di incontro tra il mondo del vino e la scrittura, attraverso l’allestimento di un Salotto Letterario nella bella corte del Castello Aldobrandesco di Arcidosso.
L’appuntamento è per le 19: protagoniste della serata quattro scrittrici - casualmente tutte donne - i prodotti tipici del territorio che va dal mare alle pendici del Monte Amiata e la musica.
Scrittori da bere non è un incontro come tanti, ma produrrà un legame più profondo fra letteratura e vino, in particolare il Montecucco Doc, espressione recente di un territorio a grande vocazione vitivinicola. Dopo aver presentato a un pubblico selezionato le loro opere, le scrittrici Tiziana Ferrario, Silvia Tortora, Fioretta Mari e Serena Grandi, creeranno una dedica speciale che resterà negli annali della manifestazione e dell’etichetta.
Un’atmosfera polisensoriale sarà creata dalla fusione dei sapori dei libri, dei cibi, delle note. La platea inizialmente sarà guidata da Marcella Turziani, presidente dell'Associazione Terre Preziose, alla scoperta e degustazione dei prodotti tipici. Subito dopo la giornalista Daniela Brancati coinvolgerà il pubblico nella presentazione degli scrittori e dei libri, e della musica, grazie al cantautore Edoardo De Angelis, storico punto di riferimento della cosiddetta “scuola romana”, e al cantautore Bungaro.
Al momento del dolce saranno ‘servite’ le dediche che entreranno a far parte del grande libro firma della Doc del Montecucco.
Per informazioni Scrittori da berePer le prenotazioni mandare una email a:
prenotazioni@scrittoridabere.itOrganizzazione, grafica, immagine coordinata: Videocom srl
Per l’ufficio stampa: Gessica Giglio
gessicagiglio@libero.itInformazioni per i soli produttori enogastronomici
scrittoridabere@yahoo.it
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